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Mendelssohn era un genio


Grancolauro

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Scusate se mi "intrometto" con la parte organistica, ma ascoltate almeno il primo tempo della stupenda sonata Op.65 n°6 : la bellezza di queste variazioni sul corale non hanno parole ...

Vi linko una bella interpretazione dal vivo e un video con la partitura da seguire :  buon ascolto!

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@Max440 Bellissimo grazie! Questo post mi fa considerare di come Mendelssohn non abbia le attenzioni che si meriterebbe.

 

@Grancolauro Facci sapere cosa pensi della Grinberg su Mendelssohn, pianista eccelsa, avversata in patria e non particolarmente conosciuta. Ciao!

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26 minuti fa, Alpine71 ha scritto:

Questo post mi fa considerare di come Mendelssohn non abbia le attenzioni che si meriterebbe.

Mendelssohn è stato per lungo tempo considerato il campione dell'alta borghesia ebraica tedesca, conservatrice e refrattaria tanto ai fervori romantici impersonati dalla musica di Schubert e Schumann, quanto agli slanci "rivoluzionari" di Beethoven. Ma sono stereotipi culturali che hanno oscurato la grandezza di Mendelssohn, su questo non ho dubbi. Diverse suo opere rivelano un equilibrio tra intesità espressiva, rigore formale ed eleganza del gesto che non ha pari, secondo me.

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14 ore fa, Max440 ha scritto:

Argomento molto intrigante ...

Hai ragione Max, argomento tanto intigrante quanto sfuggente.

Capisco le tue (vostre) argomentazioni al riguardo. Quello che non mi convince, seplificando le cose al massimo, è questo. In un sistema tonale temperato, le tonalità sono insiemi astratti di suoni da cui il compositore prende i suoni che gli servono per comporre il brano. Ma non li usa tutti, per così dire. Ogni brano fa storia a sé. Un brano in Si min per violino solo in cui il compositore usa 3 suoni soltanto, avrà un "profilo degli armonici"  (nel senso che indichi nel tuo post) radicalmente diverso da un brano, sempre in Si min, in cui i suoni utilizzati sono 30 in un'orchestra di ottoni. Senza contare che ciascuno strumento ha caratteristiche timbriche proprie che incidono sugli "affetti umani" in misura certamente maggiore, e che un che in qualsaisi brano le tonalità utilizzate sono molte, non una sola (a parte casi rarissimi). La tonalità di impianto indica semplicemente un insieme di relazioni possibili nello sviluppo armonico di un brano, e la sua scelta da parte del compositore - perlomeno nei fiati, negli strumenti a corda e per le voci - dipende in buona parte dalle caratteristiche dello strumento a cui il brano è dedicato. Pianoforte e organo fanno storia a se in questo senso. Certo, hai perfettamente ragione quando osservi che trasportando un brano mezzo tono sopra o sotto le cose cambiano: il brano suona meglio o peggio. Ma questo succede, io credo, non perché la tonalità di impianto di per sé determina questo, ma perché la variazione consente allo strumento usato (pensa alla voce!) di lavorare nel range di emissione ottimale per quello strumento in un certo contesto. Se sono un baritono, per dire, apprezzerò maggiormente tonalità che mi consentono di lavorare nella zona centrale della mia estensione vocale, che va da Sol1 a La3, diversamente invece da un tenore.

Per questo associare una tonalità a un certo stato d'animo mi sembra un'operazione un po' meccanica e semplicistica. Molte altre sono le variabili in gioco; mi sembra, ripeto.

Ma il tema è sicuramente affascinante né l'ho mai approfondito. Quindi ben vengano suggerimenti in tal senso.     

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La butto lì in modo un po' provocatorio.

Tutti conoscono le Passioni secondo San Matteo e San Giovanni di Bach, come pure Il Requiem di Mozart o il Deutsches Requiem di Brahms. Opere giustamente celebri perché meravigliose, di una grandezza che crea sgomento.

Beh, chi conosce invece l'Elias di Mendelssohn??

Nessuno. La maggior parte degli appassionati di musica non sa che questo oratorio esiste né tanto meno l'ha mai ascoltato, neanche di sfuggita.

Eppure si tratta di un'opera che per complessità architettonica, forza espressiva e bellezza non è da meno delle opere citate sopra. Gioca nella stessa lega. Come mai è stata dimenticata e nessuno se la fila? Inspiegabile, oltre che un vero peccato.

Qui nella bella esecuzione dell'Orchestra nazionale di Francia diretta dal nostro Daniele Gatti:

 

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@garmax1  Grazie per la segnalazione. Molto bella questa edizione del Paulus, la prova di Matthias Görne soprattutto è da incorniciare.

Tra le registrazioni dell'Elias a me piace molto quella di McCreesh, che ricostruisce l'esecuzione del 1846 al Birmingham Town Hall, con un'orchestra gigantesca e un coro di 300 elementi. L'attacco dell' "Help, Lord!" è da brividi!

 

 

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Grazie Granco per gli splendidi interventi.

Anche io in assoluto preferisco Gieseking la cui registrazione mi pare anche nel complesso buona.

bellissimi oltre ovviamente alle sinfonie anche l’Elias di cui ci sono state splendide esecuzioni a Santa Cecilia (Masur e Pappano) e il Paulus che non ho mai sentito finora, ma colmero’ la lacuna presto a Vienna.

E poi la musica da camera meravigliosa, l’ottetto i quartetti.

la grotta di fingal la trovo misteriosa e inquieta, evoca la profondita’ del mare scuro che circonda le ebridi. La musica di Mendelssohn lieve ed elegante sa essere anche profonda e rivelatrice delle brume dell’anima. Basti pensare al movimento lento della Scozzese o ad alcuni passaggi della Lobgesang

Mendelssohn come Haydn e’ vissuto in un momento di sovraffollamento di geni e questo puo’ aver nuociuto alla considerazione della sua musica, ma non a noi evidentemente.

 

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Paulus al Konzerthaus a Vienna il 14 aprile mattina per chi e’ nei paraggi. Nel pomeriggio Don Giovanni con ottimo cast e con la regia di Barrie Koskie il trailer mi pare molto interessante come lo e’ di solito questo regista. In alternativa i Munchener con la quinta di Mahler. Il giorno prima Thielemann con seconda di Brahms e primo concerto con Levit e Wiener, in serata del 13 Munchener con 4 di Bruckner.

miracoli viennesi

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Per restare in un "ambiente" a me noto e che ho approfondito nel corso degli anni, ascoltate questa "trascrizione" per organo dello splendido preludio e fuga in Mi minore per pianoforte, (senza numero d'opera oppure WoO 13) : la fuga è alla pari delle migliori composizioni di Bach, senza ombra di dubbio !  :classic_love:

Anzi, direi: è come sentire la perfezione formale di Bach abbinata con il fuoco di Beethoven ... 

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Amo molto la musica di Mendelsshon, il suo "romanticismo felice", non ricordo dove lessi questa definizione. Arrivo in ritardo in questa interessante discussione del sempre ottimo Daniele e noto che siano state citate e commentate molte opere fondamentali del compositore tra le mie preferite.

Autore inoltre di Mottetti e Salmi , d'altra letteratura per coro, coro e voce solista, orgsanistica,  ispirata allo stile musicale antico e barocco a cui  era molto legato, fonte di ispirazione anche dei due magnifici Oratori Paulus ed Elias, Mendelssohn sorprese il mondo musicale dei tempi recuperando dopo oltre 100 anni dalla sua creazione la apparentemente dimenticata Passione secondo Matteo di Bach (nei background compostivivi di Brahms e di altri autori dell'800 seguitava a circolare parte del sangue musicale bachiano e settecentesco) riproponendola a Lipsia nel 1841 in un concerto da egli stesso promosso e diretto.

Mendelsshon riattualizzò l'immensa opera del kantor operando diversi cambiamenti: scambio di strumenti, parti tagliate, modificate, aggiunta di indicazioni dinamiche, agogiche, espressive - inesistenti nella partitura originale, etc, mentre il cambiamento forse più radicale fu nel "notificare" in maniera rigida le parti del basso continuo, alienando in tal modo la possibilità di improvvisare come in uso in epoca barocca. Comprensibile che Mendelssoh "riarrangiasse" meritoriamente un'opera che giungeva come "corpo estraneo" in pieno romanticismo quando gli "adepti" erano naturalmente presi dai propri novelli ed instancabili impulsi creativistici non interessati alle anticaglie che probabilmente non avrebbero saputo eseguire secondo le prassi d'epoca. Oggi che si crea così poco quasi niente si torna al passato per recuperare alle antiche fonti il senso della musicalità più meravigliosa e buona per tutte le stagioni. 

C'è una registrazione molto interessante della Matteo rivista da Mendelssohn curata ed eseguita da Diego Fasolis con orchestra della Svizzera Italiana e coro della Radio Svizzera. Tra i cantanti la nostra eccellente Gloria Banditelli, mezzosoprano (esteso).  

Si tratta di 2 CD allegati molti anni fa alla rivista Classic Voice difficile da trovare. .

 

 

Vissi un tempo la gioia di cantare nel "nostro" coro da camera alcuni mottetti e salmi di Mendelss. Non dirigeva Herreweghe ma ci "accontentavano" della bacchetta di un autentico "specialista" di musica antica e barocca, direttore di cori e di ensemble strumentali di lunga navigazione.

 

Mendelssohn - Warum toben die Heiden (Psalm 2)

 

Ensemble Vocal de La Chapelle Royale Collegium Vocale de Gand dir. Philippe Herreweghe
 

 

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8 ore fa, mozarteum ha scritto:

Mendelssohn come Haydn e’ vissuto in un momento di sovraffollamento di geni e questo puo’ aver nuociuto alla considerazione della sua musica, ma non a noi evidentemente.

 

 

Vero, ne parlammo una volta, se ne parlava giorni fa nel topic degli ascolti vinilici a proposito di Haydn la cui genialità dovette "competere" con quella di mozart poco più "dominatrice".
Forse con Mendelssohn la "concorrenza" fu meno pressante.., grazie anche allo Schumann "critico" musicale che lo teneva in alta considerazione significando i sensi del suo apprezzamento negli scritti critici e "sentimentali" con i quali vergava il suo "romanzo", diario, testo critico intitolato La Musica Romantica.

Un pensiero ne evoca altri e a proposito della continuità ideale se non anche in parte formale di Meldelss e di altri autori romantici  con Bach e il barocco, fu proprio leggendo gli scritti di Schumann che venni a conoscenza dei "Preludi e Fughe per pianoforte" dell'autore del "Sogno d'una notte di mezza estate", pagina di trasfigurante bellezza.
Sono andato a sfogliare le due paginette del suddetto testo dedicate ai Preludi e Fughe del "nostro" nel foppio approccio (Eusebio e Florestano... le due personalità di "Maestro Raro" alter ego di Shumann) l'uno più "critico" l'altro più "passionale" e vorrei riportare i seguenti passaggi:

 

 

... ** [...] S'ingannano intanto i mestieranti di fughe se credono di ritrovare i loro vecchi magnifici artifizi come le "imitationes per augmentationem duplicem, triplicem, etc.," oppure "cancritantes motu contrario, etc," - e s'ingannano pure i romantici se sperano di trovarvi qualche inattesa fenice che si sia liberata dalla cenere di una forma antica. Ma se essi avessero gusto per la sana musica naturale, ne troverebbero là a sufficienza. Non voglio lodare ciecamente e so anzi benissimo che Bach ha fatto anche delle fughe d'altro genere. Se ora si levasse dalla tomba forse inveirebbe a destra e a sinistra per lo stato della musica in generale; ma poi si rallegrerebbe che qualcuno coltivi ancora dei fiori sulla terra dov'egli aveva piantato delle gigantesche foreste di querce. In una parola, le fughe di Mendelssohn hanno molto di Sebastiano e potrebbero indurre in errore il più acuto redattore , se non fosse per il canto, per la melodicità più delicata, da cui si riconosce il tempo moderno, e qua e là per quei piccoli, caratteristici tratti di Mendelssohn che lo rivelano tra cento come compositore. Che i redattori lo osservino o no, rimane ben certo che il compositore non ha scritto queste fughe per passatempo, ma allo scopo di richiamare nuovamente l'attenzione dei pianisti su quella forma magistrale e di riabituarsi ad esse [...] E però il tenersi strettamente alla forma di Bach, è per lui cosa naturale** ... ed inoltre ... ** Una volta (questa è autentica), un conoscitore di musica del resto non disprezzabile, prese una fuga di Bach per uno studio di Chopin - ad onore di entrambi -; così si potrebbe dare ad intendere a qualche ragazza che l'ultima parte di una fuga di Mendelssohn (della seconda, per esempio; nella prima l'entrata delle voci farebbe dubitare) sia una Romanza Senza Parole... **
 

Impressionante leggere queste parole di due secoli fa come se fossero di oggi.., parole scritte e "sentite" mentre accadevano gli eventi.  Già ai tempi si parlava di riscoprire e riattualizare la tradizione musicale senza alterare, o tradire lo spirito della forma antica, in modo diverso ma simile nella sostanza stretta.
Tema oggetto di tante nostre discussioni su piano vs cembalo, folologia si , nì, oppure no. Eccitante apprendere che già due secoli fa, a 100 anni dalla morte di Bach, fossero impegnati su tali fronti della grande musicalità a quanto pare "eterni". 

 

 

 

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