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Ma è possibile che nessuno se ne accorga? Dove sono gli Audiofili?


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captainsensible
18 minuti fa, Paperinik2021 ha scritto:

Il metro di giudizio è solo la realtà.

La realtà che ho in mente io è diversa dalla realtà che ha in mente qualcun altro: chi è più reale io, o qualcun altro ?

 

Bel dilemma :classic_smile:

 

CS

Membro_0023
2 minuti fa, captainsensible ha scritto:

La realtà che ho in mente io è diversa dalla realtà che ha in mente qualcun altro

Allora non è la realtà, e ricadiamo sul solito fatto che ci sono audiofili che giudicano il suono di un impianto confondendo gli strumenti. 

Iniziamo a dire che chi ad esempio non sa distinguere un clarinetto da un fagotto per forza di cose avrà un concetto di realtà ben diverso da chi questi strumenti li conosce perché li suona oppure ne ha esperienza diretta.

E tutto il resto a cascata.  

captainsensible

@prometheus @Paperinik2021 io credo poco al fatto che ci siano audiofili che non sappiano distinguere strumenti, o per lo meno, se ci sono, sono percentualmente pochi.

Ma poi mi chiedo se questa sia una gara a chi ritiene il vero più vero, oppure è una fonte di appagamento personale ?

Perchè se l'hobby è "il vero più vero" allora bisogna vedere cosa aveva in mente e cosa ascoltava chi ha registrato il disco, e non un paragone con il concerto x nella fila y del teatro z.

Se invece l'hobby è l'appagamento personale, allora uno potrebbe sentirsi appagato senza necessariamente dover distinguere l'oboe dal clarinetto.

 

CS 

 

  • Melius 1

Il suono della musica è molto complesso poi passando a quella orchestrale si arriva ad un limite che il nostro cervello possa elaborare. Questo limite però non per la complessità ma per mancanza di allenamento e conoscenza delle diverse cose che si potrebbere ascoltare. 
Lo sappiamo benissimo che un musicista ascolta diversamente che l'ascoltatore ma anche fra di loro ci sono grandi differenze, un direttore d'orchestra in modo diverso che un membro dell'orchestra e le differenze vanno anche a secondo lo strumento che suonano oppure non suonano perchè come in funzione di ascoltatore. Due ascoltatori esperti che siedono accanto si concentrano su altre cose se hanno avuto un'educazione diversa (maestri, letture, ecc ecc) mentre per esempio tecnici del suono magari sentono nello stesso modo perché nella loro educazione in comune furono messi in attenzione su certe caratteristiche sonore. Per questo che ci sono differenze anche volute nei risultati sia delle registrazioni che componenti hifi.
Chi comunque non va spesso dal vivo non potrà giudicare il componente musicale, intendo modo di suonare delle sezioni orchestrali, avere un'idea reale delle dinamiche, grandezza del palcoscenico sonoro, posizione degli strumenti a dipendenza dei direttori e pezzi eseguiti, differenze sonore tra le sale, il timbro delle sezioni orchestrali a dipendenza dall'orchestra che suona, il bilanciamento sonoro a dipendenza del direttore e orchestra. Egli dovrà basarsi su caratteristiche come grandezza del palcoscenico, tridimensionalità, dinamica, in relazione alle riproduzioni che ha sentito in giro e alla sua immaginazione creando magari anche delle caratteristiche come "aria" che non penso che uno che vada dal vivo possa capire che cosa sia e se c'è qualcosa del genere. Il punto però è che nelle discussioni della qualità delle registrazioni e che cosa si sente dalla loro riproduzione, non vengono dati dettagli dei ragionamenti fatti, vengono sempre fuori delle espressioni generali, mancano indicazioni sul passaggio musicale, momento quando queste caratteristiche (negative) appaiono. Ogni discussione è quindi da bar, con tutto il rispetto per le persone che potrebbero avere decenni di esperienza. Per le discussioni sulle registrazioni preferisco rivolgermi a coloro che lo hanno fatto, sia tecnici che musicisti specialmente dopo le loro esebizioni dal vivo. A me interessa saper che cosa è il loro messaggio con quella registrazioni.
Una cosa vorrei far notare sulla politica PR delle case e la loro influenza sulle registrazioni di musica sinfonica: la clientela per questo genere di musica è picolissima rispetto alla massa e questa clientela ha altri metodi di ascolto quindi credere che cerchino di adottare tecniche per soddisfare le abitudini della grande massa mi sembra un poco naiv.   

1 ora fa, TetsuSan ha scritto:

La mente crede di sentire, così come crede di vedere. Il metro di giudizio di una registrazione non è il suono dal vivo, ma ciò che esce dai diffusori della regia dello studio dove è stata prodotta

Comprendo Tetsu @TetsuSan le tue ragioni e il tuo appellarsi sul “non esiste l’assoluto, ma solo il relativo”, e cioè ciascuno di noi è un Universo a se stante con le proprie regole e principi fisici assolutamente unici. Direi che questa tua affermazione è un po’ la scoperta dell’acqua calda.

Ma, visto che tu vuoi essere “filosofico” (e per me entrare in Filosofia è un invito a nozze, sappilo 😉) il tuo ragionamento sarebbe definito da Friedrich Hegel di quelli del tipo “Di notte tutti i gatti sembrano bigi”… e cioè sollevando un polverone diventa tutto possibile.

Ma, purtroppo per te, il mio ragionamento vale esattamente anche (e sopratutto) in relativo, e non solo in assoluto.

Non capisci? Te lo spiego meglio!

Ciascuno di noi, con il suo modo di sentire unico e irripetibile, DEVE confrontarsi con la realtà del suono dal vivo prima di POTER esprimere un giudizio su come suona un album o un impianto che riproduce, che so, una grande orchestra o un pianoforte grancoda.

È su questo punto che “tu fuggi”, ma è invece un punto logico e irrinunciabile anche nel tuo ragionamento “relativistico”.

Prima di poter esprimere un parere attendibile, ciascuno di noi è TENUTO a conoscere come lui medesimo “sente” una grande orchestra dal vivo a teatro e poi confrontare la sua esperienza dal vivo con quello che ascolta a casa sua. 
Sai cosa diceva Leonardo Da Vinci, il primo vero scienziato in termini moderni? Non fa scienza sanza esperienza! Capisci quello che diceva già mezzo millennio fa? Un fondamento, l’esperienza. Che tu vorresti rinnegare! Suvvia!! 
Quello che ho appena detto vale ovviamente anche per @captainsensible: che la tua idea di suono orchestrale sia diversa dalla mia è plausibile, ma, Capitano mio Capitano, per farti la tua, la TUA!, idea di suono orchestrale DEVI conoscere ed esperire come suona una grande orchestra dal vivo!

E daje…!! 😀 Questa non è filosofia, è semplicemente la logica spicciola che si impara alla scuole Elementari! Elementare…Watson! 😉

  • Melius 2
5 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Se invece l'hobby è l'appagamento personale, allora uno potrebbe sentirsi appagato senza necessariamente dover distinguere l'oboe dal clarinetto.

sono d'accordissimo ma allora per favore non dovrebbe giudicare le registrazioni di musica con questi due strumenti a meno che dica in modo esplicito che sia il suo gusto personale. Quindi non attaccare personalmente gli ingegneri che hanno fatto queste registrazioni.

 

@Titian Premesso che apprezzo tantissimo la tua dialettica ed il modo di esporre il tuo pensiero "che mi arriva forte e chiaro", ti dico la mia al riguardo della chiosa :

7 minuti fa, Titian ha scritto:

quindi credere che cerchino di adottare tecniche per soddisfare le abitudini della grande massa mi sembra un poco naiv. 

Le abitudini sono i mezzi tecnici di fruizione : smartphone + cuffie BT a cancellazione del rumore. Non credo che chi ascolta musica classica non usi anche questi mezzi. Il resto è una conseguenza.

Membro_0023
12 minuti fa, captainsensible ha scritto:

Ma poi mi chiedo se questa sia una gara a chi ritiene il vero più vero

Cosa c'entra?

Tu ti siedi davanti al tuo impianto e se ciò che ascolti ti ricorda quanto hai ascoltato in teatro, hai già un buon risultato.

Invece l'audiofilo  medio vuole sentire lo sputacchio dentro al sax, che dal vivo non esiste.

 

13 minuti fa, captainsensible ha scritto:

uno potrebbe sentirsi appagato senza necessariamente dover distinguere l'oboe dal clarinetto.

Perfetto, è lecito. Ma costui dovrebbe astenersi dal dare giudizi o insegnamenti a chi invece vuole imparare qualcosa di meno relativo. 

@TetsuSan spero che quando scrivi che il mio pensiero ti arriva "forte" non voglia dire aggressivo o in modo di volerlo imporre sopra gli altri. :classic_biggrin:   Sono solo i miei pensieri a meno che scrivo esplicitamente che sono di altre persone, cosa che molte volte faccio parlando di musica.

  • Thanks 1

@SimoTocca Vedi, sai che differenza c'è tra me e te ? Tu ti vanti di possedere 20.000 cd + sacd ( quando poi numeri alla mano qualcuno ti ha dimostrato, e tu lo hai riconosciuto, di non averli mai ascoltati tutti ). Tu ti vanti di ascoltare spesso grandi orchestre dal vivo......io non mi vanto. Sono caxxi miei cosa ascolto dal vivo. Però ti aggiungo un concetto, caro Signor "io l'ho più lungo del tuo" : un certo sig. Tyler, della ProAc, diceva che per lui un diffusore suonava bene quando riproduceva perfettamente il suono della voce della figlia. Qui mi taccio. Ho scritto abbastanza, credo.

  • Thanks 1
Membro_0023
15 minuti fa, TetsuSan ha scritto:

un certo sig. Tyler, della ProAc, diceva che per lui un diffusore suonava bene quando riproduceva perfettamente il suono della voce della figlia

E' una frase ad effetto, perché se l'avesse pensato davvero, avrebbe prodotto solo diffusori monovia, ottenendo l'effetto richiesto con maggiore efficacia e semplicità.

  • Melius 1

Salve, 

prima di postare qualsiasi mia impressione ho la sana abitudine di confrontarmi prima con altri , mi interessa sapere il parere di chi è in grado di dare conferma o meno ; frequento parecchi addetti ai lavori , frequento chi di musica ci vive , perché la esegue, la dirige, la compone , la insegna , la registra . Sono un appassionato di musica ; la mia formazione non viene da ieri, sono oltre cinquant’anni che, a livello di passione prima e di professione poi ne frequento il mondo . Un mondo variegato , dove ognuno ha la sua specializzazione , il concertista deve fidarsi dell’accordatore , spesso si fida solo di quello  etc…

In questo mondo composito ho realizzato che ho le doti di chi è in grado di ascoltare e di valutare  , non ( purtroppo ) la tecnica dell’esecuzione o l’attinente svolgimento dello spartito , ma la qualità complessiva del suono sia quando ascolto dal vivo che , con maggior competenza , la qualità e la correttezza quando viene riprodotto da un sistema. ( perché sono in grado di valutare la corretta messa a punto del sistema, premessa imprescindibile per la corretta riproduzione)
Gli album che ho citato , mi sono per ora limitato a quelli postati ma riprenderò a citarne altri non appena tornerò a casa dopo un lungo giro di visite a casa di appassionati , non hanno per me i requisiti tecnici e la qualità per essere classificati  idonei ad essere ascoltati da chi si professa “audiofilo” o di rappresentare  la qualità e , spesso , l’eccellenza che le stesse case editrici sono in grado di produrre e per le quali ci hanno abituato in passato .

Purtroppo il problema non riguarda solo DG ( della cui produzione vinilica sono un cultore avendone a casa un numero tale da farmi sperare di giungere a breve all’integrale dell’era stereo ) , riguarda in generale tutte le etichette escluso poche evidentemente orientate al mondo dell’audiofilia .( volenti o nolenti, indipendentemente dalle valutazioni sulla notorietà degli interpreti che rappresenta , fra le poche etichette presenti , Velut Luna , i parametri qualitativi li rispetta ) 

Nelle scorse settimane ho interessato al problema un addetto ai lavori che opera nel mondo della produzione musicale, che frequenta i grossi studi internazionali , oltre che a comporre , dirigere e ad insegnare, per capire  se la direzione presa dal mercato è una precisa scelta  o se vi è qualche speranza . 
Io comunque continuerò a portare avanti la mia , spero non solitaria, battaglia ; ci sono abituato , sette anni fa ho iniziato quella sulle curve di equalizzazione dei dischi stereo , una battaglia a livello mondiale ( l’intero mondo del disco non ha quasi mai  ascoltato correttamente quello che ha prodotto) all’inizio quasi in solitaria e sbeffeggiato , ora con sempre più numerosi amici. 
Alla prossima. 


Saluti, Fabrizio.

11 minuti fa, fabrizio ha scritto:

Io comunque continuerò a portare avanti la mia , spero non solitaria, battaglia ; ci sono abituato , sette anni fa ho iniziato quella sulle curve di equalizzazione dei dischi stereo , una battaglia a livello mondiale ( l’intero mondo del disco non ha quasi mai  ascoltato correttamente quello che ha prodotto) all’inizio quasi in solitaria e sbeffeggiato , ora con sempre più numerosi amici. 

Ciao, ti capisco, io non ascolto la musica classica ma prog rock e dintorni e anni fa ho iniziato una piccola battaglia contro la loudness war e ho avuto le stesse impressioni tue...a nessuno sembra importare nulla del grave problema che persiste tutt'oggi, mi chiedo sempre come sia possibile che io mi rendo conto subito se un disco è iper compresso e suona da schifo mentre gli altri quel disco se lo ascoltano magari su impianti da 10 mila euro e gli va pure bene, anche su questo forum che dovrebbe essere frequentato da chi ha un orecchio più "educato" sono pochi quelli che si arrabbiano quando a un disco è stato fatto un mastering esageratamente compresso. 

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