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Melius Club

L'ambiente conta meno dell'impianto


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Inviato
5 minuti fa, leonida ha scritto:

Esattamente quello che ho sempre pensato di te, qualche valida intuizioni ogni tanto, ma sostanzialmente  ancora allo stadio di praticone alchemico

Ho mente aperta ma non sono scemo .

Le tue robe fanno ridere e basta 

Inviato
10 minuti fa, Dufay ha scritto:

avendo curiosità pari a zero 

Tu proprio non brilli per curiosità e volontà di scoprire, non per caso ti limiti a ricondurre a magia tutto quello che non riesci a capire.

 

Inviato

Ne ho pure troppa di curiosità.

Ma viste le esperienze pregresse non mi va di perdere tempo.

Ti ricordo che ho provato anche (e lì si che sembravo scemo) le famigerate pecette, le cremine eccetera 

Inviato
3 minuti fa, Dufay ha scritto:

Ne ho pure troppa di curiosità.

Ma viste le esperienze pregresse non mi va di perdere tempo.

Ti ricordo che ho provato anche (e lì si che sembravo scemo) le famigerate pecette, le cremine eccetera 

Infatti, sono cose che non capisci, classicamente vedi il dito e non vedi la luna. 

Assolutamente  normale che il soffermarti sul dito non possa permetterti di andare oltre lo stadio di alchemico pseudoevoluto

Inviato

@grisulea

Salve,

ho dato una occhiata , mi sembra il solito programma, magari più sofisticato, che analizza in feedback gli effetti del mix di suoni diretti , riflessi , emessi dal sistema , riflessi dall’ambiente  di uno sweep di frequenze amplificate ed emesse dal sistema .

Ne ho sentiti parecchi di sistemi, anche molto importanti, settati utilizzando questa metodologia; diciamo che ormai gran parte dei sistemi che ascoltiamo alle grosse manifestazioni vengono messi a punto con l'ausilio di software.

Infatti  i problemi che si riscontrano ora non riguardano più  i bassi debordanti dalla coda senza freni o gli acuti trapananti (classici problemi di una manifestazione di vent'anni fa ); ora tutto sembra più no meno corretto ..salvo che la scena è sempre ridotta ad una fascia orizzontale con strumenti e voci allineate sullo stesso piano ed alla medesima. altezza , se ti sposti anche di dieci centimetri dal centro percepisci un solo diffusore e tutto ciò che riguarda rilasci armonici echi e riverberi ....inesistente.

Purtroppo  questa è ormai la modalità d'ascolto standard ....

 

Saluti, Fabrizio.

Inviato
1 ora fa, Dufay ha scritto:

(e lì si che sembravo scemo) le famigerate pecette, le cremine eccetera 

Sembravi???

Inviato

Dopo 53 pagine, in sintesi rimangono in campo Guelfi e Ghibellini, com’era lecito aspettarsi.

Inviato

@STEFANEL Ma soprattutto, rimangono invariati, a volte disgraziati ed a volte fortunati, gli ambienti di ascolto.

 

Inviato
10 minuti fa, fabrizio ha scritto:

salvo che la scena è sempre ridotta ad una fascia orizzontale con strumenti e voci allineate sullo stesso piano ed alla medesima. altezza , se ti sposti anche di dieci centimetri dal centro percepisci un solo diffusore

Credo che questo sia prevalentemente un limite della stereofonia. Ma anche in vanatggio, di solito si ascolta da soli, va messo a punto un sistema in un singolo punto. Cosa succede fuori può non essere interessante.

 

27 minuti fa, fabrizio ha scritto:

Ne ho sentiti parecchi di sistemi, anche molto importanti, settati utilizzando questa metodologia; diciamo che ormai gran parte dei sistemi che ascoltiamo alle grosse manifestazioni vengono messi a punto con l'ausilio di software.

Ma forse vengono analizzati, messi a punto un po meno, servono tempo e materiali o sistemi di correzione che pochi ancora usano e che sono svantaggiosi se devi far sentire a molti ed anche fuori asse.

Inviato

@STEFANEL si è data una percentuale del 60% all'impianto, per cui è lui il più importante. 

ilmisuratore
Inviato
33 minuti fa, fabrizio ha scritto:

alle grosse manifestazioni vengono messi a punto con l'ausilio di software.

Se intendi REW come software di correzione è una cosa, se invece lo intendi come software di misurazione è un altra

Farebbe anche entrambe le cose, ma come correttore attivo non lo vedo bene Poi nelle grandi manifestazioni non sarebbe nemmeno indicato rilevare la risposta all'impulso, troppo baccano

Inviato
8 minuti fa, STEFANEL ha scritto:

Dopo 53 pagine, in sintesi rimangono in campo Guelfi e Ghibellini, com’era lecito aspettarsi.

In realtà pare che quasi tutti convengano che l'ambiente conta parecchio. Dufay scrive 40 io dico 60. Non cambia i fatti, la metà della qualità la fa l'ambiente se è buono, se è cattivo non c'è verso di ascoltarci. Se è eccellente si può aspirare al top altrimenti tocca accontentarsi.

  • Melius 2
Inviato
8 minuti fa, QUELEDSASOL ha scritto:

STEFANEL si è data una percentuale del 60% all'impianto, per cui è lui il più importante

Esatto .

Io direi 69%

Inviato
2 minuti fa, grisulea ha scritto:

In realtà pare che quasi tutti convengano che l'ambiente conta parecchio. Dufay scrive 40 io dico 60. Non cambia

Quasi tutti chi?

Sono quattro gatti con l'impianto scarso 

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