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Oppenheimer di Christopher Nolan


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analogico_09
Il 11/4/2024 at 13:26, Velvet ha scritto:

Un film come ET non si può non amarlo pur nella sua semplicità e nei valori tagliati un po' con l'accetta.

Significherebbe non essere mai stati ragazzini, non aver mai vissuto piccole avventure immaginifiche a metà strada fra la favola e la realtà.

 

 

ET e Incontri Ravvicinati del terzo tipo sono gli unici due film che ho perfino "momentaneamente" amato - facendo la tara all'americanismo di "propaganda" endemico che il regista sembra non voler mai abbandonare.

Entrambi i film sono in fondo due "favole".., però, a prescindere da ciò che apprezzo degli stessi, mentre a distanza di tempo le "favola" di ET e dell'altro film le trovo oramai datate, convenientemente "consumate", non ho mai più dimenticato le favole che mi infiammavano da bambino, quelle dei fantastici libretti illustrati che mi leggeva mia madre o che le inventasse lei di sana pianta, prima che imparassi a leggere.  Favole che "vivevo" attraverso gli straordinari disegni, pochi, essenziali  come lo erano le immaginifiche parole, catturandomi emotivamente, laaciandomi libero di immaginare in proprio altri scenari, di completare, espandere nella mia mente e nel sentimento i quadri "abbozzati" nel libretto.
Mentre le favole di Spielberg, ma di tutta l'era filmica digitale, "onnipotente", nello spiegare tutto e subito al pargolo durante il percorso fruitivo indotto, obbligato, nella perfezione formale e con gli effetti ed "affetti" speciali che mostrano ogni minimo dettaglio - così pure nei i film "dinosauro", come lo chiamava Samuel Fuller - nega al bambino la possibilità di poter immaginare la sua propria favola, andando oltre lo schema "industriale". Un po' come i videogiochi... 

Tanto per dire poi del moralismo, conformismo e buonismo di Spielberg, un episodio apparentemente minimo passato perlopiù inosservato, nella versione restaurata, "ricondizionata" di ET di molti anni fa, primi anni 2000 se non vado errato, una favola strappalacrime a manetta, volendo.., le pistole portate dai poliziotti che inseguivano l'alieno, mi pre ricordare, furono sostituite con dei volki tolki.. (della serie: ma come sono buoni i poliziotti americani...)

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6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

ET e Incontri Ravvicinati del terzo tipo sono gli unici due film

Abbiamo proprio gusti diversi:classic_smile:: ET non l'ho mai visto, nauseato dalla sdolcinatezza del battage

pubblicitario e Incontri Ravvicinati mi è di una noia mortale.

6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

nega al bambino la possibilità di poter immaginare la sua propria favola, andando oltre lo schema "industriale".

Ma non direi: pensa alla dinosauromania e a quanti pupazzetti di dinosauro fra i bambini dei primi '90, o

al lla popolarità di ET. 

Capisco quello che vuoi dire, ma i bambini oggi (e anche nei '90) sono diversi da come eravamo noi.

Credo che la loro fantasia abbia potuto lo stesso svilupparsi.

 

 

6 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Tanto per dire poi del moralismo, conformismo e buonismo di Spielberg,

Si, ti capisco: Spielberg è la personificazione dello  Zio Sam,  credo.  Io, per lo più

lo adoro, ma capisco che possa urtare.

Però:

la capacità di confezionare e raccontare storie e avventure e personaggi che sono

diventati parte dell'immaginario collettivo e dell'infanzia,

il "senso del meraviglioso" e la capacità di metterlo in immagini.

-

Poi non bisogna chiedergli quello che non è e non può essere: ad esempio un regista

europeo "impegnato"(si dice così?:classic_smile:)

 

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analogico_09

I bambini di oggi hanno immaginazioner, ma di altro tipo.., più uniformata , meno personale e creativa, e si vede come in tutte le arti i nuovi giovani delle ultime generazioni non riescano nemmeno per sogno a mantenere i livelli qualitativi così diffusi prima.

L'era del digitale ci avvantaggia per altre cose, per le utilità tecnologie e per quelle realmente utili e per quelle fittizie, innecessarie, consumistiche, molto ma molto meno serve all'arte nei processi creativi, se non per le cose di supporto "materiale", tecnico, di servizio... 

 

1 ora fa, dariob ha scritto:

Poi non bisogna chiedergli quello che non è e non può essere: ad esempio un regista

europeo "impegnato"(si dice così?:classic_smile:)

 

Però il regista ambisce ad esserlo e di fatto è ben accolto anche in tale veste in Europa; dopotutto, parlando in generale, il cinema americano che nasce in America nel 1915 - con The Birth of a Nation di Griffith, il quale inventa la fotogenia cinematografica come  forma d'arte non più come come gioco di immagini in movimento, lanterna magica più sofisticata -  è "imbattibile", meno oggi ma insomma...
l tuo amato Luis Bunuel :classic_laugh: quando negli anni '20 faceva anche critica cinematografica prima di dedicarsi con sommi risultati alla regia, scriveva parlando del cinema e dei cineasti americani, in particolare di Griffith:  "E' stato molto criticata la trivialità dei film americani in genere. Eppure uno qualunque di essi, anche il più modesto, racchiude dempre un particolare ingenuamente primitivo, un'attrattiva integralmente fotogenica, un ritmo assolutamente cinematografico [...] E' indiscutibile che possiedono il senso del cinema in grado molto più elevato di noi."
Bunuel sosteneva inoltre che "l'arte cinematografica fosse più congeniale ai popoli nuovi che a quelli carichi di tradizione, di misticismo, di cultura, di estasi - recettori di altre forme d'arte - impotenti ad assimilare quella del cinema." (entrambe citazioni di L. Bunuel 1927 dallo scritto critico su Napoleon di Abel Gance "stroncato" dal regista aragonese...).

Da allora è passato un secolo.., le cose sono cambiate ma le influenze del cinema americano alla cui grandezza contribuirono in larga misura autori europei  immigrati e naturalizzati USA in fuga dal nazismo e per altri motivi, è ancora avvertibile nel cinema europeo e non solo.

Questo per dire che non sia conveniente per gli americani che fanno cinema fare gli europei.., potrebbero finire col fare quello che fa l'europeo  "Nolan" ... (e così torniamo in tema)... :classic_biggrin: :classic_wink:

  • Melius 1
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2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

autori europei  immigrati e naturalizzati USA in fuga dal nazismo e per altri motivi,

Vero, il primo che ricordo è il grande Billy Wilder, Polanski e...

Ma, tornando a Spiel, IMHO la sensibilità è diversa negli americani, profondamente.

E siccome il loro primo mercato è quello, immenso, interno, è prima di tutto a 

quello che anche lui pensa.

Quindi, come me, considera il cinema come "intrattenimento", ma attenzione: nel suo significato

più alto: in-tratteneretenere avvinto allo schermo col racconto di una storia.

Che ti prende e suscita emozioni e riflessioni togliendoti dalla realtà.

-

Ma il punto è la storia , IMHO a differenza di molti 'europei' in cui la 'storia' è in

secondo piano (o addirittura non c'è).

Come il tuo amato Bunuel:classic_laugh:, che punta a epater les burgeois.

Qui il primo obiettivo è "il messaggio" (qualunque cosa la parola voglia dire:classic_laugh:).

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  • 3 settimane dopo...
analogico_09
Il 14/4/2024 at 11:13, loureediano ha scritto:

Mai visto un film americano che alla fine non dicesse, ma quanto siamo buoni noi americani!

 

 

E senò l'oscar non lo vinci.., vedo che anche tu hai capto l'antica antifona.., non ci sono più i registi american di una volta che scandalizzavano il sistema america di profonda e turpe provincia., guerrafondaia, etc... magari con l'arma dell'ironia che era molto pù tagliente di una chiara e splicita accusa.

Ma non è per questo che il film non mi sia piaciuto in quanto tale, per le ragioni già dette.

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21 ore fa, analogico_09 ha scritto:

non ci sono più i registi american di una volta che scandalizzavano il sistema america di profonda e turpe provincia., guerrafondaia, etc..

Pochissimi quelli americani al 100%. Per lo più di cultura o formazione Europea.

Poche le eccezioni, anche se brillanti.

Nick Ray, per dire il primo che mi viene in mente. 

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analogico_09

@Velvet Però penso che non sia pochi i registi americani nati in america, il citato Ray, Hataway, Hawks, Huston, Mann, Minnelli, Pecikinpah, Ford, Delmer, Dassin, Cukor, Aldrich, Fuller, et, registi capitali, e soprattutto Griffith che nel 1916  "inventò" le tecniche e i linguaggi, la fotogenia cinetico-plastica (da cui cinema) le basi che in uso ancora oggi, trasformarono in arte l'invenzione che all'inizio era come una sorta di "scatola" che proiettava immagini in movimento. Enorme ovviamente l'apporto dei registi europei quasi tutti "scappati di casa" per evitare molti di loro le camere a gas naziste.

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@analogico_09 Su Oppenheimer non sono assolutamente d'accordo con la tua opinione, il film è molto complesso e dare giudizi troppo tranchant mi pare fuori luogo. Oppenheimer era una personalità rosa dal dubbio e era ben consapevole del potenziale distruttivo dalla bomba e delle decine di migliaia di vittime causate dalle detonazioni, non per nulla era stato sempre contrario alla costruzione delle bombe H nettamente più potenti (vedi per esempio la scena nella quale discute con un cinico Truman). Tra l'altro Openheimer fu messo sotto accusa dalla Commissione per l'energia atomica degli Stati Uniti d'America per le sue posizioni pacifiste e praticamente estromesso da tutti i progetti di ricerca. Per quanto riguarda poi le considerazioni morali tieni presente era in corso una guerra terribile da cui dipendevano i destini del mondo per cui la ricerca di armi sempre più efficaci era necessaria.

Sinceramente non mi è sembrato un film di bieca propaganda. Non amo Nolan ma questa volta mi pare che abbia fatto un film notevole

  • Melius 2
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analogico_09
Il 6/4/2024 at 15:11, analogico_09 ha scritto:

Ma, a parte le considerazioni letterarie, morali affatto discutibili, in questo film c'è poco cinema e quel poco è di modesta, già vista fattura.


 

1 ora fa, ferdydurke ha scritto:

Oppenheimer non sono assolutamente d'accordo con la tua opinione, il film è molto complesso e dare giudizi troppo tranchant mi pare fuori luogo.

 

Permettimi di autocitarmi per ribadire quella che è la mia opinione. Sono intervenuto cercando di motivare la mia idea la quale potrà non essere condivisa, e sta bene,  ci mancherebbe, ma che non trovo sia tranchant- Sono più interessatto a come tutto quanto sia stato raccontato filmicamente, per me in maniera modesta, mainstream, nulla di nuovo che giustifichi tutto 'sto clamore sul film, che dalle testualità che appartengono alla letteratura.
Non ho scritto di beica propaganda politica, anche se c'è a mio avviso il solito fondo propagandistico tipicamente, risaputamente americanista dove si critica la nazione per le "cattive" azioni, tante  e di vario tipo che però alla fine della giostra in qualche modo, "tutto sommato", trova l'assoluzione o la dimenticanza...

 

1 ora fa, ferdydurke ha scritto:

Per quanto riguarda poi le considerazioni morali tieni presente era in corso una guerra terribile da cui dipendevano i destini del mondo per cui la ricerca di armi sempre più efficaci era necessaria.

 

 

Certo.., ma se la mettiamo sulla morale, sul testuale, sulla politica di guerra, meglio che siano stati gli americani ad inventare per primi la bomba e non già i nazisti.., però l'uso innecessario, disunano, per usare un eumemismo, che ne è stato fatto grida ancora vendetta al cospetto di Dio e chissà se non anche presso le profonde viscere dell'inferno... D'altra parte sulla figura controversa di Oppenheimer è stata lungamente trattata, sviscerata dal cinema e dalla letteratura.., il film ultimo innecessariamente prolisso non aggiunge nulla di nuovo neppure sul testuale.

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