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Melius Club

Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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Mighty Quinn

@granosalis non ho capito il senso ma non è che devi giustificare nulla a me

È una tua opinione legittima e sacrosanta al 200% in quanto tua, tanto almeno quanto quella di chiunque altro 

Dico solo che mi spiace

Ma ok, per quanto uno possa dispiacersi per questi giochini da forum

sopravviveremo

:classic_wink:

 

Ammazza che sudata......ero rimasto a pagina 37, ho recuperato e ora sono ubriaco fradicio. In pratica non ho capito nulla, ma mi è venuto così a noia leggere di DAC che quasi quasi butto tutto e piglio un giradischi.

 

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ilmisuratore
28 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Un esempio facile facile (si fa per dire) di fenomeno che non riusciamo a misurare in modo certo è il timbro

 

Il timbro è misurabile, ma non utilizzando le tecniche di analisi che servono per fornire dati per una brochure

I dati che trovi nelle brochure si limitano alla risposta in frequenza e la distorsione, peraltro rilevata tramite segnali simmetrici quali appunto i toni puri sinusoidali

Il timbro va studiato direttamente sui segnali musicali, va analizzato l'andamento ADSR in quanto il timbro unisce il responso nel dominio della frequenza tanto quanto il dominio del tempo

Si può stabilire quando un elettronica produce correttamente il timbro della registrazione nonché quando questo viene anche falsato

Si può stabilire se due elettroniche producono il medesimo timbro

Si può stabilire quando il timbro è di scarsa qualità per via di una riproduzione precaria

Solitamente il timbro caratterizza una singola componente che può essere la voce e/o un determinato strumento acustico musicale, dunque l'analisi si focalizza anche meglio

35 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Il timbro è misurabile

Mi riferivo alla percezione del timbro. L'evoluzione dello spettro del suono nel tempo si può misurare, ovviamente, ma non consente di spiegare in modo esauriente, né di prevedere in modo certo, molti fenomeni percettivi legati al timbro.

Non senti differenze tra un DAC da 200 euro da uno da 50K: ti tieni quello da 200, vivi felice e ascolti musica.

Senti la differenza tra il DAC da 200 euro e quello da 50K: te lo puoi permettere, lo compri vivi felice e ascolti musica.

Quale sia il motivo che ti fa sentire differenze o non sentire, chissenefraga. Che sia reale, immaginario, frutto di condizionamento o dell'approvazione della moglie in cucina.

Il problema di scadere nel ridicolo, solo quando si cita la fisica quantistica, Galileo, Leonardo, Fermi e Einstein per giustificare le proprie percezioni uditive.

83 pagine di niente, propedeutiche a ulteriori 83 pagine di niente.

  • Melius 2
ilmisuratore
1 minuto fa, Grancolauro ha scritto:

Mi riferivo alla percezione del timbro. L'evoluzione dello spettro del suono nel tempo si può misurare, ovviamente, ma non consente di spiegare in modo esauriente, né di prevedere in modo certo, molti fenomeni percettivi legati al timbro.

Se per questo anche la piu banalissima risposta in frequenza non può prevedere in modo matematico cosa sentirà l'ascoltatore

Gli strumenti servono precisamente per degli scopi:

 

-analisi delle differenze, se presenti o meno

-analisi della posizione delle differenze

-analisi della tipologia della differenza

-analisi di tutte le componenti lineari, e se congrue

-analisi di tutte le componenti non lineari, e se congrue

 

Il fenomeno percettivo di cui parli che scaturisce dal timbro non fa parte di questa lista in quanto è qualcosa che si forma nel cervello

A limite la misurazione puo stabilire quando due individui percepiscono un timbro palesemente diverso a fronte di una totale assenza di variazione nel segnale, e qui non sbagliano le misure ma il modo di come vengono interpretati i segnali audio nel cervello degli ascoltatori

Molto spesso accade proprio questo, differenze percepite a fronte di un inesistente variazione nel segnale

Per dipanare la questione si dovrebbe procedere diversamente, fare ascoltare due timbriche diverse ad un ascoltatore, fargli relazionare esattamente le sensazioni provate trascrivendo gli attributi sonori che per lui stabiliscono il carattere sonoro e poi vedere se alle misure viene rilevata la differenza, che ti assicuro si troverebbe

Insomma alla fine misurare non è un problema

Quello che va stabilito con certezza riguarda l'ascoltatore, se questo sente con certezza un fenomeno e come lo descrive

Per il resto, in assenza di variazioni sul segnale, non c'è da dire molto in quanto bisogna accettare gli errori del nostro sistema di percezione

34 minuti fa, gianventu ha scritto:

Non senti differenze tra un DAC da 200 euro da uno da 50K: ti tieni quello da 200, vivi felice e ascolti musica.

Senti la differenza tra il DAC da 200 euro e quello da 50K: te lo puoi permettere, lo compri vivi felice e ascolti musica.

Quale sia il motivo che ti fa sentire differenze o non sentire, chissenefraga. Che sia reale, immaginario, frutto di condizionamento o dell'approvazione della moglie in cucina.

Il problema di scadere nel ridicolo, solo quando si cita la fisica quantistica, Galileo, Leonardo, Fermi e Einstein per giustificare le proprie percezioni uditive.

83 pagine di niente, propedeutiche a ulteriori 83 pagine di niente.

Si infatti...una deriva senza fine, la solita cover dei Jalisse :classic_ninja:

  • Melius 1
ilmisuratore
47 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Mi riferivo alla percezione del timbro

Avrei il piacere di inviarti due files e che tu li confrontassi potendone trarre le tue sensazioni/conclusioni

mi spiegate come si fa a misurare il timbro di un singolo strumento all’interno di programma musicale nelle vostre stanze d’ascolto? Per come la vedo io parlare di timbrica è parlare di nulla, con i dac poi…però mi piacerebbe sapere come si potrebbe estrapolare tale misura. 

20 minuti fa, Ggr ha scritto:

Gli stimoli sono una cosa, conosciuta,  misurabile, da oltre 50 anni. 

Le percezioni sono un'altra storia.

Se leggi con un po’ di attenzione, il mio intervento riguardava la correlazione tra misure e percezione. Di questo si stava parlando. Sostenere che tale correlazione non esiste, o è puramente aleatoria, è tesi davvero bizzarra che renderebbe oltretutto inutili le misure a fini pratici. Ma non voglio proseguire la polemica sul punto. L’intento del mio post era un altro. Ma anche questo, evidentemente, è sfuggito.

11 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Avrei il piacere di inviarti due files e che tu li confrontassi potendone trarre le tue sensazioni/conclusioni

Piacere mio. A disposizione.

  • Thanks 1
11 ore fa, Nacchero ha scritto:

ma mi è venuto così a noia leggere di DAC che quasi quasi butto tutto e piglio un giradischi.

Una cosa assolutamente sensata ...

ps: non buttare il dac: con lo streaming puoi trovare praticamente TUTTO!

  • Haha 1
ilmisuratore
6 minuti fa, Vmorrison ha scritto:

all’interno di programma musicale nelle vostre stanze d’ascolto?

Si discute di DAC e tu la porti alla stanza di ascolto ?

Possiamo anche arrivarci a spiegarlo, ma prima invierò due files per farli ascoltare a Grancolauro

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