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17 anni di carcere al gioielliere di Grinzane Cavour...


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4 minuti fa, lello64 ha scritto:

magari si potrebbe vietare questo tipo di comportamenti durante la controra pomeridiana e in orari notturni

… già… ecco … se avesse usato il silenziatore (altro “add-on” proibito ma chissenefrega delle leggi tanto faccio quel che mi pare in questo stato di m… le leggi non le mica fatte io, me le hanno imposte quei quattro babbuini in parlamento, e io sono contrario a qualsiasi forma di imposizione quindi penso e faccio quel che mi pare) tutto sarebbe finito lì … pensavo anche all’uso di una bella calibro 50 a canna rotante … però quella fa davvero troppo rumore

5 ore fa, Roberto M ha scritto:

Diversamente dovrebbe teorizzassi, con interpretazione estremamente restrittiva della norma, che una persona rapinata debba per forza sempre desistere dal tentare di recuperare la refurtiva inseguendo il rapinatore-ladro, che se si fa troppo male chi ha reagito verrebbe sempre e comunque condannato. 

Ma dove starebbe scritto che non si possa inseguire il rapinatore per tentare di recuperare la refurtiva?

29 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Chiunque studi legge penso sappia che non è permesso sparare ai ladri in fuga fuori dalla proprietà

Certamente.

Il problema, infatti, e’ la determinazione della pena e la considerazione dello stato d’animo di una persona che si e’ visto minacciare moglie e figlia e rapinare per somme enormi.

Ora se ad uno che ha violentato una donna e poi l’ha sgozzata hanno dato 16 anni (Rudi Guede’) ed a questo glie ne danno 17, 3 in più di quanto chiesto dal PM, qualsiasi persona di buon senso capisce che c’è qualcosa che non funziona.

E non vale neanche controbattere che “dipende dal rito abbreviato” perché il suddetto stupratore e assassino con il rito abbreviato aveva preso 30 anni e perché il rito abbreviato per i reati da ergastolo anche allora poteva essere non concesso (ora dal 2019 non e’ più’ applicabile per legge).

 

Come ho scritto dalle prime pagine di questo thread il problema e’ l’eccessiva discrezionalità del giudice su questi temi ad alto tasso di ideologia, per cui, ribadisco, contrariamente a Caiazza e a molti altri miei colleghi, ritengo necessaria una modifica della legge.

 

Proprio perché, a differenza di quanto sostenuto dall’ottimo Giandomenico Caiazza nell’articolo prima citato, il problema oggi non e’ una interpretazione della norma che “dilata” il concetto di legittima difesa, ma una interpretazione che la “restringe” e tende a punire chi reagisce ad un crimine orribile perpetrato nei confronti di moglie e figlia, in maniera draconiana e più severa rispetto a crimini veramente orribili come lo stupro e il successivo omicidio.

Pertanto, come pure suggerito dallo stesso PM che ha chiesto la condanna di questo gioielliere, e’ legittimo che il legislatore possa prevedere in questi casi attenuanti più robuste che rendano a mitigare la pena.

 

@Paolo 62

 

26 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

Il possesso illegale di armi è di per sé un reato. Non c'è motivo per cui la difesa debba essere sempre legittima se l'arma è denunciata e non lo sia sempre se non lo è. In pratica se avessi un'arma clandestina potrei usarla solo se fossi in pericolo di vita, con un'arma legale no. Per conto mio è una norma che sarebbe da proporre al vaglio della Corte Costituzionale per possibile violazione del principio di uguaglianza in quanto ci sono persone che per i più svariati motivi non possono detenere armi e devono potersi difendere come tutti gli altri.


Sono perfettamente d’accordo.

 

43 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

non si capisce perchè posso sparare a un ladro in casa ma non in pubblico. è per evitare il rischio di colpire qualcuno o cosa?

Esattamente.

Infatti secondo me non e’ neanche stato focalizzato bene il problema.

Se io in quel momento subisco una aggressione fisica ho diritto di reagire (sempre in maniera proporzionale) con qualsiasi cosa ho in mano.

Se ho un arma illegale risponderò di quel reato specifico, ma non e’ che l’utilizzo dell’arma di per se mi fa “degradare” o “affievolire” il diritto a difendermi ex art 52 cp.

La legittima difesa rimane.

31 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

In pratica se avessi un'arma clandestina potrei usarla solo se fossi in pericolo di vita, con un'arma legale no. Per conto mio è una norma che sarebbe da proporre al vaglio della Corte Costituzionale per possibile violazione del principio di uguaglianza

Per certi versi, come ho scritto prima, condivido quanto hai scritto.

 

Pero’ potrebbero risponderci che il secondo comma dell’art. 52 (quello introdotto “dalle destre” e all’epoca ferocemente contrastato) non e’ una scriminante piena.

Perche’ e’ una presunzione juris tantum e non Juris et de jure, ammette la prova contraria comunque.

Quindi potrebbero risponderci che se sei a tua volta un mezzo delinquente che tieni in casa pistole con la matricola limata (che praticamente tutti possono avere il permesso di tenere un’arma in casa) allora decadi dal diritto a questa presunzione.

 

Ovviamente come abbiamo scritto fino alla noja questo non e’ il caso del gioielliere che deteneva legittimamente l’arma in casa ma non aveva il porto d’armi (cioè il permesso di portarla fuori da casa).

@Roberto M C'è una cosa che non mi convince. Nell'art. 52 che riporto sta scritto che in caso di violazione di domicilio, in pratica il ladro che entra in casa, la difesa è ritenuta sempre proporzionata all'offesa solo se l'arma è legittimamente detenuta.https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-primo/titolo-iii/capo-i/art52.html

Un esempio pratico  di un caso in cui una iniziale scriminante per legittima difesa diventa un'accusa di omicidio volontario ( e non per la discrezionalità dei giudici, ma per le risultanze della perizie tecniche , balistiche e di medicina legale).

 " Quella notte di tre anni fa infatti Ugo Russo, a bordo di uno scooter insieme ad un complice (il minorenne Ferdinando De Crescenzo), tentò di rapinare, con una pistola-replica priva del tappo rosso, il Rolex del 23enne che era fermo in auto a Santa Lucia insieme alla sua compagna. Dalla perizia balistica è emerso che Ugo Russo è stato raggiunto da un colpo di pistola alla testa mentre scappava...Secondo la ricostruzione dei pm gli spari avvennero però in due momenti diversi, i primi due colpi Brescia li esplose mentre era ancora in auto, raggiungendo Ugo in una sola occasione, alla spalla sinistra....Mentre l’altro proiettile esploso in rapida successione andò a vuoto. Poi - secondo i periti incaricati dalla Procura - ci fu una pausa di qualche secondo, nella quale il carabiniere ha lasciato la posizione di guida, si è piazzato in piedi, in posizione perpendicolare rispetto alla sagoma del ragazzo che stava scappando cercando di raggiungere lo scooter parcheggiato sul marciapiede. Ed è lì che da una possibile legittima difesa, sarebbe completamente cambiato il quadro, il momento in cui il 23enne carabiniere si trasforma da vittima in carnefice e per questo messo sotto processo per omicidio volontario. Brescia scende dall’auto e spara ancora due colpi dopo gli altri due. Il terzo proiettile si conficca all’altezza dello sterno di Ugo; poi un quarto colpo centra il ragazzo alla testa"

https://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/ugo_russo_15_anni_ucciso_da_carabiniere_a_napoli-7162230.html

P.S.: un particolare vorrei evidenziare : da quanto ho letto ( che è frutto di perizie e non di un filmato in cui le dinamiche sono facilmente giudicabili) , un carabiniere (che è, o si presume, addestrato al maneggio delle armi ed in poligono ci và se non mensilmente almeno quasi) a distanza ravvicinata dei primi due colpi che ha esploso solo uno e andato a "sagoma"!

Per i pistoleri della domenica significa che se fate i Rambo quando ci sono famigliari o passanti nei pressi rischiate di ammazzare  chi non pensavate.

2 minuti fa, extermination ha scritto:

Se non sbaglio la gioielleria era assicurata dunque anche qui la mollerei nel dare tutta questa enfasi al recupero della refurtiva a tutti i costi

Come ho detto sto discutendo in astratto e non sul caso specifico.

Non so se il gioielliere fosse o meno assicurato, quanto era il massimale, quanto la franchigia e, perché no, se avesse in casa come qualcuno ha insinuato, gioielli e contanti non il linea con la sua dichiarazione dei redditi.

Quindi il fatto (inteso come accadimento con conseguenze giuridiche) dell’assicurazione non incide minimamente sul diritto della persona rubata di reagire a difesa del diritto (alla proprietà’) violato.

 

E’ anche stato fatto l’esempio di uno che ha inseguito uno scippatore per recuperare la refurtiva e poi l’ha ammazzato a cazzotti, condannato a 2 anni e mezzo di reclusione.


Pure qui salta subito all’occhio la differenza nella determinazione della pena, ed il fatto che il ladro sia stato ammazzato a cazzotti non significa necessariamente che l’evento descritto sia più riprovevole.

Ad esempio chiunque di noi (credo) considera più grave accanirsi a mani nude a pugni su una persona a terra colpendolo più e più volte fino ad ammazzarlo nonostante già dopo due o tre pugni quello sia svenuto rispetto a sparargli un colpo solo (che sfortunatamente colpisce una parte vitale del corpo)  perché anche l’altro ha un’arma e poi dargli un calcio per assicurarsi che non la possa usare.


Questo, si ripete, in astratto e non riferito al caso in questione.

7 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

C'è una cosa che non mi convince. Nell'art. 52 che riporto sta scritto che in caso di violazione di domicilio, in pratica il ladro che entra in casa, la difesa è ritenuta sempre proporzionata all'offesa solo se l'arma è legittimamente detenuta

 

E’ una presunzione Juris Tantum (il PM potrà sempre provare il contrario).

Pero’ condivido la tua perplessità e se mi fosse capitato un caso del genere pure io avrei sollevato quella eccezione. Magari qualcuno l’avrà anche fatto.

Ma non mi capiterà mai perché non mi occupo solo in via molto marginale di diritto penale e per settori specifici (da colletti bianchi per capirci) che non contemplano certamente gli omicidi.

55 minuti fa, Paolo 62 ha scritto:

ma legale no. Per conto mio è una norma che sarebbe da proporre al vaglio della Corte Costituzionale per possibile violazione del principio di uguaglianza in quanto ci sono persone che per i più svariati motivi non possono detenere armi e devono potersi difendere come tutti gli altri.

Grazie, m'hai fatto crepare di risate.




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