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L’esperienza, nell’ascolto dell’HiFi, quanto è importante?


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42 minuti fa, loureediano ha scritto:

Se con l'esperienza non xiete arrivati a questa conclusione allora non è esperienza ma illusione.

 

Può essere anche una accettazione consapevole di un compromesso:  nel mio caso (ho 2 impianti) uno piuttosto bassoso e uno molto meno (gato audio fm15) spesso quando sono piuttosto stanco e ho la testa piena di vociacce  e suonacci ( che mi devo sorbire ahimè come tutti qui) il 2 vie da stand (pur avendo meno bassi) lo trovo riposante e piacevole - si ha i bassacci indietro - lo so ma lo apprezzo lo stesso e ne conosco il limite 

5 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

lo so ma lo apprezzo lo stesso e ne conosco il limite 

Limite per le basse frequenze ma poi questi 2 vie ragionevoli hanno per me anche dei pregi - li trovo spesso molto gradevoli - e con il loro modesto ingombro riescono a creare un campo sonoro apprezzabile - realistico.

 

Molti penso non vogliono sempre calarsi (ogni tanto si) nella simulazione più perfetta dell'evento reale specialmente come potenza - magari ogni tanto ma non sempre . quindi luci soffuse e colori ambrati - e magnifica musica che ti accarezza invece di prenderti a ceffoni .... e le brutture della giornata sono dimenticate

  • Melius 1
4 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

il 2 vie da stand (pur avendo meno bassi) lo trovo riposante e piacevole - si ha i bassacci indietro - lo so ma lo apprezzo lo stesso e ne conosco il limite 

Credo questo sia un po' il succo del discorso: "...ne conosco il limite".

Tornando alle esperienze, personalmente nasco con la musica prodotta - in età adolescenziale - e, pur sviluppando necessariamente un orecchio molto sensibile ai suoni reali, ho virato l'attenzione al mio strumento in particolare.

Ciò, se da una parte tiene l'orecchio allenato, dall'altra l'ha viziato ad un ascolto molto critico della batteria e, più in generale, all'interplay con l'intera base ritmica (basso, percussioni...).

Giunto poco oltre l'interesse per la riproduzione, ho realizzato col tempo, ascolti di sistemi hi-fi, scambio di opinioni con persone ben più preparate di me - anche qui in Melius - che dovevo correggere il vizio, pur riconoscendo di partire col piede giusto. Oltre alla valutazione di una serie di altri parametri, non sempre strettamente correlati con la musica dal vivo.

Al momento non credo di aver corretto del tutto il problema, ma di certo so come lavorare, consapevole che il percorso è lungo ma l'obiettivo è chiaro.

In tutto questo la musica è sempre protagonista, linfa vitale per il mio spirito. 

@extermination concordo. La prima vera esperienza formativa è l'ascolto delle più svariate forme di musica. Più vai avanti nelle esperienze di ascolto, e più ti rendi conto di quanto sia necessario un sistema "completo".

Poi avete tutti ragione, spesso si tratta di compromessi forzati o meno, a volte di gusti. 

Ma è lì che per me bisogna tendere.

3 ore fa, loureediano ha scritto:

Ma un vero sistema hifi deve riprodurre tutte le frequenze presenti nella registrazione 

Se con l'esperienza non xiete arrivati a questa conclusione allora non è esperienza ma illusione

Per me, è esattamente il contrario. 
Proprio grazie all’esperienza, ho capito, che non è necessario riprodurre tutte le frequenze (bassissime) perché un sistema hifi, sia qualitativamente valido. Diciamocelo, al di là dell’impatto sonoro (spesso più fisico che musicale), che piace a tanti sentire, al di sotto di certe frequenze, c’è poco musica. 
Un diffusore di qualità pur limitato in frequenza, a 50/60hz, basterà nel 90% delle occasioni musicali, le restanti basta essere consci dei suoi limiti. È un compromesso, ovviamente, che diventa sempre più accettabile, mano a mano che la qualità di altri parametri sonori, vanno a crescere. 
E grazie all’esperienza, nell’ascolto della musica dal vivo, ad esempio, che ci rende conto che nella realtà, le basse frequenze esistono, ma non sono esattamente emesse come quelle dei vostri woofer. 

Nella musica reale, non esiste il colpo nello stomaco, non esiste il contrabbasso che fa tremare i vetri, non vi è lo spostamento d’aria del cono di un woofer da 30. 
Parlando di esperienze, mi sembra che alcuni di voi, ne abbiano ancora molte da fare. 😏
 

  • Haha 1
9 ore fa, aldofranci ha scritto:

questo sia un vantaggio o meno...la parte sottolineata è comica: neanche un DSP progettato su Giove può fare una cosa simile. 

 

non é che un vantaggio, é un pre requisito. perché avvicinano la propagazione reale del suono e quindi contribuiscono alla tridimensionalità della scena.

se ti sposti e passeggi la scena deve rimenere granitica, li, come un evento reale. almeno in stereofonia. fuori la zona del punto di ascolto, e quindi in relazione anche fuori asse, i filtri dei DSP fanno danni incommensurabili sulla fase, tant'é che molti SW ti fanno scegliere il tipo di correzione nel livello della sua efficacia, per preservare un minimo il segnale fuori "fuoco". chiunque applichi un filtro digitale sulle alte frequenze rovina l'ascolto stereofonico.

io su di te invece non cambio opinione. le sibilanti inascoltabili non esistono, anche se nell'incisione sono state enfatizzare dall'effetto di prossimità di qualche microfono. sono professionisti, almeno i microfoni li sanno posizionare... 

Che vi devo dire? Che avete ragione? 

Ma se la maggior parte delle prerogative dei piccoli diffusri sono proprio quelle che nella musica dal vivo non esistono, di che stiamo parlando?

 

 

  • Melius 1

Io proprio non capisco, sarà un mio limite.

Si continua a ripetere che è migliore un ascolto con un buon/ottimo diffusore limitato in frequenza che con un impianto da giostre a gamma intera.

Bravi: Catalano docet.

Ci sarebbe poi una terza possibilità, un buon ottimo diffusore/sistema di diffusori, (sapientemente collocato in ambiente), che riproducendo la gamma intera, suoni pure bene. E' così strano? E se non fosse strano, non potremmo almeno convenire che quel sistema è più "fedele all'alta fedeltà" dell'altro?

Che poi si debba far di necessità virtù, io in primis, chi lo nega? Ma se avessi ambiente appropriato, soldi in tasca da spendere, volendoli spendere, l'esperienza a quella scelta mi porterebbe, senza se e senza ma.

 

1 ora fa, emaspac ha scritto:

se ti sposti e passeggi la scena deve rimenere granitica, li, come un evento reale. almeno in stereofonia

Si, se hai un diffusore scollegato e ascolti in mono, può succedere.

  • Haha 1

@gianventu perdonami, ma credo che qui nessuno abbia detto che avere meno, sia meglio che avere tutto. Si parlava, di scelta, di compromesso, di qualità. È ovvio, che se possiamo avere un sistema completo, altamente performante in ogni frequenza riproducibile, e soprattutto di qualità hifi, allora abbiamo tutto. Ma dato che l’HiFi è quasi sempre un compromesso, dobbiamo scegliere a quali parametri dare più importanza. Ognuno, evidentemente, ha i suoi. 😏

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