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K310 una fissa! la migliore interpetazione? Lars Vogt


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Una composizione che amo! 

La considero una composizione romantica. 

Da qualche giorno c'è l'interpretazione di un colosso del barocco, Hewitt che si cimenta su un fortepiano.

So che è lo strumento per la quale è stata composta, ma il risultato è un ritmo della mano sinistra che diventa invadente.

Per non parlare della versione di Gould che sembra la colonna sonora di un film di Ridolini.

Leonskaja su pianoforte mi piace assai, ma quella che preferisco è Lars Vogt che interpreta la meglio cosa cerco da questa sonata.

Avvolgente e bellissima

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https://melius.club/topic/16621-k310-una-fissa-la-migliore-interpetazione-lars-vogt/
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37 minuti fa, pierfra ha scritto:

per me Lipatti sopra tutti

… avete caso che l’esecuzione di Lipatti (1950) è molto più breve?

mov I   4’ 8”

mov II  6’ 24”

mov III 2’ 57”

questi i tempi dell’esecuzione di M.J. Pires (in linea con altre, Leonskaja un po’ più lenta)

mov I   8’ 3”

mov II  9’ 11”

mov III 2’ 49”

… differenze abissali …

Gould è il più veloce di tutti …

IMG_2767.png

A me della k 310 piace la versione di Brendel, specie nel primo movimento, perché è di una drammaticità maestosa, ieratica, che rende questo pezzo né romantico né classico, né giocoso né dolente. Come Mozart l’avrebbe voluto, insomma 🙂

 

  • Thanks 2
Il 11/10/2023 at 18:55, aggelos ha scritto:

La considero una composizione romantica. 

 Eh... però non lo è ... è decisamente classica, nella forma, nell'armonia, nello svolgimento melodico, ...

Già la prima sonata di Beethoven ti getta in tutto un altro mondo.

Però è sicuramente un capolavoro di Mozart, e devo dire che l'interpretazione di Brendel segnalata da @Grancolauro è davvero riuscitissima (secondo me).

Mi ascolterò con calma anche quella di Lars Vogt da te indicata, così da poter "dire la mia" :classic_wink:

Bye,

Max

Ascoltato Lars Vogt: no, non è nelle mie corde... mi sembra che "prevarichi" Mozart, non so come altro spiegarlo ...

Invece ho ascoltato Richter indicato da @mozarteum : un secondo tempo stupendo !!

 

Epperò... il terzo tempo di Lipatti ... :classic_love: : insomma, ognuno ha dato il meglio di sè in un "momento" specifico della Sonata, questo è il mio personale parere :classic_wink:

 

Grazie delle varie segnalazioni,

Max

20 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Come Mozart l’avrebbe voluto, insomma 🙂

questo non può dirlo nessuno, al massimo possiamo dire come pensiamo che mozart l'avrebbe voluto. Non è un composizione brocc, ma neppure romantica, ma mozsrt è mozart e sfugge come una anguilla alle classificazioni troppo rigide, il fortepiano è strumento fiverso dal pinoforte che però per noi è ormai lo strumento a tastiera per eccellenza e sul quale vengonmo eseguite comosixioni per fortepian, per cembalo, anche per organo. anche il pianoforte nel tempo si è evoluto, non si può suonare listz con un piano adatto a schuberti. 

1 ora fa, cactus_atomo ha scritto:

 

21 ore fa, Grancolauro ha scritto:

Come Mozart l’avrebbe voluto, insomma 🙂

questo non può dirlo nessuno, al massimo possiamo dire come pensiamo che mozart l'avrebbe voluto

 

Sì certo, sono d’accordo. Infatti avevo messo una faccina sorridente dopo quella frase.

Che poi in realtà intendevo dire: se lo spartito potesse parlare, direbbe che vorrebbe essere suonato così. Forse anche peggio quindi 

La composizione, pensando al periodo (siamo nel 1778), è decisamente geniale: utilizza "schemi" collaudati ma con una ispirazione che... solo Mozart poteva avere!

Mi vengono in mente certe fughe di Bach per organo (probabilmente tutte, nel suo caso...) che utilizzano le "solite" regole della composizione ma... solo Bach ha saputo scriverle così, e nessun altro!

Ecco, per questo trovo la K310 (insieme al primo tempo della K311), tra le cose più belle di Mozart (e vedo che non sono il solo... :classic_rolleyes: ).

So che non si dovrebbe fare, ma se dovessi mettere insieme i 3 movimenti, io la ascolterei così:

I tempo:  Brendel

II tempo:  Richter

III tempo:  Lipatti

Anch’io nero tempo sono stato ondivago con le sonate di Mozart. Da giovane mi piaceva il Mozart neoclassico e apollineo di Gieseking, Haskil, Arrau, Richter, e anche di Baremboim e Uchida. Un Mozart dal suono levigato e rotondo, cristallino, sempre misurato e sereno. Poi mi sono convertito invece a quella che una volta si chiamava la suola filologica, con Badura Skoda, Yudina, Brendel, Serkin e soprattutto Gulda. Un Mozart meno levigato, più complesso e problematico anche dal punto di vista interpretativo. Per molti anni per me lo standard è stata proprio l’integrale di Gulda. Con quella o quell’altra sonata mi piacevano magari più altri pianisti, ma Gulda era l’opzione di default: quello che andava ascoltato per capire come si suona Mozart al pianoforte. Poi in anni più recenti ho preferito il suono più caldo di Joao Pires, che è diventata la mia interprete di riferimento con Mozart, quella che ascolto più volentieri alla fine. 

  • Melius 2

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