SimoTocca Inviato 18 Agosto 2023 Condividi Inviato 18 Agosto 2023 Grazie per la tua bella dissertazione sul mio concerto preferito in assoluto, il quarto di Beethoven! E, mi pare, la storia dei manoscritti originali che hai raccontato si complica ancor più se si pensa a cosa accadde dopo la prima esecuzione pubblica del Marzo 1807, con Beethoven medesimo al pianoforte. Dopo circa 7 mesi infatti Beethoven cercò un pianista per eseguire il suo nuovo concerto ad una sottoscrizione pubblica. Già qui si pone una domanda: perché Beethoven cercava un pianista che non fosse lui medesimo? Forse per i problemi di salute che lo stavano iniziando a tormentare …in particolare la sordità? E, se così, forse ci sarebbe da chiedersi l’accoglienza ricevuta dalla prima esecuzione a cura di Beethoven in quel primo concerto pubblico del 1807, che vide l’esecuzione anche dell’ouverture Coriolano e della quarta Sinfonia. Fatto sta che Beethoven affida la parte del solista a Ferdinand Reis, suo giovane allievo (e suo futuro biografo). Anche qui: quale sarà stato lo spartito? Perché Reis declina dopo pochi giorni l’offerta, trovando lo spartito troppo difficile e troppo poco il tempo per impararlo, e si offre di eseguire il già noto concerto in Do minore. Beethoven si “infuria”, toglie dalle mani lo spartito (quale?) a Reis e lo mette in quelle di una nuova promessa emergente della tastiera, Friederich Stein. Ma anche Stein alla fine si arrende e alla sottoscrizione pubblica organizzata da Beethoven suonerà il concerto in Do minore. Insomma in qualche maniera il “giallo” quasi quasi si infittisce…ed è possibile poi che Beethoven abbia “cancellato” le note in più aggiunte nei primi mesi del 1807. Chissa? Fatto sta che di certo l’atmosfera del quarto Concerto è una atmosfera lunare, a tratti quasi malinconica… come se Ludwig avesse voluto disvelare in musica il suo intimo…quasi femminile! Beh… ci sarebbe poi molto da disquisire anche su questo aspetto…ma di certo c’è il fatto rivoluzionario che è il pianoforte ad “aprire” la scena, e non l’orchestra, ed è una scrittura tecnicamente difficile, molto più difficile di quella del terzo… ma meno appariscente. Forse per questo, per un secolo, il quarto concerto è stato quello più trascurato, o forse meno gradito, dai solisti: più difficile e con minor soddisfazione perché “meno appariscente”. Grazie ancora a @Grancolauro per la sua bella storia….. E approfitto per dire che versione che amo di più è quella splendida del giovane Pollini al piano con il vecchio Böhm sul podio dei Wiener: c’è una specie di contrasto naturale, perché caratteriale, culturale, politico ed insomma intrinseco ai due musicisti così diversi, contrasto che esalta quanto Beethoven ha pensato: il pianoforte finalmente libero dall’orchestra, in una rivoluzione, finalmente pacifica, in cui però in qualche maniera quasi “soccombe” alle bordate dell’orchestra. La scrittura “non eroica” del pianoforte, che invece sia nel terzo che sopratutto nel quinto concerto, tiene testa e combatte ad armi pari con una intiera orchestra, è pensata per far sentire il pianoforte protagonista, sì, ma non “combattente eroico”… Tanto che la pur bellissima registrazione a Berlino di quasi vent’anni dopo, con Abbado, quasi quasi riesce meno proprio per il comune sentire dei due musicisti amici milanesi.. 1 Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-929542 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 18 Agosto 2023 Autore Condividi Inviato 18 Agosto 2023 @SimoTocca grazie delle interessanti aggiunte alla storia del Quarto concerto! Mi fa piacere che quest’opera sia nelle corde di molti nel forum. A proposito del carattere introspettivo e lunare del concerto, c’è un noto studioso anglosassone che sostiene da anni una tesi molto discussa, relativa al secondo movimento. Questa la tesi: l’inizio del secondo movimento, caratterizzato da uno scambio tra archi e pianoforte dai toni molto drammatici, rappresenterebbe un dialogo tra Orfeo (il pianista) e le Furie (gli archi), seguito dal tentativo fallito di Orfeo di strappare la sua Euridice dagli inferi. Vi sembra plausibile? A me non tanto. Mi ricorda un po’ la storia della sonata “Al chiaro di luna”, nome che mai Beethoven avrebbe dato a una sua opera. Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-930018 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
SimoTocca Inviato 19 Agosto 2023 Condividi Inviato 19 Agosto 2023 @Grancolauro L’ho letta questa ipotesi, e anzi letta perché riportata da diverse parti… A me non convince per niente…anche perché il secondo movimento sfuma, senza soluzione di continuo (fatto, anche questo, inusuale fino a Beethoven) nel terzo tempo che è pieno di allegri slanci vitali… un po’ un controsenso, no? Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-930376 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 19 Agosto 2023 Condividi Inviato 19 Agosto 2023 Caspita ci vuole l'estate, stagione del maggior disimpegno, perchè rifioriscano discussioni musicali sulla musica... MI piace molto di più l'"ascuittezza" dell'accordo tradizionale; l'arpeggiato conferisce "frivolezza" al brano che si presenta con quel rapido suono accordale po' misterioso e "sospeso" come un "monito" a voler creare suspense... L'arpeggio sta bene con l'accordo pre-finale dell'esposizione tematica ... due volte è banale, gli abbellimenti vanno dosati, già dal barocco e rinascimento, si perde il senso dell'"inatteso". Così, ad orecchio, a prescindere dalle interessantissime esegesi critiche. Mirabile interpretazione. Trovo tuttavia molto ragionevole ciò che dice Damiano, che col fortepiano sia possibile"tenere" di meno il suono non arpeggiato.., ma forse il miglior risultato potrebbe dipendere anche dalle capacità dell'esecutore, proverò ad approfondire. Il 15/8/2023 at 15:59, Grancolauro ha scritto: il tempo di decadimento del suono è minore, quindi se vuoi tenere l’accordo lungo come sta scritto sullo spartito conviene arpeggiarlo. 2 Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-930643 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 20 Agosto 2023 Autore Condividi Inviato 20 Agosto 2023 23 ore fa, SimoTocca ha scritto: un po’ un controsenso, no? Sì, sembra anche a me. Però l’idea in sé è divertente, mettiamola così. Ad inizio ‘800 Beethoven era spesso chiamato “il novello Orfeo”, raffigurazione mitologica dell’artista romantico per eccellenza. C’è anche un quadro famoso che lo ritrae con la lira in mano, lo strumento di Orfeo. Questo si collega, tra le altre cose, all’enigmantico accordo di Sol maggiore con cui si apre il Quarto concerto, di cui hanno già parlato @maverick e @analogico_09. È un accordo molto “denso”, con tante note che impegnano le mani dal mignolo della sinistra a quello della destra, come nel caso di un arpeggio. In corrispondenza di questo accordo, così denso e ricco potenzialmente di sonorità, Beethoven scrive tuttavia “piano” e “dolce”. Difficile interpretare tutto questo in modo coerente. L’idea di arpeggiare non è dunque del tutto peregrina: attribuirebbe senso a una serie di indizi testuali, tecnici e storici, oltre che all’idea secondo cui l’accordo iniziale servirebbe in realtà ad introdurre la figura di Orfeo, intento ad arpeggiare la sua lira. Comunque sia, al pianoforte a me l’accordo piace suonato come si fa oggi di solito, perché genera quel senso di sospensione a cui ha fatto giustamente riferimento @analogico_09, mentre col fortepiano lo preferisco arpeggiato per le ragioni che ho già detto, relative al decadimento del suono. Ma si tratta di sottigliezze, mi rendo conto. Scusate la divagazione 2 Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931293 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
SimoTocca Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 1 ora fa, Grancolauro ha scritto: Ma si tratta di sottigliezze, mi rendo conto. Scusate la divagazione No no, non sono sottigliezze! Sono le fondamenta della tecnica pianistica! Ricordo che anni fa, al Concorso Gui per Musica da Camera, ascoltavo dietro il banco della giuria la grande Maria Tipo che “spiegava” alla “viola” dell’Alban Berg Quartet la differenza fondamentale fra il pianoforte e gli strumenti ad arco: una nota, al pianoforte, una volta suonata e mantenuta, va comunque in decrescendo come volume di suono, la viola invece può addirittura intensificare il volume di quella nota tenendola per tutto il tempo che necessita..! Sembra banale.. ma non lo è… la differenza fra un vecchio Graaf dei tempi di Beethoven e un moderno Steinway giustifica anche approcci tecnici diversi.. al Graaf meglio l’arpeggio, quasi fosse un clavicembalo..no? L’accordo iniziale suonato su un pianoforte moderno lo preferisco anch’io all’arpeggio… probabilmente per abitudine…ma forse perché la ricchezza tonale dell’arpeggio e la sua “sospensione” rispetto alle note che seguono mi dà ancora una emozione grande .. Ascoltavo poche settimane fa nel questo concerto Andrea Lucchesini, al Maggio con Zubin Mehta sul podio, in una esecuzione di perfezione così adamantina, così vicina a quella del giovane Pollini con Böhm, che..mi chiedevo seriamente il perché la “sottovalutazione” di un pianista italiano secondo me assolutamente straordinario. A proposito delle differenze tecniche fra strumenti di diverse epoche, del loro suono e del modo diverso (tecnica diversa) di suonare un fortepiano rispetto ad un pianoforte vorrei segnalare, seppure OT, un album secondo me essenziale per capire davvero le differenze: Fantasie il titolo dell’album in cui Alexander Melnikov esegue sette opere di sette autori diversi su sette strumenti diversi. Si parte da JS Bach eseguito al clavicembalo e si passa CPE Bach eseguito al “tangent piano”, e si arriva poi a Busoni eseguito su un Bechstein model B, passando per Chopin eseguito su un pianoforte dell’epoca, l’Èrard, restaurato per arrivare allo Schnittke eseguito su uno Steinway model D. Album interessantissimo per i “principianti” come me, meno forse per i professionisti come te.. 1 1 Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931383 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 2 ore fa, Grancolauro ha scritto: Sì, sembra anche a me. Però l’idea in sé è divertente, mettiamola così. Ad inizio ‘800 Beethoven era spesso chiamato “il novello Orfeo”, raffigurazione mitologica dell’artista romantico per eccellenza. C’è anche un quadro famoso che lo ritrae con la lira in mano, lo strumento di Orfeo... Ma si tratta di sottigliezze, mi rendo conto. Scusate la divagazione Molto bella, mi piace molto l'immagine di un Beethoven Orfeo con la lira, così, "visivamente"... interessante il collegamento con l'"arpeggio" della nota iniziale del quarto concerto. Ottimo intervento nell'insieme, nessuna divagazione! Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931439 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 1 ora fa, SimoTocca ha scritto: A proposito delle differenze tecniche fra strumenti di diverse epoche, del loro suono e del modo diverso (tecnica diversa) di suonare un fortepiano rispetto ad un pianoforte vorrei segnalare, seppure OT, un album secondo me essenziale per capire davvero le differenze: Fantasie il titolo dell’album in cui Alexander Melnikov esegue sette opere di sette autori diversi su sette strumenti diversi. Interessante questo progetto, grazie della segnalazione, vado a cercare in Tidal, spero sia presente. In relazione a quando ci stiamo dicendo sull'accordo iniziale del 4 concerto di B. (accordo secco con fortepiano e arpeggiato con pianoforte) mi viene di fare mente locale sul fatto che effettivamente - cosa che ho sempre sostenuto - lo strumento, per proprie caratteristiche tecniche, di suono, di struttura, ecc, sia fondamentale ai fini delle scelte compositive.l Il compositore crea sia la forma delle sue "architetture" sonore, sia l'espressione musicale, gli "affetti", in stretta relazione con le caratteristiche del "mezzo" attraverso il quale viene espresso il tutto partituriale, il visibile e l'invisibile. Non è per riaprire la vecchia polemica.., ma questo punto l'idea che ogni tanto fa capolino di un Bach che avesse avuto il pianoforte avrebbe composto l'ira di dio (come se ciò che compose per il cembalo non sia già l'ira del "diavolo"... il quale è cattivo ma la sa molto lunga... 😈) sia davvero assurda. Si potrebbe replicare, sempre in maniera fantasiosa.., fantasticando.., che se Bach avesse composto al pianoforte sicuramente averebbe creato qualcosa di diverso rispetto al reale lascito realizzato col cembalo, forse migliore di quello ma anche peggiore.., vai a sapere.., per una questione di feeling che il kantor avrebbe potuto non instaurare col pianoforte, così come lo instaurò strettissimamente col cembalo... e quindi avremmo potuto rischiare, nella peggiore delle ipotesi, di non ricevere la stratosferica musica di pitagorica perfezione e di somma espressione che ci invidiano tutti i pianeti di tutte le galassie dell'universo... Meglio quindi non scambiare (si fa per dire) il già conosciuto con quello da conoscere.., meglio non farla partire la maccina del tempo.., chissà cosa ci riporterebbe indietro... 😄 Scusate la digressione, il pastiche spero un minimo pertinente... Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931445 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Rimini Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 3 ore fa, Grancolauro ha scritto: L’idea di arpeggiare non è dunque del tutto peregrina: Mi pare fosse Arrau che riteva l'inizio di questo concerto come il peggiore in assoluto 'Cominci come solista e poi hai 3 minuti per pensare a come lo hai suonato male'! Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931463 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
tarantolazzi Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 Intanto grazie, post interessantissimo. Poi, le coincidenze (che non esistono, ok, lasciamo perdere....), proprio ieri ho messo su per la prima volta, nell'impianto della casa di montagna (segnale/rumore carente, si sente sempre il fiume, essendo in una veranda a vetri semplici in mezzo agli alberi. Ma garantisco che e' un piacere anche maggiore, malgrado anche la modestia dell'impianto fatto di terze/quarte scelte) una versione che ho sempre snobbato e che invece merita molto rispetto, come un po' tutto di questo virtuoso-ma-non-solo. Julius Katchen, onore a lui. Tra le tante cose interessanti e importanti del tuo post, una mi ha lasciato sorpreso: la versione "cameristica" con la parte per pianoforte piu' virtuosistica.....ingenuamente penserei al contrario, piu' casino e ornamenti per contrastare l'orchestra e piu' essenzialita' nelle trame cameristiche. Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931470 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
SimoTocca Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 2 ore fa, SimoTocca ha scritto: ma forse perché la ricchezza tonale dell’arpeggio Ovviamente volevo dire: la ricchezza tonale dell’accordo, suonato non arpeggiato… chiedo scusa per il lapis… Ooops lapsus! E poi sì Peppe, l’album c’è anche su Tidal… Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931486 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Lolparpit Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 @Rimini Io la ricordavo detta da Schnabel, ma cambia poco. Comunque da ex pianista dilettante, pure pochissimo dotato, l’accordo iniziale in sol maggiore richiede l’azione di 4 dita per mano: è bello massiccio, quindi! Eppure bisogna renderlo ‘dolce’, per cui è tutt’altro che banale eseguirlo morbido. Insomma capisco le insidie che anche i massimi pianisti trovano nelle prime battute di questo meraviglioso concerto. Sull’isola deserta, dei 5 di LvB, non saprei quale scegliere (a me piace pure il I). Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931491 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
analogico_09 Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 8 minuti fa, SimoTocca ha scritto: chiedo scusa per il lapis... sì Peppe, l’album c’è anche su Tidal… si fosse spuntato ecchequà ... 😄 e... grazie Simo! 1 Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931496 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Rimini Inviato 20 Agosto 2023 Condividi Inviato 20 Agosto 2023 56 minuti fa, Lolparpit ha scritto: Io la ricordavo detta da Schnabel ….potresti avere ragione tu. Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931534 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Grancolauro Inviato 20 Agosto 2023 Autore Condividi Inviato 20 Agosto 2023 1 ora fa, tarantolazzi ha scritto: la versione "cameristica" con la parte per pianoforte piu' virtuosistica.....ingenuamente penserei al contrario, piu' casino e ornamenti per contrastare l'orchestra Ciao! Hai perfettamente ragione. Questa spiegazione l’ho letta nell’introduzione dello spartito della Heine, ed è in effetti implausibile. Tanto più che il manoscritto della trascrizione per quintetto è andato a sua volta perduto, e quindi la tesi non può essere verificata. Mi sembra molto più plausibile che Beethoven abbia scritto le aggiunte e modifiche alla prima versione in vista del concerto del 22 dicembre 1808, in modo da rendere il concerto più d’effetto per il pubblico. La maggior parte dei filologi sostiene questo in effetti. Una tesi che per altro si sposa bene con un aspetto peculiare della poetica beethoveniana di quegli anni: il tentativo di coniugare l’attenzione per i sentimenti più nascosti dell’animo umano col virtuosismo e la brillantezza della scrittura pianistica. Una specie di spettacolarizzazione dell’interiorità che andava enfatizzata e resa in qualche modo esclusiva, irripetibile, nella sala da concerto. Comunque sia, condivido l’apprezzamento per il grande Katchen! Il Quarto concerto suonato da lui però non l’ho mai ascoltato. Andrò a cercarlo, grazie ps: nella mia graduatoria personale, per ragioni puramente affettive, il primo concerto sta al primo posto, poi viene il quarto :) Link al commento https://melius.club/topic/15796-la-strana-storia-del-quarto-concerto-per-pianoforte-e-orchestra-di-beethoven/page/2/#findComment-931545 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora