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Melius Club

Estetica dei pezzi musicali (acustici) e hifi


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@mozarteum

Argomento fondamentale. Pare incredibile ma ci stavo pensando proprio nel weekend.

Complice la possiblità di ascoltare nel mio impianto un componente più nuovo, rispetto al mio titolare, mi sono involontariamente interrogato su cosa e come volevo venisse raggiunto dal mio sistema.

In primis, ciò che dico, vale principalmente per la musica classica, e nelle registazioni cui abbiamo l'alto livello ambito da te nel topic, possibilmente "musica vera" nella quale tutte le considerazioni fatte sopra possano valere. Cosa vogliamo che ci rappresenti una registrazione? E un impianto?

Abbiamo noi tutti dei gusti e delle predilizioni, ma sappiamo dove vogliamo tendere? Secondo me è una conditio sine qua non per realizzare qualcosa che ci avvicini davvero alla musica. Altrimenti si rischia di correre verso una direzione poco definita, fioriera di rischi e insoddisfazioni

Infatti il disco perfetto è quello che unisce tutte queste cose: esecuzione di alto livello e registrazione di alto livello. La registrazione comprende anche le cose dette da Mozarteum cioè coerenza stilistica.

È poi anche vero che un impianto può diciamo tirare più da una parte che dall'altra a seconda  di quel che ascolta il possessore

  • Melius 1
3 ore fa, mozarteum ha scritto:

Cio’ accade anche dal vivo: ci sono luoghi ideali per certe cose, inadatti ad altre

Da incorniciare IMHO

Da cui si può far discendere:

a) non esiste la "riproduzione vera assoluta" di un evento registrato in studio o in auditorio in un ambiente domestico

b) tutti gli ambienti in cui si ascoltano eventi e anche quelli domestici in cui si riproducono alla "meno peggio possibile" hanno caratteristiche "peculiari", non esiste l'assoluto

c) i punti "a" e "b" non determinano che "vale tutto", al contrario lo studio dell'acustica di un ambiente come un auditorio/sala da concerto è un aspetto importante (per esperti di settore NB), ma poi conta il giudizio soggettivo dell'umano che avrà il potere decisionale su cosa cercare/obiettivo finale da approssimare, ovvero saranno criteri soggettivi a determinare cosa voler ottenere

  • Melius 1
3 minuti fa, Paolo_AN ha scritto:

nel nostro caso

Per noi a parte casi (sempre rispettabili NB) di masochismo, ogni persona segue le proprie inclinazioni/preferenze/gusti = sceglie quello che gli piace (anche i masochisti 🤣 )

Altra cosa è invece un professionista che ha la responsabilità di scegliere l'acustica di un auditorio/sala da concerto, ma anche in questo caso è il committente che ha la responsabilità di scegliere il professionista che ritiene non solo competente tecnicamente (il minimo sindacale), ma con orientamenti personali graditi, ovvero si classificano gli esperti come i "valutatori di sistemi audio" e si scelgono quelli prossimi e si sta lontani come dalla peste da quelli palesemente non in linea con i propri criteri, per fare polemica (che non farò mai in pubblico) è facile per me citarne molti tra i partecipanti a questo forum 😁, ma poi li rispetto tutti perché da oltre 2.000 anni è palese che de gustibus ...

7 ore fa, mozarteum ha scritto:

Anche nella resa e nel

giudizio d’un impianto (ecco perche’ ho postato qui ma se lo ritenete si puo’ spostare in musica), si dovrebbe tener conto del risultato cui si tende; che e’ un risultato di conformita’ estetica.

È un po’ come per il peso del suono. La coerenza estetica è determinata dalla volontà dell’ingegnere del suono e/o direttore d’orchestra ed è tutto compreso nella registrazione. La riproduzione dovrebbe trasportarmi nel luogo…altri cercano un suono che piace a loro ma completamente fuori controllo.

Sono modi diversi di vivere l’hobby della riproduzione, una è l’alta fedeltà, l’altra….

Quindi la qualità della registrazione è la cosa più importante, la qualità dei diffusori è importante come l’ambiente dove si suona. 

  • Melius 1

Grande Moz...

Pure io  penso che sia fondamentale la questione della coerenza estetica tra contenuto musicale (scrittura, esecuzione, strumenti), registrazione e componentistica dell'impianto di riproduzione.

In Velut Luna eravamo piuttosto impegnati a dare, per ogni produzione, un sorta di cifra, connotato, impronta sonora, stile se vogliamo, in linea col contenuto musicale, ovvero appunto, genere, artista, scrittura, strumenti.

 

Lato rirpoduzione, Imho, non esiste al mondo l'impianto " perfetto per  tutto", ovvero dovrebbe esistere, ma io in quasi mezzo secolo di passione audiofila, non l'ho ancora trovato.

Così mi sono organizzato con setup diversi, considerando che vado a periodi, ovvero per alcuni mesi il blues, il country, il rock, per altri il jazz acustico o elettrico, per altri la classica, alternando e accoppiando sorgenti e diffusori, lasciando costante l'amplificazione.

Faccio degli esempi: Col blues del delta o elettrico (Hans Theessink, Joe Bonamassa, Buckethead, Robben Ford), niente di meglio, al momento, della coppia Denon DL103R con le Klipsch Heresy III, col Jazz o il piccolo ensemble classico Benz Glider o Audio Technica ATOC9 e le Sonus Faber Parva FMIII,
 con la sinfonica la Clearaudio Symphony V2 e le Sigma Acoustics Image SL.

Con le sorgenti digitali è tutto più facile perché ruoto solo le casse che sono su basi di marmo o di legno con ruote, realizzate su specifiche.

Poi, non è che se mi va, non ascolto diversamente, in definitiva ascolto quel che mi va, quando mi va, con quello che è collegato in quel momento, dato che "mediamente" i vari set up "digeriscono" tutto, ma ecco, alcune combinazioni sono... più azzeccate.

Gli esempi che ho fatto sono solo un'esemplificazione rispetto al thread..

 

Il 12/12/2022 at 19:17, Maurjmusic ha scritto:

 

Il 12/12/2022 at 13:36, mozarteum ha scritto:

Facciamo un esempio:

La Scala di Milano … perfetta per l’ Heavy Metal. 

 

@Discopersempre2

☹️ Ma io non scherzavo … l’acustica della Scala di Milano  genera pochissimo riverbero ed ha  un suono  sul lato quasi  ovattato … perfetto per le chitarre e le batterie lancinanti del l’Heavy Metal … capiscimi! 

  • Melius 1
Il 12/12/2022 at 20:05, Vmorrison ha scritto:

È un po’ come per il peso del suono. La coerenza estetica è determinata dalla volontà dell’ingegnere del suono e/o direttore d’orchestra ed è tutto compreso nella registrazione. La riproduzione dovrebbe trasportarmi nel luogo…altri cercano un suono che piace a loro ma completamente fuori controllo.


Coerenza estetica e registrazione spesso accade anche nel Rock … “Born to run” di  Springsteen ne è un esempio, cosi’ come Faith dei Cure o Vulcano di Jimmy Buffet. Spesso, soprattutto negli anni ‘70 e ‘80, gli artisti e i produttori registravano in determinati Studios proprio per creare una registrazione calzante con il contenuto.

  • Melius 1
38 minuti fa, gorillone ha scritto:

Born to run è un esempio di suono del cavolo! 😉


Non mi trovi d’accordo … secondo me è solo un album  non facile da riprodurre  bene, si rischia un suono confuso e timbricamente scuro    questo si. E’ una registrazione che si può ascoltare con soddisfazione nell’insieme. 

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