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Melius Club

L’utilità e l’attendibilità scientifica degli ascolti in cieco


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Solo una mente espressamente semplice e  moderatamente pirla può pensare di ingabbiare rigidamente in uno schema di misure esperienze percettive e sensoriali quindi legate anche al gusto, all’esperienza, al volubile eccetera.. sarebbe come usare la tabella RAL dell’imbianchino per giudicare un Tintoretto, o un metro da sarta per misurare l’avvenenza di una Naomi Campbell, o un acidimetro per misurare un piatto di Bottura eccetera eccetera eccetera.

Le misure servono ad altro.. in sede di progetto e in fase di realizzazione.. a garantire il range di correttezza elettroacustica di un sistema..

ma non certo a certificare la correttezza percettiva di un appassionato di musica.. 

🤓🤓

 

  • Melius 1
  • Sad 1
9 ore fa, Melandri ha scritto:

non sono quì (scritto con l’accento per adeguarmi al livello locale dell’italiano) per litigare con persone sgarbate e frustrate. 

Così parlò quello che scrisse altroché in luogo di altro che..... nello stesso post in cui criticava, per altro, l'italiano di un altro forumer...

  • Melius 2
ascoltoebasta
1 ora fa, mikefr ha scritto:

Ed invece quando non ci sono e le sente lo stesso,come la mettiamo?E te ne posso raccontare a bizzeffe............

Quello è un altro discorso,ma stai pur tranquillo che queste persone se facessero diverse prove in cieco con alternanza casuale dei componenti,i risultati dimostrerebbe la realtà,ovvero la non corrispondenza delle impressioni d'ascolto sempre riguardanti il medesimo componente in prova,ma ad cazzum.

ascoltoebasta
38 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

Cosa e quali differenze così vaste da poter essere rilevate in cieco possono causare due buoni cavi digitali?

Le differenze nel mio impianto e per me,e sopratutto in brani complessi,con parecchi stumenti e che conosco benissimo hanno un deciso e diverso equilibrio tra le frequenze oltre che una maggior veridicità degli strumenti,il decadimento delle note,separazione degli strumenti,che si traduce in diversa ariosità e tridimensionalità, che porta il Coffee a far alzare maggiormente il volume e sentir sempre benissimo a differenza del Carbon, essendo inferiore su tutto lo spettro e privilegiando maggiormente la gamma bassa,ancor meglio il Diamond (che poi ho acquistato,sempre usato) anche se le differenze rispetto al Coffee sono decisamente inferiori che tra Carbon e Coffee.

17 ore fa, scroodge ha scritto:

Con che "modalità"?

Con quella che mi è funzionale rispetto all' obbiettivo di ciò che ci si è prefissi quando vi è la necessità di effettuare uno studio che comprenda l'uso di un blind test.

Non vi è, per i nostri scopi, in ambito audio,  UNA modalità di scelta di apparecchi o di individui (tester).

Le modalità sono infinite.

Dipende da quello che nel mondo scientifico si chiama "disegno della ricerca".

Salve, 

Perché non ci diamo come obiettivo : verificare se un DAC da 200 suona come uno da 20.000 , così confermiamo le tesi del Sabbatini e di ASR ?

In questo caso come si procederebbe ?

 

Saluti, Fabrizio 

44 minuti fa, ascoltoebasta ha scritto:

Le differenze nel mio impianto e per me,e sopratutto in brani complessi,con parecchi stumenti e che conosco benissimo hanno un deciso e diverso equilibrio tra le frequenze oltre che una maggior veridicità degli strumenti,il decadimento

Queste dichiarazioni equivalgono a dire che il DAC con cui avete effettuato il confronto è una ciofeca, oppure è semplicemente rotto

Povero Lector [se fosse vero quello che viene raccontato]

ascoltoebasta
2 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Queste dichiarazioni equivalgono a dire che il DAC con cui avete effettuato il confronto è una ciofeca, oppure è semplicemente rotto

Povero Lector [se fosse vero quello che viene raccontato]

Differenze avvertite anche con l'altro mio DAC,quello interno dell'AA Maestro CD SE,anche se meno evidenti ma sempre riconoscibili,e come già scritto,il Thender da 50€ lo preferii al Carbon,che personalmente non ritengo un gran cavo,ma ci si stupisce di cose normalissime e verificate da più persone,nelle mie esperienze ogni tratto del percorso del segnale ha la sua importanza e l'ho verificato. Poi riguardo l'attendibilità di ciò che scrivo,dato che a differenza di altri,do alle mie esperienze un valore non assoluto,si potrebbe mettere in dubbio anche coloro che affermano di non sentire differenze,e magari sostenere che sono i loro DAC a essere rotti,per quanto mi riguarda ho certezza delle prove fatte e continuo a consigliare di provare e confrontare anzichè credere a chi pensa di saper l'unica e sola verità. Poi mi sembrava superfluo,ma evidentemente mi sbagliavo, sottolineare che con tutti i cavi provati il suono era per me bellissimo,ma oltre un certo livello anche le sfumature assumono importanza rilevante,almeno per me.

ascoltoebasta
1 ora fa, granosalis ha scritto:

non ci vuole alcuna mano sensibile, solo un buona dose di onestà intellettuale. 

Merce rara,qui anzichè consigliare di far confronti si spacciano le proprie convinzioni come verità assolute,né più né meno che come in altri ambiti,come si può notare io non ho mai fatto cenno a eventuali mancanze in chi non avverte differenze,l'ho fatto solo in risposta a chi sostiene che il mio/miei DAC fossero rotti,oppure che io scriva cose inventate,non ne vedrei la ragione anche perchè sono il primo a sostenere di far confronti e poi scegliere.....è un mondo difficile...

  • Thanks 1

Ci sono studi specializzati dove si impara ad eseguire test in modo professionale per esempio dell istituto ISTQB. Leggere quello che deve imparare un Test Manager per certificarsi può dare un'idea di che cosa ci vuove per preparare un test in modo professionale. Tutto il resto è amatoriale che però va bene per soddisfare i propri bisogni (anche mentali).

  • Melius 2
2 ore fa, granosalis ha scritto:

i DAC non suonano tutti uguali.

Nessuno ha detto che lo fanno, ma bisogna capire il motivo per il quale e in quali casi accade

 

Esistono piu categorie di sorgenti, dalle quali le differenze possono assottigliarsi o rendersi piu evidenti

-sorgenti a stato solido [poco caratterizzanti]

-sorgenti a valvole [molto caratterizzanti]

-sorgenti con sezione di conversione R2R [relativamente caratterizzanti]

Per affrontare la questione in maniera molto approfondita ci sarebbe da scrivere tantissimo, tuttavia un abbozzo lo si può fare

Partiamo dalle sorgenti a stato solido: *se* queste venissero collegate ad uno stadio d'ingresso che garantisse un macthing d'impedenza costante a tutte le frequenze [quindi teorico] il rischio di suonare veramente in modo molto simile ci sarebbe eccome

Questo poichè in regime stazionario producono quasi tutte le stesse misure, ed infatti la controprova è che vengono collegate tutte allo stesso analizzatore

Una volta portate a casa le cose possono cambiare, vuoi per i segnali utilizzati [al posto dei segnali puri sinusoidali si utilizza la musica, che per natura è un segnale di tipo complesso] vuoi per le elettroniche a valle ad essi collegati, non più un analizzatore, bensi un preamplificatore o amplificatore che, oltre ad avere parametri diversi in accettazione, reagirà anche in modo diverso sia come macthing che come livelli [ad esempio fenomeni di microsaturazione in ingresso]

Sulle sorgenti a stato solido non si fa molto per caratterizzarle, producono risultati quasi teorici al banco

Quello che succede dopo avviene per fenomeni di interfacciamento, ad esempio se cambia la scena sonora vorrà dire che a livello di crosstalk è cambiato qualcosa, oppure se piccole difformità dei livelli tra i due canali possa incidentalmente acuire quella che si manifesta con l'elettronica a valle, questo genera un decentramento del palcoscenico sonoro

La questione della riproduzione dei formati può incidere pure, ad esempio a seconda della bontà del filtro digitale, e come si comporta in prossimità della zona di cut-off 

Le sorgenti a valvole mostrano chiari segni di distorsione, anche se apprezzate queste colorano palesemente il suono che, a sua volta, si rischia anche di farle intermodulare con la distorsione degli apparecchi collegati a valle

 

1 ora fa, ascoltoebasta ha scritto:

riguardo l'attendibilità di ciò che scrivo,dato che a differenza di altri,do alle mie esperienze un valore non assoluto,si potrebbe mettere in dubbio anche coloro che affermano di non sentire differenze,e magari sostenere che sono i loro DAC a essere rotti,per quanto mi riguarda ho certezza delle prove fatte e continuo a consigliare di provare e confrontare anzichè credere a chi pensa di saper l'unica e sola verità.

Ho le immagini ancora conservate, possiedo ancora i segnali di quando furono effettuate le prove sul DAC Lector con cavi digitali diversi, perfino con un cavo di segnale al posto di quello digitale, quindi senza il minimo rigore di mantenere le specifiche sull'impedenza caratteristica di 75 ohm, il che significa produrre un campo riflesso nel collegamento stesso tale da deformare pesantemente la portante che fa cambiare lo stato I/0 

Ora se ti facessi ascoltare 3 files diversi [che sarebbero relativi all'uso di un cavo digitale, di un altro cavo digitale e di un cavo segnale usato come digitale] tu saresti in grado di distinguerli ?

ascoltoebasta
14 minuti fa, Titian ha scritto:

Tutto il resto è amatoriale che però va bene per soddisfare i propri bisogni

Per verificare se si sentono realmente differenze tra due componenti non serve nessun corso per acquisire abilitazioni,come non serve per verificare se un piatto è più salato o speziato rispetto ad un altro.

  • Haha 1
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