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Carl Czerny, chi era costui?


Grancolauro

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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:
2 ore fa, Grancolauro ha scritto:
4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

non trovo nessuna relazione con la questione trattata

Mi sbaglierò Peppe, ma a me non sembra sia così. Questo perché credo che per valutare il valore artistico (in senso lato) di un’opera concepita per la didattica sia indispensabile prendere in considerazione anche il punto di vista dell’ esecutore, non solo quello di chi ascolta. Poi, volendo, si può discutere sulla qualità estetica di quello o di quell’altro studio di Czerny in modo più circostanziato.

Penso Damiano che vi sia un fraintendimento, o che mi sia spiegato male io, non mi pare mettessi in dubbio le capacità musicali dell'esecutore, il suo tipo di approccio nel far emergere il valore artistico di una musica per la didattica, intendo dire che l'ascoltatore a prescindere da questo  potrà dire la sua sull'estetica di Czerny o d'altro autore, indipendentemente dal valore dell'interprete. 

Ed è quello di cui stiamo parlando. Ovvio che l'interprete debba prepararsi a 360° per affrontare qualisiasi reperorio, anche quelli diversissimi tra di loro.

Temo sia stato io a non piegarmi bene. Non mi riferivo alle capacità dell'interprete.  Cercavo di dire che quando si valuta il valore artistico di un'opera didattica va presa in considerazione anche l'esperienza estetica (emotiva, intellettuale, spirituale) di chi esegue quell'opera, non solo l'esperienza dell'ascoltatore non-esecutore. Fosse solo perché l'interprete è qui il destinatario primo di un'opera che non è stata concepita per essere eseguita in pubblico. Come dire: in casi come questi l'interprete non è un tramite ma il fruitore immediato dell'opera. E l'effetto che l'opera produce in lui ha dunque una immediata rilevanza estetica, a mio modo di vedere. Ma si tratta di sottigliezze se vuoi. Spero ora ci siamo capiti.

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https://melius.club/topic/12950-carl-czerny-chi-era-costui/page/3/#findComment-743270
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4 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Spero ora ci siamo capiti.

 

 

Capito, e sono d'accordo, non avevo capito a cosa ti riferissi, al fatto che il primo destinatario delle opere didattiche di Czerny, o di chinque altro autore, sia l'interprete il quale potrà trovare o meno musicalmente poetiche le stesse, nel momento in cui sia lui,  molto di più che l'ascoltatore, ad approfondirle, studiare, doverle farle "proprie", dove, ne convengo, l'espressione poetica potrà sgorgare anche nelle musiche destinate all'insegnamento non in modo "prioritario" ma non esclusivo, come accade con i già citati studi di Chopin, Liszt, il CBT di Bach nelle cui estetiche però mi sembra appaia più immediatamente "udibile" l'insita poesia, la prioritaria destinazione anche pubblica, concertista ,dei brani stessi.

Ma su questo suppongo non vi sia da fraintendersi, trovo sciocco di solito fare delle classifiche convenzionali e secche, ma con la qualità formale, contenutistica, estetica, stilistica, poetica degli Studi di Chopin, di Liszt, di Bach, siamo su ben altri livelli.

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21 minuti fa, my2cents ha scritto:

Ma la distanza non presuppone che non vi siano attinenze o legami.

 

Vabbè.., della serie: se non è zuppa è pan bagnato. Per quanto riguarda l'attinenza, io cosa avrei scritto?

 

1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

... i suoi macrokosmos con i microkosmos di Bartok? L'attinenza è soltanto nel "pretesto", nell'intenzione, nella somiglianza dei titoli, gli esiti, i caratteri musicali, estetici, linguistici, perfino "psicologici", sono totalmente all'opposto.

 

aggiungo che la distanza si coglie anche, cosa molto importante, nelle differenti destinazini e finalità pedagogiche dei due "modi" musicali che presuppongono ed ottengono risultati diversissimi allorchè agiscono all'interno dei distinti mondi, del bambino e dell'adulto, impiegando linguaggi, metodi, tecniche, forme ed estetiche musicali molto diversi e incompatibili tra di loro.

Poi tutto è musica e quindi potremmo ravvisare in questo il legame tra musiche diverse? Ma certo..,però servirà lanciarsi in un dibattito interminabile per poter ri-affermare una tale bella quanto scontata, banale verità?

 

Si potrà speculare ad oltranza su tutto, ma se si ha interesse a portare il discorso verso altre direzioni, creando delle sovrappositzioni di tematiche, per evitare  di ingolfare il topic si potrà sempre aprire un topic specifico.

Proviamo a tornare a Czeky e d'intorni , ma facendo qualche pertinente giro di boa il giusto lungo non già la traversata dell'Atlantico.
 

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https://melius.club/topic/12950-carl-czerny-chi-era-costui/page/3/#findComment-743372
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1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

due "modi" musicali che presuppongono ed ottengono risultati diversissimi allorchè agiscono all'interno dei distinti mondi, del bambino e dell'adulto, impiegando linguaggi, metodi, tecniche, forme ed estetiche musicali molto diversi e incompatibili tra di loro

Non concordo, ma ripeto che l'esempio di Makrokosmos era prorio per portare dei pezzi che, ripeto, esigono, una interpretazione ed esecuzione della musica altra. Il tutto era finalizzato a portare solo un esempio sulla "tipolgia" degli esercizi e degli studi. Alcuni richiedono una espressività profonda, sono campi aperti per un cavallo che scalpita,  dove può esprimere la sua vitalità in senso ampio e totale, diciamo che sono il lato Dionisiaco. Altri studi, muiche etc.sono come un sarcofago (passatemi il termine) che impongono una morte ideale della vitalita, una rinuncia a spinte sentimentali ed egoiche; sono un contatto contemplativo con la propria interiorità, e anche con l'aspetto mentale, che non è da confondere con la "cerebralita' come ti piace fare. Diciamo che questo è l'aspetto Apollineo. Ora non è per fare la circonvavigazione del globo, anche perché la cosa mi pareva già conclusa. Si, sono cose distanti, all'opposto, ma a ben sentire e guardare una sta nell'altra e viceversa. Una cosa distante ha comunque un punto di partenza. Ma questo punto sta su una circonferenza ed entrambe hanno un centro che le muove, ovvero la musica, che esige forme infinite a volte distanti ma allo stesso tempo vicine alla loro fonte. Quindi a ben guardare non sono mai così distanti. Quindi per cortesia, caro Peppe, sei tu che intasi la discussione. Il post era finito, circostanziato e  a quanto pare "apprezzato" e ritenuto pertinente dall'autore del 3d. Le altre cose che chiami "intasature"  sono solo  le mie risposte ai tuoi post ripeturi e incalzanti. Poi, se tutto puoi indirizzare,  e commentare come ti pare, perche hai sempre ragione e questa ormai ti appartine per diritto acquisito, e ti diverte, fai pure quello che ti pare.

Ps. Ciò che scrivi su Crumb lo trovo profondamente fuori tema, e frainteso....e visto che non sei il solo ad avere buona memoria, ti faccio menzione che analogo panegirico lo facesto in illo tempore...non questo il tema del 3d, ma visto che insisti la risposta era dovuta. Così in alto così in basso, questo è Microcosmos e Makrokosmos, è solo in problema di apparenti distanze, attraverso le quali bisogna passare, vecchi o bambini, tutti compresi. 

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1 ora fa, my2cents ha scritto:

Apollineo.

 Ce sarai

 

Avevo risposto nel merito delle evidente e profonde differenze che ci sono tra due casi musicali che tu non io hai tirato in ballo, quindi l'intasatore dovresti essere tu, propondendo due esempi pratici, fattuali, due video attraverso i quali poter asoltare e valutare due mondi musicali a confronti che sono evidentemente distanti. Un ultimo post semplice per chideere la questione già dibattuta chiearite le diverse posizioni, ma  ti sei ripresentato non pago..

 

 

4 ore fa, my2cents ha scritto:

Ma la distanza non presuppone che non vi siano attinenze o legami.

 

al che ho voluto darti soddisfazione con una risposta chiara e definitiva.., pensavo.., ma la tua tifoseria per la tuttologia morde...visto  che non vuoi CONFRONTARTI su un semplice e innegabile dato di fatto e  ricominci con li panegirici "fisolofici" astratti, senza motivare mai le tue terorie, per dire tutto senza dire niente  scomodando perfino i massimi sistemi del pensiero antico, il dionisicao e l'apollineo... gesù!! ( io sempre, per tutta la vita: dionisiaco, grazie!)


Hai ulteriormente cercato di portare more solito il discorso dove intendi portarlo tu, verdo la solo cosa che comprendo che ritiri fiori in ogni discussione; io sono rtimasto sempre in tema, sulla questione proposta dall'opener con i quale ho scambiato opinioni in tema e dove ho solo risposto sulle cose su cui  ti allargavi che all'inizio si potevano gestire che poi le hai trasformate nel tuo solito mantra interminabile.
Ora cerchi di rigirare la frittata.., ma devi fartene una ragione; non le chiacchiere, la differenza tra le due dimensioni musicali le fa la musica stessa, basta ascoltare ed avere orecchio non la faziosità prevenuta che che ti porta a ignorare astrumentalmente il nocciolo della questione e ad imbastire  i soliti rimescolamenti concettuosi  attaverso i quali credi di poterti imporre mentre finisci per incartarti sempre di più.  Il confronto delle musiche per capire come stiano le cose. E le cose stanno come gli stessi brani musicali ci dicono che stiano,  brani che ho postato proprio per evitare di fare chiacchiere inutili e debordanti a fronte di ciò che è palesemente scontato. Pia illusione.., ti lasci sempre trascinare dalle tue "dietrologie" e dagli stracapimenti.

Il fatto che un utente, lo stesso opener abbia condiviso delle idee con te, sta benissimo, però perchè cerchi di tirarli per la giacchetta evocandoli ogni due per tre.., e questo cmq non significa che non possa esserci chi non ti condivide motivandone le ragioni, cosa che tu non fai perchè eludi i fatti e voli verso le astratteze "vanitose"...

A questo punto la polemica è arrivata al capolinea, oltre la misura accettabile,. Le diverse  posizioni  sono state chiarite, non serve ricominciare, ciascuno si farà la propria idea.

AVVISO: si torna in argomento, a Czeky e d'intorni , facendo qualche pertinente giro di boa il giusto lungo, non già la traversata dell'Atlantico, e senza tornare sulla questione già sviscerata.

 

 

 

 

  • Confused 1
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Per sdrammatizzare e rappacificare gli animi, propongo di ascoltare lo studio in La bemolle maggiore di Moszkowski, una disperazione per molti pianisti ma che grazie all’arte sapiente di Pletnev rivela una bellezza squisita. Ah, Moszkowski fu un grande ammiratore di Czerny 😉

 

  • Melius 1
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40 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

propongo di ascoltare lo studio in La bemolle maggiore di Moszkowski, una disperazione per molti pianisti ma che grazie all’arte sapiente di Pletnev rivela una bellezza squisita. Ah, Moszkowski fu un grande ammiratore di Czerny 😉

 

Beh.., sembra davvero tosto il brano, molto virtuoso, di grande attrattiva per il pubblico, straordinario in mano a Pletnev!

Avevo letto che Moszkowski fosse tra gli ammiratori di Czerny - il bello della varietà dei gusti - un autore che conosco marginalmente. Altro di suo che ti sentiresti di suggerire?

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@analogico_09 eccomi, scusami. Non sono un grande esperto di Moszkowski purtroppo. Conosco gli studi dell’op. 72 perché sono pezzi che si portavano ai concorsi. Poi degno di nota c’è il secondo concerto per pianoforte e orchestra, op. 59. Ma a me piacciono soprattutto alcuni suoi lavori per piano minori: alcuni valzer e i pezzi dell’op.36, che sono splendidi e dove l’aspetto virtuosistico è un po’ meno marcato . Poi ci sono le opere per orchestra e il concerto per violino che però non conosco, francamente.

I pezzi per piano più noti di Moszkowski sono però alla fine il Capriccio spagnolo (usato come bis ipervirtuosistico da vari pianisti) e la Canzone boema dalla Carmen, anche questa molto frequentata e su cui altri pianisti (Horowitz ad esempio) hanno costruito ulteriori versioni/variazioni

 

 

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@Alpine71  Vero! Horowitz aveva alcuni pezzi di Moszkowzky in repertorio che usava per i suoi funambolici bis. Tra questi forse il più famoso è Etincelles, dai Pezzi caratteristici dell'op. 36. Uno di quei giochi di prestigio che ancora l'anziano Horowitz usava per lasciare il pubblico a bocca aperta. Riuscendoci perfettamente

 

  • Melius 1
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