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Messiah Handel


spersanti276

Messaggi raccomandati

analogico_09
3 ore fa, cactus_atomo ha scritto:

trovo spettacolare quella di klemperere che pare un messia scritto da beetihoven ogni tanto bisogna ascoltare in modo diverso per non fossilizzarci nelle nostre abitudini

 

 

Beh, un messiah scritto da Beethoven non è più IL messiah di Handel.., l'unico.., nonostante le somiglianze, quindi è come se si parlasse di due opere diverse che potrebbere piacere entrambe ma separatamente. Per me il messia di Kemperer è un detour che potrà piacere o meno, ed apparire anche fantastico da un certo punto di vsista, ma che non ha nulla a che vedere con il messiah di Hande.
Non parlerei di fossilizzarsi, per quanto riguarda chi abbia largamente ascoltato questo e quello, con alle spalle "navigate" esperienze di modi interpretativi differenti, e si trovi nella condizione conoscitiva, sensitiva , emozionale, "critica"  di poter e saper scegliere ciò che più sia nelle sue corde musicali.
Per quanto riguarda chi abbia ascoltao solo i vieti e superati modi interpretativi post-ottocenteschi per ogni ripo di musica, che nonostante ciò possano tuttavia piacere, si tratterebbe invece di purificarsi dalle monolitiche ed univoche abitudini di ascoltarori fermi agli schemi del passato e iniziare a fare nuove esperienze.

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analogico_09
20 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

perdona ma a me sembra che qui vi è la teologia della filologia - siccome Scimone (per me molto intelligentemente) si è tenuto fuori da queste diatribe, allora non va bene.

 

Sono convinto che Brueegen, Leonhardt ed altri avevano molto rispetto di Scimone - non sono d'accordo sulla questione della volgarizzazione che tu scrivi. Piuttosto un plauso per aver fatto scoprire meraviglia al mondo. Siamo tutti migliori grazie a lui e personalità come lui. 

 

Comunque è ridicolo che io sia qui a difendere Scimone -  mi tiro indietro e ognuno ascolti quello che preferisce ci mancherebbe

 

 

Scimone era semplicemente parte dei mondi musicali "tradizionali", lontano dai nuovi "movimenti" estetico-interpretativi "filologici" (è solo un termine convenzionale, dietro lo stesso c'è molto di più) che iniziavano a formarsi già nei '60. Scimone non si è dovuto tirare fuori da diatribe perchè non c'erano diatribe, lui seguiva la sua strada.
Per me Scimone (che a dire il vero non mi è mai piaciuto, neppure tra i '60 e i '70 quando iniziai a scoprirlo, e non perchè non fosse "barocco" bensì per la sua piatta musicalità, molto meglio "I Musici") è un musicista superato, esteticamente superato a mio personale e modesto avviso e con questo non voglio affatto "accusarlo" di nulla: le mie, ripeto, sono considerazioni di carattere etetico, di gusto personale e potrei approfondire, motivare, magari cercando di "analizzare" qualche sua interpretazione vivaldana (dove la musica del "prete rosso" è così seduttiva ed  immediatamente comunicativa che ameremmo ascoltarla anche da un organetto scordato suonato nell'angolo della strada). Nessuno "accusa" nessuno quaindi non c'è neppure bisogno di "difendere" chi non sia accusato.., si tratterebbe solo di mettere a confronto le nostre idee motivate, le nostre preferenze senza prevenzioni, tifoserie e "permalosaggini".

Do' anch'io atto a Scimone di aver divulagato  (ovvero volgalizzato.., non è una parolaccia) le musiche di Vivaldi, facendo indubbiamete bene ai tempi, nessuno lo nega, mentre oggi ... felice chi lo apprezzi ancora, cosa rispettabilissima, non è vietato farlo...)

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cactus_atomo

se posso permettermi, tro le interpretazioni barocche dio scimome e richter molto gipiose, piene di gioia di vivere, capaci di coinvolgerere anche chi non è aduso alla musica barocca. per i miei gusti però trovo che le rivisitazioni filologiche siaino per me più appaganti il che non vuol dire che siano migliori o più fedeli, non è che sappiamo tutto sulla prassi interpretativa barocca che fa anmpio ricorso alla improvvisazione (ad libitum)) dell'esecutore. e neppure possiamo sapre come oggi quegli autori barocchi avrebbero gradito essere interpretati, se con strumenti depoca o con strumenti moderni. handel scriveva per un pubblico diverso da quello di bach, gli oratori di handel erano u escamotagev per tenere rappresentazioni durante i periodi, come la wuaresima in cui il repertorio operistico non poteva essere messo in scena e ci volevani gli oratori, starivci e di argomento religioso. m l'inghilterra di handel chiedeva le grandi voci italiane anche per gli oratori, mentre gli oratori nachiani sono più legati alla prassi religiosa luterana decisamente più austera. però ripeto ne sappiamo ancora troppo poco per pontificare

e poi vivldi è un caso a parte, un prete che ha fatto quel "lavoro" pr poter studiare, che lavorava per un pubblico ben diverso nella venezia di vivaldi la gente andava a teatro essenxialmente per le rie dei grandi cantanti, durante il rrsto dello spettacolo magiava, giocava insomma in momdo ben dvverso dal nostro.il barocco non è tutto uguale, bach era un dipendente di una chiesa e sfornava esenzialmente opere per la liturgia, telemanninvece ha composto la musica da tavola che serviva da sottofondo per chii mangiava

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analogico_09
17 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

trovo che le rivisitazioni filologiche siaino per me più appaganti il che non vuol dire che siano migliori o più fedeli, non è che sappiamo tutto sulla prassi interpretativa barocca che fa anmpio ricorso alla improvvisazione (ad libitum)) dell'esecutore. e neppure possiamo sapre come oggi quegli autori barocchi avrebbero gradito essere interpretati, se con strumenti depoca o con strumenti moderni.

 

Io penso che, grazie anche e soprattutto alle ricerche, agli studi "specialistici" e riscoperte delle filologia, oggi si sa delle prassi esecutive antiche e barocche quanto basta (che non è poco) per poterci avvicinare in maniera significativa allo spirito interpretativo d'epoca.
La "fedeltà" è un falso problema, non è questo lo scopo della prassi esecutiva filologica, la fedeltà assoluta non è ottenibile neppure con le partiture di musiche moderne o contemporanee precisissimamente notate: c'è sempre un ampio margine di discrezionalità interpretativa delle stesse.
Non solo le stesse partiture dicono molto agli interpreti ricercatori su come andrebbero interpretate, anche dalle epoche più lontane, pre-barocche, ci giungono numerosi trattati, manuali, metodi, ecc, tutta una fiorente letteratura trattatistica spesso molto dettagliata su come venissero suonare i vari strumenti, compreso lo strumento vocale umano, su come interpretare i vari linguaggi le varie forme musicali, quali stili e tecniche adottare per esprimere al meglio gli "affetti" musicali, ecc.
Sono queste delle vere e proprie "mappe" che conducono ai tesori musicali nascosti o sotterratti dal tempo... Naturalmente restano margini più o meno grandi di dicrezionalità intepretative una sorta di empirismo che favoriva e favorisce molto la creatività, evitando l'appiattimento interpretativo, incentivando lo spiirto della ricerca, dell'"avventura" musicale (esistevano all'epoca, figuriamoci) ma il "polso" di quelle prassi esecutive che seguono mappature molto precise, pur con gli scartamenti più o meno ridotti, per forza di "logica" non potrà che avvicinarsi "pericolosamente" ai modi interpretativi, esecutivi, vocali, strumetali,  orchestrali, corali, antichi.

In fondo era un modo molto naturale e spontaneo di suonare, quello antico, dove l'improvvisazione era fondamentale, il quale è rimasto attraverso i secoli nelle musiche popolari non scritte, tramandate oralmente, basate essenzialmente sull'improvvisazione..
Prendiamo Il jazz.., le musiche popolari delle feste, del ballo, dei "riti" sociali, comunitari, religiosi; le stesse forme di musica (ex) contemporanea di estrazione "colta" del '900 le cui partuture appaiono come dei canovacci simili ai canovacci partituriali della musica antica, le quali "riscoprono" in quelli e in se stesse i modi antichi di suonare, di interpretare, di dare forma, tecnica, stile ed espressione alla musica. C'è una sorta di ponte gettato tra l'antichità e la "modernità", un ritorno ad una maggior democraticità partituriale rispetto alla partitura "romantica" molto più "autoritartia".
Sono osservazioni riassuntive.., molto sommarie le mie, la questione è evidentemente molto più complessa e sfaccettata, ne abbiamo parlato ennemila volte., ci sarebbe ancora molto da dire ma cerdo che la base di partenza sia stata lsrgsmente abbozzata.

Su questo però Enrico vorrei risponderti con una battuta: come pensi che avrebbe risposto ad esempio Strawinsky a chi gli avesse chiesto: " maestro, preferisce  che i posteri suonino la sua musica con gli strumenti "antichi" della sua epoca, oppure con i "moog" o synt di la' da venire capaci di suonare come un'intera orchestra?
Io penso che Strawinsky avrebbe risposto che non intendeva prendeva proprio in considerazione un problema che non esisteva e che una volta passato a miglior vita avrebbe coinvolto i posteri...

 

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Eseguire il messia come klemperer come se  si trattasse delle passioni di Bach ,è davvero arbitrario. Handel aveva acquisito molto dalla solarità italiana ed egli stesso era caratterialmente molto differente da Bach  ,sebbene ciascuno di essi conoscesse la musica dell’altro. Gli stili musicali  erano differenti , handel non aveva  il gusto della ricerca maniacale delle figure polifoniche e del contrappunto , aveva invece il gusto delle frasi melodiche aperte e gioiose.

per questo il klemperer mi è sembrato uno dei peggiori messiah mai sentiti

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spersanti276

@rebus

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SITE RATING:  5/10

SITE REVIEW:  Out of all the the Messiah reissues that Erato undertook in 2009, this 1998 recording conducted by virtuoso violinist Yehudi Menuhin is by far the weakest; some of the blame is Menuhin's, whose tempos can race faster than seems necessary or appropriate on many of the movements; but the larger fault is the choice of male soloists, tenor Algirdas Janutas, and bass Benno Schollum, neither of whom seem up to the challenge of this particular piece.  Janutas is harsh and strident in his tone, and seems to actually strain in most of his arias, while Schollum struggles visibly with the technical demands of the piece, muscling  his way through the melismas and lacking any sense of purpose in his arias.  The rest of the forces perform with admirable grace, with the Kaunas State Chorus and Lithuanian Chamber Orchestra both excellent, rising to the quick-paced demands of Menuhin with exceptional tone and style; and the female soloists, soprano Susan Roberts and mezzo-soprano Liliana Bizineche-Eisinger giving beautiful, sensitive readings with great warmth and expression.  This particular performance was captured live at the Reingau Musik Festival, and the recorded sound is fine enough, however, with two such glaring faults in the male soloists, and with the uneven tempos throughout, I cannot recommend this recording.

 

VALUTAZIONE DEL SITO: 5/10 RECENSIONE DEL SITO: Di tutte le ristampe di Messiah che Erato ha intrapreso nel 2009, questa registrazione del 1998 diretta dal virtuoso violinista Yehudi Menuhin è di gran lunga la più debole; parte della colpa è di Menuhin, i cui tempi possono correre più velocemente di quanto sembri necessario o appropriato in molti movimenti; ma il difetto maggiore è la scelta dei solisti maschi, il tenore Algirdas Janutas e il basso Benno Schollum, nessuno dei quali sembra all'altezza della sfida di questo particolare pezzo. Janutas è aspro e stridente nel suo tono, e sembra effettivamente sforzarsi nella maggior parte delle sue arie, mentre Schollum lotta visibilmente con le esigenze tecniche del pezzo, facendosi strada attraverso i melismi e mancando di qualsiasi senso di scopo nelle sue arie. Il resto delle forze si esibisce con grazia ammirevole, con il Coro di Stato di Kaunas e l'Orchestra da camera lituana entrambi eccellenti, che soddisfano le richieste veloci di Menuhin con tono e stile eccezionali; e le soliste donne, il soprano Susan Roberts e il mezzosoprano Liliana Bizineche-Eisinger che danno letture belle e sensibili con grande calore ed espressione. Questa particolare performance è stata catturata dal vivo al Reingau Musik Festival, e il suono registrato è abbastanza buono, tuttavia, con due evidenti difetti nei solisti maschili e con i tempi irregolari dappertutto, non posso raccomandare questa registrazione.

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analogico_09
5 ore fa, Panurge ha scritto:

@analogico_09Peccato non ci sia un Messiah di Mengelberg :classic_biggrin:  

 

 

:classic_ninja: Rendiamo grazie a Dio! :classic_laugh:

 

Magari avrei potuto apprezzare un Messiah di Rudolf Mausersberg, l'interprete che operava nella parte est del muro di Berlino (Lipsia, insiema al grande tenore Peter Schreider, per questo rimasto misconosciuto, scarsamente battaggiato dai sistemi distributivi occidentali..). Nulla di filologico dichiarato, ma trovo che la sua musicalità richiami in un certo senso alla maggior "misura" interpretativa strappata ai paludamenti sovrastrutturanti delle interpretazioni "ottocentesche", così come conviene fare con i repertori antichi e barocchi. Inoltre questo direttore è capace di un qualità espressiva madreperlacea, di una sostanza musicale profonda nel trascendere la "forma", il bello stile, ogni cosa che possa apparire esteriore e "materiale" rispetto alla  spiritualità. La quale a mio avviso traspare in modo mirabile nelle interpretazioni delle opere "mistiche" del sommo Heinrich Schutz, autore della "grazia" piuttosto che dell'aggraziato... 
Non abbiamo un suo Messiah, ma resta la magnifica interpretazione della Passione Matteo di Bach registrata nel 1971 con strumenti moderni, musicalità "atemporale", con Peter Schreider nei panni dell'evangelista.., orchestra, coro, cantanti, tutto superbo passato peccato alla "chetichella".., non vi fu e seguita a non esserci la risonanza che ebbero i grandi filologi "dichiarati".

Un grande, sommo, umile artigiano della musica il "nostro"...

 

Buoni ascolti per chi voglia ascoltare, chiedo veina per il breve ma credo pertinente OT

 

https://www.youtube.com/watch?v=oj78ApTLofc

 

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