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Melius Club

Un caso alquanto strano (si sente chiaramente, ma nulla di misurabile, o meglio, misurato con esito negativo)


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27 minuti fa, Andrea Mori ha scritto:

Mi dispiace ma non sono un professionista, sono sole un mero hobbista.

E in neuroscienza non ho alcuna competenza quindi non riesco ad esprimere un punto di vista. E' per questo che lo avevo chiesto ad un professionista. 

VA bene parto io perchè mi sembra molto interessante , senza scomodare la neuroscienza mi sembra che l'autore o il professionista dica che gran parte dei diffusori (limitiamoci a questi e di successo aggiungo io) siano stati progettati e vengono ancora progettati secondo parametri che prima erano soggettivi cioè l'ascolto, poi tali parametri sono stati compresi e decodificati , che è il passaggio da tradizione o saggezza a firma sonora codificata, esempi come tannoy, kliplish sonous faber era  Serblin mi sembrano calzanti, sono tutti diffusori non famosi per essere lineari, ma per avere un suono caratteristico e voluto, che vanno viste toccate e anche  annusate in alcuni casi,

Questa è la mia interpretazione dello scritto. 

36 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

In questo caso si, ma ti fa comodo non poterlo ammettere 

Due files con il medesimo codice binario non lasciano spazio ad alcuna interpretazione. Punto

Ma forse fa comodo far finta di non capire che ragiono con te solo sui modi di proporre gli argomenti.  O siamo a Norma UNI diversa sulla .....percezione della proposizione :classic_smile: Ho già scritto che la differenza tra i due files, per me era argomento chiuso in partenza,  quindi a me non fa comodo nulla. Affermazione Fuori Norma sulla ...comodità.:classic_smile: ma continui a ripetere come un mantra sempre le stesse cose in ogni risposta a cose non trattate nella domanda.  Puntualizzi con i ...punti. 

Salutoni a ...Norma UNI sulla cortesia.

Luigi

2 minuti fa, ago ha scritto:

Ho già scritto che la differenza tra i due files, per me era argomento chiuso

Grazie

Allora mi scuso se sono andato fuori binario

 

  • Thanks 1

Credo che Paolosances tutto sommato voglia far trapelare il fatto che non serve essere professionisti, hobbisty o dopolavoristi, quello che conta è il concetto espresso e, se trova riscontro con la realtà

Poi su come scoprire la realtà si può discutere, ma andremmo a finire di nuovo sui test in cieco :classic_biggrin:

9 ore fa, Paperinik2021 ha scritto:

Chi sono? Chiedo senza polemica, proprio non lo so

Effettivamente non sono professionisti del settore. Com'è che non hai curiosità su chi invece trattava custodie cd via telefono?

  • Moderatori
9 minuti fa, ilmisuratore ha scritto:

finire di nuovo sui test in cieco :classic_biggrin:

E siamo daccapo a 13;occorre un Oculista... professionista :classic_biggrin:

Battute a parte,ritengo che una competenza specifica "certificata" non possa  che essere comunque utile. 

Le patenti di guida con autocertificazione -fortunatamente- non sono previste dal Codice della Strada

  • Haha 2
44 minuti fa, Berico ha scritto:

VA bene parto io perchè mi sembra molto interessante , senza scomodare la neuroscienza mi sembra che l'autore o il professionista dica che gran parte dei diffusori (limitiamoci a questi e di successo aggiungo io) sono stati progettati e vengono ancora progettati secondo parametri che prima erano soggettivi cioè l'ascolto, poi tali parametri sono stati compresi e decodificati , che è il passaggio da tradizione o saggezza a firma sonora codificata, esempi come tannoy, kliplish sonous faber era  Serblin mi sembrano calzanti, sono tutti diffusori non famosi per essere lineari, ma per avere un suono caratteristico e voluto, che vanno viste toccate e anche  annusate in alcuni casi,

Questa è la mia interpretazione dello scritto. 

Studi sull'ascolto necessariamente coinvolgono la neuroscienza in quanto il sistema uditivo converte informazioni meccaniche in elettriche e le trasmette al cervello che poi si occupa di decodificarle.

Tuttavia la mia interpretazione, da perfetto ignorante in materia, è leggermente diversa.

Il commento al quale ho fatto riferimento prima parla di precisi studi sull'ascolto (audiometrici, sulla parità di volume, di mascheramento e udibilità della distorsione, udibilità della risonanza, fase), poi afferma "progetterai un altoparlante migliore se tieni conto dei risultati di questi studi sull’ascolto".

La mia interpretazione è che suggerisca un approccio alla progettazione basato su questi studi piuttosto che sulla necessità di ottenere misurazioni elettriche al di sopra di ogni sospetto.

Ad esempio, sempre secondo me, quando si riferisce al "mascheramento e udibilità della distorsione" intende dire che una distorsione più o meno elevata a determinate frequenze non produrrà una diversa percezione da parte dell'ascoltatore, perché da questi studi è emerso che il cervello è in grado di mascherare quelle distorsioni.

D'altra parte sottintende anche che potrebbero esserci altri studi sull'ascolto, e che potranno emergerne dei nuovi in futuro.

Poi afferma in modo abbastanza perentorio che "Senza riferimento agli studi sull’ascolto, la risposta non è chiara."

Se devo riassumere la mia interpretazione in poche parole direi che ci sta dicendo: non progettare in base ai risultati delle misure elettriche, bensì sulla base degli studi sull'ascolto. Oppure: se progetti un dispositivo che apparentemente è perfetto sulla base di misure elettriche non hai alcuna garanzia che questo sia compatibile con quello che il sistema uditivo si aspetta di percepire per ritenerlo tale.

D'altra parte, come ho già detto in altre occasioni, non c'è modo di agire sul sistema uditivo per costringerlo ad accettare l'esito di misure elettriche. 

  • Melius 1
1 ora fa, mauriziox60 ha scritto:

Com'è che non hai curiosità su chi invece trattava custodie cd via telefono?

Perché so già di chi stai parlando, quindi che motivo avrei di chiedertelo?

  • Thanks 1
1 ora fa, Andrea Mori ha scritto:
1 ora fa, Berico ha scritto:

Studi sull'ascolto necessariamente coinvolgono la neuroscienza in quanto il sistema uditivo converte informazioni meccaniche in elettriche e le trasmette al cervello che poi si occupa di decodificarle.

Questo è ininfluente dato che è il passaggio finale, la comprensione, ma prima della neuroscienza la musica veniva creata con strumenti che davano piacere, o stimolavano i sensi, la neuroscienza ha dato risposta al perché alcuni strumenti stimolano sensazioni diverse, tanto vale per la riproduzione, al netto di questo diciamo la stessa cosa.

47 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Perché so già di chi stai parlando, quindi che motivo avrei di chiedertelo

Ok, capisco che sei in buona compagnia.

Personalmente non potrei condividere il pensiero con un emozione della Wanna nazionale 

2 ore fa, Andrea Mori ha scritto:

neuroscienza

Mi perplime e mi perpletta sempre un po' quando si tirano in ballo le

"neuroscienze" a sproposito...

che non c'entrano una mazza in questa situazione (se non nel modo più ovvio e banale...)

e che sono una cosa seria

che richiede conoscenze serie

e che non tutti hanno

Mentre qui

Il caso è di una banalità rivoltante

Scomodare le neuroscienze per questo è un po' come chiamare un chirurgo per farsi curare una sbucciatura

Ridicolo

 

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