Vai al contenuto
Melius Club

Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


Messaggi raccomandati

analogico_09

Neppure io sono animanto dal pregidizio verso l'innovazione, al contrario, mi resta ancora impressa la "storica" rappresentazione del Don Giovanni all'Opera di Roma, stagione '84/'85 diretta da Peter Maag, molto discussa, criticata od approvata, acxcxlamata, a cui il regista Jerome Savary impresse un carattere gotico/mortuario. Scena ambientata in un cimitero: il "Casinetto" che il libertino indicava a Zerlina era una tomba... Tornai una seconda volta in teatro, la scelta apparve certamente stravagante e provocatoria, in quagli anni specialmente, a me piacque l'allegoria della mitologica e poi psicanalitica dicotomia eros e thanatos che, insieme al fattore inconscio dell'autodistruzione, permea fortemente il mito del dongiovannismo e la stessa Opera di Mozart la quale inizia non a caso con il tentativo di seduzione erotica dagli esiti mortali. 
Ma non riesco a provare "simpatita, le quali anzi mi irritano, per le regie alla famolo strano tanto per farla strana - ad esempio - "Giulio Cesare" in cravatta oppure "Poppea" in coulotte o lingerie firmate, nelle quali non mi pare scorgere alcun riferimento più o meno diretto con gli immaginari storici, psicologici, mitologici, etc, con i personaggi e le vicende narrate. La mia non è prevenzione bensì un semplice fatto di gusto personale non del tutto privo di qualche modesta forma di ragionevolezza.
 

2 ore fa, peng ha scritto:

in un'opera come il Don Giovanni, dove hai un registro molto esteso, che va dalla ironia leggera al dramma profondo, l'autore sceglie dove collocare la sua chiave interpretativa, il punto di fuoco (sei fotografo, potrai comprendere questo riferimento).

 

D'accordo sulla scelta di mettere a fuoco maggiormente uno specifico carattere/elemeto dell'opera, per una legittima esigenza espressiva/interpretativa personale, ma sfocare troppo gli altri registri che caratterizzano fortemente l'opera, lavorando con "diaframmi" troppo aperti (è solo un esempio) rendendoli poco riconoscibili, si finisce per snaturare l'opera stessa  a vantaggio del "capriccio" interpretativo.

Ho temuto ciò in seguito a quanto da te asserito: "i giochi contrapposti ci sono, ma sono traslati verso una linea drammatica estrema."

 

Ho pensato che l'"estremismo"  avrebbe poruto, come di solito accade con i radicalismi, fagocitare, rendere estremamente marginali gli altri "giochi" del Don Giovanni il quale è demonio ma anche vittima, di se stesso e di chi lo maledice eppur lo cerca, cede voluttuosamente al suo fascino "perverso", anche quando, Don'Anna, gioca di falsa ritrosia  (toccame Pe'..,l toccame Pe'..., ma'... Peppe me tocca... :classic_biggrin: ... così fan tutte) infatti.., al culmine della genialità, della più sottile e graziosa, invero "feroce" ironia, Mozart crea un finale beffardo, forse riabilitatore del suo "eroe negativo": su tutti i personaggi insieme riuniti, più o meno "vessati" o abusati dal demoniaco libertino spagnolo, invece di cadere l'allegria liberatoria.., scenda una stucchevole malinconia, una noia esistenziale.., inconfessati rimpianti, rimasti soli senza "progetti", senza quel diavolo che animava le loro insignificanti vite... Elemento di importanza capitale da sittolineare e grassettare! Oppure anche qui Curentzis e il regista hanno "stremizzato" l'aspetto tragico buttando nel secchio il lato ironicotragicomico?
Per me, un progetto interpretativo/registico a tutto tondo in grado di rendere giustizia alla intoccabile multiformità strutturale del Don Giovanni, non trascurerà mai di mettere in evidenza ogni singolo aspetto fondante e inscindibile, fosse il più minimo, dell'opera più grande dell'intera storia dell musica.

Ovviamente questo è un parlare in generale, non ho visto l'opera, comprendo anche le tue osservazioni legittime e interessanti, la mia "preoccupazione", prendendo spunto dal tuo racconto, resta quella che troppa tragedia avrebbe potuto "ammusire" troppo il prodotto... 

 

  • 1 mese dopo...

image.thumb.png.1b05397960267e19a029c394b4bb93c9.png

 


Il giorno dopo il concerto di Firenze, con Zubin Mehta a dirigere l'Orchestra del Maggio Fiorentino nella sala grande del teatro omonimo, condivido le mie rapide impressioni. Il programma prevedeva l'Ottava di Bruckner.

Anzitutto un saluto a Pietro/@Spadaccino1 con cui ci siamo trovati prima e dopo il concerto.


Con tutta l'umiltà del caso, necessaria quando si prova a parlare di un qualsiasi mostro sacro, dall'alto del mio bassissimo podio da semplice appassionato di brevissima data.

Della statura del personaggio, credo ci sia poco da aggiungere. A me comunque impressionano i dettagli, tipo un'ottava di Bruckner (1h30) diretta a memoria a 88 anni oppure i gesti di riverenza e totale rispetto che qui e là si percepivano dagli orchestrali.
 

Devo dire che la partenza del concerto mi ha lasciato freddino, ho avuto l'impressione che non tutto funzionasse sempre perfettamente nel primo movimento, con qualche attacco un po' più incerto di quanto mi aspettassi e dei suoni non sempre limpidi, più per tempi che per intonazione.

Ma il tutto è cambiato con l'incedere della sinfonia.
 

L'adagio e il finale sono stati impressionanti, da pelle d'oca e copiose lacrime da parte del sottoscritto. Non che voglia dire granchè, perchè ai concerti ho la lacrima facile, ma tant'è. In ogni caso quello che ho sentito era di grandissimo livello. E' stato come se durante l'ora e mezza il meccanismo si mettesse a punto e trovasse una sua sincronia perfetta.

I gesti di Mehta sono stati precisi e solidi, ovviamente non energici come quelli di un direttore giovane, ma gli occhi degli orchestrali erano lì. C'era tensione e c'era dilatazione, c'era il giusto livello di magniloquenza che Bruckner richiede, c'erano i fuochi d'artificio degli ottoni e dei timpani quando serviva. Sono tornato molto soddisfatto.

Merita menzione a parte l'acustica del teatro, di cui non posso che confermarne l'eccellenza. Quello che più mi ha impressionato non è stato tanto il muro di suono (facilmente prevedibile per un organico così numeroso), quando l'equilibrio perfetto dei volumi e la capacità di dipanare agevolmente il lavoro di ogni singola sezione, senza che si perda l'amalgama complessivo. Bello davvero.

  • Melius 1
16 minuti fa, Robbie ha scritto:

Quello che più mi ha impressionato non è stato tanto il muro di suono (facilmente prevedibile per un organico

Però un muro di suono anche nei fortissimo mai fastidioso. 

Purtoppo nella sala dove sono solito ascoltare (Auditorium Manzoni Bologna, un ex cinema) nei programmi con così grandi organici il suono tende ad indurirsi con l'aumentare della pressione sonora. 

Sinfonia favolosa, in particolare l'adagio. 

Ho già comperato altri 3 biglietti per concerti fino a dicembre 😉

  • Melius 1
1 ora fa, Robbie ha scritto:

un saluto a Pietro@Spadaccino1 con cui ci siamo trovati prima e dopo il concerto.

Buongiorno a te Roberto, ricambio. Anche per me la prima volta a Firenze (una vera sala da concerti); e, si, è stata memorabile. Un ringraziamento particolare @mozarteumche mi ha dato la "spintarella". Condivido pienamente la tua lucida disamina. Hai reso più "coscienti" le mie sensazioni, anche perché le mie conoscenze ed esperienze nella Classica sono molto più ridotte delle tue 😁

Tutto bellissimo. Dal punto di vista acustico, senz'altro ho "ascoltato" dei suoni, a mio dire, ben contenuti, senza sbavature. Mi spiego, è stato come se il suono dei violini, ad esempio, non invadesse quello dei violoncelli (che pure erano in mezzo a due ali di oltre trenta violini), ed il suono degli ottoni (che veniva da dietro) non prevaricasse su quello delle corde davanti. Tutto arrivava a me bello dritto ma insieme agli altri, senza, appunto, sbavature, come un grande insieme. Spero di essermi spiegato. 

E poi, che grande orchestra!! 

Meravigliosamente diretta! 

53 minuti fa, garmax1 ha scritto:

un muro di suono anche nei fortissimo mai fastidioso

E l'ho notato anch'io, lo dicevo a te Roberto dopo il concerto. Spesso al San Carlo mi capita di avvertire fastidio nei fortissimo, sopratutto a causa degli ottoni, ma mai ieri sera (e ce ne sarebbe stata occasione). In questo la sala ha inciso tantissimo. 

A presto, 

Pietro 

  • Melius 2
1 ora fa, garmax1 ha scritto:

Però un muro di suono anche nei fortissimo mai fastidioso. 

Purtoppo nella sala dove sono solito ascoltare (Auditorium Manzoni Bologna, un ex cinema) nei programmi con così grandi organici il suono tende ad indurirsi con l'aumentare della pressione sonora. 

Sinfonia favolosa, in particolare l'adagio. 

Ho già comperato altri 3 biglietti per concerti fino a dicembre 😉


Vero, è esattamente così.

La sala Mehta com'è? Ho preso dei biglietti anche per quella a metà dicembre (quinta di Tchaikovsky mi pare).

22 minuti fa, Robbie ha scritto:

La sala Mehta com'è? Ho preso dei biglietti anche per quella a metà dicembre (quinta di Tchaikovsky mi pare)

Ho ascoltato questa estate Shosta con la quinta, anche io la preferisco , anche se non mi trovavo molto indietro (fila K).

Poi , secondo me, l'orchestra si vede meglio perchè ci sono parecchi rialzi tra le varie sezione dell'orchestra ed è possibile vedere bene tutti gli orchestrali.

Anche io ho preso quel concerto , insieme a Thaikowsky ci sarà una cantata di Mendelshon che non conoscevo veramente deliziosa.

@mozarteum ho notato subito la presenza della messa da requiem di Verdi il prossimo aprile che coprerò senz'altro.

Mi ha incuriosito la Passione di Matteo presentata nella sezione opere con la regia di Castellucci, conosci di cosa si tratta?

@Spadaccino1 non so nulla. Anche a me ha incuriosito. 

Ho letto che metteranno in vendita i biglietti della capacità massima sala Metha ma la rappresentazione si farà nella sala grande. 

Ho comunque notato che ci sono molto posti già prenotati dagli abbonati. 

A me interessa molto Minkowski con le Stagioni di Haydn 

3 ore fa, garmax1 ha scritto:

Ho comunque notato che ci sono molto posti già prenotati dagli abbonati. 

Per Haydn/Minkovski forse, é quasi sold out. 

Per Bach/Nagano non vedo biglietti in vendita né "mappe".... 🤔

3 ore fa, garmax1 ha scritto:

Ho letto che metteranno in vendita i biglietti della capacità massima sala Metha

Dove l'hai letto? 

Grazie 

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora



  • Badge Recenti

    • Membro Attivo
      simo15
      simo15 ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Ottimi Contenuti
      Paky33
      Paky33 ha ottenuto un badge
      Ottimi Contenuti
    • Membro Attivo
      Oscar
      Oscar ha ottenuto un badge
      Membro Attivo
    • Badge del Vinile Verde
      jackreacher
      jackreacher ha ottenuto un badge
      Badge del Vinile Verde
    • Contenuti Utili
      Sognatore
      Sognatore ha ottenuto un badge
      Contenuti Utili
  • Notizie

  • KnuKonceptz

    Kord Ultra Flex speakers cable

    Rame OFC 294 fili 12 AWG

    61dl-KzQaFL._SL1200_.jpg

  • 41 Diffusori significativi degli anni ‘70

    1. 1. Quali tra questi diffusori degli anni '70 ritieni più significativi?


      • Acoustic Research AR-10π
      • Acoustic Research AR-9
      • Allison One
      • B&W DM6
      • BBC LS3/5a
      • Dahlquist DQ10
      • Decibel 360 Modus
      • ESS AM-T 1B
      • IMF TLS 80
      • JBL L300 Summit
      • Jensen Model 15 Serenata
      • KEF 105 Reference
      • Linn Isobarik
      • Magnepan Magneplanar SMG
      • Magnepan Magneplanar Tympani 1
      • Philips RH545 MFB Studio
      • RCF BR40 & BR55
      • Snell Type A
      • Technics SB-10000
      • Yamaha NS-1000M

×
×
  • Crea Nuovo...