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Melius Club

Ultima Generazione. Disobbedienza civile non violenta contro il collasso ecoclimatico


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1 ora fa, briandinazareth ha scritto:

accurati sono quelli della iea

Scusa ma questo non è il cazzeggio sui social, questo è il complesso di internet. Davvero pensiamo che senza internet ci sarebbe meno CO2???

4 minuti fa, appecundria ha scritto:

Devo mandare un curriculum al Vaticano. 

Ti posso fare da assistente o portaborse? Emetto regolare fattura e mi accontento di un compenso modesto. Però sul vitto non transigo :classic_smile:

  • Haha 1
9 minuti fa, appecundria ha scritto:

Davvero pensiamo che senza internet ci sarebbe meno CO2???

Senza qualsiasi attività umana ci sarebbe meno CO2, anche senza uomini il pianeta sarebbe un posto meraviglioso, mucche con le flautolenze permettendo ovviamente.

briandinazareth
11 minuti fa, appecundria ha scritto:

Davvero pensiamo che senza internet ci sarebbe meno CO2???

 

qualcuno lo pensa, senza riflettere sugli enormi risparmi sulle emissioni che comporta...

23 minuti fa, Martin ha scritto:

Per questo una politica seria di incentivi, e non le oscene regalie che si sono viste finora, dovrebbe basarsi sul risparmio effettivo ottenuto sulla base dei consumi storici, e rilevato in continuo da terza parte tramite strumentazioni certificate.

Per una casa singola passare da 2000 a 1000€ anno di riscaldamento - anche restando a gas - vuol dire spenderne 40/60'000 tra cappotto e serramenti adeguati. 

Tra 40 e 60 anni di payback esclusi oneri finanziari che su un periodo così lungo cubano il doppio... tu lo faresti?

Neanche a metà prezzo (50% di incentivo) ha senso. Figuriamoci su case fatiscienti come quelle dellel foto qua sopra.

I numeri questi sono

Questa cosa ha senso se non è fatta solo in funzione del risparmio energetico - che ci deve essere ed anche monitorato certamente - bensì in funzione keynesiana di buttare in giro soldi con una buona scusa catalizzante. Di per sé non si paga neanche lontanamente.

 

  • Melius 1
11 minuti fa, briandinazareth ha scritto:

qualcuno lo pensa, senza riflettere sugli enormi risparmi sulle emissioni che comporta...

Un risparmio, ammesso e non concesso che lo sia realmente, non elimina il fatto che una produzione di CO2 correlata esista, come per qualsiasi altra attività umana, cosa sia più giusto ridurre tra le diverse attività economiche diventa una scelta politica od economica. 

@Jack Ho appositamente postato foto di case ALER in zona San Siro, a Milano, occupate (di nome e di fatto) da magrebini ed egiziani per circa il 90% delle unità.

Vediamo un po' dove si trovano i soldi per demolirle e ricostruirle, o per "efficientarle".

Secondo me stanno aspettando che cadano da sole. 

Sui consumi energetici del servizio dati/tlc  qualche numero italiano: 

Un gestore primario consuma circa 0,7 TWh/anno (dato certo) 

Ammesso largamente vuoto-per-pieno che i gestori di pari estensione e mole di dati siano 10, arriviamo a un totale di 7 Twh/anno.

Assumiamo ancora più largamente che la quota energia spesa dagli utenti per usufruire di detti servizi sia pari al TRIPLO (e qui davvero sto bestemmiando tecnicamente a sfavore di tesi) arriviamo a 21 TWh/y 

Che corrispondono al 7% dei consumi elettrici*, che in totale cubano 300Twh/y e  poco più del 1,1% dei consumi di energia totale. 

Per amore di precisione si dovrebbe però valutare quanta energia i servizi di tlc consentirebbero di risparmaire, ad esempio riducendo le necessità di spostamento delle persone.

(Il "just-in-time" produttivo ed il terzismo spinto sono  invece energeticamente devastanti per la domanda di trasporto non raggruppabile che producono) 

 

* Uno studio di qualche anno fa stimava il 5% 

briandinazareth
15 minuti fa, maurodg65 ha scritto:

Un risparmio, ammesso e non concesso che lo sia realmente, non elimina il fatto che una produzione di CO2 correlata esista, come per qualsiasi altra attività umana, cosa sia più giusto ridurre tra le diverse attività economiche diventa una scelta politica od economica. 

 

lo è in maniera notevole, basta ragionare un secondo su tutto quello che oggi possiamo fare senza spostamenti, produzione di carte, macchinari che consumano enormemente di più ecc.

a meno che non si intenda tornare a prima della scrittura... 

9 minuti fa, Martin ha scritto:

(Il "just-in-time" produttivo ed il terzismo spinto sono  invece energeticamente devastanti per la domanda di trasporto non raggruppabile che producono

Quello che vado sostenendo da anni, ma poi mi si dice che l'industria moderna è più efficiente così, una sorta di delivery continuo avanti e indietro.

Nessuno fa più magazzino, neanche i dettaglianti. E allora vai di corriere, tanto h24 hai la roba. Si, moltiplica tutto per millemila articoli e hai creato l'ingorgo continuo che avvelena strade ed ambiente.

1 ora fa, maurodg65 ha scritto:

Ma cosa vuoi convincere, in un condominio di quel genere, ma vale praticamente per tutti, il FV è inutile, i pannelli produrrebbero frazioni dell’energia necessaria anche solo per coprire i consumi elettrici attuali, anche senza considerare quella necessaria per riscaldamento e utilizzo per la cottura dei cibi, giusto l’isolamento termico potrebbe servire, per il resto ogni discussione sui risparmi ipotetici si dovrebbe basare sui costi dell’energia elettrica e senza nucleare non ne usciremo e finiremo nella mezza.

Lasciamo perdere i casi estremi, sebbene frequenti. Io parlo anche del piccolo fabbricato nel quale (con il consenso di tutti gli inquilini) la cosa più saggia da fare sarebbe demolire e ricostruire (con le cubature previste) anziché avventurarsi in problematiche e faticose ristrutturazioni. Gli strumenti urbanistici non lo consentono. 

Nel caso del condominio in foto, dovrebbe trattarsi di edilizia popolare/convenzionata, io penso che sia indegno, per un paese civile, fare abitare la gente in quelle condizioni, a prescindere dalle prestazioni energetiche del fabbricato, per cui qualcosa si dovrebbe fare. 

21 minuti fa, Velvet ha scritto:

Si, moltiplica tutto per millemila articoli e hai creato l'ingorgo continuo che avvelena strade ed ambiente.

Privatizzato il profitto, socializzate le perdite: Intasamento, costi infrastrutturali, inquinamento, mancata ottimizzazione.

(Ci penso ogni volta che vedo, in zona industriale, i residui dei raccordi ferroviari che raggiungevano praticamente ogni singolo lotto e ogni singolo capannone, il porto e ovviamente la stazione. Ne restano in attività pochi km, il resto è una pestilenza di camion e white-van del c.zzo...)

1 minuto fa, Martin ha scritto:

penso ogni volta che vedo, in zona industriale, i residui dei raccordi ferroviari che raggiungevano praticamente ogni singolo lotto e ogni singolo capannone, il porto e ovviamente

Ah sì, anche qui ogni industria degna di questo nome aveva il suo svincolo ferroviario con scalo.

Tu pensa che oggi nemmeno Electrolux che movimenta milioni di tonnellate di roba utilizza più il suo. Tir a manetta. 

Inoltre aver costruito migliaia di zone industriali in mezzo alle campagne e lontane dalle arterie di grande comunicazione è stato un altro colpo di genio italico. 

@Martin PS quando ho fatto un giro in Germania lungo il grande canale merci che si snoda in zona Norimberga/Fuehrt mi sono quasi commosso nel vedere le chiatte portacontainer navigare placide senza rompere le bolas a nessuno. La differenza fra fare infrastrutture e pigliare per il culus il cittadino 

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