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I nostri impianti hifi son "tarati" sui gusti musicali?


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captainsensible
1 ora fa, biox ha scritto:

Un esempio : molti anni fa andai a casa di un amico, l'impianto era sbilanciato sugli alti, guardai i controlli di tono del suo amplificatore e notai che aveva messo i bassi al minimo e gli alti al massimo e pure attivato il loudness. Mah, piaceva a lui.

Talvolta basta un equalizzatore per cambiare carattere ad un impianto.

 

CS

10 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

Quando a volte nomino sistemi (misure alla mano) capaci di raggiungere i 120 dB di picco, non vuol dire ascoltare a livelli da sfondarsi le orecchie, ma di garantire escursioni dinamiche senza compressione, con distorsione molto bassa...tanto da, ad alto volume, percepire una sensazione di voler continuare ad alzare

Fastidio assente, ma un coinvolgimento da "emozioni forti"

In realta’ ogni registrazione ha il suo volume ideale. Il volume non si alza “a prescindere” solo perche’ cosi’ ci sono emozioni forti.

Alzando il volume esageratamente fa fuori scala il fronte dei mille suoni nella musica acustica. Ad esempio nell’opera compaiono i terribili vocioni.  E’ invece fondamentale per chi ami il genere che tutto sia in equilibrio e che le voci occupino una (relativamente) piccola parte della grande scena operistica. Molto invero dipende dalle registrazioni, ma anche qui Dg, Decca, Emi sanno fare cio’.

In altri generi puo’ valere invece il principio del piu’ alzo e piu’ sono coinvolto.

La stessa musica da camera che ascoltata in un salone casalingo puo’ dare impatti devastanti soprattutto quando per lo mezzo c’e’ il pianoforte, preferisco ascoltarla come

fossi in un auditorium in prima fila.

Sono sensibilissimo invece alla verosimiglianza timbrica della musica acustica e li’ per la mia esperienza cadono molti asini anche di (ritenuto) valore

10 ore fa, ilmisuratore ha scritto:

 

  • Melius 2
11 ore fa, alexis ha scritto:

io conoscevo per esempio un fabbricante di clavicembalo pure appassionato di alta fedeltà, ascoltava a volume bassissimo

In effetti il cembalo e’ afono anche a distanza ravvicinata, anche se molto “ricco” timbricamente (con tendenza all’acidulo)

  • Haha 1

Per le mie esperienze di autocostruttore e nelle fiere frequentate negli anni

Impianto onnivoro mai sentito o almeno che poteva suonare ad ottimo livello tutti i generi. 

I miei 2 impianti casalinghi vanno in direzione completamente opposte come voluto al momento del progetto 

E per quello che ascolto io è soddisfacente. 

 

 

1 ora fa, biox ha scritto:

Un esempio : molti anni fa andai a casa di un amico, l'impianto era sbilanciato sugli alti, guardai i controlli di tono del suo amplificatore e notai che aveva messo i bassi al minimo e gli alti al massimo e pure attivato il loudness. Mah, piaceva a lui.

Beh già un ampli con i controlli non si può vedere.. ma ora c‘é pure di peggio, lo smanacciamento digitale faidate che in moltissimi casi produce veri disastri, con suoni del tutto incoerenti e confusi e strillanti al confine del dolore e appunto armoniche da segherie.

Ma ad alcuni piace.. e chi siamo noi per rompere il giocattolo al bimbo, anche se ormai, di regola, più che stazzonatello?

:classic_biggrin:

 

 

@alexis Infatti ho scritto molti anni fa (primi '80), avevano i controlli di tono.

Sul controllo digitale, beh ho fatto alcune prove, andandoci molto leggero perchè in altro modo (la linearizzazione esasperata ad ogni costo) il rischio di stravolgere la registrazione esiste.

“I nostri impianti hifi son "tarati" sui gusti musicali?”
Beh, direi di si e aggiungerei che sono anche tarati sui nostri gusti sonori, non solo musicali … e per fortuna, aggiungerei, altrimenti avremmo impianti tutti simili.

Viva il My-Fi! 😉

  • Melius 1

Credo sia giusto assecondare i propri gusti musicali con la scelta dell'impianto più adatto a riprodurli.

Se ad esempio si ascoltano registrazioni jazz o rock anni 60 e 70 e ci piace sentire bene il contrabbasso o basso elettrico sarebbe meglio evitare per casse i minidiffusori. 

Gli esempi potrebbero continuare 

Credo sia giusto assecondare i propri gusti musicali con la scelta dell'impianto più adatto a riprodurli.

Se ad esempio si ascoltano registrazioni jazz o rock anni 60 e 70 e ci piace sentire bene il contrabbasso o basso elettrico sarebbe meglio evitare per casse i minidiffusori. 

Gli esempi potrebbero continuare 

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