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Paolo Conte alla Scala


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L’araba fenice finora non s’e’ vista. La musica esatta (quella cioe’ su spartito) eseguita nelle sale da concerto ha parabola creativa pressoche’ conclusa. Dopo Stockhausen Varese Schnittke difficile dire cose nuove.

Si possono affermare stili sincretici che mescolano cose diverse ma non sempre i risultati sono di rilievo e infatti questi esperimenti si perdono dopo poco.

Poi senti come a Roma qualche giorno fa 3 e 4 di Brahms e cioe’ quanto di piu’ classico esista fatto

come Dio comanda (direzione di Chung e orchestra in stato di grazia) e scopri quanto e’ meraviglioso riascoltare nella bellezza abbagliante del suono vero anche i capolavori che si pensa di conoscere a menadito

 

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https://melius.club/topic/12874-paolo-conte-alla-scala/page/4/#findComment-746638
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2 ore fa, mozarteum ha scritto:

L’araba fenice finora non s’e’ vista. La musica esatta (quella cioe’ su spartito) eseguita nelle sale da concerto ha parabola creativa pressoche’ conclusa. Dopo Stockhausen Varese Schnittke difficile dire cose nuove.

Si possono affermare stili sincretici che mescolano cose diverse ma non sempre i risultati sono di rilievo e infatti questi esperimenti si perdono dopo poco.

Poi senti come a Roma qualche giorno fa 3 e 4 di Brahms e cioe’ quanto di piu’ classico esista fatto

come Dio comanda (direzione di Chung e orchestra in stato di grazia) e scopri quanto e’ meraviglioso riascoltare nella bellezza abbagliante del suono vero anche i capolavori che si pensa di conoscere a menadito

 

 

D'accordissimo, pertanto, come dicevo nell'altro post, la musica bisogna cercarsela da se', nei vari luoghi nei quali si celebrano ancora le musiche vive, senza attendere i "trasudi" delle macerie del "campa cavallo". .
La grande musica si ritrova sempre, ovunque, anche dalla "tradizione" più conosciuta e "frequentata" come esperenzialmente affermi, di qualunque genere essa sia, colta o popolore, scritta od orale. Sintetizzando. La musica è un fatto mentale e spirituale, non subisce i cedimenti del tempo, appartiene ad un solo luogo e ad ogni luogo, la grande musica resta immortale.

Il primo presupposto è che la musica "ritrovata" sia dal "vivo" per poter celebrare all'infinito l'incessante battesimo delle musiche già nate e assai "vissute" le quali, come per magia, tornano a ri-nascere, ogni volta, a nuova vita.


 

2 ore fa, mozarteum ha scritto:

Pero’ non ho capito la questione della casta.

 

 

Su questo mi piacerebbe tornare ma dopo,  si cena tardi stasera...

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https://melius.club/topic/12874-paolo-conte-alla-scala/page/4/#findComment-746825
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Tornando in tema, dall’ Huffpost posto il  bel commento,  musicalmente molto dettagliato, dell’ ottimo critico e musicista, Massimo Bernardini, noto anche perché conduce il programma « Nessun dorma » su Rai5. A mio avviso vale la pena di essere letto. :classic_smile:
https://www.huffingtonpost.it/rubriche/diario-di-uno-spettatore/2023/02/20/news/paolo_conte_alla_scala_luomo_giusto_al_posto_giusto-11385000/

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https://melius.club/topic/12874-paolo-conte-alla-scala/page/4/#findComment-747257
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18 ore fa, mozarteum ha scritto:

Pero’ non ho capito la questione della casta.

 

 

Per quanto mi riguarda usavo tale termine con riferimento alle alzate di scudi contro le musiche "altre" da parte dei gelosi ed oltranzisti custodi di una tradizione riferibile a un gruppo sociale chiuso che tende a conservare se stessa in nome di una improponible  purezza della ... casta.

Su questo abbiamo già espresso le nostre posizioni nel caso concreto trattato in questa discussione.


Sul resto...

 

18 ore fa, mozarteum ha scritto:

Ma chi frequenta assiduamente il mondo musicale italiano e non (sono abbonato anche alla Scala) puo’ constatare come i teatri lirici piu’ che le sale da concerto siano frequentate da giovani e abbiano programmazione tutt’altro che stantia e paludata.

 

e su quanto dici sul panorama musicale italiano mi trovo sostanzialmente d'accordo, nel criticare certe posizioni "estremistiche" non intendevo fare di tutta l'erba un fascio, pur non essendo al momento un assiduo dei concerti come te potrei tuttavia vantare una "carriera" d'instancabile, appassionato ascoltatore onnivoro di antica data con intensa e lunga esperienza del fare musica per diletto.
Vorrei solo far presente che le programmazioni concertistiche in Italia per quanto riguarda la musica antica e barocca, in parte anche la "classica", la "cameristica" in generale, le "avanguardie" del '900 e contemporanee, ecc, ecc,  rispetto ad altri paesi europei di grande tradizione musicale siamo ancora ai più limitati termini, e quel che si fa a mio avviso è troppo poco.
Non solo per il meloframma belcantistico "ottocenteasco", la nostra tradizione musicale è famosa nel mondo intero per l'importanza che rivestono i periodi musicali "antichi" (gregoriano, medievo), rinascimentali e barocchi, incluso il "classico" (Mozart forse non sarebbe stato tal qual fu, ed è, senza i grandi e pressochè dimenticati, così poco eseguiti, compositori della scuola "napoletana" del tardo '700, e senza Haydn.., discorso da farsi a parte) nella costruzione dell'ossatura portante dell'intera tradizione musicale occidentale (il sommo Bach "trascriveva" i nostri VIvaldi, Marcello, Pergolesi, ecc... attingendo ANCHE da essi linfa compositiva increata...), con l'apporto ovviamente di culture musicali di altre nazioni. 

E di questo anche dovremmo andare più che fier ed esporre in grandi e frequenti vetrine, invece di lascerle ai...  "francesi" e ad altri transalpini.

 

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19 ore fa, mozarteum ha scritto:

A Roma i grandi concerti del Gonfalone ad esempio dove prevale il barocco

 

 

Il Gonfalone è un luogo che ho frequentato assiduamente, ai tempi di Gastone Tosato che lo capitanava, e anche oltre quegli anni delle grandi risscoperte dei mondi musicali "antichi" che si riaffacciano prepotentemente nella nostra modernità.
Ancora oggi tale antica e gloriosa istituzione offre un'ottima programmazione non solo di barocca, con ampia offerta di cameristica, di autori dei  periodi musicali più diversificati.  https://www.oratoriogonfalone.eu/home-italiano/stagione-concertistica-2022-23/

Sono istituzioni "private" come queste, un po' di nicchia se possibile, la Filarmonica Romana, ecc, che pur non avendo vita facile, offrono la possibilità di ascolti di musiche più "cenerentola"... Ricordo la AMR (assoc. musciale romana) che organizzava memorabili concerti alla Cancelleria Hiliard Ensembre; Savall e Figueras; Leonhardt; Renè Jacobs; Nigel Rogers, eccc),  organizzatrice tra l'altro di un meraviglioso festival internazionale dell'organo ai quali partecipavano i più grandi organisti di ogni nazione (Leonhardt, Chapuis, ecc)  che si teneva  nella chiesa dei Fiorentini (vicino al Music Inn, glorioso jazzclub defunto anch'ègli.., altra storia, analoghi destini...) , che fu mandato a morte per mancanza di fondi e per la cecità ottusa delle amministrazioni cittadine.
Tutto finito.., restano poche cose, volenterose, mentre le grandi istituzioni musicali usano per tali musiche orfanelle (in Italia, s'intende) il "contagocce".

Per tornare un attimo al Gonfalone, se posso anch'io permettermi una divagaione autoreferenziale, fu proprio in quel magnifico ed "intimo"  luogo di inestimabile valore architettonico, tra l'altro, che nel dicembre del 1985 fu eseguita la rara e meravigliosa "Passio Domini Nostri Jesu Christi Secundum Joannem" per soli, coro ed orchestra di Alessandro Scarlatti dal coro da camera e orchestra barocca del CIMA diretti da Sergio Siminovich, io ero, uno dei bassi, nel coro "ristretto", 2 o 3 elementi a voce, quasi un parti reali, dove gli stessi coristi eseguivano i recitativi; Furio Zanasi, era Jesù, Fabio Biondi primo violino della "piccola" orchestra da camera.

Feci registrare il concerto da un amico con il mio rec. Marantz stereo portatile; ancora oggi, sia la cassetta che il trasferimento in CD, si sentono molto bene, grazie anche alla spettacolare acustica dell'Oratorio del Gonfalone.

 

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