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Eufonia: mettiamo d'accordo ascoltoni e misuroni?


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Approfitto di una parola molto importante citata in un altro 3d:  Eufonia !

Definizione:

<< L'eufonia (composto delle parole greche ευ, prefisso avverbiale che significa "buono" o "bene", e φωνή, "suono") è, in linguistica e musica, l'effetto piacevole prodotto da un suono (vocale o strumentale) o da più suoni di parole che si incontrano >>

.-.-.-.-.-.

 

Ecco, forse dobbiamo tutti fermarci un attimo a pensare cosa ci spinge all'ascolto della Musica, e poi di conseguenza alla "insana passione" per il mondo dell' HiFi : non si tratta forse proprio dell' Eufonia ?                                                                                                                                                                                                                                                                                          

 

Ovvio, chi progetta un oggetto di elettroacustica (o di elettronica pura, vedi dac et affini) deve avere competenze tecniche, e sicuramente le misurazioni servono sia in fase progettuale che di verifica del prodotto.  Ma poi?  Quale è il fine ultimo se non l' eufonia?                                                                                                                                                                                               

 

Ho buttato lì 2 righe, tanto per ragionarci sopra, sperando di non finire nella tipica rissa di quartiere, ma credo che di fronte alla "piacevolezza" di ascolto, sia ascoltoni che misuroni non possono che trovarsi in accordo.  E badate che la stessa cosa avviene per gli strumenti musicali:  grande artigianato, ma anche grande industria, misure e verifiche a tutto spiano (non è una passeggiata costruire un pianoforte per esempio, immaginatevi un organo a canne...), ma poi... si deve ascoltare, e il risultato deve essere .... eufonico! (guarda un po'...).                                 

 

Bye,

Max

  • Melius 1
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https://melius.club/topic/17570-eufonia-mettiamo-daccordo-ascoltoni-e-misuroni/
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extermination
48 minuti fa, Max440 ha scritto:

Quale è il fine ultimo se non l' eufonia?                               

 

Tra misure, percezioni, effetti ed illusioni? la trasparenza 

Per portarsi a casa, per quanto possibile e con tutti i limiti del caso, il punto di vista " sonoro" di chi, in quel luogo, in quel tempo  ha eseguito la ripresa dell'evento, poi "ripreso" in post produzione. Il creatore dell'opera che ne ha  determinato le caratteristiche sonore ed anche il livello qualitativo.

 

Gaetanoalberto

Penso proprio tu abbia ragione.
D’altra parte temo che il raggiungimento del fine abbia comunque componenti di soggettività.
Sulla bontà generale di un ascolto e di un impianto penso si trovi larga condivisione, ma sulla particolarità dell’acquisto e della sua composizione nella specifica collocazione, sono sempre convinto che ci saranno … più eufonie…!

E non è affatto un male vivaddio.:classic_smile:

1 ora fa, Max440 ha scritto:

L'eufonia, composto delle parole greche ευ, prefisso avverbiale che significa "buono" o "bene", e φωνή, "suono") è, in linguistica e musica, l'effetto piacevole prodotto da un suono

Ripeto:  non confondiamo eufonico con "colorato".

Riferiamoci alla definizione che è chiarissima.

Al limite, possiamo intavolare la discussione sulle declinazioni che può assumere la frase:

<< effetto piacevole prodotto da un suono >>

E' sempre una considerazione soggettiva? In molti casi direi di no: sentire un gesso che stride su una lavagna non credo proprio che per nessuno crei un suono piacevole, piuttosto che il ronzio continuo di quei caxxo di soffiafoglie che utilizzano quasi tutti i giorni invece di un sano rastrello (e poi vengono a romperci i maroni con l'inquinamento... vabbè, questo è un altro tema scottante... lasciamo stare).

Essere comunque soddisfatti ed ottenere piacevolezza dal proprio impianto non significa però essere arrivati ad una meta definitiva

Molti impianti regalano soddisfazione ai proprietari anche in condizioni i quali setup richiedono interventi di sistemazione che, una volta effettuata, tale livello di piacevolezza sale ulteriormente

Ci sono diversi step di piacevolezza e il migliore sarebbe quello descritto sopra, ovvero prima mettiamo l'impianto a posto in modo oggettivo e poi rifiniamo eufonicamente

22 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

ho assemblato l'impianto seguendo il responso strumentale per un buon 95%

Il restante 5% è stato reso eufonico secondo quel pizzico di soggettività che ho introdotto dopo attenti e prolungati ascolti passando dai più svariati generi musicali

non posso che affiancarmi all'approccio "tecnico" nell'allestire un setup di riproduzione audio...anche per me il sistema deve avere caratteristiche tecniche migliori possibili, per essere certi della massima "trasparenza" ed assenza di colorazioni dovute a distorsioni autoctone...linearità di risposta finale e quel pizzico di eufonia soggettiva per avere piena soddisfazione

Gaetanoalberto
33 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

seguendo il responso strumentale per un buon 95%

Il restante 5% è stato reso eufonico secondo quel pizzico di soggettività

Ecco, non saprei essere preciso sulle percentuali, ma credo si possa essere d’accordo.

La varietà delle nostre scelte dimostra poi l’importanza e l’influenza anche di quel 5%.

Preciso che sono favorevole alla scienza, pur non dominandola. Ho fatto timidi tentativi di misurazione, ma purtroppo mi sono arreso per cedevolezza di carattere.

Sull’eufonia come ricerca della piacevolezza, credo non ci piova.

Non è raro però che in platea si applauda e dal loggione si insulti.

 

2 minuti fa, maxgazebo ha scritto:

non posso che affiancarmi all'approccio "tecnico" nell'allestire un setup di riproduzione audio...anche per me il sistema deve avere caratteristiche tecniche migliori possibili, per essere certi della massima "trasparenza" ed assenza di colorazioni dovute a distorsioni autoctone...linearità di risposta finale e quel pizzico di eufonia soggettiva per avere piena soddisfazione

È l'unico percorso che porta verso il risultato definitivo, difatti con questa disciplina cessa anche la necessità di cambiare in continuazione componenti alla ricerca di chissàcosa 

1 minuto fa, ilmisuratore ha scritto:

È l'unico percorso che porta verso il risultato definitivo, difatti con questa disciplina cessa anche la necessità di cambiare in continuazione componenti alla ricerca di chissàcosa 

ma sicuramente...però c'è da dire che la smania di fare "qualcosa" ogni tanto prende anche me...malgrado sia entusiasta della resa del mio sistema...il problema è in quel "ogni tanto" inteso come termini temporali, che se troppo brevi sfociano in patologia...:classic_biggrin:

la mia smania di fare qualcosa mi sta facendo realizzare un selettore tra il dac e il finale per ascoltare:

a) il segnale 'liscio' dal dac

b) il segnale che passa attraverso un buffer valvolare 6922

c) il segnale che attraversa un controllo di toni e loudness 

 

così posso provare il loudness digitale, analogico, o tutte le combinazioni che mi pare, partendo dalla stessa sorgente.

chissà dov'è il confine tra eufonia e my-fi

 

  • Melius 1

@mozarteum se posso permettermi, per esperienza diretta...a mio giudizio il sistema casalingo deve essere il più trasparente possibile, per poter riprodurre il contenuto della informazione musicale della sorgente senza aggiungere o togliere nulla (chissà perchè una caratteristica fondamentale di un diffusore audio è la sua linearità di risposta)

Non è un discorso di verosimiglianza a chissà cosa, di fedeltà dell'evento live o altre menate simili, un disco in studio abbisogna di giorni, settimane per essere missato in sala, dove i suoni, il bilanciamento, la posizione degli strumenti, etc..vengono ascoltati e modificati dall'artista, dal produttore e dai collaboratori attraverso il sistema di monitor della sala, sistema di altissimo livello come necessario

Quello che ne deriva è una informazione ben precisa, una vera e propria impronta che viene impressa, stampata intimamente nel disco

E quella informazione noi dobbiamo fare in modo che venga resa disponibile nella nostra casa per quella che è, per come l'hanno voluta chi l'ha prodotta

Ho avuto la fortuna di produrre in studio un vinile ed un CD quando avevo il gruppo musicale, diversi anni dove ho avuto a che fare anche con artisti di fama e le operazioni di missaggio finale sono molto, molto importanti

Quindi il sistema deve essere il più neutro e trasparente possibile, dove l'eufonia alla fine rende il giusto merito

 

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