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Muti......come artista una cosa, come uomo un’altra


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Muti ha notoriamente un “caratteraccio”, che talvolta manifesta apertamente anche alle prove con alcuni singoli professori d’orchestra.

Può non stare simpatico, sono d’accordo, ma questo non toglie niente alla sua grandezza di musicista e di direttore d’orchestra. 

Con alcuni autori, in alcune serate, con alcune orchestre, ha lasciato “performances” e registrazioni che non temono confronti.

Per noi, i fiorentini del Maggio Musicale, resta comunque un mito, ed il concerto dell’altra sera a Firenze ne è stato chiara prova, della “fondatezza del mito” dico.

Ricordo che a metà anni ‘79, io avrò avuto 10-11 anni ed ero nel negozio di dischi di mio zio, in via Gilberti, un critico musicale della Nazione disse: se ne accorgeranno anche i Wiener ed i Berliner che Muti è il più grande..

Allora Muti era un po’ “sottostimato” ... ma quel critico aveva ragione.

 Ad 80 anni lunedì scorso ha diretto in un prova pressoché perfetta i Wiener in Schumann (in cui solo Bernstein gli è pari...) e in Brahms (in cui invece Muti  è stato per anni, ingiustamente, sottovalutato).

Ha, proprio come Karajan, la sua “fissazione” su come deve suonare un’orchestra: gli archi devono suonare sempre morbidissimi è sempre con un “legato” del tutto peculiare. Gli ottoni ed i fiati sempre controllati e mai “sopra le righe”.

Può anche non piacere, e può rimanere antipatico come uomo e come persona (alcuni amici orchestrali non lo sopportano proprio), ma rimane un grandissimo interprete, in alcuni casi fra i più grandi di sempre. E per “casi” intendo non solo Verdi e Schumann, ma anche Mozart, Beethoven, Mendelssohn, Schubert... insomma, non proprio roba da poco...😉

  • Melius 1
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2 ore fa, SimoTocca ha scritto:

Può anche non piacere, e può rimanere antipatico come uomo e come persona (alcuni amici orchestrali non lo sopportano proprio), ma rimane un grandissimo interprete,

non è poco ma imho non è tutto...purtroppo per lui  ci sono stati direttori almeno altrettanto validi che anche umanamente hanno lasciato molto a quelli con cui hanno lavorato...ovviamente my two cents

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  • Moderatori
9 ore fa, max ha scritto:

ci sono stati direttori almeno altrettanto validi che anche umanamente hanno lasciato molto a quelli con cui hanno lavorato.

Di solito chi viene cosiderato grande o tra i migliori ha sempre un caratterino che te lo raccomando....altro "bel campione"  che mi viene in mente al volo è Toscanini ad esempio.

Ad ogni modo se hai qualche nome da fare di direttori grandi da ambo le parti ben venga.

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@BEST-GROOVE

È vero, Muti ha diverse cose in comune con Toscanini... fra cui il caratteraccio.

Ma Abbado è stato grandissimo, eppure ha avuto una maniera completamente diversa di porsi. Ha usato, con i musicisti il motto del Che “la gentilezza è rivoluzionaria”... e per questo è stato molto amato.

Leonard Bernstein un altro grandissimo del podio, noto per la sua affabilità e disponibilità...

E siccome, nella mia personale classifica delle preferenze, Abbado e Bernstein svettano su tutti, ecco... il caratteraccio non è direttamente proporzionale alla “grandezza” o fama....

Il caratteraccio è qualcosa di “congenito”, slegato all’essere un grande musicista o meno... 

  • Melius 1
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@OTREBLA

Beh, Alberto, la questione è invero assai delicata.

Perché Chailly è l’attuale “padrone di casa” e Muti è attualmente solo un “ospite”.

Sarebbe stato scorretto da parte del padrone di casa non andare a salutare l’ospite illustre, è stato maleducato, oltre che scorretto, il comportamento dell’ospite! Peraltro nel camerino che è di “proprietà” di Chailly!

Il sovrintendente Meyer poteva con difficoltà non accettare l’offerta dei Wiener e di Muti di venire alla Scala... ma sarebbe stato saggio “declinare”!

Perché? Perché il problema era la data scelta! Cioè il concerto di Muti con i Viennesi cadeva proprio il giorno storico della riapertura della Scala, nel 1946, dopo la Guerra. E la prima riapertura del Teatro dopo il CoVid!  E celebrare il 75 esimo anniversario anni/riapertura postCovid con l’orchestra di Vienna e non con quella della Scala era davvero il colmo!

Uno sgarbo alla memoria della Scala, prima ancora che alla sua attuale orchestra. Questo problema era stato segnalato in una lettera scritta da Attila Giuliani, fan di Abbado della prima ora, alla rubrica su Repubblica tenuta da Francesco Merlo, il quale ha dato una risposta superficiale e non ha capito il problema! Per capire davvero il significato di questo anniversario bisogna essere loggionisti della Scala! Insomma se a Londra avessero invitato l’orchestra di Santa Cecilia nel giorno dell’anniversario della riapertura del Covent Garden dopo la guerra, ecco che il corrispondente del sovrintendente  Meyer sarebbe stato licenziato in tronco!

Per “rimediare” il misfatto, in fretta e furia e stato organizzato un concerto di Chailly con l’orchestra della Scala, e in parte la “rabbia” di Muti forse dipende proprio da questo fatto.

Ciò non toglie la scorrettezza di Muti, che ha accettato di essere ospite alla Scala! Se voleva poteva andare a Roma, invece che a Milano!

Insomma, la buona educazione è un requisito fondamentale al quale anche un “grande” non può rinunciare senza essere tacciato di maleducato! Punto.

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Chi va al mulino s'infarina, dice il detto popolare; una volta che accetti di ospitare Riccardo Muti, conoscendolo, fai in modo che queste situazioni non si creino. Avrà anche il carattere del maleducato, non lo so, probabilmente, ma non è che lo cambia per Chailly o Meyer.

Alberto.

 

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@OTREBLA

Il carattere, anzi caratteraccio come si dice in Toscana, è un conto, la buona educazione/buona creanza è un altro conto.

Ci sono circostanze in cui dire buongiorno e buonasera, anche al tuo peggior nemico, è questione di semplice buona educazione: per esempio quando ci si siede ad un tavolo per definire un armistizio pur se si è in guerra!

Il carattere, bello o brutto che sia, non c’entra niente con l’educazione e con i principi di convivenza civile. 

Detto questo, se Chailly è andato a salutare, seppure anche solo come atto di cortesia formale, vuol dire che non si aspettava una reazione così, e cioè vuol dire che i rapporti fra i due non dovevano essere così terribili.

Ai tempi in cui Chailly era direttore del prestigioso Concertgebouw di Amsterdam, negli anni ‘90, ricordo di aver assistito ad una quarta di Mahler diretta da Muti, che era stato invitato al Festival Mahler che si teneva ad Amsterdam da Chailly, che aveva invitato pure Abbado e altri.

Dopo di che, sono passati molti anni e non so quello che è passato fra i due .... di sicuro il fatto che Chailly è stato eletto come successore di Abbado a dirigere l’orchestra più famosa del mondo, La Lucerne Festival Orchestra, non deve aver fatto piacere a Muti... 

Ma questo ripeto, non implica che un formale buongiorno e buonasera non sia obbligatorio per tutti... per chi ospita e per chi è ospitato...

Questione solo di minima educazione... 

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5 ore fa, BEST-GROOVE ha scritto:

Ad ogni modo se hai qualche nome da fare di direttori grandi da ambo le parti ben venga

ha risposto SimoTocca 🙂 ......magari considerati meno grandi ma fra quelli più propensi alla cordialità potrei aggiungere Pretre, Masur, ecc. 

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analogico_09

Sarà un grande "maestro", "suonerà bene", ma a me Muti, l'interprete, non piace, mentre trovo il suo umorismo di grana grossa e le "lezioni" spesso autoreferanziali_compiaciute... poi le cose le sa.., ma sono in tanti a saperle.., e in certi casi penso sia più importante come si dicono, quel certo grado di "umiltà" che riduce opportunemante le distanze tra chi insegna e chi apprende.

Sono stati già ricordati gli Abbado, i Bernstein, i Pretre.., ecc... artisti di umana "cortesia" e di ben altro rango direttoriale...

 

Questo Mozart per me "bandistico" - mi fermo alla Sinfonia delle Nozze di Figaro ma nulla del restante mi affascina... -  ha tempi, dinamica, agogica da "giocolieri" della musica naturalmente abile, ma in mancanza di quell'"attimo" (eterno) di metafisica tutto ciò che ascolto dal "maestro" non mi conquista. Faccio ammenda facendomene insieme una ragione.., accetto serenamente il limite.


 

 

La scenetta al teatro col collega ricorda cose da dive compassate, di un anacronismo da salotto ottocentesco che Michael Aspinall avrebbe saputo ben satirizzare e solo in tal caso ci sarebbe stato di che sorridere di cuore.., così dal vero trovo sia cosa triste, trascurabile...

 

 

  • Melius 1
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23 ore fa, SimoTocca ha scritto:

sopra le righe”.

Può anche non piacere, e può rimanere antipatico come uomo e come persona (alcuni amici orchestrali non lo sopportano proprio), ma rimane un grandissimo interprete,

Si, però io faccio fatica ad apprezzare gli artisti che mi risultano essere dei pover uomini. 

Posso tollerare dei comportamenti bizzosi da prima donna, perfino le eventuali  critiche o insofferenze verso il pubblico,  ma non certo il mal comportarsi , o peggio, con orchestrali o colleghi.

 

 

 

 

 

 

  • Melius 1
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4 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Sono stati già ricordati gli Abbado, i Bernstein, i Pretre.., ecc... artisti di umana "cortesia" e di ben altro rango direttoriale...

Come diceva qualcuno  ... "signori si nasce, ed io lo nacqui"

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