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Bastano pochi quattrini per un dac completamente trasparente, dice la scienza audio


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10 minuti fa, extermination ha scritto:

Ecco appunto! Di conseguenza  non trovando applicazione nella "quotidianità audiofila"  quelle robe lì rimangono solo chiacchiere e distintivo (giacché il Metodo rimane sulla carta)

Esatto 

6 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Grazie, ora capisco meglio.

Questo scrivi sarebbe ancor più utile e informativo se fosse più specifico: come è fatta la catena che usi per testare (all'ascolto) i DAC? Quali sono le caratteristiche dell'ambiente di ascolto? Quali brani più precisamente ascolti? E all'interno di ciascun brano, quali aspetti consideri e in quale momento dello svolgimento del brano?

Credo che se fossimo più precisi nell'indicare come e cosa ascoltiamo, e sulla base di quali criteri affermiamo che due macchine suonano allo stesso modo o in modo diverso, questo sarebbe di grande utilità per numerose ragioni che sono facilmente intuibili.

Così come si è precisi ed esigenti nelle misure, lo si dovrebbe essere altrettanto nella descrizione, valutazione e comunicazione delle esperienze di ascolto. Scopriremmo, forse, che queste esperienze sono meno idiosincratiche di quanto spesso si suppone.

Concordo 

13 ore fa, granosalis ha scritto:

Il problema e' che i misuroni dovrebbero smettere di nascondersi dietro la parola "scienza",  dovrebbero accettare che le misure non sono tutto e che potenzialmente esistono prodotti di cui appassionarsi fuori dai canoni a loro tanto cari e rassicuranti. D'altro canto, l'ascoltone dovrebbe ammettere di aver preso anche qualche bella cantonata, che magari acquistando un RME si sarebbero risparmiati, insieme a tanti bei soldini, ottenendo comunque un risultato piu' che dignitoso. 

E' forse questa una visione conciliante? 

Concordo. La chiusura del cerchio sarebbe anche che il misurone non dovrebbe perculare l'"appassionato", ma anche l'"appassionato" dovrebbe smetterla di propinare assolute ed "improbabili" "cadute di mascella" (o cambiamenti "giorno/notte" solo sulla base delle "orecchie da appassionato") e perculare a sua volta chi ha speso meno in un DAC "da poco" hahahaha. La visione, così, sarebbe più conciliante, ma alla fine di cosa si parlerebbe?!? :classic_biggrin:

  • Haha 1
extermination
24 minuti fa, SalvoJazz ha scritto:

sentire se si percepisce differenza, non più influenzata dall'ambiente (stessa camera anecoica) 

 

Al di là del modello, più o meno discutibile in funzione del componente da testare ( verificata anche la risposta uditiva di chi testa) in camera anecoica, vale a dire in presenza di un livello di rumore di fondo a - 5/-9 dB,  ti va in loop il cervello altro che ascolto in zona confort.

20 minuti fa, SalvoJazz ha scritto:

Secondo me, per fare un discorso generale, per quanto riguarda un qualsiasi apparecchio (in questo caso dac) si dovrebbe fare una prova del genere:

camera anecoica 6x4;

ampli integrato valido;

diffusori acustici validi;

Salvo, queste forze in campo servono per poter confrontare un intero impianto, in particolar modo un diffusore

Per quanto concerne il DAC [parte elettrica] basta prendere le misure con l'apparecchio collegato al preamplificatore o amplificatore integrato 

7 minuti fa, extermination ha scritto:

Al di là del modello, più o meno discutibile in funzione del componente da testare, in camera anecoica, vale a dire in presenza di un livello di rumore di fondo a - 5/-9 dB,  ti va in loop il cervello altro che ascolto in zona confort.

Perché mi va in loop il cervello?

Non ho mica detto che si deve ascoltare a 120 db, bastano ed avanzano 65/70 db in quel contesto (anecoica) in tutto comfort, provare per credere.

Ps: semmai il rumore di fondo sarebbe probabilmente sotto i -60db.

4 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

queste forze in campo servono per poter confrontare un intero impianto, in particolar modo un diffusore

Per quanto concerne il DAC [parte elettrica] basta prendere le misure con l'apparecchio collegato al preamplificatore o amplificatore integrato 

Certo, ma l'utilizzo costante di un solo impianto ed un solo ambiente controllato, garantirebbe risultati molto più attendibili e ripetibili 

44 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Grazie, ora capisco meglio.

Questo scrivi sarebbe ancor più utile e informativo se fosse più specifico: come è fatta la catena che usi per testare (all'ascolto) i DAC? Quali sono le caratteristiche dell'ambiente di ascolto? Quali brani più precisamente ascolti? E all'interno di ciascun brano, quali aspetti consideri e in quale momento dello svolgimento del brano?

Credo che se fossimo più precisi nell'indicare come e cosa ascoltiamo, e sulla base di quali criteri affermiamo che due macchine suonano allo stesso modo o in modo diverso, questo sarebbe di grande utilità per numerose ragioni che sono facilmente intuibili.

Così come si è precisi ed esigenti nelle misure, lo si dovrebbe essere altrettanto nella descrizione, valutazione e comunicazione delle esperienze di ascolto. Scopriremmo, forse, che queste esperienze sono meno idiosincratiche di quanto spesso si suppone.

Il mio giudizio conterebbe MOLTO relativamente, come il mio impianto, l'ambiente e la musica ascoltata

E' una situazione del tutto contestuale e soggettiva

Molto piu indicative e oggettive le misure

Ai pareri personali dò un valore riduttivo, compreso il mio

9 minuti fa, SalvoJazz ha scritto:

Certo, ma l'utilizzo costante di un solo impianto ed un solo ambiente controllato, garantirebbe risultati molto più attendibili e ripetibili 

Tra vari ambienti ed elettroniche ad essi collegati [i DAC] possono incontrare situazioni costruttive e situazioni distruttive, ovvero: difetti eliminati per autocompensazione e difetti accentuati per somma di alterazioni

4 ore fa, fabbe ha scritto:

Abbiamo capito che con qualche spiccio nel digitale si può acquistare un oggetto completamente trasparente giusto?

Giusto. Bravissimo l' opener 

 

  • Haha 1
1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

Tra vari ambienti ed elettroniche ad essi collegati [i DAC] possono incontrare situazioni costruttive e situazioni distruttive, ovvero: difetti eliminati per autocompensazione e difetti accentuati per somma di alterazioni

Certo, poi se si verifica il passaggio di una cometa, od un'interruzione del continuum spaziotemporale, allora tutto l'universo potrebbe distruggersi e perdersi nell' oblio , o più ottimisticamente parlando, il suddetto dac potrebbe non piacere... 🥴😂🤣😜

 

1 ora fa, extermination ha scritto:

Ecco appunto! Di conseguenza  non trovando applicazione nella "quotidianità audiofila"  quelle robe lì rimangono solo chiacchiere e distintivo (giacché il Metodo rimane sulla carta)

Tutto chiacchiere e distintivo....

Gli intoccabili, bellissimo film

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