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Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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8 ore fa, analogico_09 ha scritto:

Già nell'ottocento, per non dire di ciò che succedeva prima, veniva riconosciuta con grande ammirazione e magari venerazione la figura del direttore d'orchestra, del solista, , pianista, violinista, cantante, etc, ma senza l'idolatria, le forme di santificazione mediatiche, quasi massive che vengono riservate oggi al direttore d'orchestra e agli altri esecutori, come accade oggi.


Paganini e Liszt non sarebbero d’accordo 😂

analogico_09
1 ora fa, Robbie ha scritto:

Paganini e Liszt non sarebbero d’accordo 😂

 

Certo, si parla di "listzomania", di demonismo di gran moda lanciata da Paganini, prima attribuito a Tartini, altro compositore e violinista virtuoso.
Potremmo aggiungere anche Chopin ambitissimo, conteso a livelli di venerazione dai salotti parigini più esclusivi - ed altri. Ma stiamo parlando di grandi compositori, soprattutto, anche interpreti di se stessi. Queste casistiche non hanno tuttavia  nulla a che vedere con le odierne forme di idolatria divistica a sfondo consumistico riservate a grandi e meno grandi direttori d'orchestra che non godono di nessuna notorietà non potendo vantare particolari merito per le loro eventuali partiture.

In ogni caso non ho escluso che anche prima vi fossero forme di grandi attenzioni, finanche venerazione per direttori ed interpreti dei tempi andati quando il pubblico e musicisti vivevano la musica e lo spettacolo musicale, a seconda delle loro competenze e sapienze, in altro modo, come ho già cercareto di precisare nel mio post. 
Ah.., e senza dire delle opere e degli oratori di Handel, per limitato esempio, ancor prima, quando nei teatri c'era una tifoseria del pubblico quasi da stadio di calcio, tra gli autori direttori di se stessi che si contendevano la miglior scena: Handel contro Poropora, etc, abbiamo cronache dell'epoca spassosissime. Ma tra il pubblico tifoso c'era tuttavia una consapevolezza musicale che spingeva a cercare l'evento concertistico per autentica passione e conoscenza diretta non per coatta induzione social-marketing che fa muovere  oggi le greggi, quelle che siano tali. Ovvio che anche oggi, non intendevo generalizzre, via sia tutto un pubblico molto più preparato, appassoionato di musica non di spettacolo che NON va ai concerti perchè fa colto, fico e status symbol, per privilegio di schiatta e che a mio modesto avviso non rappresenta la maggioranza.  

analogico_09
2 ore fa, simpson ha scritto:

E qui permettetemi un po' di orgoglio, visto che l'organizzazione musicale di cui faccio immeritatamente parte si permette di riempire fino all'ultimo posto, più e più volte durante la stagione, un teatro da 1.000 posti in una città di 130.000 abitanti, con musica di ogni genere. Perché ha saputo costruirsi una base solidissima di pubblico che sa che può fidarsi della nostra offerta, perché siamo presenti in scuole, ospedali, RSA, carceri, perché chi ha difficoltà a muoversi lo andiamo a prendere a casa, fisicamente, perché teniamo i prezzi dei biglietti alla metà del prezzo normale, quando non a un terzo (alle Schubertiadi ho assistito ad un concerto pagato 89€, che noi avevamo proposto a 23€, per dire), perché se le cose le fai con amore la gente ti premia..

fine dello spazio promozionale 😄

 

Hai ben motivo di essere orgoglioso dei risulati ottenuti con la vostra opera di promozione musicale a così ampio raggio di azione che riempie i luoghi dei concerti favorendo la crescita culturale ed educazional musicale del vostro territorio.
Lo scrivevo giorni fa che nel nord vi sia un'attività musicale in termini di concerti e diversificazione dei reperori, di numero delle orchestre ed ensemble di vario tipo, rispetto al resto della nazione.

Io comunque non lamentavo tout court la scarsa affluenza di pubblico nelle sale da concerto, bensì lo sbilanciamento di presenze spesso assurdo ed esecrabile che si crea in termini numerici e di interesse vivo per la musica da prendere come musica e non come spettacolo, a seconda dei generi musicali proposti. 

 

9 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

 

Hai ben motivo di essere orgoglioso dei risulati ottenuti con la vostra opera di promozione musicale a così ampio raggio di azione che riempie i luoghi dei concerti favorendo la crescita culturale ed educazional musicale del vostro territorio.
Lo scrivevo giorni fa che nel nord vi sia un'attività musicale in termini di concerti e diversificazione dei reperori, di numero delle orchestre ed ensemble di vario tipo, rispetto al resto della nazione.

Io comunque non lamentavo tout court la scarsa affluenza di pubblico nelle sale da concerto, bensì lo sbilanciamento fruitivo spesso assurdo ed esecrabile che si crea in termi numerici e di interesse vivo per la musica da prfendere come musica e non come spettacolo, a seconda dei generi musicali proposti. 

 

Ma di questo parlavo, di un pubblico realmente e sinceramente appassionato e preparato, al quale puoi dare in pasto anche repertori meno battuti e non ti abbandonerà. Va costruito con tanto tempo e tanta pazienza

4 ore fa, simpson ha scritto:

visto che l'organizzazione musicale di cui faccio immeritatamente parte si permette di riempire fino all'ultimo posto, più e più volte durante la stagione, un teatro da 1.000 posti in una città di 130.000 abitanti, con musica di ogni genere.

Di quale manifestazione si tratta?

analogico_09
2 ore fa, simpson ha scritto:

Ma di questo parlavo, di un pubblico realmente e sinceramente appassionato e preparato, al quale puoi dare in pasto anche repertori meno battuti e non ti abbandonerà. Va costruito con tanto tempo e tanta pazienza

 

Certamente, e l'osservazione non è per voi che vi date tanto da fare, parlo in generale: bisognerebbe cercare di portare ai concerti di qualsiasi genere musicale (rari, specialmente all'interno delle grandi e "potenti" istituzioni conceertistiche nazionali) anche le persone dalle conoscenze più ristrette per prepararle, abituarle, forse educarle... farle crescere musicalmente in modo che anche l'Itaglia  possa tornare al centro dei paesaggi musicali così come ebbe ad essere molto tempo fa.

Altra cosa importante, le stesse istituzioni dovrebbere incentivare gli ascoltatori anche a fare un po' di musica per diletto molto utile per addentrarsi un po' di più nella materia. Finiti i tempi del disprezzo delle accademie per tutto ciò che non fosse esclusivo appannaggio dei musicisti blasonati. Oggi, tornando indietro nel tempo, molto indietro, sono tornati gli ensemble musicali corali, strumentali, amatoriali, semiprofessionali, misti, che eseguono le grandi opere di ogni tempo. Grandi compositori come Bhramas, mendellssohn, componevano musiche di altissimo livello per i dilettanti.

Prepararsi all'ascolto musicale con bottiglie di spumante rende la cosa più briosa ma potrebbe anche indurre all'appenicamente con lieve ronfamento nel bel mezzo di un adagio nel caso si esagerrasse con le alzate di comodo. :classic_smile: Comunque a queste cose "borghesi" e ostentamente snob preferisco gli immaginari di una volta più naive e proletarie, tipo quello della canzone che fa: Seconda traversa a sinistra nel viale ci sta quel locale abbastanza per male che chiamano trani a gogò. Si passa la sera scolando barbera scolando barbera nel trani a gogò. :classic_biggrin:

Dopo si che si sentiranno canti, e che canti, musicacce per localacci ma tutto nasce da chi la musicaccia la fa e non si limita ad ascoltare. :classic_cool:

1 ora fa, regioweb ha scritto:

@simpson che bello!

il Teatro Olimpico è un gioiello all'interno del quale mi piacerebbe prima o poi poter assistere ad un concerto, chissà che questa rassegna non possa essere l'occasione buona... grazie per la segnalazione

Se hai bisogno manda pure un messaggio privato

Stasera. Reggio Emilia

 

 

Orchestre des Champs-Elysées
Collegium Vocale Gent
Philippe Herreweghe direttore

 

 

L.v. Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”

L. Cherubini, Requiem in do minore per coro e orchestra.

 

https://www.iteatri.re.it/spettacolo/orchestre-des-champs-elysees-collegium-vocale-gent-philippe-herreweghe-direttore/

 

 

  • Melius 1
Adesso, senek65 ha scritto:

Stasera. Reggio Emilia

 

 

Orchestre des Champs-Elysées
Collegium Vocale Gent
Philippe Herreweghe direttore

 

 

L.v. Beethoven, Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 55 “Eroica”

L. Cherubini, Requiem in do minore per coro e orchestra.

 

https://www.iteatri.re.it/spettacolo/orchestre-des-champs-elysees-collegium-vocale-gent-philippe-herreweghe-direttore/

 

 

Azz che bel concerto! Ricevo regolarmente la newsletter ma mi era sfuggito!

1 ora fa, regioweb ha scritto:

il Teatro Olimpico è un gioiello all'interno del quale mi piacerebbe prima o poi poter assistere ad un concerto, chissà che questa rassegna non possa essere l'occasione buona... grazie per la segnalazione

Potremmo organizzare una spedizione emiliana :classic_biggrin:

1 minuto fa, simpson ha scritto:

Azz che bel concerto! Ricevo regolarmente la newsletter ma mi era sfuggito!

Ti saprò dire! C'è anche @regioweb

mozarteum

Requiem di Cherubini sublime -recentemente diretto da Muti a Firenze-  e trovo l’accostamento con Beethoven particolarmente azzeccato.

Sappiate dire dei corni nello scherzo dell’Eroica. Quelli della New York qualche giorno fa hanno suonato con una spavalderia sbalordente e impeccabile, in una esecuzione complessiva di Dudamel antiretorica e umanissima, di grande poesia.

 

 

IMG_5857.jpeg

IMG_6629.jpeg

  • Thanks 1
analogico_09
19 ore fa, mozarteum ha scritto:

1 - Non si hanno a stipendio 200 musicisti per repertori che richiedono piccoli ensamble. Mi pare ovvio: avviene cosi’ a Berlino, a Londra a Parigi a Monaco (venerdi saro’ li’) alla New York Philarmonic ecc.

Nelle stagioni da camera si puo’ fare molto e lo si fa: a Roma fra IUC Santa Cecilia, Gonfalone, Accademia filarmonica, e altre manifestazioni organiche e dedicate si fa molta musica non di repertorio.

 

2- Bisogna stare “tuned” e non e’ manco difficile farlo. Poi si sceglie in base alle predilezioni.

l’altro ieri ho visto il meraviglioso Hercules di Handel alla Carnegie, ma stasera c’e’ il Tristano di Wagner

 

1- Ieri sera andavo veloce a leggere, vorrei ripartire un attimo da fatto che l'istituzione concertistica santaceciliana abbia messo su un'orchestra barocca immagino da dedicare alle musiche barocche o antiche, o del "classicismo", ma anche di Ligeti se è per qiesto, i confini fanno male alla musica. Però leggendo il programma della stagione santaceciliana non mi è parso leggere di concerti di musica barocca eseguita dalla suddetta orchestra più specialistica.
Ci sarebbe la possibilità di farla "lavorare" di più col barocco (elargito col contagocce e ripetivamente) sacrificando equamente alcune proposte che vengono eseguite spessissimo. 
Le ragioni di opportunità economica e di bilancio non si discutono , ma non si può sacrificare ogni cosa a tale legittima necessità quando pur proponendo programmi di altissimo livello qualitativo si viaggi ampiamente a senso unico. Nelle altre grandi capitali europerr le cose stanno in maniera molto diversa. Non solo per quanto riguarda le grandi istituzioni concertistiche ma anche per la grande quantità di orchestre e gruppi musicali di ogni tipo che propongono musiche di ogni genere m luogo e tempo. 

Nei luoghi delle musiche non di repertorio che citi, che ho molto frequentato, che conosco a menadito, non c'è più il fermento, lo stupore per le novità che c'era prima, e ve ne erano altre di analoghe realtà purtroppo "fallite", ora regna anche lì la "norma(lità)" un po' risaputa eed  è un fatto reale che risente dei cambiamenti e i cedimenti dei tempi attuali. No, non è la nostalgia ma la (s)passione mia... :classic_biggrin:

2- E certo, che ci vuole girare tuttà l'italia per beccare un programma "non di repertorio", oppure passare da Belino a Vienna da Newyorccolo o Salisburgo comme sette gnente anfusse... siam mica tutti globtrotter dei concerti come te! 

Da parte mia posso dire, a scanso di coatti autoreferenzialismi, che di giri patriottici ed europeistici, verso le migliori mete conceertistiche, di calassica e di jazz, quasi di pari numero, ne avrei tante da raccontare, ma c'è sempre un tempo giusto perchè ogni cosa abbia un inizio ed una fine, oppure un naturale alleggerimento che rappresenta e preserva il sentimento di chi abbia molto vissuto da potersi permettere di guardare alle cose non con distacco ma con quel senso di pacificazione che non è rinuncia bensì tempo di eleborazione del ricco bagaglio mentale, poetico e spirituale che si è riusciti nel corso del tempo a portare in casa, nel salone delle feste non già in cantina... 
Ciò che non vuoi o puoi fare,  in tal modo rivive  dentro te stesso, ed è un piacere davvero sottile e tenace perchè porta ad approfondire ancora di più gli ampi paesaggi musicali vissuti superando le ansie di prestazione. 

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