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La settima di Mahler nell'emisfero australe: qualche impressione a caldo


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analogico_09

 

Ma si... Personalmente ritengo che l'uso continuato e pressochè "incrollabile" delle dotte citazioni estrapolate dal web oppure da altre fonti letterarie e quasi immancabilmente riportate in ogni discussione al fine di poter imbastire sulle stesse i propri canovacci discorsivi "assistiti" ed "inerziali", al traino delle citazioni stesse, mi da' l'idea di chi affronti ogni situazione intellettuale dietro "delega".

A questo punto troverei più conveniente tentare percorsi concettuali personali magari fallaci o vaghi (le illazioni sono dei disonesti, di chi le attribuisce proiettivanamente ad altri, semmai, mentre qui nel Melius siamo tutti utenti perbene) dove il lungo, indipendente "ricamo" , giusto o sbagliato, criticabile o apprezzabile, tuttavia "volenteroso", resta pur sempre frutto esclusivo del proprio ago e del proprio filo "esperenziali"...
Vuoi mettere? (cit)

  • Haha 1
7 ore fa, jakob1965 ha scritto:

le grande sinfonie tardoromantiche a mio parere sono delle metafore del creato - in 2 ore circa o meno si ascolta un meraviglioso affresco che ci descrive - con melodie a volte orecchiabili e a volte aspre - momenti di Stimmung ma anche scherzosi per poi arrivare al finale dove tutto si intreccia e si dispiega. 

Bella questa immagine. Mi sembra molto azzeccata.

22 ore fa, alexis ha scritto:

il Mahler dal vivo.. é anche un esperienza fortemente fisica,

Ecco, questo a me sembra un aspetto interessante.

Se anche ammettiamo che la musica riesce a emozionarci e a trasportarci lontano perché attiva delle "idee" in qualche modo già presenti in noi, resta il fatto che a volte è il modo in cui percepiamo, il suo impatto fisico, a fare la differenza. Il mezzo non è quindi del tutto ininfluente o marginale. Dipende dalle situazioni.

Se ascolto la 7ma di Mahler al cellulare, questa attiva in me un'eperienza diversa rispetto all'ascolto dal vivo, magari in una grande sala con una grande orchestra. Non dico migliore o peggiore, semplicemente diversa. Per converso, a me è successo più di una volta di andare a un concerto e di uscirne deluso, magari perché l'acustica era pessima, e poi tornare a casa e godere invece nell'ascoltare lo stesso pezzo con lo stereo, suonato magari dallo stesso artista.

Personalmente faccio fatica quindi a generalizzare.

  • Melius 1
  • Thanks 1
analogico_09
6 ore fa, Grancolauro ha scritto:
Il 15/5/2023 at 09:19, alexis ha scritto:

il Mahler dal vivo.. é anche un esperienza fortemente fisica,

Ecco, questo a me sembra un aspetto interessante.

 

 

Concordo, aspetto molto importante penso anch'io che le "risonanze" dei suoni musicali,  organici ed "elettrici", concorrino ad "avvertire" l'ascoltatore colpito nella "pancia", mentre l'intelletto  se la vede con l'estetica del suono, acustico od elettrico, fattosi musica, linguaggio musicale, artistico, poetico.

In realtà le due cose sono connaturate tra di loro,  le due facce della medaglia che agiscono all'"unisono".

L'emozione profonda, prelogica e intellettuale, del suono musicale, non solo in Malher...
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Thanks 1

@analogico_09 o se posso citare le cosmogonie di giacinto scelsi.. difficile ritrovarvi armonie o melodie.. piuttosto suoni disarticolati, vibrazioni spurie,  coaguli sonori, il suono primigenio che sta alle origini della creazione.

Difficile non rimenervi profondamente colpiti, e non sono certamente solo le orecchie lo strumento percettivo.

 

 

 

@GrancolauroE' solo più fisica dell'ascolto in cuffia, ma il fisico non è mai escluso fosse coinvolto anche il solo battito delle ciglia

Il corpo come la musica in fondo ne condivide in parte la natura; lo possiamo solo ascoltare e sempre ci rimanda la momento presente

Lo stesso corpo ha poi una “memoria” e per questo anche il suo coinvolgimento è essenziale; nonostante ciò lo stesso corpo manifesta sensazioni che non derivano solo dallo stimolo esterno ma anche dal nostro profondo;

Ovvio la musica è bene ascoltarla nella sua forma naturale, viva, ma non per questo bisogna farne una malattia (e l'audiofilia a volte ci sconfina),o pungersi troppo le dita, perchè rimane comunque un mezzo; che sia una Ferrari nuova o una Panda scassata serve solo a portarci da un'altra parte; non è il mezzo in sé il fine, e anzi quando siamo arrivati il mezzo va lasciato lì dov'è; diciamo che del mezzo ce ne possiamo “dimenticare” perchè la memoria riguarda altro.

Così avviene quando siamo assorbiti anche da un ascolto in radio (tanto per fare un esempio); abbiamo dimenticato il mezzo e siamo comunque trasportati dalla musica

Attenzione poi, secondo me, a ricercare riproduzioni “iperrealistiche” che sono una adulterazione camuffata o un tradimento del mezzo musicale;

Mi è capitato di ascoltare musiche dal vivo dove la spazializzazione del suono era esso stesso elemento compositivo; non ho più potuto trovare questa componente nello stereo (e ben mi guardo dagli audio Atmos, 8D, Binaurali etc. etc) , ma nonostante ciò la posso rivivere, o meglio ritrovare;

sempre nei limiti del buon senso, senza estremizzare (in basso o in alto) i valori della riproduzione

@alexis Conosco bene l'opera di Scelsi, ascoltato spesso dal vivo le poche volte che se presenta l'occasione (non sono musiche molto eseguite); il primo fulmine a ciel sereno fu derivante da un ascolto in cuffia, tutt'latro che audiofila. Questo non ha impedito il traghettamento operato dalla sua musica

  • Thanks 1

@my2cents il corpo é anche orecchio 👂.. ma nemmeno la mente.. tace.
Avete presente certe melodie che risuonano nei vicoli, lontane e quasi indecifrabili, che accendono ricordi o sensazioni vive e palpitanti?

E che continuano a risuonare nelle mente di notte, quando dormite? 

Con onestà intellettuale (merce abbastanza rara) ho sempre riconosciuto i miei limiti, e fra questi c’è la mia incapacità a “godere” di registrazioni storiche di qualità artistica straordinaria, come quella di Fürtwangler citata da @mozarteum o quelle di Toscanini per me ai vertici assoluti. 
È un mio limite il non riuscire a superare il fruscio di fondo, i vari tic toc tac del nastro o del vinile, l’ammucchiata al centro delle registrazioni monofoniche ascoltate in cuffia, la totale mancanza di dinamica, il completo sovvertimento dei piani sonori per cui non si capisce se i legni sono così lontani per precisa volontà  del direttore sul podio oppure sia una magagna della vecchia registrazione, la bruttezza del suono degli archi, i timpani che sembrano tamburelli…e così via..

Ho sempre ammirato chi, come molti di voi e molti critici musicali famosi, riescono ad “astrarsi” dal suono reale che esce da una radiolina o da quelle brutte registrazioni storiche, e a ricostruire mentalmente quale fosse il suono iniziale e reale voluto dal direttore…

Io invece ho il bisogno, davvero fisico, di una ricostruzione fedele del suono, o almeno una sua approssimazione molto vicina alla realtà, per godere a casa mia  della musica registrata così come ne godo profondamente dal vivo.

Ecco che a questo proposito confesso di non aver mai avuto una radiolina, di non usare iPod o portatili con cuffiette per ascoltare musica fuori casa (in genere se sono al mare mi piace ascoltare il suono delle onde e del vento, nei boschi i rumori dei miei passi e dei piccoli animali e uccelli che mi mi circondano, ecc ecc) e di non toccare “YouTube et similia” neppure con un baston da pollaio (come si dice a Firenze quando si ha una cosa in profonda antipatia).
Ribadisco che è un mio limite personale, un difetto e non un vanto, ma tant’è!

Anche se, a dire il vero poi, nella ricostruzione mentale che ciascuno di voi, più esperti di me, fa c’è molto del soggettivo e poco di oggettivo, e cioè magari nella ricostruzione mentale ci si infila dentro cose che nella realtà dei fatti non ci sono….

Anni fa un gruppo di amici, fra cui io, fece uno scherzo clamoroso ad un nostro amico sedicente super esperto : si fece passare per registrazione storica di Bruno Walter dal vivo a Vienna un brutto Requiem di Mozart che un’amica aveva registrato dal vivo con un miniregistratore portatile ad un concerto di un’orchestra giovanile e coro di dilettanti in cui cantava la figlia quindicenne...

E quando l’amico espertone commentò: bellissima, celestiale.. ..ecco, ricordo che scoppiammo tutti a ridere guardandoci negli occhi!

Anche qui sopra qualcuno nel vecchio forum aveva messo una discussione  che era una specie di indovinello in cieco, con dieci brevi tracce senza nome di un Impromptus di Schubert…e ciascuno doveva rispondere con la sua classifica personale dopo l’ascolto in cieco.. e ricordo che il risultato finale fu che la preferita in assoluto era quella…di una anonima allieva dodicenne di un conservatorio giapponese!!  (io, con mia grande soddisfazione, scoprii invece di aver messo ai primi tre posti quella di Zimerman, quella di Sokolov e quella della Utchida..). Al tempo ricordo che molti del nostro forum che avevano partecipato al giochino “bendati” cioè in cieco, si giustificarono dicendo che la qualità audio che veniva fuori dal computer non consentiva di individuare e riconoscere le interpretazioni dei geni della tastiera da quelle di semplici studenti.. e al tempo dissi a me stesso: “ma anvedi ao se avevo ragione a dire che la qualità audio è fondamentale per “capire” una interpretazione musicale…”! 🤣🤣😁😁😁😁

 

  • Haha 1

Per farmi “perdonare” di questa mia lunga “tirata” e per tornare, in qualche modo, al tema “australe”, vi suggerisco un ascolto australe: il quarto concerto di Beethoven registrato da un pianista che ho imparato ad ammirare dopo averlo ascoltato dal vivo, giovanissimo, in un Rachmaninov mozzafiato… Dejan Lazić…

Qui, in questa registrazione live, è appunto accompagnato dalla Australian Chamber Orchestra guidata dall’inappuntabile Tognetti (se avete tempo ascoltate il suo Mozart e il suo Beethoven, a mio avviso davvero notevoli).

Registrazione live ma di grande qualità… in formato HiRes 24/192…come da tradizione Channel Classics…

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Beh no Toscanini Furtwangler (soprattutto qurst’ultimo) hanno anche registrazioni attendibili dal punto di vista audiofilo quando indistorte. E dalle casse esce un bel fronte sonoro spesso anche piu’ a fuoco d’una registrazione stereo mal riuscita.

Chiarissimi sono i tempi, la concertazione, l’apporto delle voci (Falstaff e’ quello di Toscanini gli altri seguono). Se il suono in se’ manca di rifinitura timbrica (ma a volte neanche si pensi allo splendido Tristan di Furtwangler sotto le cure di Walter Legge), pazienza ma ascoltare queste cose e’ meglio per me di sentire un impeccabile fraccazzo di velletri d’oggidi’.

Non ricordo quel gioco di Schubert vi avrei partecipato volentieri.

Ovviamente esistono cose artisticamente non granche’ anche fra i grandi del passato, ad esempio la Nona di Erich Kleiber ma non per demeriti fonici

  • Melius 1
19 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Beh no Toscanini Furtwangler (soprattutto qurst’ultimo) hanno anche registrazioni attendibili dal punto di vista audiofilo quando indistorte.

Intanto questo non riguarda certo le “prestazioni migliori” dei due (penso al ciclo delle sinfonie di Beethoven del 1939 di Toscanini, o al Beethoven a Berlino di Fürtwangler registrato negli anni della seconda guerra mondiale..). 
Nei casi “tecnicamente” migliori…per tutti e due..si tratta sempre di “registrazioni monofoniche” con una notevole compressione dinamica e una notevole difficoltà a distinguere gli equilibri sonori fra legni, ottoni e archi, così fondamentali per valutare una buona interpretazione… insomma non basta che la distorsione sia bassa… dai!
Poi, ribadisco, questo è un mio limite …. e però, e però… alla prova dei fatti… molti espertoni “cadono” dal pero, scambiando lucciole per lanterne..

 

@mozarteum E per “farmi perdonare” la mia pignoleria, i miei limiti, voglio suggerirti una magnifica registrazione, sempre di Lazić, con uno dei tuoi “eroi” del podio, un giovane Kirill Petrenko …

Un secondo concerto di Rachmaninov assolutamente personale ma assolutamente riuscito anche per l’affiatamento dei due interpreti, tre anzi considerando la prestigiosa orchestra londinese..

Anche qui, la qualità audio è superlativa ed aiuta non poco ad apprezzare la magica interpretazione..

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P.S. @alexis di questa registrazione, purtroppo per te, non esiste il vinile… ma è una interpretazione magica da ascoltare … più bella di quella di Trifonov nel Rach2 per la DG…

E… aspetto tue impressioni per la quinta di Mahler diretta da Karajan…che suonava un po’ bruttina e compressa sui vinili originali e sui file HiRes recenti… ma appunto ero curioso di sapere se era migliorata nell’edizione numerata DG che tu hai preso…

trovo che l’attacco della

tempesta (dal minuto 2) sia perfettamente intellegibile cosi’ come il seguito. E metta in luce la straordinaria lettura di Toscanini che avvicina molto questa parititura al Falstaff (rispetto alla virata romantica tardodecadente dell’opposta lettura di Karajan). In tempi recenti questo approccio sara’ esaltato da Kleiber che alla Scala si e’ avvalso di voci di molto superiori a Toscanini.

Tornando in argomento audiofilo per me si capisce bene tutto e per quanto mi riguarda si gode, peccato desdemona non sia il top

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