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La settima di Mahler nell'emisfero australe: qualche impressione a caldo


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analogico_09

@Grancolauro Ottimo topic, Damiano, ottimi contrtibuti sui diversi punti di vista, si rilancia la Musica, evviva! 
Ero in giro 'sti giorni, leggo ora alla spicciolata , mi prendo il tempo di qualche respiro e se mi sentirò ispirato proverò  ad espirarlo qui. :classic_smile:

 

  • Thanks 1

@jakob1965 Ma certo che le idee invecchiano! Non vorrai mica dire che anche tu affermi che la Terra è al centro dell’Universo e il Sole ci gira intorno?? Dai, certo che le idee invecchiano, così come le teorie scientifiche… 
Con la teoria di Einstein dei primi del novecento le Leggi di Newton sulla Gravità sono diventate vecchie…addirittura false, o almeno vere e valide solo in casi particolari (la Terra è un minuscolo caso particolare nell’Universo..).

Detto questo, volevo sottolineare come la Filosofia era nata come “amore per la conoscenza”, conoscenza di se stessi così come del mondo che ci circonda. È solo in seguito che sono iniziate le divisioni fra scienza e filosofia…. sopratutto per alcuni filosofi …che ignorano la Fisica e la Matematica. Sulla porta dell’Accademia di Aristotile, sommo filosofo, c’era scritto: Chi non sa la Matemarica, non entri!

 

  • Melius 1
3 ore fa, my2cents ha scritto:

Sono le tecnologie che dono senza idee; le idee invero sono antiche ed appartengono ad uomini che sono come bambini; sempre vive 

Io invece  volevo essere molto semplice e chiaro: seppure anche solo ascoltando una radiolina la mente umana sia in grado di “astrarre” il mero contenuto ed arrivare ad intuire quello che la musica sarebbe se ascoltata dal vivo, è scopo primario del nostro hobby, l’alta fedeltà, quello di metterci nelle condizioni migliori per godere della musica come fosse quella dal vivo.

La tecnologa aiuta non poco in questo: dai tempi del grammofono (ma a proposito poi, chi era quell’E. Hesse da te citato? Non hai spiegato!) si è arrivati ad un miglioramento qualitativo assolutamente straordinario e questo non è altro che un bene per chi ama la musica.

Tutto qui, tutto molto semplice… 

@SimoTocca@my2cents Per quel che vale, tendo ad avere una posizione a metà strada tra le vostre. Non penso che le idee, anche in musica, siano eterne e non dipendano in alcun modo da noi. Tuttavia, a volte la musica attiva percezioni ed emozioni che sfuggono in effetti al nostra comprensione e che non sembrano dipendere dal mezzo che usiamo per ascoltare, né da ciò che abbiamo imparato in precedenza. In questi momenti si ha la sensazione di fare esperienza di qualcosa di ancestrale. Qualcosa che appartiene al patrimonio biologico accumulato dalla specie a cui apparteniamo, per così dire. Ma a precepire, ascoltare, apprezzare la musica si può anche imparare, è in parte una questione di apprendimento individuale. Se ho assistito a dei concerti e conosco come suona uno strumento, queste esperienze si sedimentano nella mia memoria e vengono riattivate quando ascolta la musica riprodotta. Più la riproduzione è verosimile, più intenso è il modo in cui rivivo queste esperienze arricchendole ogni volta di elementi nuovi. Meno è verosimile, più frustrante è questa esperienza. Quindi il modo in cui ascoltiamo non è irrilevante. Come dire, le percezioni senza idee sono cieche, ma le idee senza percezioni di qualità restano inerti. Come se fossero scatole vuote.

  • Melius 2

Verrà la musica e avrà le tue idee (non le orecchie, le cuffie o lo stereo) e non sarà affatto sorda....

Ma per paradosso, seppur la cerchiamo con passione, non sarà affatto consolatrice, perché ci svelerà che le nostre "idee" non sono affatto nostre, perchè "... la musica attiva percezioni ed emozioni che sfuggono in effetti al nostra comprensione e che non sembrano dipendere dal mezzo che usiamo per ascoltare, né da ciò che abbiamo imparato in precedenza..." Gracololauro ;)

1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Se ho assistito a dei concerti e conosco come suona uno strumento, queste esperienze si sedimentano nella mia memoria e vengono riattivate quando ascolta la musica riprodotta

...cercavo di esprimere proprio questo, e in scala ancora superiore anche alle esperienze che indichi come sfuggenti alla nostra comprensione, ma non assenti, che sono anch'esse nella nostra memoria e si riattivano pur esse....ma a mio avviso non è indispensabile una percezione "qualità"; il riconoscimento di esse avviene dalla nostra esperienza

@Grancolauro @SimoTocca Bellissimo tred.. e Au Rebour lo avete letto tutti, giusto? Viviamo tutti in una specie di Matrix, ma il peso preponderante non é la realtá fisica, che scava scava scava… potrebbe pure non esistere.. :-) ma le praterie dell’immaginazione, steppe infinite da attraversare in sella al proprio puledro preferito.
Cuffia o imbuto di latta poco importa.. quello che conta è dentro al recinto della nostra mente. Tutto il resto? Approssimazione per difetto.. anche se… convengo.. il Mahler dal vivo.. é anche un esperienza fortemente fisica, mi ricordo in particolare il ciclo di alcune sinfonie eseguite a Bolzano, nel Duomo gotico, da Abbado e la sua magnifica Orchestra Giovanile, la pressione allo sterno dei colpi di timpano erano fisici, potenti, assai più viscerali delle sale viennesi che frequentavo assiduamente all‘epoca, ma così come experienced nel duomo Gotico, apparentemente inadatto alla sinfonica, non l‘ho mai più ascoltato.. tant‘é che ancora oggi, a distanza di decenni, mi riverbera ancora nella Matrix dei ricordi.. 

😊

  • Melius 2
analogico_09

 

 

 

Avevo iniziato a scrivere questo post ieri notte dopo aver letto alcuni interventi sugli ascolti musicali dal "vivo" e dal "morto", un tema ricorrente, molte volte affrontato. Vista l'ora, con morfeo che aveva iniziato a ronzarmi intorno, volendo approfondire un po' meglio la mia idea, ho deciso di rimandare a "domani", che sarebbe oggi, l'invio...

Leggo ora le interessanti osservazioni di @Grancolauro con le quali concordo e quindi mi permetto di farle mie dal momento che in altri termini avrei sostenuto le stesse cose. Accodandomi anche al non di meno ottimo intervento di @alexis che leggo ora, mi appresto a postare le idee che avevo già raggranellato con la speranza che non giungano oramai superate... 

Facendo la tara a quelle tendenze che cercano di teorizzare le questioni mutuando le proprie idee e sensazioni dalle dotte affernazioni di personaggi più o meno celebri e "magistrali" delle "citazioni" ad effetto, raccolte qua e là nella rete,  vorrei tornare sulla questione in argomento sulla scorta delle nostre ben più modeste e semplici esperienze personali tuttavia dirette e realmente vissute, attraverso le quali impariamo a (ri)conoscere e ad "articolare" le questioni che ci stanno a cuore, musicali nel nostro caso.
Le dotazioni tecnologicamente ed economicamente "esagerata" di strumenti della riproduzione musicale non risolvono le "distanze" apparentemente piccole ed invero enormi che si frappongono tra il suono musicale che nasce dal vivo in concerto e il suono registrato e "tecnologicamente" riprodotto,  così come non le risolvono gli apparati stereo più modesti.
Nel primo caso abbiamo una qualità di suono più piacevole, di maggior "levigatezza" audio, un fatto puramente fisico-formale, esteriore/esterno, non estetico, non poetico, non sostanziale.
Sia giusta o sbagliata la mia modesta premessa, nonostante la stessa, penso che con qualsiasi strumento della riproduzione musicale che non emani suoni "catarrosi" (cit) o da tubo della stufa..., sia invariabilmente possibile entrare nelle profondità espressive, perfino nel "mistero", nelle più liriche, visionarie, segrete e nascoste istanze dell'animo umano che la musica si fa carico di "rappresentare", interpretare, trasfigurare, sublimare in forma astratta o realistica, purchè non naturalistica (la musica esprime ciò che le parole non npossono esprimere; ma non vi sarebbe musica espressiva se l'espressione non fosse già dentro l'uomo che la trasfigura sotto forma di musica... non vè dunque separarzione tra i due fattori.., una banalità scritta all'impronta...)
Ma perchè possa compiersi tale miracolo  - cosa sulla quale mi/ci sono/siamo spesso soffermato/i nelle varie discussioni, cose già note di cui non intendo reclamare l'escluisiva - l'ascoltatore dovrà essere in grado di ri-cercare e scoprire in se stesso, nella propria psiche, nella sua formazione culturale, nei propri spazi conoscitivi, non già nozionistici, nella sua lungimiranza e capacità di "preveggenza", nel suo pathos, nel suo duende, nella sua memoria attiva , nel suo essere egli stesso "musica", tutto ciò che di "naturale" e di a-tecnologico il suono riprodotto non potrà mai "registrare" e che lo "stereo" non potrà pertanto restituire.

Mi chiedo chi saranno i fortunati in grado di ricomporre nella propria mente, nel proprio animo, i pezzi del puzzle mancanti che servono a completare il quadro musicale naturale, completo, integrale, fisico e metafisico attraverso le suddette forme di "integrazione"/compensazione, di saldatura tra la realtà e l'immaginazione che sono la stessa cosa.

Poichè tra il saper dire e il saper fare ci passa il mare, se non si posseggono adeguate conoscenze musicali esperenziali (bandito il nozionismo), se non si sia ascoltata tanta ma tanta musica dal vivo di ogni genere, luogo e tempo che sedimenta in noi e che dentro di noi rimbalzerà per sempre , possibilmente integrando con il fare musica per diletto, a qualsiasi livello qualitativo, non potremmo mai riconoscere ciò che non "siamo"  e che solo insufficientemente "possediamo"...

 

  • Melius 1
  • Thanks 1

Passo giornate intere a sentire Furtwangler, Toscanini, Scherchen, Clemens Krauss, Lipatti, Nat, Schnabel ieri sera un Ferras nel concerto di Lvb con Bohm dal vivo (violino ottimo orchestra leggermente distorta nei pieni).

Non mi pongo mai il tema di quanto stia perdendo in termini di verosimiglianza o per arretratezza tecnologica della registrazione. Poi indossare pure il pigiama per sentire le vibrazioni in corpo con la cuffia in testa siamo ai limiti dello scolapasta napoleonico sul capo

analogico_09

 

17 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Poi indossare pure il pigiama per sentire le vibrazioni in corpo con la cuffia in testa siamo ai limiti dello scolapasta napoleonico sul capo


:classic_biggrin:

A volte io prendo lo spartito e con il flauto cerco di seguire fin dove posso qualche passaggio melodico rimpiangendo di non saper suonare il pianoforte per poter abbracciare anche l''armonia né poter tentare il contrappunto... Con i concerti dei repertori antichi e barocchi mi spingo più in la, magari con una triosonata di Corelli o Handel a volte mi calo nella parte raddoppiando la parte dello strumento solista che quasi mi sento, come in una sorta di matrix (cit), un Frans Bruggen redivivo. 😅

 

Vabbe', citazioni o no,  e considerando che le idee non si "approfondiscono" seguendo i soliti percorsi dei lunghi ricami infarciti  qua e la' di illazioni vaghe,  perché la loro "natura" è istantanea e limpida, come sa essere un breve scritto, un'ultima e piccola "idea" che bene coglie la questione
".....la musica è come una estensione della mamma che canta per il suo bambino, in modo che sappia che non è separato ma fa parte di qualcosa che al di la di sé stesso....." R. Wyatt
Ora, che questa voce, passi per un piccolo imbuto di latta, in uno stereo di medio valore, in uno stereo iper audiofilo, o in sogno, a mio avviso noi abbiamo risolto il conflitto tra idea e fenomeno...non serve aspettare 2000 anni o chissà quale messia.
Poco cambia ascoltare questa voce alla radio "gracchiante" o in una cuffia audiofila, perché lo spirito di questa ci torna a noi viva. Il ricollegarci a questo  qualcosa che è oltre noi  dipende solo da noi e proprio tramite noi; non tramite il giubbetto subsonico; poi ognuno scelga lo strumento che preferisce ma non sarà questo la dipanare la matassa

  • Melius 1
20 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Ma certo che le idee invecchiano! Non vorrai mica dire che anche tu affermi che la Terra è al centro dell’Universo e il Sole ci gira intorno?? Dai, certo che le idee invecchiano, così come le teorie scientifiche… 
Con la teoria di Einstein dei primi del novecento le Leggi di Newton sulla Gravità sono diventate vecchie…addirittura false, o almeno vere e valide solo in casi particolari (la Terra è un minuscolo caso particolare nell’Universo..).

 

Scusa se rispondo tardi ...  che dire:

 

a) io do alla parola " idea " una significato probabilmente diverso n poco dal tuo: che la terra sia al centro dell'universo non penso sia una idea: piuttosto una credenza sedimentata nel tempo  casualmente molto uomo-centrica

 

b) le leggi di Newton sono validissime e come dici tu valgono con certe condizioni al contorno - ma non sono false 

 

Einstein ne aveva molto rispetto e da lì partì con le sue trattazioni. 

 

Ma torniamo alla musica - thread molto interessante; le grande sinfonie tardoromantiche a mio parere sono delle metafore del creato - in 2 ore circa o meno si ascolta un meraviglioso affresco che ci descrive - con melodie a volte orecchiabili e a volte aspre - momenti di Stimmung ma anche scherzosi per poi arrivare al finale dove tutto si intreccia e si dispiega. 

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