Questo è un messaggio popolare. mozarteum Inviato 30 Marzo 2024 Questo è un messaggio popolare. Inviato 30 Marzo 2024 Esattissimo. Tornassi indietro studierei ancora di piu’ da giovane. Quanto tempo perso. Da adulti la memoria e’ meno pronta, quando vedo una chiesa leggo per bene tutto sulla guida ammiro dentro, ma poi esco sul sagrato e non ricordo piu’ un catzo. Grande frustrazione. E cosi’ con tante cose 3
melos62 Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 2 ore fa, Roberto M ha scritto: perché studiava, ma perché conduceva una vita abbastanza sfigata. Afigata, alfa privativa. Se Silvia gliela avesse mollata non avremmo avuto quei suoi capolavori immortali. 2
melos62 Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 21 minuti fa, mozarteum ha scritto: Ma lo studio e’ per me quello che non ha come obiettivo un sapere tecnico (ad esempio cosa e’ una sostituzione fedecommissaria), ma un sapere “libero” e orientato al piacere della conoscenza Studium ha un etimo nel concetto di desiderio.
alexis Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 @melos62 Afigata, alfa privativa. Se Silvia gliela avesse mollata non avremmo avuto quei suoi capolavori immortali. avremmo in compenso avuto un Fabio Volo antelitteram, ibridato con un Toto Cotugno con i congiuntiv in rima baciata.. 2
melos62 Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 18 minuti fa, Martin ha scritto: "Omo studioso, magro moroso". E Freud insegna che essere "magri morosi" non conduce alla felicità, "O caxx nun vole penziere", Freud è arrivato tardi. 1
Martin Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 6 minuti fa, melos62 ha scritto: Freud è arrivato tardi. L'ha solo formalizzata accademicamente. Toni Buleghin da Cavarzere ne aveva piena ed istintiva cosapevolezza da sempre.
Roberto M Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 Un altro grande della letteratura, Fëdor Michajlovič Dostoevskij, era triste e incupito non perché colto, ma perché sfigato cronico. Anche in quel caso una nobildonna francese gli diede un clamoroso due di picche e lui, che doveva essere anche abituato visto che si era giocato tutto a carte, la prese molto male e comincio’ a contemplare gli abissi.
Roberto M Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia. Che spesso vanno di pari passo. Lo capirono bene gli antichi romani: “Homo sine pecunia est imago mortis”.
extermination Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 Non bisogna avere troppo tempo disponible per pensare.
LUIGI64 Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 Se siamo sempre indaffarati, più che felici siamo dei fuggitivi Fuggiamo da noi stessi Quello che facciamo quotidianamente, o quasi 🙂
briandinazareth Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 31 minuti fa, Roberto M ha scritto: Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia. Il tuo filosofo di riferimento è palesemente un misto tra Jerry calà e Massimo Boldi 1
ferrocsm Inviato 30 Marzo 2024 Autore Inviato 30 Marzo 2024 1 ora fa, mozarteum ha scritto: Manca solo Califano. Presumo quello del " tutto il resto è noia " @Roberto M i più grandi tombeur de femme da me conosciuti erano squattrinati, tristi o felici non lo so, soldi propri in tasca però pochi, se la passavano comunque bene perché le ricche tardone allora assidue frequentatrici delle terme di Salsomaggiore se li contendevano.
xalessio Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 37 minuti fa, Roberto M ha scritto: figa e di pecunia. Fica e pecunia è un ossimoro
melos62 Inviato 30 Marzo 2024 Inviato 30 Marzo 2024 1 ora fa, Roberto M ha scritto: Conclusione: la tristezza non la crea lo studio ma l’assenza di figa e di pecunia. Che spesso vanno di pari passo. Come diceva un grande saggio veneziano, tale @Martin, "scheo fa oseo", (e anche qui tengo alto il livello gutturale del thread"🥸 1
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