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Melius Club

Dell'MT10, del vinile, del digitale e sul futuro della riproduzione musicale domestica.


Messaggi raccomandati

  • 4 settimane dopo...
  • Amministratori

Finalmente un sabato mattina tranquillo, quello che serve per ascoltare tre dischi meravigliosi. Prima le sinfonie “dimenticate di Schumann e Bruckner, poi l’immenso Requiem tedesco dí Brahms e per finire la sublime Asrael di Josef Suk. Tecnicamente ineccepibili e musicalmente coinvolgenti. Quando qualcuno mi chiede perché ho investito così tanto in un impianto stereo gli rispondo che una cosa è sentire la musica e un’altra ascoltarla, viverla ed essere tutt’una con essa.

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  • Melius 1
Discopersempre2
2 ore fa, vignotra ha scritto:

Quando qualcuno mi chiede perché ho investito così tanto in un impianto stereo gli rispondo che una cosa è sentire la musica e un’altra ascoltarla, viverla ed essere tutt’una con essa.

Anch'io, pur nel mio piccolo, godo, ballo e smanetto come uno pizzicato dalla tarantola:classic_cool:.....poi, penso a quello che m' è costato....e m' ammoscio, peggio d' un pallone sgonfio:classic_dry:.

  • Moderatori

Fatevi trascinare dolcemente nell’atmosfera rarefatta e nella dimensione dove lo spazio e il tempo diventano indefiniti.

L’album, del 2013,  è “L’Attesa”, della brava pianista barese Claudia Mastrorilli, accompagnata da ottimi musicisti.

Unico brano cantato, meraviglioso, è quello che da il titolo all’album, con la voce di Cristina Palmiotta. 
Un album che non lascerà indifferenti, e farà riflettere.
Qualità audio del CD molto buona.
Buonissimi e intimissimi ascolti.

Roberto

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  • Melius 1
  • 1 mese dopo...
  • Moderatori

Erano oltre 3 settimane che non accendevo l’impianto. Questa sera, complice l’arrivo di questo SACD, e il cavo MCT che avevo ordinato tempo fa da Triodo (ero molto curioso di verificare che funzionasse visto che ne avevo preso uno “equivalente” da Amazon, ma non andava), ho riacceso l’impianto.

L’album è Tango in the Night dei Fleetwood Mac, rimasterizzato per Mofi da Bob LoVerde. Eccellente il risultato finale, un ascolto davvero molto coinvolgete, con dei pezzoni storici che mi hanno riportato dietro nel tempo. Molto interessante anche il confronto del convertitore integrato con il lettore MCD1100 e quello del C2700, ho provato solo il layer SACD, ma di questo vi racconterò meglio a settembre quando avrò avuto modo di approfondire gli ascolti con altri album (qui siamo poi OT). Comunque è valsa la pena acquistare questo cavo MCT, e ringrazio Vincenzo @vignotra che mi ha invogliato a farlo. 

SACD Mofi da acquistare senza esitazione se amate i F.M.. 

Buonissimi e “calorosissimi” ascolti.

Roberto 🔥 

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  • Thanks 1
  • 2 settimane dopo...
VIPKEKKO2011
Il 19/03/2021 at 14:58, vignotra ha scritto:

Riapro (da zero) questo thread per consentire a tutti di postare le proprie esperienze musicali, fisiche e non, per segnalare a tutti gli amici della sezione nuove uscite musicali rilevanti o vecchie registrazioni di notevole importanza artistica e musicale. 

Iniziamo da questa ultime release sulla nona di Beethoven.

A mio avviso una delle migliori su sacd dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista musicale le esecuzioni dei Berliner sono migliori. In questa ho ritrovato un vago senso di "superficialità". 

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Accolgo con vivo interesse la riapertura di questo spazio, prezioso non solo per segnalare novità discografiche o gemme del repertorio storico, ma soprattutto per riflettere — con spirito critico e sensibilità musicale — sull’evoluzione dell’ascolto, sia sul piano tecnico che interpretativo.

A proposito dell’ultima incisione della Nona di Beethoven in formato SACD, concordo sul fatto che dal punto di vista tecnico ci si trovi dinanzi a una realizzazione di livello eccellente. La registrazione offre una scena sonora ampia e ben stratificata, con una collocazione strumentale nitida e una risposta dinamica rispettosa dei fortissimi beethoveniani, senza mai eccedere in brillantezza artificiale o compressione da post-produzione. L’ambienza è ariosa ma mai invadente, e le voci nel quarto movimento godono di una ripresa pulita, centrata, priva di quel fastidioso "effetto vetro" che affligge alcune produzioni recenti.

Tuttavia, sul versante interpretativo, non posso non avvertire un certo scollamento tra la perizia esecutiva — indiscutibile — e l’adesione emotiva al dettato beethoveniano. La lettura appare, per lunghi tratti, formalmente corretta ma priva di quella tensione drammatica e di quella verticalità spirituale che costituiscono, a mio avviso, il nucleo vitale della Nona. L’"An die Freude" qui rischia di diventare una celebrazione elegante, ma spogliata del suo potenziale sovversivo, visionario, utopico. Il termine da te usato — “superficialità” — pur duro, coglie un aspetto reale: una certa levigatezza, una compostezza interpretativa che sacrifica il rischio sull’altare del controllo.

Al confronto, le letture storiche dei Berliner Philharmoniker — mi riferisco in particolare a Karajan 1963, ma anche a Furtwängler 1951 (Bayreuth) — restano insuperate non tanto per la qualità sonora, quanto per la capacità di trasformare la partitura in un’esperienza quasi metafisica. In quei casi, l’orchestra diventa veicolo di una visione, e non semplice esecutrice di un testo.

Resta comunque una pubblicazione degna d’attenzione, soprattutto se inserita in un confronto sistematico con interpretazioni divergenti. Il suo valore risiede forse proprio in questo: offrirsi come “controparte oggettiva” a letture più febbrili e incendiarie, stimolando l’ascoltatore consapevole a interrogarsi su cosa oggi chiediamo davvero a un’esecuzione della Nona.

Concludo con una nota che ritengo non secondaria: in questi confronti, la qualità del sistema di riproduzione è determinante. Alcuni tratti interpretativi emergono solo in ambienti altamente rivelatori, in cui coerenza timbrica, profondità della scena e naturalezza dinamica sono rispettate senza compressioni o colorazioni spurie. Per questo sarebbe interessante, se non essenziale, che nel thread si accompagnassero le considerazioni critiche con una breve nota sul setup d’ascolto: non per ostentazione, ma per rigore metodologico.

In attesa di ulteriori contributi, saluto tutti con sincera stima e attenzione.

 

  • Melius 1
VIPKEKKO2011
Il 20/03/2021 at 10:18, vignotra ha scritto:

Buongiorno a tutti. Questo è un cofanetto di sacd che non deve mancare nella discoteca di un musicofilo.

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Concordo e aggiungo 

 

“THE SACD RECORDINGS – Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks – Mariss Jansons”
BR-Klassik – 10th Anniversary Edition
Supporto: SACD ibrido multicanale
Direzione: Mariss Jansons
Orchestra: Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks

Questa raccolta non è semplicemente un cofanetto celebrativo, ma un monumento sonoro che racchiude un’intera visione del repertorio sinfonico novecentesco e classico, filtrata attraverso la sensibilità di uno dei più eleganti e rigorosi direttori dell’ultimo mezzo secolo: Mariss Jansons. Il supporto SACD, con la sua risoluzione e capacità di restituire ambienza e profondità, è qui sfruttato non come orpello tecnologico, ma come strumento di trasparenza, tridimensionalità e verità acustica, in grado di proiettare l’ascoltatore nel cuore pulsante della sala Herkulessaal di Monaco, con una naturalezza timbrica che sfiora la reverenza.

L’orchestra della Bayerischer Rundfunk, una delle formazioni più raffinate d’Europa, si pone sotto la bacchetta di Jansons come uno strumento duttile, scolpito, capace di passare dalla levigatezza bruckneriana alla tensione beethoveniana, dalla lucidità strutturale di Brahms alla cantabilità spirituale di Mahler, sempre con una chiarezza che non rinuncia mai al pathos.

Jansons, da parte sua, non cerca mai la sovraesposizione retorica o il colpo di teatro: la sua lettura è fatta di respiro, di equilibrio, di tensione interna che non ha bisogno di forzature. Ogni climax è costruito con pazienza, con senso dell’architettura e con un profondo rispetto per la partitura. La sua arte direttoriale — spesso sottovalutata per eccesso di compostezza — si rivela invece in questa raccolta nella sua forma più pura: un classicismo illuminato, che lascia parlare la musica senza mediazioni egoiche.

La registrazione, firmata BR-Klassik, è un esempio di raffinatezza tecnica applicata all’arte, con un bilanciamento tra diretta e riverbero che consente alla musica di respirare senza risultare mai artificiosamente “staged”. Il dettaglio è scolpito ma mai tagliente; i pianissimi hanno corpo e silenzio attorno; i fortissimi non saturano mai, anche in multicanale. La gamma dinamica — soprattutto su impianti ad alta risoluzione — è semplicemente stupefacente, con un senso di presenza e profondità che pochi altri SACD possono vantare.

Questa edizione è, a tutti gli effetti, una pietra miliare moderna, un riferimento non solo per gli estimatori di Jansons, ma per chiunque cerchi un ascolto sinfonico completo, maturo, privo di narcisismi ma ricchissimo di sostanza musicale e tensione poetica.

Possederla significa non solo collezionare un oggetto, ma avere a disposizione una bussola estetica per orientarsi nella grande arte dell’interpretazione orchestrale.
Un cofanetto che si ascolta, si contempla, e — oserei dire — si studia.
 

 

  • Melius 1
  • Moderatori
8 ore fa, VIPKEKKO2011 ha scritto:

Accolgo con vivo interesse la riapertura di questo spazio, prezioso

Dell’esistenza di questo spazio prezioso non mi stancherò mai di ringraziare sinceramente Vincenzo @vignotra che tanti anni fa ebbe questa geniale intuizione (peccato che la prima parte se ne è andata  quando si svampó il forum).

Oggi ho riletto con interesse pian piano tutte le segnalazioni contenute (le mie compreso), e devo dire che questo spazio è un piccolo tesoro. Custodiamolo con amore e passione.

Buonissima musica a tutti

Roberto 

 

  • Melius 1
  • Moderatori

1980, e la band Californiana dei Van Halen sforna il suo terzo album in studio: “Women And Children First”.

Per me uno dei migliori album (forse il migliore) del gruppo, con un Hard Rock bello tosto condito con influssi Heavy Metal e Blues.

Una bomba di pura energia.

 

Eccellente SACD ibrido della Mofi masterizzato da Neal Harris, assistito da Krieg Wunderlich alla Mobile Fidelity: 10 con lode.

 

Preso in “offerta” su Amazon.

Buonissimi ascolti hard rock.

Roberto

 

 

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Il 19/04/2025 at 10:59, vignotra ha scritto:

Anna Maria Jopek fino a qualche giorno fa non sapevo chi fosse. Voce meravigliosa, musica meravigliosa,

mi permetto di aggiungere la segnalazione di questo disco di ormai oltre 20 anni fa (aiuto!! 😅)  frutto della collaborazione tra la nostra e il buon Pat Metheny;

registrazione a mio avviso non eccezionale ma che musicalmente merita eccome.. 

 

 

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  • Moderatori
4 ore fa, regioweb ha scritto:

registrazione a mio avviso non eccezionale ma che musicalmente merita eccome.. 

Concordo, un pizzico compressa nella dinamica, ma cmq molto buona.

Ho segnalato questo album della Jopek e Metheny sempre su questo 3d molto tempo fa. Della brava e sensuale Jopek sono stati segnalati altri 4 ottimi album.

Roberto 

 

  • Moderatori
Il 31/08/2022 at 21:35, zagor333 ha scritto:

E della bravissima e sensuale artista polacca, suggerisco anche questo bellissimo trittico in CD (acquistabili anche singolarmente), packaging molto curato e qualità audio molto buona: 

1) Sombremesa (che vi porterà a fare un bel viaggio nella musica della cultura portoghese).

2) Polanna (musica etnica in stile fusion, pienamente nelle “corde” della Jopek).

3) Haiku (dove la Jopek magistralmente accompagnata anche dal pianista jazz giapponese Makoto Ozone, da vita a delle stupende “atmosfere”.


E come sempre, buonissimi ascolti

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  • Melius 2
  • 1 mese dopo...
  • Moderatori

Non presi questo SHM SACD nel 2012 quando uscì (mannaggia a me, ma dovevo distribuire le spese), ed era da tanto tempo che ormai lo cercavo a prezzi ragionevoli.

Alla fine lo ho trovato ed è uno dei tanti SACD/CD/vinili che mi sono regalato per il mio compleanno. Mi è stato consegnato proprio ieri (giorno appunto dei miei 59 anni “suonati”).

Me lo sto godendo ora seduto sul mio divano (era da circa 1 mese che non accendevo lo stereo). Riversamento dai nastri originali eccezionale. Packaging insuperabile. È valso fare questo “sacrificio”, e sono tornato agli inizi degli anni 80.

E poi chi non ricorda il video della sexy e brava Olivia Newton John quando cantava/ballava la title track di questo album Physical, che energia ragazzi.

Buonissimi ascolti

Roberto 

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  • Melius 1

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