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Melius Club

Come l'ho comprata ve la rivendo, più si studia...


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Inviato
2 ore fa, Roberto M ha scritto:

perché studiava, ma perché conduceva una vita abbastanza sfigata.

Afigata,  alfa privativa. Se Silvia gliela avesse mollata non avremmo avuto quei suoi capolavori immortali.

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Inviato
21 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Ma lo studio e’ per me quello che non ha come obiettivo un sapere tecnico (ad esempio cosa e’ una sostituzione fedecommissaria:classic_biggrin:), ma un sapere “libero” e orientato al piacere della conoscenza

Studium ha un etimo nel concetto di desiderio.

Inviato

@melos62 Afigata,  alfa privativa. Se Silvia gliela avesse mollata non avremmo avuto quei suoi capolavori immortali.

 

avremmo in compenso avuto un Fabio Volo antelitteram, ibridato con un Toto Cotugno con i congiuntiv in rima baciata.. :classic_biggrin:

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Inviato
18 minuti fa, Martin ha scritto:

"Omo studioso, magro moroso". 

E Freud insegna che essere "magri morosi" non conduce alla felicità,

"O caxx nun vole penziere", Freud è arrivato tardi.

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Inviato
6 minuti fa, melos62 ha scritto:

Freud è arrivato tardi.

L'ha solo  formalizzata accademicamente.  Toni Buleghin da Cavarzere ne aveva piena ed istintiva cosapevolezza da sempre. :classic_biggrin:

Inviato

Manca solo Califano. 
Ferro perdona loro

Inviato

Un altro grande della letteratura, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, era triste e incupito non perché colto, ma perché sfigato cronico.

Anche in quel caso una nobildonna francese gli diede un clamoroso due di picche e lui, che doveva essere anche abituato visto che si era giocato tutto a carte, la prese molto male e comincio’ a contemplare gli abissi.

Inviato

Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia.

Che spesso vanno di pari passo.

Lo capirono bene gli antichi romani: “Homo sine pecunia est imago mortis”.

extermination
Inviato

Non bisogna avere troppo tempo disponible per pensare.

Inviato

Se siamo sempre indaffarati, più che felici siamo dei fuggitivi

Fuggiamo da noi stessi

Quello che facciamo quotidianamente, o quasi 🙂

briandinazareth
Inviato
31 minuti fa, Roberto M ha scritto:

Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia.

 

Il tuo filosofo di riferimento è palesemente un misto tra Jerry calà e Massimo Boldi :classic_tongue:

 

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Inviato
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Manca solo Califano.

Presumo quello del " tutto il resto è noia "  :classic_biggrin:                                                                    @Roberto M i più grandi tombeur de femme da me conosciuti erano squattrinati, tristi o felici non lo so, soldi propri in tasca però pochi, se la passavano comunque bene perché le ricche tardone allora assidue frequentatrici delle  terme di Salsomaggiore se li contendevano.                                             

Inviato
37 minuti fa, Roberto M ha scritto:

figa e di pecunia.

Fica e pecunia è un ossimoro 

Inviato
1 ora fa, Roberto M ha scritto:

Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia.

Che spesso vanno di pari passo.

Come diceva un grande saggio veneziano, tale @Martin,  "scheo fa oseo", (e anche qui tengo alto il livello gutturale del thread"🥸

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