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E' più difficile progettare/realizzare un amplificatore oppure un diffusore?


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Per i miei due mono da quasi 300w rms (40 in classe A per poi commutare in AB) per canale ho speso circa 2100 euro di soli componenti,condensatori Kendeil Icel Mundorf Nichicon,toroidali Toroidy e Tamura, resistenze Vishay.Per i case (23kg l'uno, vuoti e senza dissipatori!!! )per fortuna ho pagato solo il materiale (tutto in allumimio anticorodal)e pure quello a prezzo di favore, e 300€ per i dissipatori della Gorini (8pz. da 250x230×58mm.).Ma il primo prototipo stereo ha frantumato un Graaf GM400 un PassLabs 250.5 e due mono Krell Evolution,poi e' stato migliorato praticamente in tutta la componentistica ma anche in alcuni circuiti,e ho deciso di farmi fare i 2 mono.Secondo me sono superbi e completi in tutto,e resteranno sempre un punto fermo del mio impianto.

@domenico80

Ciao Domenico,sono ancora l'evoluzione della discussione sui cloni Dartzeel del vecchio forum,ma in questi anni hanno subito dei miglioramenti e alcuni affinamenti.Bisognerebbe che Salvatore li descrivesse,di circuitazioni di amplificatori ecc. non ci capisco niente.

 

@captainsensible

Ciao,per la carpenteria e' stato solo un passatempo/esercizio di un amico che lavora in quel campo,anche la materia prima ad un prezzo di favore.Commercialmente i costi sarebbero ben piu' alti!!

captainsensible

@leosam eh lo so, ma il costo del case incide notevolmente sul prezzo finale dell'apparecchio.

Cioè posto 1000 euro di componenti montati (supponendo un montaggio con macchine automatiche e non a mano ed 1-2 punti di taratura), il case può valere dal 100 euro a infinito, ma il case non suona.

 

CS

 

@domenico80

 

Con "senza scopiazzare" intendo partire da un foglio bianco.

 

8 ore fa, domenico80 ha scritto:

progettare significa utilizzare al meglio quanto disponibile x arrivare ad un risultato ottimale

 

Da questa tua frase mi sembra di capire che in sostanza, il progetto di un amplificatore, si riduce ad un sapiente "utilizzo" di schemi consolidati e selezione dei componenti.....ho capito bene oppure ho generalizzato eccessivamente?

 

Se così fosse, allora il progetto di un diffusore, pur rimando comunque (IMHO) più semplice, per certi versi può risultare più "creativo". Mi spiego, è vero che in sostanza anche la costruzione di diffusori si riduce alla scelta dei componenti, la costruzione del mobile e l'assemblaggio del crossover, ma la trasformazione elettro-acustica si porta dietro una serie di problematiche/opportunità notevoli, oltre una buona dose di "tolleranza"

 

Nell'amplificatore la "tolleranza" non esiste, tutto deve essere "perfetto", altrimenti col piffero che il risultato sarà ottimale!

Da qui la mia convinzione che progettare amplificatori sia più complesso.

 

Comunque, anche se interessante come argomento di confronto tra appassionati, la domanda iniziale non ha molto senso.....è un po' come chiedere "pesano di più le mele o le banane?":classic_smile:

Buona serata

 

dico la mia .

Penso che il progetto di una elettronica a SS debba partire dallì accoppiamento in DC della stessa . dalla semplicità dello schema e sua assoluta stabilità su qualsiasi carico .

Accoppiamento in DC sottintende anche il non ricorrere a nessun schema servo x il controllo dell'offset .

DC e no al servo xchè la presenza del o dei condensatori è deleteria x il risultato finale come lo è il servo pur se in parallelo al segnale . ) non sono teorie , ma esiti di prove , prove che possono essere anche discutibili , ma tali sono )

Questo input impone uno schema che , una volta tarato , rimanga assolutamente stabile x l'offset .

Insomma , una progettazione a ritroso che non è poi troppo semplice , anzi , anche se i presupposti possono sembrare banali ed ovvi .

E ci si rifà così al finale di Otala , non tanto in sè , quanto x le scelte di Otala che se qualcuno che ne capisce , non io , ci riflette , sono assai interessanti .

Tuttavia simili schemi impongono una accurata scelta della componentistica attiva , altrimenti l'offset non lo si controlla o stabilizza .

Ritengo comodo piazzare condensatori ovunque , ma tale azione può apparire dozzinale .

Altra azione standard è il trimmer x , esempio , la taratura del bias :

xchè un trimmer ? .......e non una resistenza a norme MIL , tanto in un finale se il bias varia di qualche ma succede nulla.

Altra scelta che fatico a capire sono le celle di filtro , ma mi dilungo troppo

PS

non sono un tecnico , ma uno che ha seguito la clonazione di diversi finali ed alla fine la progettazione di un finale che sembra assai interessante

 

"E' più difficile progettare/realizzare un amplificatore oppure un diffusore?"

Io direi che dipende dal risultato che si desidera ottenere; sia il progetto di  un diffusore che di un amplificatore che rappresentino   lo  "state of the art" della tecnica, è difficilissimo. Se invece è sufficiente che funzioni, allora le difficoltà possono considerarsi equivalenti.

@TheoTks d‘accordo con te, fare una roba nella media è piuttosto semplice, invece progettare davvero, anche fuori dagli schemi e con progetti veri, è assai più complesso…

anche perché semplici nozioni di elettroacustica sono del tutto insufficienti per aggeggi che devono o ambiscono a riprodurre musica, in tutta la sua complessità espressiva.

E le misure sono del tutto insufficienti a certificarle le eventuali eccellenze..

ilmisuratore
7 ore fa, alexis ha scritto:

E le misure sono del tutto insufficienti a certificarle le eventuali eccellenze..

Infatti i progettisti usano dei cani cirneco per annusare le elettroniche prima di commercializzarle

Quando l'apparecchio sfiora l'eccellenza il cane scondinzola velocemente, mentre quando l'elettronica non sfiora l'eccellenza il cane si lancia in un ululato profondo

Cinquant'anni orsono (era il 1975 anno più anno meno), le discussioni tra "ascoltoni" e "misuroni" erano esattamente queste, non sono cambiate di un millesimo.

Evidentemente in tutto questo tempo non è emersa una "misura" in grado di predeterminare, con buona approssimazione, quale potrà essere il gradimento di un apparecchio da parte di chi inorridisce solo a sentir parlare di misurazioni (in HIFI).

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