Velvet Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 @Martin Nel vicentino fino a che abbonderanno i gatti, l'acciaio non avrà nulla da temere. 1
Martin Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 2 ore fa, Velvet ha scritto: per prima (e a lungo da sola) illuminò la città di Venezia a partire dal '905 Ni, la prima illuminazione elettrica sperimentale di Venezia data 1886, realizzata in parte della Giudecca a cura della Soc. Edison, cui il comune affidò per 10 anni l'esclusiva della vendita di elettricità ai privati. Per l'estensione della luce pubblica però la società francese che era concessionaria della illuminazione a gas puntò i piedi da subito, bloccando la diffusione della luce elettrica nel resto della città, e persino ottenendo un rinnovo del contratto nel 1909 con condizioni capestro secondo le quali il comune poteva affidare la luce pubblica ad altri, ma garantiva comunque,a loro il pagamento della quantità di gas annua prevista (un "take-or-pay" vintage) Solo nel 1922 i gasisti francesi vennero cacciati definitivamente ( o quasi) Nel "limbo" 1909-1922 le luci elettriche pubbliche in città erano prevalentemente quelle che i privati installavano all'esterno delle case per dar sfoggio di opulenza, mentre la tagliola del take-or-pay inibiva i geometrini comunali dall'installarne di pubbliche al 100%. Ad ogni modo è vero che l'elettricità privata di massa è arrivata con la SADE, tanto che in città i veci e i filologi chiamano ancora la bolletta "La Cellina" (gò da pagar 'a Ce'ina !) Il parón dea SADE meriterebbe un docufilm, un self-made-man di stampo americano che tra l'altro vedeva ben prima di Mattei la politica come taxi: Pago la corsa e scendo.
Jack Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 Vedi che si può fare andare le macchine ad acqua?! invece non celodicono per farcele comperare a pile così ci affamano e ci controllano 2
Panurge Inviato 3 Giugno 2024 Autore Inviato 3 Giugno 2024 3 ore fa, Velvet ha scritto: che zona abiti Panurge Biellese, primi telai meccanici installati nel 1816 esportandoli illegalmente dall'Inghilterra. Torrenti ovunque e quindi energia a disposizione.
senek65 Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 Se vanno con energia idroelettricaè un pò come se andassero ad acqua anche ora
Savgal Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 Mi pare di ricordare che il docente di fisica del liceo (seconda metà degli anni Settanta) ricordava che l'elettricità proviene esclusivamente dall'energia meccanica.
Jack Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 30 minuti fa, Savgal ha scritto: ricordava che l'elettricità proviene esclusivamente dall'energia meccanica. Un po’ smemorato uno che dimentica la chimica delle celle elettrolitiche o la fisica dell’effetto fotoelettrico
Velvet Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 2 ore fa, Martin ha scritto: Ad ogni modo è vero che l'elettricità privata di massa è arrivata con la SADE, tanto che in città i veci e i filologi chiamano ancora la bolletta "La Cellina" (gò da pagar 'a Ce'ina !) "La Cellina" ricordata dai veneziani in realtà nasce prima della SADE con la Società Cellina a capitali misti veneziani e pordenonesi. Pitter (l'autore principale del progetto della gigantesca Centrale di Malnisio a lui intitolata) era infatti prima un ingegnere del Genio Civile del Regno d'Italia e poi un dipendente a contratto con la Società Cellina che mise a disposizione i capitali per la realizzazione: un lavoro clamoroso che vide 2000 uomini impegnati per anni, la costruzione di sbarramenti, gallerie e condotte e persino il tratto della vecchia SS51 che venne realizzato sopra alla condotta artificiale di alimentazione letteralmente "appesa" al costone del monte in modo alquanto ardito (lo sarebbe anche oggi dopo quasi un secolo e mezzo). La SADE rileverà l'impianto successivamente inglobando la Soc. Cellina per farne uno dei fulcri produttivi della progettanda asta Cellina-Meduna che poi a sua volta sarebbe entrata come parte integrante nel colossale progetto Boite-Piave-Meschio-Livenza da un lato e Tagliamento-Isonzo dall'altro. In ogni caso attendiamo i baicoli ad imperitura memoria. 🙂 Per approfondimenti puntuali consiglio il tomo "Lo sfruttamento idroelettrico di Tagliamento, Cellina, Isonzo" di C. Pavan. 1
Martin Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 25 minuti fa, senek65 ha scritto: è un pò come se andassero ad acqua anche ora E' così. Le aziende cha hanno mantenuto le derivazioni idriche attive ora le usano per produrre elettricità, nessuno più usa direttamente l'energia meccanica a parte alcuni mulini a derivazione prevalentemente turistico-dimostrativa. Anche un noto datacenterista (Aruba) ha riattivato 3 derivaizoni idroelettriche in prossimità di un sito, e possiede altre 4 centrali di questo tipo che immettono in rete.
Panurge Inviato 3 Giugno 2024 Autore Inviato 3 Giugno 2024 Questo è un bel testo sulla storia dell'elettrificazione del biellese, lo ha fatto stampare un mio cliente che opera nel settore per il centenario aziendale, più mostra e festa dentro la fabbrica della ruota.
Velvet Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 PS aggiungo curiosità: con Yalta la Sade si vedrà espropriare le centrali sull'isonzo rimaste oltrecortina. Sono ancora lì a testimoniare il passato con i loro leoni veneziani scolpiti.
Martin Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 @Panurge In copertina un "Guardiafili". Un parente di mia madre faceva lo stesso mestiere in località montana, il mezzo aziendale era un "galletto" Guzzi attrezzato con cestoni portaattrezzi e (ncredibile al giorno d'oggi) una scala di 4 metri attaccata di lato (!) Ovviamente operava da solo, e nel taschino aveva pure il blocchetto copiativo per le ricevute delle bollette che poteva incassare direttamente... Robe che a sentirle oggi il DLgs.81 sviene cadendo di schiena...
bungalow bill Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 Vicino a dove abitava mio cugino ( periferia milanese ) c'era un mulino del 1450 circa .
Martin Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 17 minuti fa, Velvet ha scritto: La SADE rileverà l'impianto successivamente inglobando la Soc. Cellina Curiosità: Lo Headquarter SADE era nel palazzo che oggi ospita la regione. Sul finire degli anni '30 la SADE, divenuta enorme, trasferì la direzione tecnica e quella commerciale in terraferma. dimostrando cmq un certo gusto per le sedi societarie:
Guru Inviato 3 Giugno 2024 Inviato 3 Giugno 2024 Questo edificio con la sua bella insegna è a Bologna in viale Silvani.
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