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Idiosincrasie


Lolparpit

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Leggendo un’altra discussione mi è venuto di riflettere sulle mie idiosincrasie musicali, circoscrivendo la materia ai pezzi dei grandi che per qualche motivo troviamo brutti, o non all’altezza della fama dei musicisti che ammiriamo. Orazio diceva quandoque bonus dormitat Homerus, anche il buon Omero talvolta si è fatto la dormita: dove Beethoven, Bach, Chopin, a nostro giudizio, si sono fatti la dormita?

Parto io: Schubert, D 850…il I movimento mi sembra banale, mi dà pure fastidio ascoltarlo.

Ovviamente colpa mia, non del grandissimo Schubert

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https://melius.club/topic/17427-idiosincrasie/
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11 ore fa, Lolparpit ha scritto:

dove Beethoven, Bach, Chopin, a nostro giudizio, si sono fatti la dormita?

 Domanda molto interessante e intrigante ...

Dipende però cosa si intende per "dormita": un brano che dal punto di vista compositivo non è riuscito bene come il resto della "produzione", o un brano che non entra nelle corde per qualche motivo particolare?

Faccio un esempio per spiegarmi: la famigerata "marcia alla turca" di Mozart, è un brano che dal punto di vista compositivo è perfetto, ed è nello stile di Mozart al 100% ....; ma io quasi lo detesto, perchè lo trovo in alcuni punti, diciamo ... "burino" :classic_smile:

 

ps: solo una annotazione: di Bach non ho mai trovato nessun momento di "dormita", se non andando a pescare in qualche corale per organo di "fattura minore" dove ha fatto bene il compitino ma nulla più... ma si tratta di eccezioni rarissime che confermano la regola !

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@Max440 Il termine 'dormita' è ricalcato su quello di Orazio, che usa 'dormitare'. Il poeta latino intendeva che anche Omero, di cui è indiscutibile la grandezza, talora può sembrare sottotono, mentre può capitare che un poetastro come Cherulo, un Pinco Pallino qualunque, riesca a scrivere qualche verso davvero bello.

Nella discussione intendo la questione in modo estensivo: o un'opera di un grande autore, che in qualche modo risulta 'sottotono', meno bella, poco interessante; oppure un'opera che, nonostante sia popolare e di successo, non entra nelle nostre corde, e questo può capitare per vari motivi. Vedo che @mozarteum indica il Concerto per Cello di Dvorak, amatissimo (anche da me...)...ecco qualcosa del genere.

Il bello è poi cercare le ragioni della propria idiosincrasia: ci sono pezzi scritti per dilettanti, semplici e disimpegnati...oppure pezzi che appaiono malriusciti. 

Anch'io in Bach non trovo mai 'dormite': magari pezzi che prendono meno, ma mai dormite...

@analogico_09 Io mio problema con la D 850 di Schubert, in realtà col primo movimento, sta nell'atmosfera poco schubertiana del pezzo. Quell'Allegro vivace mi sembra molto spavaldo e giocoso. L'inizio, soprattutto, mi suona un po' rusticano e burino...io ho l'idea di Schubert pensoso, sempre un po' malinconico, meditabondo...per cui lo trovo poco schubertiano. 

 

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14 ore fa, Lolparpit ha scritto:

circoscrivendo la materia ai pezzi dei grandi che per qualche motivo troviamo brutti, o non all’altezza della fama dei musicisti che ammiriamo.

Bisogna avere ben chiaro, e penso che tu lo abbia, che si tratta di due situazioni diametralmente opposte.

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https://melius.club/topic/17427-idiosincrasie/#findComment-1034350
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Ci sono tanti pezzi che detesto. Così su due piedi mi vengono in mente  il Macbeth di Richard Strauss, il Rondò di Chopin, il quinto concerto per piano e orchestra di Saint-Saens, il Capriccio di Stravinsky, le sonate per piano di Wagner (tutte), diverse cose minori di Beethoven ( le Variazioni Eroica in particolare, orribili). Altre mi verranno in mente di sicuro. 

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23 ore fa, Lolparpit ha scritto:

 

@analogico_09 Io mio problema con la D 850 di Schubert, in realtà col primo movimento, sta nell'atmosfera poco schubertiana del pezzo. Quell'Allegro vivace mi sembra molto spavaldo e giocoso. L'inizio, soprattutto, mi suona un po' rusticano e burino...io ho l'idea di Schubert pensoso, sempre un po' malinconico, meditabondo...per cui lo trovo poco schubertiano. 

 

Confesso che per una volta non sono d'accordo con l'amico @Lolparpit: a me la sonata in Re maggiore D850 di Schubert piace molto, in particolare il primo tempo. Al punto che volevo aprire un thread su questa sonata, da sempre bistrattata ma che ultimamente è stata rivalutata da molti pianisti. Vista l'antipatia diffusa per questo pezzo, tuttavia, lascio ovviamente perdere :classic_smile:

 

Solo due parole: vero che si tratta di una sonata poco schubertiana, ma all'epoca fu un lavoro davvero originale che diventò, a mio modo di vedere, un modello di riferimento importante per altri compositori. La ragione è che Schubert struttura il primo tempo mediante grandi masse sonore che modulano continuamente mettendo in secondo piano gli aspetti tematici e melodici, il tutto all'interno di una forma-sonata articolata in quattro movimenti che espande e complica il modello beethoveniano. La prima sonata di Schumann, scritta 8 anni più tardi, si sviluppa proprio allo stesso modo: primo tempo costruito attorno a masse sonore e progressioni continue, più che a partire linee tematiche, e struttura in 4 movimenti. Un modello che verrà poi ripreso e sviluppato ulteriormente da Brahms. Anche per questo, il primo tempo della D850 a me sembra di una modernità straordinaria.

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