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Anatomia di un DAC (anzi di molti DAC)


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Andrea Mori
56 minuti fa, Ricky81 ha scritto:

@Andrea Mori come ho scritto però ha anche una uscita I2S oltre quelle che hai citato e in caso di collegamento col suo pari marca holo May sempre in I2S il jitter sarebbe eliminato?

Nel caso del collegamento all'Holo May direi di si, dal momento che quel DAC implementa un buffer FIFO asincrono proprio per eliminare il jitter proveniente da qualsiasi sorgente.

Rimarrebbe eventualmente il problema delle emissioni EMI/RFI che ho descritto a proposito del DAC Naim, poiché anche nel DAC May i circuiti si trovano all'interno dello stesso box.

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15 ore fa, Andrea Mori ha scritto:

Non conosco i Bricasti in dettaglio, da quello che trovo in rete il modello M21 di ultima generazione impiega tre tecnologie diverse, di fatto 3 DAC, e sinceramente non ne capisco il senso.

Da quel che avevo capito quel modello era stato pensato per accontentare anche gli estimatori dell'architettura ladder.

Il loro dac più classico (M1), è comunque un delta/sigma con appunto i due ADI 1955 in configurazione mono, ed è il loro standard.  

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Andrea Mori

Nei prossimi commenti descriverò alcune tecnologie utili/necessarie all'uscita del DAC nel dominio analogico, ossia i filtri di ricostruzione detti anche filtri anti-immagine. Che comunque possono essere resi più semplici usando il sovra-campionamento.

Prima però un minimo di teoria per capire perché questi filtri si rendono necessari.

All'uscita analogica del DAC vengono ricostruite le ampiezze del segnale campionato, ma queste non sono un segnale continuo come siamo abituati a vederlo quando disegniamo un segnale sinusoidale, bensì sono segnali discreti (finiti, ossia discontinui) generati esattamente ad ogni clock che fa avanzare un campione, ossia and una distanza temporale pari alla frequenza di campionamento. Ad esempio, prendendo a riferimento la tipica frequenza di campionamento dei redbook, ossia 44.1kHz, i campioni (e quindi le ampiezze) verranno generate all'incirca ogni 22,6757 micro secondi (1 / 44.100).

Nell'immagine allegata le ampiezze generate in base al contenuto digitale dei campioni sono rappresentate da puntini neri a diverse distanze dall'asse orizzontale (del tempo) e assumono il valore di tensione sull'asse verticale. Come si vede le ampiezze scorrono dal tempo iniziale al tempo t, ad una distanza temporale pari a Tc, ossia la frequenza di campionamento.

Un segnale discontinuo di questo genere non è proprio il massimo da ascoltare, pertanto il filtro di ricostruzione che segue l'uscita analogica del DAC serve proprio a ricostruire il segnale. Praticamente serve per passare da un segnale tempo-discreto ad uno tempo-continuo.

Di fatto il filtro (normalmente un passa-basso) funziona da integratore dei segmenti tempo-discreti, ed integrando produce un flusso analogico tempo-continuo.

Oltre a questo, il suddetto filtro passa-basso attenua le immagini del segnale campionato che si creano inevitabilmente fuori banda audio. Queste vengono chiamate anche aliasing, ma in realtà questo termine è più appropriato per la conversione analogico-digitale, in un DAC sono vere e proprie immagini del segnale originariamente campionato digitalmente. Queste immagini si creano a partire dalla frequenza di campionamento diviso due, pertanto un segnale campionato da 1kHz produce anche immagini a 23,05 kHz ((44,1 kHz/2) + 1 kHz), 45,1 kHz, 88,2 kHz e via dicendo.

Tuttavia a volte il filtro di ricostruzione viene omesso, allora le capacità che si trovano all'uscita analogica del DAC (PCB, buffer, connettori, cavi), almeno in parte, provvedono ad integrare il segnale altrimenti tempo-discreto. Ovviamente, l'omissione del filtro passa-basso permette il passaggio delle immagini verso l'amplificatore.  

DAC uscita.gif

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loureediano

Insomma uno schifo

Ma allora perch+ si sente benissimo?

Forse perchè l'orecchio è molto, ma molto meno sofisticato degli occhi? Se una sequenza di immgini riesce a sembrare al nostro cervello un continuo e non vediamo le singole immagini, figuriamoci un suono o rumore che passa da un organo molto meno complesso e sviluppato come è l'orecchio.

Per questo gli scettici come me credono che sia tutta suggestione.

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Andrea Mori
1 ora fa, loureediano ha scritto:

Insomma uno schifo

Ma allora perch+ si sente benissimo?

Forse perchè l'orecchio è molto, ma molto meno sofisticato degli occhi? Se una sequenza di immgini riesce a sembrare al nostro cervello un continuo e non vediamo le singole immagini, figuriamoci un suono o rumore che passa da un organo molto meno complesso e sviluppato come è l'orecchio.

Per questo gli scettici come me credono che sia tutta suggestione.

Scusa ma non ho capito il senso del commento, puoi spiegare?

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Andrea Mori
38 minuti fa, loureediano ha scritto:

Se non lo hai capito, a me non interessa

Io ho detto che sono solo pippe

Quindi scienza, tecnologia, fisica, matematica, sono tutte pippe. E da che pulpito ci elargisci questa pillola di saggezza? Chi sei, il mago Otelma?

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