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Schumann: Fantasie op.17


Alpine71

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tarantolazzi
2 ore fa, Carlo ha scritto:

ma è a suo modo imperfetto, se ci pensi.

Grande Carlo!   E tutto detto cosi' bene che ti do ragione, comunque.

In realta' so di essere un po' "rozzone", tranchant.....

Le revisioni successive delle opere giovanili? Puah, tutti tentativi di ripulire in senso classico,

di sfrondare certe intuizioni che il "senno di poi" tendenza Clara Wieck/Brahms trova esagerate o smarrite, instabili.

E invece viva il decennio 30-40, insomma! E abbasso la volonta' di darsi una ripulita e rientrare nei ranghi.

Molto rozzone e tranchant, altroche'.  E ripeto anche che sospetto che tu abbia ragione, che cioe' di invenzioni fantasmagoriche ce ne siano gia' cosi' tante che quel finale originale in piu' o in meno non sposti i termini, anzi.

 

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tarantolazzi

e se venticinque vi sembran poche......

Dopo aver preparato questa playlist non ne posso piu'. Mi sembrano tutte uguali e ottime, ma ripeto sono bello rintronato e cerchero' di riprendermi con un'ora di fit-boxe + corsa.

In una prossima vita imparero' a suonarmela da solo, che magari da piu' soddisfazione.

Comunque, per Grancolauro, non e' che Anda non l'ho messo per qualche motivo, e' solo che non l'ho trovato.

Ne mancano comunque tanti di ottimi e di eccellenti, e viceversa qualcuno potra' non sembrare all'altezza di qualche escuso.

Nessuna pretesa se non quella di rimbambire qualcuno di voi come e' toccato a me nel prepararla.:classic_smile:

A presto per qualche considerazione (almeno mia, e scusatemi gia' da ora) comparativa o generico/chiacchierona su questa o quella traccia.

 

https://open.qobuz.com/playlist/15331547

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tarantolazzi
Il 17/5/2023 at 20:20, analogico_09 ha scritto:

Ascolto unicamente da un disco di Barenboim, anche alle prese con Arabeske e Kinderszenen, questa "stranita" e straniante Fantasia visionaria,

Beh, sul "visionaria", se vai a piluccare nella compilation che ho postato, potresti trovare dei picchi diversi e sorprendenti, forse piu' vertiginosi. Dalle parti di Sofronitzki, Yudina, ma non solo.

La versione di Baremboim mi sembra semplicemente eccellente. Che gli vuoi dire? Controllo strumentale senza rigidita', ricchezza micro e macro dinamica, timbro vario e piacevole (IMHO ben servito dalla registrazione), fraseggio espressivo e sempre IMHO buon gusto un po' in tutte le scelte, tenendo insieme con disinvoltura e autorita' il particolare e l'insieme.

 

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analogico_09
51 minuti fa, tarantolazzi ha scritto:

Beh, sul "visionaria", se vai a piluccare nella compilation che ho postato, potresti trovare dei picchi diversi e sorprendenti, forse piu' vertiginosi. Dalle parti di Sofronitzki, Yudina, ma non solo.

 

Ascolterò la tua compilation!

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Dalla playlist si evince che la durata media impiegata dai pianisti per quel primo pezzo è attorno a 13 minuti, con uno sveltissimo Weissenberg sotto gli 11 ed un riflessivo Naumoff che passa i 16. 

Pogorelich l'ho ascoltato arrivare a tempi di poco sotto i 20 minuti (c'è l'audio su youtube live attorno ai 18 minuti, ma quando lo ascoltai io, mi diede sensazione di ancora maggior larghezza): una dimensione tendente all'epico, dai fraseggi molto nutriti e tellurici volumi di suono, ma, devo ammettere, niente di memorabile, un po' falloso e sporco, peccato abbastanza avvilente in Schumann.

detto questo... come si fa ad ascoltare la musica su qobuz? bisogna esser per forza accreditati?

ciao

C

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tarantolazzi
1 ora fa, Carlo ha scritto:

come si fa ad ascoltare la musica su qobuz? bisogna esser per forza accreditati?

Ciao!

Si', io da un paio d'anni ho un'abbonamento, prima avevo Tidal ma poi ho fatto dei paragoni sulle stesse tracce e ho preferito Qobuz. Ancora l'ultimo rinnovo l'ho fatto pagando veramente pochissimo (meno di 50 all'anno), con una formula a 4 o 5 persone. Che ora pero' non vedo piu' offerta, quindi mi sa che tocchera' spendere di piu'.

Anch'io non trovo irresistibile l'ultimo Pogorelich, nel senso che mi sembra complessivamente inferiore al se stesso di 15-20 anni fa, quando la concezione era gia' fortemente originale (e per me a tratti impressionante) ma con una scioltezza ed un controllo strumentale assai superiore.

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Il 29/5/2023 at 15:32, tarantolazzi ha scritto:

Yves Nat

Appena ascoltato il primo pezzo.

Spettacolo per le mie orecchie, sebbene il pianoforte non sembri perfettamente accordato, oppure la registrazione non ne rende giustizia.

Ma quante idee....proprio quelle che non si trovano negli esecutori di oggi, come ha perfettamente espresso Grancolauro: precisi, puntuali, perfetti ma che non suscitano passione.

Grazie

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5 ore fa, Alpine71 ha scritto:

Ma quante idee....proprio quelle che non si trovano negli esecutori di oggi, come ha perfettamente espresso Grancolauro: precisi, puntuali, perfetti ma che non suscitano passione.

Condivido anch'io, e analoga riflessione è emersa proprio negli ascolti live della Fantasia di Schumann. Il controllo strumentale, la perfezione, ovvero precisione dell'esecuzione, talvolta è raggiunto sacrificando l'aspetto emotivo. Così si sentono esecuzioni precise ma congelate e poco interessanti. Ho sentito Volodos nella Fantasia di Schumann, e lo slancio e la vertigine del maledetto finale del II movimento è stato travolgente, e ha travolto me ascoltatore, nonostante le note sporcate siano state un bel po'.

Un saluto a tutti,

Angelo

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@Lolparpit Ah, la Fantasie di Volodos a me sembra un bellissimo viaggio.

I suoi rallentando nel primo tempo mi inebriano, mi scompensano il respiro, mi fanno pensare, mi fanno cantare; in fondo se alla fine del Secondo pezzo si incasina.....ma chissenefrega, oh come ne è valsa la pena!

Forse tutti questi concorsi stanno facendo danni....non lo so, o forse è necessario che gli esecutori maturino affinchè....maturino idee nuove.

Proprio non sono in grado di rispondere, di certo ascoltare esecuzioni a stampo non mi sembra, come si diceva una volta, un gran servizio alla Musica

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Grancolauro
Il 30/5/2023 at 09:09, tarantolazzi ha scritto:

E abbasso la volonta' di darsi una ripulita e rientrare nei ranghi.

Giusto, condivido! Specie nel caso della revisione degli Studi sinfonici e della Kraisleriana. Ma nel caso del primo movimento della Fantasia, preferisco anch’io l’ultima versione. La prima era più scolastica e un po’ artificiosa, come ha detto bene Carlo. Una volta la inserivano come variante nell’Urtext della Henle se non ricordo male. Ora l’hanno pure tolta. Io l’avrei lasciata, boh.

Comunque, tornando ai pianisti, a me piacciono le versioni dove l’interprete racconta qualcosa di sé suonando. Comunica la sua personalità, il suo mondo interiore. Insomma, è sincero col pubblico, si mette a nudo. E si sente quando succede, inutile girarci attorno. Altrimenti tutto diventa superficiale,  artefatto, scontato

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tarantolazzi
Il 1/6/2023 at 15:39, Panurge ha scritto:

Mi sbaglio oppure c'è un grande assente, Arrau?

 Ma certo, come ho detto ne mancheranno tanti meritevolissimi, come Arrau.

Come, nel gruppo/filone "classicista" con e meglio IMHO dei vari Brendel, Kempff, il sempre ottimo Francesco Piemontesi....

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tarantolazzi
Il 2/6/2023 at 13:18, Grancolauro ha scritto:

a me piacciono le versioni dove l’interprete racconta qualcosa di sé suonando. Comunica la sua personalità, il suo mondo interiore. Insomma, è sincero col pubblico, si mette a nudo. E si sente quando succede, inutile girarci attorno.

E come no. Che si sente, e che e' importante.

Non so se sia esattamente la stessa discriminante che indicava Busoni.

Ma se non lo e', credo remi nella stessa direzione.

Cioe' l'idea di dover dare (per vie diciamo spontanee o anche artefatte, tra le quali lui includeva e anzi "chiamava" le trascrizioni) sempre l'impressione della musica trovata li' per li', ascoltata per la prima volta nel momento in cui la si presenta. 

Che, notava Rattalino, e' l'esatto contrario dell'attitudine "museale", di chi vuole (rispolverando o no) prendere dall'archivio e ri-presentare all'ascoltatore il testo/ reperto richiesto.

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tarantolazzi

Abbiate pazienza, quattro scemenze in liberta' sul numero 11 della compilation.

 

Quella di colui che (ahilui eroinomane e alcolizzato) che era protetto da quello delle bombe incendiarie e del patto con Ribbentropp, che teneva dei concerti appartati, nella saletta del museo intitolato al suocero Scriabin, ai quali accorrevano appassionati e intenditori…..non tanto musicisti (non era considerato un riferimento, troppo irregolare e anti-accademico) ma letterati, artisti.

Era, si dice, ossessionato dalla storia umana (beh, il signor Beria della SUA storia umana non era proprio amichevole, da pacche sulle spalle; si dice che il nostro fosse sgomento nel sapere di questo o quel collega spariti dall’oggi al domani) e della sua irredimibile negativita’.

In questi concerti, registrati alla bell’e meglio (non mise mai piede in uno studio di registrazione, come un’altro suo degno erede, come grandezza dico, ma per fortuna dell’erede assai piu’ solido e piu’ vicino all’oro che al piombo, dico Sokolov) dichiarava, e manteneva, un’assoluta estemporaneita’.

Nel senso che in ogni serata lo stesso brano poteva assumere connotati anche assai differenti, in base all’atmosfera percepita ed al momento psicologico. In realta' a me pare di cogliere delle costanti evidenti.

La veste strumentale e’ molto buona, il controllo inferiore ad altri della compilation ma a livelli comunque di eccellenza. Non che avesse molto tempo per studiare, ma la tecnica era tale per cui….

Questo primo movimento…..e’ evidentemente ALTRO rispetto a quanto esibito da tutti i restanti partecipanti al lotto.

Perche’ la melodia descendente in crescendo, da subito (a meno che non si tratti di un’irregolarita’ della registrazione)?

Perche’ quella fretta, anzi urgenza nelle connessioni e nei fregi, quella tendenza ad affastellare, ad addensare appena possibile ed anche quando possibile non sembra e non conviene, con quella sorda

volonta’ di servire e non solo assecondare un’irrestitibile forza centripeta?

Perche’ quel quasi fastidio nei momenti piu’ lirici e rilassati, buttati un po’ via come parentesi che non hanno autorita’ e dignita’ di dare il senso……?

CHI e’ annunciato da quella stridula e violenta fanfara a 6’48’’ dopo la “solita” accelerazione centripeta e la seguente rarefazione sospesa e minacciosa?

E dopo l’ennesimo fregio compresso e scandito dalla necessita’, a 7’24’’ si arriva all’oasi, all’approdo, all’estasi o almeno al senso di armonia seppur un po’ barcollante che moltissimi qui evocano? Mah, fate voi, a me sembra altro, con il tono della ripresa successiva che chiarisce tutto, se ce ne fosse bisogno.

Ma questo e’ un incubo, un universo distopico che neanche Dick, una visione piu’ spirituale

che pneumatica o psichica. Di una spiritualita’ chiaramente gnostica, inesorabilmente dualista,

nella fase piu’ cupa in cui gli arconti che chiudono la visuale…...

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