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Preamplificatori, che passione!


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Il mio primo pre  risale agli anni 80  (Milano da bere sic.)  Naim (con finali mono NAP 135) seguiti dopo alcuni anni da pre Mc Cormack Ald1  ( e finale DNA 05) e dopo 4 anni ho acquistato il Classe Audio Cp 60 (con finali Cam 350 . notevole) a seguire  pre Pass Labs  XP 20  [ con finale X350.5) 

Ho tenuto meno di un anno il pre Pass in quanto non mi piaceva molto ed ho cominciato a guardare altrove con pre Spectral 30 SL g1 che ho mantenuto con il finale Pass per molti anni in quanto mi piaceva anche se non era tutto perfettamente sinergico.

Successivamente altro pre Spectral 30 SL g 2 che stranamente mi ha cambiato la timbrica  (con il finale Pass 350.5)

Breve virata successiva verso Mark Levinson 360S  e finali mono 434 ( (non ho venduto il il pre Spectral 30 SLg 2)  ma da me Mark  Levinson e’ durato  pochi mesi  ( problemi di affidabilità)

 

Rimesso in campo il pre Spectral  30 SLg 2  ho optato i finali Spectral 260 e poi 360 S2.

 

Alla fine dei giochi ho cambiato il  pre Spectral per approdare in casa ARC con il Ref. 3  abbinato ai finali mono Spectral  in quanto (finalmente) ho trovato la mia perfetta sinergia.(anche se il pre Arc somiglia alla testa di un marziano con il nasone e la bocca stretta e larga! )

 

 

Mo’ basta! 

 

 

 

 

 

 

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  • Melius 2
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Primo pre l’Unison Research Feather One (che adesso ho ricomprato ad un prezzo ridicolo  e lo uso con grande soddisfazione nel, diciamo, secondo impianto)

Il pre di punta è il nordlys di Estro Armonico

poi ho un audio research ls15 e L1 , L2 e 200 di audio innovations (marchio che amo)

  • Melius 1
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@baldo68 no, infatti non ho cambiato per migliorare in questo caso, ma per transistorizzare l'impianto e per cercare sinergia col finale anche lui levinson.  Devo dire che il 38 non è così scarso come avevo letto in giro, certo che in futuro vorrei un 320 oppure un 326, il 32 e' inavvicinabile 

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Nelle mia piu' che quarantennale passione ,sono passato da pre a transistor  ,Treshold,,Meridian,Yba Signature ,Bryston,a quelli a valvole Twa ,Einstein,Audio Note.

Prodotti di una fascia medio -alta ad alta.

Ma ormai dia un po di mesi ,ho fatto un passo importante ,passando allo Dartzeel, che lo reputo un fuori quota, con un ingresso Mc di altissimo livello.

Ha tutto quello che ho sempre cercato:micro e macro dinamica, finezza di grana, olografia sonora.

Adesso con quello che ho raggiunto,mi dedico ai dettagli 

Marco

 

  • Melius 2
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46 minuti fa, cla71 ha scritto:

ottime “ macchine” le Emm labs.... a memoria ricordavo che tu avessi delle Wilson benesch

Emm labs ha un profilo di costruttore di nicchia, ma io sono stato convinto oltre 10 anni fa dal lettore integrato CDSA SE , e da lì il mio percorso nel digitale è stato segnato . . . 

Poi, in occasione di una prova del Pre 2, di cui ho fatto anche un report nel Magazine n.41 del vecchio Videohifi , sono rimasto folgorato anche nell' analogico, e quel pre non è più uscito dal mio sistema . . . 

Per i diffusori, ricordi bene, ho avuto le WB Discovery, ora vendute, le Harbeth SHL 5 , vendute, le Graham 5/9, scambiate, ho solo una coppia di ProAc Studio 1 , e mi sto organizzando per dei nuovi diffusori di impostazione totalmente differente . . . 

saluti , Dario 

  • Thanks 1
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L' Emm Labs pre 2 SE, messo a confronto con il VTL 6.5i, ha proposto una performance veramente convincente, forse l' incremento qualitativo maggiore inserito nel mio sistema da anni, un sistema stabile e consolidato, riporto parte della rece di allora, che potrei riconfermare anche oggi, rileggendola . . . 

.

 

L'ascolto

Una sola parola:  grande impressione... ragazzi come suona!

.

Non sono abituato a toni eclatanti, ma non pensavo che un pre a stato solido, affiancato al mio VTL, non proprio l’ultimo arrivato, potesse sfoderare una prestazione così importante, convincente.

Ho avuto la concreta e immediata sensazione, poi consolidata dagli ascolti, che le due metà del cervello, ovvero l'emisfero cerebrale e culturale, e l’emisfero emozionale e sensoriale, fossero profondamente d’accordo, ed entrambi gratificati da quanto ascoltavo, e da come lo ascoltavo.

Per questioni di spazio fisico disponibile, poiché gli spazi limitati non mi permettono di inserire diffusori muscolosi o “importanti”, ho come diffusori le ProAc Future 0.5, che ascolto da circa 4 anni, ebbene, non avevano mai suonato in modo così coerente, autorevole, dinamico e coinvolgente, con la certezza, oggi ancora più consolidata, che se a monte suona una catena importante, i diffusori si esprimeranno in modo decisamente superiore a quanto ci si aspetterebbe dalla loro classe di appartenenza, e in questo caso gli elementi positivi all’ascolto sono decisamente molti e di peso notevole.

Dinamica decisamente superiore ai miei ascolti soliti, nel mio locale, con una impressione di grande autorevolezza, ma mai di imposizione del suono o di effetti a sensazione, sembra un fluire naturale, corretto, ed allo stesso tempo di grande impatto e coesione, tale da fornire un muro sonoro che spinge ad alzare il volume senza sentire nessun fastidio, solo musica, fino al punto in cui è l’ambiente a determinare i limiti di ascolto, o anche le orecchie che accusano qualche segno di affaticamento. Il volume, in step di 100 passi, è molto progressivo, ed in questo molto simile è anche il VTL, ma qui già a volume di 10-12 l’ascolto è nitido e molto completo, e posso salire fino a volumi di 25-30, che diventano anche 35-42 con alcune incisioni particolarmente equilibrate e prive di compressione. Ad un simile volume, il suono è quanto di più vicino ad un evento live abbia mai sentito nel mio piccolo ambiente.

Chiaramente siamo lontani dall’ascolto dal vivo, ma c’è la sensazione di calarsi nel suono in modo naturale, e con parametri di velocità, pulizia, dinamica, dettaglio, corposità, che catturano l’attenzione su ogni piccolo particolare senza però perdere l’unità e la coerenza del tutto, sensazione che non mi è capitato tanto facilmente provare. Solo il mio precedente pre Bryston BP 26 si era avvicinato a ciò, ma con una qualità globale di gran lunga inferiore, minor raffinatezza, più esilità ed una certa asprezza sulle voci.

Il soundstage è molto buono, non da primato, forse il VTL fa un filino meglio, ma la focalizzazione è impressionante, il muro dietro ai diffusori sembra uno spazio dove si possono collocare con una precisione millimetrica strumenti, suoni, dettagli, perfettamente contornati e a fuoco, ma senza ingigantire il suono e senza inaridire l’ascolto, il tutto si amalgama in modo clamorosamente naturale e omogeneo, pur facendo risaltare ogni minimo dettaglio, ogni nuance e microinformazione. In questo il solo pre che si avvicini, a mio avviso, ma senza essere a questi livelli, è lo Spectral 30, provato un anno e mezzo fa, ma un senso eccessivo di separazione tra strumenti che ne usciva, unito ad un certo effetto monitor non me lo fece apprezzare come un pre papabile.

Timbrica e musicalità eccellenti, una fluidità notevole, grande dettaglio senza scendere nell’eccesso di precisione a scapito del piacere di fruizione del messaggio musicale, correttezza esemplare, espressa in alto da un’apertura marcata, decisamente luminosa, ma non stridente, forse è solo la vera naturalezza dei timbri alti, da un medio che è sempre presente ma non sovrasta o si prende troppo spazio e un basso coerente, fermo. Mai le mie ProAc, tacciate spesso di un basso non legato con il resto della gamma, negli ascolti con il Pre 2 SE, mai mi hanno fatto pensare ad un suono a due velocità, tutto fluiva in un’amalgama di suoni perfettamente centrati e coerenti, senza sfasature, ritardi o coperture di una gamma a scapito di un’altra, con ogni disco o genere inserito nel lettore. Credo che il vero limite percettivo lo determinasse l’ambiente, il piccolo locale con tutte le sue peculiarità sonore ed acustiche. Un pre interessante in questo senso, provato due anni fa circa, il Sonata Allegro della Gryphon, ma lì, coerenza, neutralità, correttezza, non erano supportate da luminosità e autorevolezza, e gli ascolti mi diedero l’ impressione di una macchina un filo scura, ed anche un poco troppo asciutta.

Come accennato la precisa focalizzazione è forse l’elemento di maggior sorpresa, insieme alla forza e articolazione delle voci, sono rimasto impressionato su alcuni brani, straconosciuti, per i dettagli e i piccoli effetti che venivano fuori, per le linee melodiche secondarie che emergevano in modo pulito e nuovo, per la qualità e le incredibili sfumature delle voci...  stupore !

.

 

saluti, Dario 

 

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