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Melius Club

Basta spendere soldi in cd e vinili, passate allo streaming


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8 ore fa, Sonicrage ha scritto:

Prima dell'avvento della liquida la musica ERA un bene solo tangibile e non ti bastava un dap per suonare un album, ma un giradischi o un lettore cd o una piastra per suonare un software materiale

Si continua a confondere la musica, opera dell' ingegno con il supporto. Anche il copyright tutela la musica e non il pezzo di plastica. Sembrerebbe quasi che la musica sia nata con i supporti per registrarla, invece è vecchia quanto l' uomo. Il primo esempio di musica liquida, se ci pensi, è la radio. I miei genitori non avevano dischi, ascoltavano dalla radio. Cosa ascoltavano se non la musica? Non rimaneva niente quando la spegnevano? Ma...seriously??? Ancora oggi ultraottuagenari canticchiano i pezzi della loro gioventù. E non li hanno mai posseduti! Poi, ognuno sceglie se comprarsi i supporti o ascoltare in streaming. Personalmente, uso entrambi, anche perchè, più spesso di quanto vorrei, non trovo molti lavori su Qobuz. Se ne facciamo un discorso di qualità, ci sta tranquillamente che il supporto sia superiore. Ma questo è un altro discorrere...

  • Melius 1

Si continua a ripetere la stessa fesseria che con la liquida si saltano i brani e con il supporto fisico no. A quanti ripetono questo mantra direi che ho sempre saltato i pezzi che ritengo brutti, sia col vinile e poi con gli altri mezzi di riproduzione. Ma dove sta scritto che devo fracassarmi i cosiddetti ad ascoltare anche i pezzi brutti?

  • Melius 2
10 minuti fa, roop ha scritto:

primo esempio di musica liquida, se ci pensi, è la radio.

Si ma ascoltavi solo quello che passavano le stazioni radio e non avevi possibilita' di scelta. Non mi ricordo quando e' stata l'ultima volta che ho ascoltato "Perfect Night: Live In London" di Lou Reed, ma ancora ricordo l'emozione di vederlo dal vivo durante quel tour. Se lo voglio risentire, pero', non e' che posso dirgli di venire da me a suonare. Anche le storie prima venivano tramandate solo per via orale, poi la stampa ha permesso di poterle leggere quando e dove volevi. In merito a supporto vs liquida, parto dal presupposto che lp e cd si sentano almeno come un file. Cio' detto, preferisco avere un bel vinile piuttosto che una serie di files, per la copertina, gli inserti, ecc., ecc. Certo con lo streaming hai a disposizione un mondo, ma quanti dischi potrai mai sentire nella vita? Chiaramente, a chi piace ascoltare giusto qualche brano e non un album intero, o comunque gli basta ascoltare un disco solo una volta,  meglio lo streaming. Spenderebbe un capitale altrimenti. Ma chi come me ritorna spesso su dischi gia' ascoltati e compra solo quelli che gli piacciono veramente ascoltandoli dall'inizio alla fine, preferisce continuare a comprarli. Ovvio, non te li regalano. Ma credo che chi bazzica 'sto forum ed e' grande appassionato di hi-fi e musica, non abbia gravi problemi finanziari. Altrimenti non staremmo qui a sproloquiare di stupidaggini (per il 99% degli esseri umani) su cosa suona meglio tra classe A, B o D, su moduli d'impedenza "tormentati" o quanto e' compresso un file. Poi, ognuno "sperpera" i soldi come gli pare ovvio. Compro un sacco di dischi, ma dal 2017 ho un cell. di 95€ che cambiero' solo quando si rompera', altri spendono 1.200€ per un iphone e vanno di streaming. Ci godiamo la musica ugualmente e siamo contenti allo stesso modo.

Pietro.

31 minuti fa, Sonicrage ha scritto:

Si ma ascoltavi solo quello che passavano le stazioni radio e non avevi possibilita' di scelta. Non mi ricordo quando e' stata l'ultima volta che ho ascoltato "Perfect Night: Live In London" di Lou Reed, ma ancora ricordo l'emozione di vederlo dal vivo durante quel tour. Se lo voglio risentire, pero', non e' che posso dirgli di venire da me a suonare.

Boh, prima sostieni che non c' era musica senza supporto. Ora che non c' è possibilità di scelta. E, in questo caso, hai perfettamente ragione. Ma, allora, più possibilità di scelta dello streaming vuoi? Lou Reed lo trovi pure lì e se ti saltano i 5 minuti lo puoi "ascoltare" anche dal telefonino da 95 euri. A me capita spesso e anche se l' ascolto non è come sull' impianto ha appagato il mio desiderio di ascoltare un vecchio pezzo in un preciso momento. Senza ortodossia audiofila. E' una possibilità in più, no?

21 minuti fa, roop ha scritto:

Senza ortodossia audiofila. E' una possibilità in più, no?

Ovvio, io non ho detto che odio la musica liquida. Ma continuo a comprare dischi e ad ascoltarli con godimento con lo stereo. Uso la liquida, come gia' scritto, per la sua praticita', ascoltando col famoso cell. sul bus. E non ho mai asserito che non esiste musica senza supporto, solo che prima per sentire un determinato album dovevi farlo per mezzo di un supporto fisico. Certo che hai tanta scelta con lo streaming, ma a me basta quella offerta dalla mia collezione e da i vari Ibs, Discogs, Ebay e negozi fisici. Ma probabilmente e purtroppo ascolto molta meno musica di te e di chi ha un abbonamento su Tidal, che per me continua ad essere solo il 1* album di Fiona Apple.

Pietro.

Quando uso il termine "tangibile" associandolo ad una forma d'arte non mi riferisco necessariamente al possesso di tale opera come ha erroneamente sottolineato qualcuno. Certo, se vado ad una mostra fotografica quando poi esco non possiedo le stampe o se vado ad un concerto poi non è che possiedo i musicisti, ma sono lì, fisicamente, e potenzialmente posso "toccare" tali opere con mano. E il supporto fisico attraversa il tempo. Ad esempio: il fine ultimo della fotografia è sempre stato la stampa non la pubblicazione su un social network dove viene minimizzata e, inevitabilmente, si perde in un oceano di altri contenuti e, molto spesso, dimenticata.

Come ho sottolineato nel mio precedente post io non sono contro lo streaming, ma inevitabilmente ha cambiato radicalmente il modo di ascoltare la musica. Pensiamo alla versione free di Spotify: quando passa la pubblicità della versione premium non si fa altro che accennare a skip illimitati e questo, sempre secondo me, sta portando specialmente le nuove generazioni a considerare la musica come un qualcosa di usa e getta. Della serie: se dopo un paio di secondi non mi piace un brano, non mi fermo nemmeno a capire il perché, lo skippo e così via...

Riassumendo.. è come se con l'avvento del digitale sia venuta progressivamente meno l'educazione all'ascolto della musica e uno sminuimento dell'opera stessa.

  • Melius 2

Per me lo streaming è meraviglioso proprio per la possibilità di poter scegliere in maniera facile e veloce la musica che più ti piace. Certo che non ha il fascino del supporto fisico, ma onestamente, quante volte ci perdiamo a leggere e studiare le copertine? Forse la prima volta appena acquistato il disco? Il tallone d'Achille dello streaming è che una volta terminato l'abbonamento addio musica. Perdiamo istantaneamente tutti i dischi caricati in libreria.

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