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La settima di Mahler nell'emisfero australe: qualche impressione a caldo


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Con lo stereo tutta la sinfonica per grandissima orchestra soffre.

Bisogna un po’ dimenticare il confronto dal vivo e godere cosi’. L’opera proprio non gliela fa, manca l’aria del palcoscenico, la proporzione delle voci fra esse e rispetto all’orchestra (in disco la Netrebko ha lo stesso volume d’una cantante qualsiasi).

Ieri sera pero’ mi sono goduto il Petroucka di Monteux, registrazione perfetta 

Fabio Cottatellucci
23 ore fa, Grancolauro ha scritto:

L'altra sera ho avuto l'occasione di ascoltare la London Symphony Orchestra diretta da Rattle eseguire la 7ma di Mahler qui a Melbourne, dove mi trovo per lavoro.

Quindi mentre ci scrivi sei a testa in giù? :classic_smile:

1 ora fa, mozarteum ha scritto:

A me piacciono le regie antiche o moderne che siano che pero' esaltino il senso della musica con lo scavo sui personaggi.

Sì anch’io tendo a pensarla così, con una certa preferenza per le regie moderne a dire il vero, sempre siano fatte bene. Forse perché generano una tensione emotiva ulteriore dovuta allo scarto temporale rispetto alla musica.

Dello spettacolo del MET ho il dvd a casa, regalatomi anni fa. Musica così così, cantanti bravi, ma quello che mi piace è l’ allestimento scenico anche se non moderno. Questo il finale del bastone. Interessante il gioco di specchi

 

 

 

25 minuti fa, Fabio Cottatellucci ha scritto:

Quindi mentre ci scrivi sei a testa in giù? 

Esatto 🙂

Che poi qua siamo 8 ore avanti rispetto all’Italia, quindi un po’ sottosopra in effetti. Voi pranzate e io vado a dormire

  • Melius 1

Beh… vi leggo sempre volentieri e…in parte, ma solo in parte, condivido alcune delle vostre riflessioni..

Parto dalla fine, cioè dalla difficoltà a riprodurre a casa propria una sinfonia di Mahler… ci pensavo la settimana scorsa, appena uscito dal Maggio dove Zubin Mehta ha diretto una splendida seconda sinfonia… 

La seconda, per via del coro al gran completo, orchestra gigante, orchestrine fuori dal palcoscenico e dietro il sipario, le due soliste.. ecco, dopo l’ottava è la sinfonia più “gigantesca per organico”.

Ascoltata in una sala splendidamente suonante (l’Auditorium Mehta) …un tripudio di suoni, dai pianissimo ai fortissimi! Uno splendore…

Poi..però..mi ha fatto sinceramente impressione, il giorno dopo, riuscire a riprodurre la stessa dinamica impressionante, gli stessi suoni..anche la splendida setositá degli archi  proprio a casa mia! Basta armarsi di una gran cuffia a nastro RAAL, un giubbotto per i sub bassi Woojer, e… il gioco è fatto! Ho ascoltato gli stessi dettagli di tutti gli strumenti a percussione… lo stesso impatto devastante sui bassi dei tre Timpani, della grancassa, del Gong…

Insomma, nel 2023 abbiamo delle grandissime potenzialità di ascolto domestico di grandissima qualità, senza svenarsi..

Per quanto riguarda Rattle: il più grande direttore Mahleriano vivente… basta dire questo.

Per la settima sinfonia: è assolutamente meravigliosa e così diversa dalla precedente  sesta…da lasciare interdetti al primo ascolto. Confesso di amare, di Mahler, la nona sinfonia sopra ogni altra

Alla nona nelle mie preferenze  segue la sesta…scritta in un periodo di felicità estrema. …ma così tragicamente esatta nella premonizione delle tre supreme disgrazie a venire: la morte della sua amata bambina, poi la fine dell’amore di Alma…e poi la diagnosi di cardiopatia dilatativa terminale che gli darà pochi mesi di vita..

Ma poi il terzo posto del podio per me lo occupa proprio la settima… cosi misteriosa..così intima..una specie di confessione dell’amore di Gustav per la sua Alma… a tratti amore romantico..a tratti amore intriso di sensualità selvaggia…

Ma poi..cosa sto a fare la classifica delle mie sinfonie preferite, di Mahler dico…? Vale, in fondo quello che rispose Abbado a Roma quando, nel 2001, gli chiese un giornalista: Maestro, ma quale sinfonia di Beethoven è la sua preferita? E lui: quella che sto dirigendo …😉😆😍🤭

  • Melius 1
14 ore fa, SimoTocca ha scritto:

In Australia io non ci sono mai stato!

Fai sempre a tempo a fare un salto da queste parti! Il clima è buono e la gente simpatica.

L’offerta musicale non è enorme ma ci si accontenta. Poi ci sono iniziative divertenti: tornando a Mahler, l’11 giugno verrà eseguita l’8 sinfonia all’Opera House di Sydney, e volendo chiunque può entrare a far parte del coro dei 1000. Compri un pacchetto online che comprende partitura, accesso digitale alle basi per esercitarsi, maglietta, libro ricordo, partecipazione alla prova generale, pranzo e poi té pomeridiano con gli orchestrali, e poi, ovviamente, partecipazione al concerto la sera dell'11 giugno nella sala grande appena ristrutturata e, dicono, finalmente con una buona acustica.

Il pacchetto costa 377 dollari australiani. Quasi quasi ci vado…troppo divertente! 😄

  • Melius 1
  • Haha 1
16 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Insomma, nel 2023 abbiamo delle grandissime potenzialità di ascolto domestico di grandissima qualità, senza svenarsi..

Confesso che non sono un cuffiofilo, forse perché le cuffie le uso un sacco in treno e quando sono a casa preferisco liberare le orecchie. Magari prima o poi riuscirò a provare delle raal serie e farmi un’idea. Ma come va invece il Woojer Edge?? Quel coso mi incuriosisce molto

@my2cents Non posso che essere in completo disaccordo … sono idee vecchie le tue…

Il disaccordo inizia con la citazione: ma E. Hesse chi è? Perché Hermann Hesse che ha scritto qualcosa di simile, attribuendolo al suo protagonista del Lupo della Steppa lo conosco.. E. Hesse no e non so chi sia..

Le idee vecchie: sono le idee che non tengono conto del progresso tecnologico il quale, andando avanti, consente di riprodurre in maniera virtuale un evento (musicale e non solo) reale.

Le idee vecchie sono quelle espresse da filosofi che hanno abbracciato le geisteswissenschaften, le scienze dello spirito trascurando le naturwissenschaften, le scienze della natura e quindi la fisica.

Una dicotomia assente nella Filosofia greca che invece serviva proprio a capire “il tutto”, senza creare dualismo gnoseologico.

In buona sostanza la Neurofisiologia ci dice semplicemente che sulla nostra corteccia cerebrale si proietta la nostra “interpretazione” di un evento esterno (in questo caso evento musicale), interpretazione in quanto alla percezione sensoriale si applicano contenuti personali (emozioni, ricordi, ecc), contenuti legati alle strutture sottocorticali, come il Talamo e l’IpoTalamo, da dove passa la proiezione prima di arrivare alla corteccia.

Se si riesce a simulare l’evento esterno in maniera tale da “ingannare” la corteccia cerebrale (questo fa la realtà virtuale che sta iniziando ad essere via via sempre più diffusa), ecco che la parte soggettiva, cioè emozioni, ricordi, interpretazione, seguono come se l’evento fosse proprio dal vivo.

Serve il giubbotto? Io dico di sì… d’altra parte per dire di no in maniera scientificamente corretta andrebbe prima provato il giubbotto, o no? 
E chiudo dicendo: c’è più profondità filosofica e filosofia vera e propria nel film Matrix che nella maggior parte dei trattati dei filosofi del XX secolo…

Secondo me, ovviamente…ma…non sono il solo…😉
E ovviamente la mia risposta vale anche per le parole di @mozarteum..

  • Melius 2
3 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Le idee vecchie sono quelle espresse da filosofi che hanno abbracciato le geisteswissenschaften, le scienze dello spirito trascurando le naturwissenschaften, le scienze della natura e quindi la fisica.

Una dicotomia assente nella Filosofia greca che invece serviva proprio a capire “il tutto”, senza creare dualismo gnoseologico.

 

Parere mio personalissimo:  al tempo dei Greci le conoscenze scientifiche erano relativamente primordiali anche se cose meravigliose sono state fatte: ai tempi penso fosse logico che chi approfondiva la natura e le sue leggi fosse pure interessato all'uomo e alla sua essenza. Per dire che geni universali vi erano e li abbiamo pure ora : solo più a carattere specifico rispetto a prima ma non perché l'umanità si sia instupidita - piuttosto perché le quantità di scienze e problematiche e relativi approcci si sono moltiplicate: oggi non è più possibile che una persona sola possa comprendere il tutto- non per niente spesso si parla di scuole

 

Secondo punto personalissimo: le idee per me non invecchiano

  • Melius 1
4 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Le idee vecchie: sono le idee che non tengono conto del progresso tecnologico il quale, andando avanti,

Sono le tecnologie che dono senza idee; le idee invero sono antiche ed appartengono ad uomini che sono come bambini; sempre vive 

"....ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all'istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità, il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m'aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava..." H. Tartini ;)

Bisogna essere svegli sia nella sala da concerto che a casa davanti allo stereetto, e cercare quello che abbiamo già ascoltato in noi e che con grande smania vogliamo ritrovare...la tecnologia assopisce l'uomo. A Tartini poco avrebbe dato un pigiama ipersonico; al più si sarebbe riaddormentato ma senza piu' sogni; o al masimo avrebbe sognato  geisteswissenkraffen con zucchero filato :D

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