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La squallidissima vicenda della beneficenza di Ferragni ai bimbi malati


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se poi uno pensa che Fedez è conciato davvero male poveraccio, col suo tumore al pancreas che si è innestato su una situazione neurologica non delle migliori. 

Mah… magari manco lo sanno loro… ormai sono un’industria, avranno managers di vario pelo ad occuparsi di tante cose… mah 2

  • Melius 1
4 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Il punto contestato dall’antitrust non e’ questo Mauro, ma il modo in cui la faccenda e’ stata rappresentata al consumatore, il quale in buona fede ha aperto il borsello e pagato il triplo un pandoro industriale credendo di contribuire attivamente col sovrapprezzo.

il che non e’

Certo, quindi la questione anche qui è presentata in modo fuorviante perché alla fine si tratta di pubblicità ingannevole, il fatto di aver pagato anticipatamente una cifra concordata all’Ospedale Santa Maria Margherita non è in sé il punto visto che è più o meno la norma in questi casi, il punto è come è stata comunicata la promozione del prodotto venduto e sponsorizzato dalla Ferragni.

P.S. Va da sé che eticamente vendere la propria immagine per pubblicità, anche se a scopo benefico ed anche da parte di una onlus, sia stigmatizzabile sempre e comunque perché le dinamiche pubblicitarie di un prodotto giocano sempre sull’ambiguità e la percezione reale di quanto realmente venga donato non solo non passa praticamente mai, ma di fatto è sempre una cifra corrisposta a tavolino sulla base dei prodotti promozionali messi in vendita che non dipende dal numero di pezzi realmente venduti come si è sempre portati a credere.

Ma coloro che hanno acquistato il suddetto pandoro non potrebbero citare a giudizio la tizia che ha prodotto la falsa pubblicità?

Cioè si potrebbe fare una causa cumulativa per stracciare letteralmente le vesti a questa specie di maga Circe (senza averne peraltro il fascino mitologico)!!

@LeoCleo e manco se è influenzato o benefico o qualunque altro cosa ci assomigli.

l' unica beneficenza che arriva in toto a destinazione è quella fatta dalla propria mano

al diretto interessato, che poi se la spende al bar del paese è anche un altro discorso.

ascoltoebasta

Sfruttare il "marchio" della beneficenza è ormai una operazione commerciale,io personalmente rifuggo da tutto ciò che viene così sbandierato,da decenni dono ad associazioni che conosco direttamente o in cui operano conoscenti che stimo e di cui mi fido.

6 minuti fa, audio2 ha scritto:

al diretto interessato, che poi se la spende al bar del paese è anche un altro discorso.

Eh, su questo cerco di evitare. Al randagione che abita nel mio quartiere, una volta ho dato i soldi “per mangiare” e se li è spesi in gratta e vinci. Al secondo giro, alla richiesta di aiuto per mangiare, gli ho fatto una mini spesa dal lattaio.

31 minuti fa, mozarteum ha scritto:

punto contestato dall’antitrust non e’ questo Mauro, ma il modo in cui la faccenda e’ stata rappresentata al consumatore, il quale in buona fede ha aperto il borsello e pagato il triplo un pandoro industriale credendo di contribuire attivamente col sovrapprezzo.

il che non e’

Chiaro limpido e lampante. Se lo si vuole capire. 

La vita del rentier e’ stressante perche’ appesa a molte variabili, a meno che la rendita non sia sovrabbondante e sottoponibile a stress test severi: un po’ di lavoro serve ad equilibrare le entrate, come i carboidrati nella dieta

  • Melius 1



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