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Biamp orizzontale - caratteristiche elettriche dei finali


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Il 23/3/2024 at 14:37, Jack ha scritto:

Per questo uso sempre un integrato ed un finale (l’integrato sul basso nel mio caso)

A mio modesto avviso

Ciao, quindi nel tuo caso usi la parte pre dell'integrato che poi sdoppi con una parte che rientra nel finale dell'integrato e l'altra che va verso il finale esterno?

Il 24/3/2024 at 09:31, biox ha scritto:

Scusate l'ignoranza ma questi bilanciamenti vanno fatti ad "orecchio"?

La risposta  corretta sarebbe no e probabilmente diventa tassativo quando uno a orecchio non trova la quadra.  Ma... se invece proprio a orecchio uno regola a proprio gusto per vari motivi tipo gli piace ascoltare la sera a basso volume e metti in po di bassi in più,  la stanza rimbomba e ne togli un po' eccetera, c'è da 'giocare' 

3 ore fa, biox ha scritto:

Grazie @Dubleu. Vorrei invece chiedere a @Jack come si bilancia il guadagno (ho capito il concetto ma non come si fa).

beh, col volume 😁

La risultante tra livello in ingresso, guadagno e sensibilità del diffusore da il volume di ascolto. Il diffusore lasciamolo da parte che by definition ha sensibilità costante tra le sue vie (costante o comunque con la curva di risposta voluta dal progettista)

Il segnale deve partire da un pre o da uno streamer o da un dac con controllo di volume.

Detto segnale va ad un finale senza controllo di volume e contemporaneamente ad uno con controllo di volume … oppure come faccio io senza pipponi ad un integrato.

Il volume variabile della sorgente controlla il livello generale, il volume dell’integrato (che io di solito metto sulla via bassa, ma può stare che sulla alta) si regola per bilanciare la differenza di guadagno che questo integrato ha… se guadagna meno si alza il volume, se guadagna di più si abbassa. Oppure, e qui ci può essere il divertimento si può dare un po’ più di sprint relativo ad una delle due vie secondo il pezzo che si ascolta… un controllo di tono se vogliamo, sennò si pareggia il livello di uscita e si possono usare ampli dalla timbrica diversa a piacimento

1 ora fa, Luke04 ha scritto:

Ciao, quindi nel tuo caso usi la parte pre dell'integrato che poi sdoppi con una parte che rientra nel finale dell'integrato e l'altra che va verso il finale esterno?

in soldoni, nel mio caso esco dallo streamer e vado nell’integrato, da questi vado nelle vie basse delle casse, prelevo dalla uscita fissa (quella rec tipicamente) il segnale e lo mando nel finale che uso per le via alte, poi bilancio i volumi ad orecchio (anche se potrei misurare) perché il mio scopo è duplice: dedicare l’ampli più adeguato ad ogni via e dare un po’ di tono a mio gusto. È utile a basso volume per esempio per realizzare un pò di loudness.

Lo consiglio su diffusori almeno tre vie con il woofer tagliato basso - 200-500hz - con diffusori due vie non ha molto senso (non ha senso la biamplificazione proprio, se ci pensate un po’)

Si sfatano anche molto miti tra le classi anche.

Ultimamente ho messo un valvolare classe a di el34 sul woofer ed un classe D icepower sul medio alto (3 vie)… dava tre a zero alla configurazione contraria, sopratutto a basso volume… questo dipende anche da come sono costruite le casse (le mie me le faccio io per cui so perché in questo caso era meglio il valvolare sul wf… ma stiamo andando lontano)

Comunque, niente verità in tasca, io mi approccio così…. ognun può controdedurre o comfermare. Non sono un audiofilo interessato ai confronti tra marchi e modelli… mi diverto in altro modo, ed alla fine conta cosa e come ascolto, dei componenti mi interessa fin che posso giocarci pastrugnando il più possibile, per le mie relative capacità,.

Scusate il pippone 😄

  • Thanks 1

Ok @Jack molto più chiaro.

Senza nessuna polemica : vale la pena di avere tutte queste "complicazioni" ? Ossia il risultato è decisamente superiore ?

 

OT : ti faccio un esempio : noto (forse psicoacustica) qualche problema, sto studiando come intervenire.

Ammesso che sia in grado di individuare l'elemento che mi "diminuisce" il piacere, ha senso (comune, cioè per molti forumers, più o meno avveduti, come me) intervenire con doppia amplificazione ?

Forse ci sono strade meno complicate e probabilmente meno costose ma non è detto che si riesca ad ottenere gli stessi risultati.

11 ore fa, biox ha scritto:

Senza nessuna polemica : vale la pena di avere tutte queste "complicazioni" ? Ossia il risultato è decisamente superiore ?

ma non saprei dire se valga la pena per chiunque. Non le trovo neanche complicazioni… sono solo alcuni cavi da attaccare in modo diverso dal solito 😀

Dati gli ampli che si hanno a disposizione puó servire a dare ad ogni via - bassa e medioalta - quello che meglio si comporta. E serve come dicevo poter caratterizzare un po’ di più come vogliamo noi il suono. Questo dopo che l’ambiente comunque è a posto, i diffusori e tutte i componenti in gioco sono altrettanto soddisfacenti. Non risolve problemi, se ci sono, dona una diversa prospettiva d’ascolto… è un po’ come avere più amplificazioni usandone solo due: più combinazioni nell’assegnazione degli stessi alle vie e un po’ di variabilità data dai livelli assegnato ad ognuno

Se valga la pena o meno inshallah… si prova e si decide. Io di solito torno indietro ma non perchè non funzioni, bensì perché spesso ascolto musica non l’impianto e lo faccio molto spesso facendo altro nel contempo… minimo leggo, altrimenti solo con la musica mi rompo le scatole, mi annoio. Quindi impianto semplice, con un solo ampli da tenere acceso etc

Sicchè, e concludendo, la faccenda è soggettiva, e nemmeno definitiva. Di certo non comprerei due ampli apposta per fare sta cosa… se ci sono in casa si può provare e vedere l’effetto che fa

4 minuti fa, ortcloud ha scritto:

Per risolvere tutti i problemi basta usare 2 amplificatori uguali

e che problemi risolvi? due ampli uguali, se sono uguali davvero, fanno suonare ogni via allo stesso modo che uno solo. By definition.

@ortcloud ah beh, se parliamo di amplificazione attiva è tutto un altra faccenda però. 

Non mi sembrava si parlasse dí multi amplificazione attiva.

Ma dividere le vie con crossover elettronici e poi amplificarle non è una cosa alla portata di chiunque eh

Un altro vantaggio dato il costo di un crossover elettronico pari a 1/2 crossover passivo decente é la possibilità di effettuare combinazioni di altoparlanti appena tirati fuori dalla scatola senza la costosa cassa acustica (a parte della sez. bassi)

22 minuti fa, ortcloud ha scritto:

Ti togli di mezzo il crossover passivo i cui malefici sono illustrati nel penultimo numero di TNT-audio da mister  Wheeler

Cosa fattibile se si ha strumentazione adeguata e si sa quello che si sta facendo, altrimenti i risultati saranno decisamente deludenti. Non è che basta collegare il crossover attivo e impostare le frequenze di taglio come quelle del passivo.

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