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Melius Club

Analogue Production - Pablo Records Serie


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  • 3 mesi dopo...

 

Allora finiamo tutti per andare a piedi o cosa? Se non riapre Hormuz, tocca rispolverare il calesse, il velocipede, il risciò nipponico. Meno male che ogni tanto c’è la recensione di un Pablo/AP, e le angustie energetiche si dimenticano per una mezzoretta. Cominciamo però con un’anticipazione di ciò che si vedrà su queste pagine nel corso del 2026:
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Varda lì che belli! E’ un parziale, giacché ne mancano due, che si fanno parecchio attendere. L’acquisto risale al Black Friday 2025, e l’ultimo in ordine di tempo mi è stato consegnato la settimana scorsa. Praticamente è stato un acquisto sulla carta, come si fa con gli appartamenti, perché di realmente disponibile al momento c’era ben poco. Mancano all’appello un Dizzy Gillespie con Benny Carter ed altri (a quanto pare è disperso), e Passion Flower di Zoot Sims (che forse arriva a Maggio).
In ogni caso questa Domenica pesco ancora dalla prima serie. Ho fatto molta fatica a dissigillare il disco a seguire, stava così bene tutto bello plasticato! Bevo…il tè dico…bevo e rifletto sulle ingiustizie della vita che obbligano a dissigillare un disco di alta qualità per ascoltarlo…bbono…il tè dico…ci metto una mezza brioche surgelata che si scongela nella tazza?…è una mia invenzione…sentiamo come sa…mmmh…ammazza che schifezza, è un ghiacciolo...dove sono i biscotti?
Count Basie And Dizzy Gillespie – The Gifted Ones – Pablo Records (1979 – R. 1977) – AAA Analogue Productions (2024)
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Recensione alla veloce presa a noleggio direttamente da pagina 3: “Davvero un grandissimo album, suona da paura!!!!” – @skillatohifi copiright.
Breve, chiaro, definitivo.
I Pablo Records della Analogue Productions suonano bene lo sappiamo ma…quanto bene? Questo di Pablo/AP suona come un 45 giri. Presenta quella struttura poderosa e naturale del 45 giri, sebbene sia un 33 giri. Viene spontaneo chiedersi: come cavolo potrebbe suonare la versione 45 giri di The Gifted Ones? Se esistesse? Considerato che la versione 33 giri suona già come un doppio 45 giri? E’ un paradosso temporale, tipo vado indietro nel tempo, uccido mio nonno da giovane poiché da vecchio mi stava sulle balle, e quindi uccido anche me stesso.
Perché io sono anche un po’ scienziato…alle volte…
The Gifted Ones non è il solito disco di Count Basie, giacché qua a tirare le fila è sicuramente Dizzy Gillespie. A parte che Basie non fa quasi nulla, è proprio il trombettista, con o senza sordina, che dirige la banda, confermandosi un maestro a tutto tondo come pochi altri.
Co-protagonista il bassista Ray Brown, che similmente al disco in duo con Duke Ellington fa la parte pianistica tralasciata da Count Basie. Non soltanto accompagna ritmicamente ma espone i temi e li tiene in primo piano, al pari di un pianista. Co-protagonista (un altro…) è il batterista Michey Roker, che veramente fa di tutto, ma di tutto assolutamente per restare in primo piano.
E’ talmente fantasioso che a tratti pare che il trombettista sia lui.
In The Gifted Ones lo swing alla Count Basie c’è, se c’è Count Basie ci dev’essere per forza anche la sua firma musicale, però è tallonato da una continua ricerca, persino dissonante, del trombettista; basso e batteria incalzanti. Gillespie trasforma i brani e il tutto assomiglia ad una sorta di work in progress. Non esagero, ascoltatelo e mi darete ragione.
In definitiva la peculiarità di Dizzy Gillespie era quella di essere eclettico; caratteristica d’altronde dei grandi musicisti, di adattarsi ai generi, conservando nondimeno una personalità distinta.
Quindi Gillespie che ragionamento fa: devo suonare col più grande band-leader dopo Duke Ellington, famoso per i suoi brani swing irresistibili? Bene, do loro una spallata e li faccio deragliare un tantinello su altri binari, i miei, con sfumature moderne e ardite.
Val Valentin in sala di regia e la registrazione è subito naturale. Solito dettaglio Live, solita dinamica da sala IMAX.
The Gifted One, lo so lo dico ogni volta, sta ai piani alti della mia classifica dei Pablo/Analogue Productions prima serie. Tra i primi tre.
Pagato 40 begli eurozzi su JPC con lo sconto “Banderuola” dedicato a chi si fa una classifica mentale dei migliori Pablo/AP e ogni cinque minuti la cambia.
Il vinile QRP è…
macchiato?
E’ MACCHIATO? Stiamo scherzando...
ANATEMAAAAA! Voglio subito il responsabile qua in catene! Che sia messo alla ruota e macchiat…marchiato a fuoco!
Però non fa rumore (NON FA NIENTE, E’ COMUNQUE MACCHIATO! E’ GRAVISSIMO! CHE TRUMP INVADA LA QRP!).
Discone, ma solo per gli amanti del Jazz.
Voto artistico: Undici meno uno.
Voto tecnico: ma quale voto tecnico...ma siamo seri...
Alberto.

 

  • Melius 2
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  • 2 mesi dopo...

Cavolo, era un bel po' che non recensivo un Pablo/AP. Mi dovrò rimettere in pari.

Alè, un altro Pablo da danza della pioggia e recensione che potrei copiare paro paro da quelle nelle pagine precedenti, tanto son tutte ugua…

no, questa volta no.
Tadaaaa! Sorpresona! Domenica col tè un po’ triste, accidenti a me che mi ostino a comperarlo dal rigattiere, perché la ristampa Analogue Productions…c’avrei delle riserve, c’avrei dei dubbi, c’avrei delle titubanze...cosa dite, faccio penitenza e niente Campagnole con l’ovino di cioccolato? MAI! Le Campagnole ovinate sono un diritto costituzionale! Mmmhh chebbone...l’ovino mezzo sciolto, il biscottone...il gatto che mi guata famelico...bada che siamo in ristrettezze, ci metto un attimo a farti al forno con le patate, nonostante il caldo. Eh! Ti ho visto! Nun ce provaaa’...
Clark Terry - Memories Of Duke – Pablo Records (1980) – AAA Analogue Productions (2025)
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Recensione alla veloce per chi s’è sorbito tutte le recensioni dei Pablo/Analogue Productions scritte sinora: niente 10 questa volta. Doveva venire il momento del niente 10…e infatti è arrivato.
Eppure l’album è dedicato alle musiche di Duke Ellington…com’è che non mi strappa il 10?
Mi starò rincogl…?
Questo sicuramente, ma c’è anche un'altra ragione: in Memories Of Duke mancano Duke Ellington, Count Basie, Dizzy Gillespie…insomma manca il “Manico”.
Non che gli arrangiamenti di Memories Of Duke non siano accattivanti, ma in confronto a ciò che si ascolta nei dischi che ho recensito sinora, risultano meno interessanti. O se vogliamo, più ordinari.
Il fatto è che se penso a lavori come This One’s For Blanton, Basie Jam, Duke's Big 4, The Gifted Ones, Farmer’s Market Barbecue, ecc…insomma alle ristampe Pablo/AP che sinora ho recensito…niente…questo Memories Of Duke finisce in fondo alla classifica...poverino! Che recensore cattivo!
E’ il meno bello? No, direi che è il meno…spettacolare.
E comunque lo devo movimentare ‘sto thread, altrimenti diventa una noia mortale! Preso a sé il disco è una bomba, Clark Terry tiene banco e francamente...è bravissimo!
In Everything But You addirittura sembrano due trombettisti, giacché Terry alterna la sordina ad un altro effetto, credo realizzato con il palmo della mano, per ottenere un suono chiuso, da trombone. Davvero efficace.
E come non citare Sophisticated Lady in forma di Samba, che effettivamente merita solo lui la spesa; la versione samba di un brano così famoso ci ammancava ed è fantastica.
Ottima registrazione ma non così badabooom come le altre.
Memories Of Duke è un disco che conosco benissimo, poiché possiedo da decenni una prima stampa d’epoca (tetèschen, a destra nella fotografia), ed ho sempre notato un problema di bilanciamento, anzi di sbilanciamento, con la tromba e la chitarra di Joe Pass troppo, ma troppo avanti rispetto al resto, nonché un velo che azzoppa gli strumenti. Sim Sala Bim e tutto viene sistemato nella ristampa Analogue Productions; bye bye velo, si recupera in naturalezza ed omogeneità, con la batteria che acquista presenza e concretezza; inoltre si riparte da capo con tromba e chitarra. Tuttavia non è una registrazione alla Val Valentin, con quel senso di presenza dal vivo che lascia a bocca aperta; che ti ribalta sulla poltrona. La batteria in particolare è indietro, e va bene, ben posizionata alle spalle di Joe Pass e Clark Terry, ma è carente di...di…dettagli fini. Ed è un peccato perché Frank Severino fa dei numeri pazzeschi. Latita inoltre un tot di trasparenza ed il pianoforte, rispetto agli altri Pablo/AP, è più Yamaha, come dico io, ovvero più artificioso.
Steve Williams, l’ingegnere del suono, fece un ottimo lavoro ma gli mancò giusto quel pezzettino per arrivare al livello degli altri Pablo/AP.
Pagato 42 sonanti euroni con lo sconto “Ma come Alberto, sapevi che il disco non ti sarebbe piaciuto quanto gli altri Pablo/AP, perché già possedevi la stampa d’epoca, e lo hai comperato lo stesso nella versione AP?”
Per voi questo ed altro.
E mandatemelo ‘sto pandoro benefico in omaggio, taccagni!
No, scherzo, la verità è che la stampa originale suona sbilanciata e volevo vedere se Kassem era riuscito a sistemare la cosa. Azz se c’è riuscito! Sembrano due registrazioni diverse!
Voto artistico: allora, preso come disco a sé, facendo finta che le altre uscite Analogue Productions/Pablo non esistano, è da 10. Confrontandolo agli altri, altrimenti ci annoiamo: 9 ½.
Voto tecnico: dai, alla fine suona da Dio, non posso non dargli 10…Va be’ facciamo 10 meno meno, giusto per coerenza con gli altri Pablo che sono davvero oltre, ben oltre il 10.
Nota estetica: il viola della copertina originale è più scuro del viola della copertina Analogue Productions. Preferisco l'originale.

Alberto

 

  • Melius 1
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