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Ma alla fine, Beatrice Venezi ...


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Ho ascoltato solo su iphone mi riprometto di sentire meglio a casa i pezzi che ha criticato il critico.

Onestamente niente di terribile per ora Niente affatto. 
Bisognerebbe vedere con la stessa orchestra Haydn un Mariotti o un Lanzillotta cosa possano tirar fuori negli stessi pezzi.

Certo se uno paragona la danza dei sette veli di Strauss a quella di Karajan alla testa dei Wiener Philarmoniker, e’ ovvio che il confronto non regge. 
Ma lei e’ stata nominata a Venezia non a Berlino o Vienna, va detto anche questo.

la giovanna d’arco mi e’piaciuta, il giovane Verdi e’ messo bene in risalto, c’e’ buon odor di cipolla come diceva il Barilli

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https://melius.club/topic/18229-ma-alla-fine-beatrice-venezi/page/57/#findComment-1717737
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12 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ho ascoltato solo su iphone mi riprometto di sentire meglio a casa i pezzi che ha criticato il critico.

Onestamente niente di terribile per ora Niente affatto. 
Bisognerebbe vedere con la stessa orchestra Haydn un Mariotti o un Lanzillotta cosa possano tirar fuori negli stessi pezzi.

Certo se uno paragona la danza dei sette veli di Strauss a quella di Karajan alla testa dei Wiener Philarmoniker, e’ ovvio che il confronto non regge. 
Ma lei e’ stata nominata a Venezia non a Berlino o Vienna, va detto anche questo.

la giovanna d’arco mi e’piaciuta, il giovane Verdi e’ messo bene in risalto, c’e’ buon odor di cipolla come diceva il Barilli

 

è sempre difficile giudicare il rapporto tra il contributo della direzione e quello dell'orchestra che in moltissimi casi si autogestisce per "portare a casa il risultato".

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https://melius.club/topic/18229-ma-alla-fine-beatrice-venezi/page/57/#findComment-1717744
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Quello che sorprende e’ la quantita’ e qualita’ di ottime formazioni musicali italiane al tempo d’oggi, mai riscontrata in passato.

Non solo le 4 perle della grande sinfonica (Santa Cecilia, Maggio Scala e Rai nel mio personale ordine di preferenza), ma tanti piccoli e medi ensamble, di qualita’ notevolissima. Ma se la caveranno economicamente tutti sti ragazzi? 

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https://melius.club/topic/18229-ma-alla-fine-beatrice-venezi/page/57/#findComment-1717779
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Le ragioni del sovraintendente Colabianchi (così come riportate da Adnkronos) espresse in occasione della riunione del Consiglio di indirizzo della Fondazione Fenice.

Nella sua relazione Colabianchi ricorda che per le Fondazioni lirico-sinfoniche la legge sancisce la competenza esclusiva del sovrintendente rispetto alla nomina del direttore Musicale. Tutti ne siamo ben consapevoli. "Tuttavia, il senso di responsabilità istituzionale che accompagna la mia funzione e l’attenzione mediatica orchestrata intorno a La Fenice mi spingono a un atto che, seppur non dovuto, considero opportuno, ossia rivolgermi a voi del Consiglio d’Indirizzo - ha detto Colabianchi nella relazione di cui l'Adnkronos ha preso visione - per mettervi a conoscenza in modo ufficiale e minuzioso delle ragioni, del contesto e degli obiettivi che hanno orientato la mia scelta, affinché sulla stessa possiate esprimere un parere di approvazione o di dissenso, di cui sarà mia cura tenere conto".

 

Colabianchi ha voluto affermare un principio: "Chi riceve la responsabilità di guidare i teatri d’opera e le grandi istituzioni musicali ha il dovere di giudicare e scegliere sulla base di competenza, responsabilità e visione, non sulla base di consuetudini o sotto stretta osservanza di modelli di potere ereditati. La Fenice è il luogo che ha ospitato prime mondiali di compositori che, al loro tempo, furono considerati innovatori, talvolta controversi. Per oltre due secoli, ha dimostrato una costante apertura alle novità musicali, assumendosene il rischio. La grandezza della Fenice non risiede soltanto nella custodia della tradizione, ma nella capacità di riconoscerne le evoluzioni prima che diventino consuetudine. È in questo solco che si colloca la mia decisione di nominare il maestro Beatrice Venezi quale direttore musicale del Teatro La Fenice, una scelta che assume consapevolmente anche il valore di un investimento sul futuro, non ultimo in ragione della sua giovane età. In un contesto spesso segnato da percorsi direttoriali lunghi e insistiti, la decisione di affidare un incarico di tale rilievo a un’esponente di una nuova generazione rappresenta un atto di fiducia nella capacità di costruire continuità e percorsi nel medio e lungo periodo, assicurando al Teatro una prospettiva di sviluppo e di rinnovamento".

 

Il sovrintendente Colabianchi ha poi riportato il curriculum di Beatrice Venezi, attualmente direttore principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, che ha ricoperto il ruolo di direttore principale ospite dell’Orchestra della Toscana, direttore principale ospite del Festival Puccini di Torre del Lago e direttore artistico della Fondazione Taormina Arte presso il Teatro Antico di Taormina; inoltre è stata membro della Consulta Femminile del Pontificio Consiglio per la Cultura dal 2019 al 2022 e consigliere per la musica del Ministro per la Cultura della Repubblica Italiana nel biennio 2022-2024. Sono state poi ricordate le collaborazioni con interpreti di fama internazionali e con istituzioni prestigiose.

Secondo il sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, la scelta "risponde, poi, a una coerenza artistica e progettuale di natura strettamente musicale. Beatrice Venezi possiede una formazione direttoriale solida, fondata su una conoscenza approfondita della partitura e su un metodo di lavoro orientato all’analisi strutturale del testo musicale, alla chiarezza dell’articolazione formale e al controllo dell’equilibrio timbrico orchestrale. Il suo profilo si colloca pienamente nella tradizione direttoriale italiana ed europea, con particolare attenzione al repertorio operistico, affrontato attraverso un rapporto rigoroso con la scrittura vocale, l’agogica e il rapporto tra buca e palcoscenico".

"La cifra complessiva del suo lavoro risiede dunque in un equilibrio tra fedeltà alla partitura, prassi esecutiva storicamente informata e capacità di restituire attualità al linguaggio musicale, senza forzature interpretative né letture museali. Tale impostazione risulta pienamente coerente con l’identità del Teatro La Fenice, storicamente impegnato a unire la tutela del grande repertorio con l’assunzione di responsabilità nei confronti dell’evoluzione del linguaggio musicale - ha spiegato Colabianchi nella sua relazione - Vi è poi una motivazione di natura istituzionale. Il direttore musicale oggi non è soltanto un interprete sul podio, ma una figura chiamata a concorrere alla continuità dell’indirizzo artistico, al dialogo con le strutture interne e alla rappresentanza dell’immagine del Teatro. In questo senso, la designazione di Beatrice Venezi è fondata sulla sua capacità di assumere una responsabilità ampia e strutturata valorizzando un percorso di crescita destinato a rafforzarsi.

 

 

10 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma se la caveranno economicamente tutti sti ragazzi?

No...

  • Melius 1
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Vi anticipo che l’ouverture della Medea che ho sentito di recente alla Scala e al San Carlo in direzioni piuttosto sonnolente (a Napoli Frizza molto gettonato, alla Scala il beniamino Michele Gamba, bravo abbastanza) e’ piu’ che buona. Mi sembra un tipo di direzione che non indugia in soggettivismi ma procede in modo spedito, purtuttuavia attento alla struttura musicale. Ovviamente va sentita dal vivo per verificare se questo approccio alla lunga non possa risultare un po’ meccanico. Complimenti all’Haydn in ogni caso.

Per avere una idea di come si possa dirigere questa magnifica ouverture neoclassica, ci sono Bernstein nel celeberrimo live scaligero e agli antipodi mi pare Serafin. 
Brava la Venezi qui

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4 ore fa, Felis ha scritto:

è sempre difficile giudicare il rapporto tra il contributo della direzione e quello dell'orchestra che in moltissimi casi si autogestisce per "portare a casa il risultato".

In conclusione, se l'orchestra suona bene è perché si è autogestita, mentre se suona male è colpa della Venezi? 

Curioso, questo fatto

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43 minuti fa, Enrico VIII ha scritto:
5 ore fa, Felis ha scritto:

è sempre difficile giudicare il rapporto tra il contributo della direzione e quello dell'orchestra che in moltissimi casi si autogestisce per "portare a casa il risultato".

In conclusione, se l'orchestra suona bene è perché si è autogestita, mentre se suona male è colpa della Venezi? 

Curioso, questo fatto

Si tratta di un'ipotesi più che verosimile, se si considerano i numerosi precedenti che hanno documentato tale tendenza anche esplicitamente dichiarata da parte delle varie orchestre ad ignorare la direttora...

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Ora, appurato che non sara’ Abbado o Harnoncourt resta da vedere se e’ cosi’ sotto ad altri nomi medi che dirigono abitualmente in italia senza far cadere la mascella a nessuno. Ho una lista di almeno dieci direttori di opera di siffatta medieta’.

Dalle prime apparizioni alla Fenice si capira’

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