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Concerti di musica classica: stagioni, date e impressioni


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13 ore fa, Robbie ha scritto:

Un po’ rosico, ma sono anche curioso.

Curioso anche io, tanto che ho appena approfittato della probabile defezione di qualche "purista" currentzisiano e ho acquistato un biglietto in ottimissima posizione per venerdì sera: chi ci sarà?

Ma soprattutto, quale sarà il programma definitivo? Nel messaggio che hai ricevuto si parla di Prokofiev, Barber e Bernstein, sul sito dell'Auditorium vedo invece elencati Barber, Debussy e Prokofiev ma nella descrizione sottostante Debussy non viene menzionato...

 

 

analogico_09

GIà che ci siamo vorrei condividere tre immagini che scattai al concerto della Yuja alle prese col pianoconcerto di Tchaikovsky. Qui con una vesta quasi monastica... 😇

La foto sempre a colori convertita in bianco e nero  la scattai in perfetta coincidenza con l'ultimo accordo conclusivo dell'opera, non so se si vede e si sente l'estrema tensione dei corpi che ho cercato di catturare attraverso il "mosso".... :classic_biggrin:  Concerto del 29 aprile 2017 diretto da A. Pappano con Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia - Roma

 

Sexy and Music



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maverick

che la Wang suoni tecnicamente in modo straordinario, oggi forse ineguagliabile, e al limite quasi delle possibilità umane è cosa indiscutibile e assodata.

Sinceramente mi farebbe piacere riascoltarla dal vivo, per vedere se cambierei l'opinione che mi sono fatto alcuni anni fa, dove nel giro di poche settimane ebbi la fortuna di ascoltare da lei e da Sokolov i preludi di Chopin, e il confronto fu impietoso, dal punto di vista della profondità e cura del suono, a favore del secondo.

Nulla da dire invece sulla seconda parte del concerto della Wang, con brani virtuosistici, che non ricordo nel dettaglio (potrei andare a riprenderli scartabellando nel programma, ma chissà dove l'ho messo),... da fare cadere la mascella.

Forse è ulteriormente migliorata, non lo so; teniamo conto che non è più una bambina, ha quasi 40 anni, quindi è ormai una pianista fatta e finita, ..non certo una giovincella in crescita.

Ovviamente... avercene, ma stiamo parlando dei top in giro per il mondo.

analogico_09
Il 27/02/2026 at 18:08, mozarteum ha scritto:

Stato ieri. Concerto meraviglioso, senza stare a spaccare il capello. Lettura tersa, vivida, rifinita, cantanti solisti di alto livello, Cecilier al massimo. Io andrei

 

 

Mi invitasti e son andato... :classic_biggrin: E concordeo pienamente con te. Non serve farla troppo lunga, mi sto sempre più innamorando di Harding, grande aviatore della musicalità. Orchestra e coro a livelli altissimi, ottimi i tre solisti di canto, specialmente il soprano bellissima voce cristallina, molto espressiva, ottima attrice, e pure simpatica, empatica. Anche gli uomini, tre voci non operistiche banditi i vibratoni parkinsoniani. All'inizio l'organico mi aveva spaventato... più di 60 coristi e orchestra "berloziana", ma ci stava. Haydn dopo la prima rappresentazione privata, nella prima pubblica si occupò personalmente di mettere su un organico maestoso per accentuare la maestosità dell'opera che parla degli sconvolgimenti poderosi dei sistemi geologici che precendono l'esplosione della luce: Und Gott sprach: Es werde Licht!
Und es ward Licht. e delle altre cose "gentili" del creato, della natura del regno animale, vegetale fino alla - ahiloro!! - creazione dell'uomo... :classic_biggrin: 
Forse la parte un po' po "allungata" dell'oratorio, la quale resta tuttavia tra le opere più geniali del "classicismo" che lasciava  in giro le semenze generatrici di LVB  e il romanticismo, è la parte terza, l'ultima, quella della "propaganda" decisamente patriarcal-maschilista ( Eva seppe vendicarsi, ma l'episodio della mela il  prudente Haydn lo salta...) nella quale vediamo adamo eva innamorati, felici e grati al creatore nel giardino dell'eden, mentre il coro finale intona: 

Cantate al Signore, tutti in coro!
RingraziateLo tutti per la Sua opera!
Ad onore del Suo nome lasciate
echeggiare i canti di lode!
Sia gloria al Signore in eterno.
Amen.

 

(Vedesse il creatore come glie l'bbiamo ridotta la sua creatura.... 🫣 😊)

 

Ah.., non ho fatto molto caso alla mancanza degli stgrumenti musicali, sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma qualche compromesso si potrà accettare quando a sopperire c'è la musicalità che Harding ha saputo trasmettere alla sua compagine molto ricettivo a ricevere la musicalità propria di coro, orchestra solisti. 

Ultimo pensierno spero non troppo morale: bisognerà ringraziare anche la filologia che è riuscita a bucare parte delle alte e superbe mura delle "accademie" lasciano ivi, più o meno contrabbandati, numerosi baccelli delle prassi esecutive estericamente informate se oggi i repertotri "antichi", intesi in senso lato, non vengono più eseguiti come li proponevavano tutti i direttori, compresi i più grandi, in maniera francamente, indifendibilmente inascoltabile.

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analogico_09
Il 01/03/2026 at 23:45, garmax1 ha scritto:

Musica favolosa quella che hai ascoltato 😍😍

 

 

La mia specie di recensione in realtà era molto ruffiana.., nel senso che volevo deluderti esternando pienamente i miei pareri che nascondono delle sottotestualità più critiche rispetto alla mia scelta di comprosso. Vale a dire che benchè mi senta pur sempre piuttosto lontano dalle prassi esecutive della musica barocca più o meno romanticizzata eseguite con strumenti moderni ed organici orchestrali e corali berloziani al concerto de La Creazione mi sono ugualmente molto divertito perchè la musica è favolosa e la direzione, i musicisti, coristi, cantantieseguivano molto bene ciò che potevano eseguire solo in tal modo. Ho ricordato che lo stesso Haydn predispose pewr la prima pubblica del suo oratorio organici molto corposi probabilmente per fare maggio colpo sul pubblico pagante, sono certo che alla prima più intima e risetvata, eseguita in ambito nobiliare se non ricordssi male, le cose andarano divertamente. Se è per queto anche Corelli in pieno barocco organizzava concerti in piazza, a Trinità dei mondi per esempio, portando un organico orchestrale da armata napoleonica per divertire la popolazione romana mentre sappiano come andassero realmente le cose in altri ambiti concertistici circa le prassi esecutive adottate. 

Ma sono qui a fare un salto dopo aver ascoltato io tre Quartetti per Archi di Beethoven per la stagione da camera santaceciliana. Tre quartetti in tutto., in ordine di esecuzione: op. 18 nr. 2, composizione giovanile molto bella ma non da restarne sconvolti come invece accade con le op. 135 e op. 131 facenti parte degli "ultimi quartetti" composti tra il 1825-1826 quando Beethoven era diventato completamente sordo, poco prima della morte avvenuta nel 1927.

Beethoven ci dice in maniera inoppugnabile che la musica nasce e si situa nei più profondi recessi della psiche e dello spirito del creatore evidentemente votato a comunicare con chi voglia ascoltare il suo "enigma" musicale e sonoro che nasce nella mente e nello spirito senza passare per l'orecchio con lungimiranza e preveggenza.
Si è detto molto e di più sulla inaudita meta-fisicità di tali composizioni specialmente dell'op. 131, la più complessa a visionaria che si snoda per ben 40 minuti di suoni e forme a tal punto rarefatti da apparire come un "pensiero" musicale fluttuante nell'etere assumendo  forme diverse imprevedibili e inafferrabili. 

Straordinario il Quatour Ebèn dotato di profonda musicalità, con ricchezza di suoni, colori e intonazioni, sublime espressione. Standing ovation del pubblico, il quartetto non ha acconsentito alla richiesta del bis con una motivazione condivisibile: dopo una tale musica non è possibile eseguire altro... 

Per tornare a Beethoven, il grande "sordo" con questi quartetti rivoluziona il suo tempo musicale, salta a piedi pari l'intero ottocento per atterrare direttamente nei reparti musicali avanguardistici del secolo XXI (facendo forse fare ad alcuni di essi qualche tipo di brutta figura...) 

 

 

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analogico_09

Ero nella galleria laterale destra terza fila per scansare la balaustra ed è stato un bel vedere dall'alto, ottima l'acustica. In ogni settore poltrone vuote a iosa  🤔 nella realtivamente piccola, o grande, sala Sinopoli dell'auditorium romano. 

Incredibile come un quartetto d'archi, due violini, viola e cello possano all'occorrenza estrarre dallo strumento e da se stessi dei volumi sonori quasi da "Eroica". 
Viene riconfermata la teoria che abbraccio saldamente secondo la quale la percezione delle potenza dei suoni musicali sia di natura psicologica, artefiziale,  ancor prima che fisico-naturalistica.
Idem ogni altro elemento dei linguaggi e delle dinamiche musicali. In tal senso dovremmo seguitare ad imparare molto dalle prassi esecutive delle musiche del "passato" che seguitano ad illuminare il presente spesso troppo "resistente".  
 

 

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  • Melius 2
analogico_09
34 minuti fa, Robbie ha scritto:

Concerto evidentemente maledetto da qualcuno in alto...

 
Ma forse proprio a causa di queste peripezie ero(t)iche della graziosissima, brava e coraggiosa Yujia che la serata resterà nel ricordo particolarmente grato di chi sia stato inoltre spettatore degli scombinamenti degli usuali protocolli dello spettacolo a volte un poco stucchevoli. 

 

La "psicologia" poco insolita e benevolmente attrattiva di Yujia Wang mi incuriosisce alquanto... 

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Grancolauro

La Wang resterà nella storia per aver trasformato l’arte del pianoforte in un gesto atletico da sport estremo. Diventerà un disciplina olimpica, suonare il piano tra un po’. Forse sarebbe pure un bene accadesse, chi lo sa. Comunque grande rispetto, anche se proprio non riesco ad apprezzarla come musicista. 
@Tronio cosa ha suonato di Chopin?

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