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Making Vinyl (and CD)


Kouros

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Veramente difficile capirci qualcosa personalmente ascolto solo CD ma non perché penso sia il formato che suona meglio.

Ho investito sia in termini di collezione che di impianto in quella direzione  e siccome ho raggiunto un livello per me molto appagante sia d'ascolto che di collezione mi sono fermato lì.

Bisogna anche trovare pace ed equilibrio  nelle passioni se no da fonte di piacere diventano fonte di stress 😬.

Detto questo se non sbaglio Guccini sta guadagnando molto di più vendendo CD e Vinili rispetto a gente super ascoltata in streaming e questo porterà anche altri cantanti e musicisti a riflettere sul fatto che inizialmente fermarsi ai soli formati fisici fa intascare più soldi.

Ultima considerazione il mercato non lo facciamo sicuramente noi audiofili ma gente che ascolta sia in streaming che in CD che in Vinile con mezzi molto poco performanti e non gliene può fregar di meno  se il vinile o il CD sul loro impianto si sente peggio dello streamer fatevene una ragione 😂.

 

 

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5 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Il titolo del Thread non è “possesso” versus “noleggio”, ma la rivincita, o la riscossa se si preferisce, del formato solido

 

Esattamente, ossia la (presunta) rivincita dell'acquisto sul noleggio.

Non è questione di "traslare", è un dato di fatto.

Chi opta per il formato solido lo fa perché vuole anche "possedere", oltre che fruire, una copia dell'opera. Chi ascolta in streaming, no.

Ed è un dato di fatto che ai files in download, gli stessi che ascolti in streaming, non viene assegnato lo stesso valore del supporto, sebbene siano offerti in vendita al pari (anche di costo) dei supporti.


Esempio pratico: Animals 2018 Remix. Disponibile in tutti i formati possibili ed immaginabili.

I files 16/44 vengono 15€

L'hi res 24/96 viene venduto a 17€

L'hi res 24/192 a 23€.

Il CD a 15€ ed il SACD a 50€.

Il vinile a 26€.

L'acquisto qualitativamente più sensato, con il miglior rapporto q/p, è il file 24/96.

E invece, si preferisce il CD o il Vinile, se lo si vuole possedere.

Il resto, non acquista nulla e va di Spotify.


1016468?w=660&h=371

 

 

 

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14 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Guarda siamo assolutamente d’accordo… specialmente sul termine “nicchia”! 
In questo caso, chi è acuto (beato chi lo è, io no di certo!) non segue la massa e crea una nicchia! 
Ma se è una nicchia, mi spieghi la regione dei dati economici “trionfali” del fatturato del vinile? Perché mi pare tu sia in contraddizione con te stesso. Mi pare, dico, perché forse è sfuggito qualcosa a me e sono io che non capisco.

Molto semplicemente perchè ,quando si vendono ancora dei supporti che costano molto quando la musica è praticamente gratis dappertutto ,eleva l'importanza di questi supporti a livelli più elevati di quando questi stessi supporti dominavano il mercato non perchè migliori o peggiori di altri ma semplicemente perchè non erano gli unici disponibili.

Una nicchia che passa (quella del vinile) da circa il 3% di 20-30 anni fa a circa il 15% odierno(senza contare l'enorme mercato dei dischi usati , io per esempio compro quasi esclusivamente vinili usati, che è probabilmente ancora superiore e porterebbe la percentuale quasi a raddoppiare) comincia a diventare una "nicchiona" che fa gola a molti.

Ricapitolando....in un mondo dove puoi ascoltare musica gratis dapperutto due formati fisici che costano un'enormità che raggiungono un quarto del mercato totale (e mi ripeto SENZA il conteggio del mercato dell'usato) non sono solamente "trionfali" ma oserei azzardare miracolosi.

14 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Questo è un fatto abbastanza negativo, in senso culturale: il bello di acquistare un supporto fisico è (era) proprio nell’andare di persona in negozio e incontrare altri appassionati con cui discutere e condividere idee e suggerimenti.

Tolto questo punto la differenza fra supporto fisico e supporto liquido (download) diventa “impalpabile”! E dal download digitale allo streaming il passo è assai breve…

Io non entro in un negozio per acquistare il nuovo da una 20ina di anni mi trovo benissimo ad acquistare online ma sono d'accordissimo sul fatto che il negozio fisico abbia un fascino tutto suo, il paese più evoluto musicalmente dei giorni nostri sia come vendite sia come gusti, ovvero il Giappone, ha ancora decine di mega catene dove si vendono formati fisici ed è , da sempre, il paese più tecnologico sul pianeta, questo perchè non si sono ancora fatti fagocitare dall'unicum globalista e ci tengono a pensare per conto proprio e non ad essere una colonia.

Comunque a comprare online c'è indubbiamente una serie di positività come il potere di scegliere con calma, il prezzo inferiore , la possibilità di trovare qualsiasi cosa che sarebbe impossibile da trovare in un negozio fisico, oserei dire che sono anche questi fattori ad avere ricreato l'interesse odierno per i formati fisici.

14 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Questo non è un argomento convincente, perdonami.

All’inizio della storia della ferrovia, il passaggio dei treni, per qualche decennio era addirittura additato come “opera del Demonio”…. da moltissime persone del popolo…insomma la maggioranza fa democrazia ma…non scienza! In scienza conta la dimostrazione dei fatti, non il come la pensa la maggioranza o un numero elevato di persone… no, conta solo la dimostrazione!

E allora riassumo il mio punto di vista, che non vuole essere né esclusivo né lesivo per nessuna idea diversa o contraria, anzi!

1) Nel 2022 il CD è un supporto superato sia per qualità audio (lo streaming o il file liquido che sia, se in HiRes, ha qualità audio superiore) sia per costi di produzione che per impatto ambientale (materiale, trasporto, stoccaggio, ecc)

2) Nel 2022 il vinile mantiene un suo senso per la qualità audio ancora molto valida ma:

-solo se usato con apparecchiature (gira, braccio, testina, preampli phono) di buon livello

-solo se contiene registrazioni fatte in epoca analogica (cioè da metà anni ‘80 in poi il supporto digitale è comunque sempre qualitativamente superiore!).

3) E di conseguenza si arriva all’ultimo punto, e cioè che il vinile se usato come supporto di registrazioni digitali ha poco senso… quindi musica del passato prossimo, del presente e del futuro è esclusa dai benefici del vinile (vedere l’enorme polemica su MoFi con apposite discussioni)

Questo non vuol dire che gli appassionati di musica, che desiderano avere un supporto fisico, non siano autorizzati a farlo, anzi! 
Ma qui si parlava del futuro ed… ecco.., il futuro della musica registrata no,  non è il vinile né il CD.

Però ecco, è colpa mia che ancora una volta mi sono lasciato “prendere la mano” e non ho detto la cosa che più mi premeva.

Perché dal titolo è evidente che l’argomento del Thread è più una questione economica che altro, no?

E allora ti dico: ma sei sicuro dei dati che sono riportati all’inizio? Perché leggendo diversi articoli sui quotidiani tipo il Sole 24 Ore, i dati dell’Industria discografica Americana per il 2021 mi parevano molto molti diversi, e mi pare strano che già si parli del 2022 ad anno ancora non concluso (le vendite di dicembre equivalgono a oltre il 30% dell’anno! 
Vedrò di documentarmi e poi eventualmente torno qui a discuterne… ma bonariamente, giusto per capire più per insegnare qualche cosa…

Qualità e pretese (giuste) audiofile non contano nulla quando si parla di questi numeri percentuali, i cd e i vinili NON si vendono per la qualità ma per il fatto che spendi soldi e hai in mano qualcosa che ti accompagnerà per il resto della vita senza bisogno di accendere il computer per poterli ascoltare.

Sono stato uno dei primi ad avere internet nel lontano 1996 (con tanto di targa ancora conservata nella casa dell'allora fornitore di servizi che costavano un occhio della testa con lentezza tartarughesca), quindi non sono contrario a prescindere alle innovazioni se sono logiche ed intelligenti,per me lo streaming musicale non lo è in quanto si paga un servizio per avere il nulla il giorno che smetti di pagare la "retta" .

Lo accetto per i film che sono però tutt'altra cosa , io ascolto moltissimo da youtube (che forse molti non lo sanno ma ha anche dei files ad altissima risoluzione che suonano benissimo) ma non pagherei mai per spotify o roba simile .

Riguardo poi ai dati del sito essi sono globali non americani , poi in alcuni paesi come appunto il Giappone le percentuali dei formati fisici raddoppiano addirittura e in altri sono la metà.

I paesi al mondo dove si consuma più musica sono da sempre Giappone UK e Germania e , guarda caso, sono anche i paesi dove i formati fisici hanno le percentuali più alte.

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@Jackhomo No più un "finanziario" visto che il motto di coloro che hanno fatto una fortuna investendo sui mercati è , da sempre: BE CONTRARIAN.

Ovvero investi su quello che nessuno vuole investire e vendi quello dove la massa sta investendo , un esempio recente è stato il bitcoin che chi lo ha acquistato 10 anni fa a circa 10 dollari e lo avesse tenuto fino al crollo di un mese fa sarebbe diventato ricco sfondato (ovviamente si parla di qualche decina di persone su 8 miliardi) o il carbone che sta guadagnando da fare paura proprio perchè i media caproni ci bombardano con la "green economy" che invece è crollata .

Perdonate il fuori argomento (ma non troppo fuori...)

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https://melius.club/topic/11909-making-vinyl-and-cd/page/2/#findComment-680616
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Posto anche questo articolo molto illuminante della bibbia capitalistica Forbes (è da sempre la rivista dei miliardari) .

L'articolo è del 2018 quindi il successo del vinile era meno clamoroso di ora.

Faccio notare che a Forbes non gliene fotte nulla se i profitti venissero da un vinile o da un chip impiantato nel cervello con tutte le compilation collegate all'apparato uditivo)

In poche parole testimonia che il mercato del vinile è MOLTO sottovalutato perchè non si tiene conto della parte più consistente, ovvero l'usato (ovviamente ,aggiungo io , metterei in tali statistiche anche il cd).

Fa altresì notare molto intelligentemente che lo streaming non puoi rivenderlo in quanto non è tuo.

Se a questo aggiungiamo che la musica più venduta è,per la prima volta nella storia, quella "vecchia" e non quella nuova a quanto ammonterebbero le vendite di vinili e cd sia nuovi che usati percentualmente???

Leggetelo (si può tradurlo istantaneamente cliccando sul mouse dx se usate miscrosoft edge e cliccando su traduci)perchè è molto illuminante.

 

https://www.forbes.com/sites/billrosenblatt/2018/09/18/vinyl-is-bigger-than-we-thought-much-bigger/?sh=772575601c9c

 

 

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E giusto per dirla tutta ecco un articolo sull'incredibile mercato giapponese, il migliore e più profittevole del mondo, dove il formato fisico la fa da padrone .

Pensate che dopo 20 anni si è aperto un nuovo Tower Records a New York e la cosa ha destato scalpore , quindi un negozio fisico...bene in Gappone ce ne sono 76 di questi supermercati dei dischi!

 

https://www.marketplace.org/2022/11/01/tower-records-stores-have-actually-been-thriving-all-this-time-in-japan/

 

 

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25 minuti fa, one4seven ha scritto:

Esattamente, ossia la (presunta) rivincita dell'acquisto sul noleggio

No, perdonami, non è affatto così. Mi spiego meglio: qui si parla di formato fisico versus formato “liquido”, che sia streaming o download poco importa.

Poco importa, ma è ovvio che il noleggio è lo streaming e il download è il possesso! 
Ma sia noleggio liquido che possesso liquido sono messi dall’altra parte della bilancia, rispetto al formato fisico. Questo dovrebbe essere chiaro, per cui lo ribadisco ancora a scanso di equivoci.

Noleggio e possesso c’entrano solo fino ad un certo punto, perché il download è possesso “per sempre” in tutti i sensi.

Facciamo l’esempio dei film a risoluzione HD 4 K: se mi interessa un film, magari appena uscito, che non c’è nelle mie piattaforme di streaming (Disney Plus, Amazon Prime, Paramount) posso affittarlo oppure comperarlo. Se la differenza di prezzo è modesta, in genere lo acquisto perché mi piace anche rivederli i film, perché così lo sento mio… La videocassetta o il file: che importa, sempre mio è!

Acquistare un film in formato digitale è esattamente uguale ad acquistare un file musicale in download. Perché il download va meno nel caso della musica? Perché mentre i film in 4 K, anche quelli recentissimi, sono spessissimo in offerta a 5 euro o poco più, per i file musicali vale il prezzo intero. Con la differenza  ulteriore che mentre i film uscito da poco ancora sono riservati (anche se ormai non più sempre e comunque) alle sale dei pochi cinema rimasto, e quindi in streaming non si trovano, ma semmai in download sì dopo una o due settimane, ma non in streaming, per i file musicali vale esattamente l’opposto: escono in streaming prima ancora che in formato fisico! E in streaming ad alta risoluzione! Se è così… è perché c’è sicuramente un guadagno economico per le grandi, e piccole, case discografiche, se no farebbero diversamente, proprio come per i film!

Da qui invito a leggere questo bell’articolo 

https://www.agendadigitale.eu/mercati-digitali/lo-streaming-fa-bene-alla-musica-e-ai-consumatori-lantitrust-uk-fa-luce-sul-mercato/

Lo streaming fa bene alla musica e ai consumatori, articolo che analizza i risultati ai quali è giunta l’authority inglese dopo ricerche accurate. Fra l’altro i dati economici, riportati nell’articolo  dell’Agosto 2022, cioè di 3-4 mesi fa, sono appunto parecchio diversi da quelli invece posti proprio all’inizio della discussione….

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12 minuti fa, Kouros ha scritto:

E giusto per dirla tutta ecco un articolo sull'incredibile mercato giapponese, il migliore e più profittevole del mondo

Io penso, onestamente, che sia un fatto di cultura più che altro. I Giapponesi probabilmente hanno un passione per il formato fisico… che digitale! 
Insomma …ecco.. l’informatica non l’hanno mica inventata i Giapponesi, ma gli Americani e poi noi Europei…

Tanto è vero che il Giappone è parecchio arretrato proprio sull’uso di tecnologie digitali..

Sarà balzato all’occhio di molti avere letto a settembre scorso sui quotidiani che finalmente il Giappone ha deciso di abolire il Floppy Disk nel 2023 negli uffici pubblici.

https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&ved=2ahUKEwibscult438AhVmQPEDHeu7DxsQFnoECAoQAQ&url=https%3A%2F%2Fwww.businessinsider.com%2Fjapan-calls-for-end-of-floppy-disks-report-2022-9&usg=AOvVaw1TCVtuZWnMQFabJEUO8w9M

 

Il Floppy?? Ma se io ci ho scritto la tesi di laurea 35 anni fa sui Floppy!! Floppy che sono scoparsi come uso e come mercato da… almeno 20 anni in EU e negli USA!

Insomma …ecco… si entra anche nei fatti di cultura…come l’avere enormi diffusori a tromba con efficienza di 99 dB/1 watt in salette di 3 metri per 3! Vaglielo tu a spiegare che non è proprio l’ideale… eppure… sono i diffusori al Top in Giappone…

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ho sufficiente numero di ce e vinili da poter ascoltare anche se il sistema produttivo musicale collassasse da un giorno allaltro. Non mi sono stracciato le vesti quando lo streaming sembrava fagocitare tutto,non mi sono disperato quando il cd sembrava far sparite il vinile, non mi esalto adesso chele vendite dei formati fisici scompaiono.

il problema vero dei musicisti  è di farssi conoscere e di far fruttare il loro lavoro, i mioni di brani che vemngpmno immmessi ogni giorno sul web nella uasi totaità ri casi passano inavvertiti, impossibile sovarli dato che sono decisamente troppi. Ma bisgna distinguere tra artisti arrivati e artisti sconosciuti. i primi devono valutare se sia meglio per loro prendere pochissimo ma su milion di brani distribuiti con lo streaming, o molto di più con ogni disco. al solito il marketing darà una risposta con un sapeinte mix delle due formule. viceversa un artista sconosciuto, che non riesce a farsi promuovere da una majir, può ben decidere di autorodursi  ma se ci si vuole affermare la autoproduzione non basta.il formsto fiico a volte è una sortadi biglietto da visita una sorta di curriculum. nessun servizio si steaming puà non avere a catalogo i f, quindi il gruppo può negoziare da posizioni di fornza, cactus_atomo invece se vuoe finire su quobuz o tidal deve accettare obtort collo le condizioni della iattaforma

noi ragioniamo da audiofili, che vogliamo musica di qualità prodotta e registrata qualitativamente, alla gente comune tutto questo non importa, basya vedere i titoli dell hit. I numeri di vendita non sono tutto

egoisticamente mi fa piacere poter attingere per il formato fisico su prodotti nuovi, ma nella mia situazione cd, vinile e streaming possono tranuollamente convivere e compensarsi a vicenda

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