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Il futuro (nemmeno troppo lontano) della musica


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Cicolin è un insegnante di chitarra bravo e preparato; penso, però, che non finirà come dice lui … ci saranno sempre musicisti che cercheranno di esprimersi al loro meglio.

Certo, tra le produzioni degli ultimi anni … bisogna cercare con il lanternino per trovare novità rilevanti.

Qualcosa di bello si trova (ultimo Knopfler, King Hannah, ecc.), ma è sempre più dura. So che molti non sono d’accordo con la frase precedente, ma dopo più di 50 anni che ascolto musica, il senso di “già sentito” prevale sempre più spesso 

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analogico_09
Il 13/7/2024 at 14:51, loureediano ha scritto:

Il mio sogno è che la IA possa ricostruire il suono delle incisioni di Chalie Parker

 

Quindi come suonare il Requiem della creatività musicale. Il suono non è la musica, la più perfetta delle fotocopie non potrà mai essere come l'originale. Parker per arrivare a quel suono, a quella musicalità (che non  la da' il suono) per l'arte, per la poesia, per il "delirio" poetico potremmo anche dire, dovette affogare nel dolore distruggendo se stesso per cercare il "duende" devastatore della creatività increata. La fotocopia formalmente perfetta di ciò si potrà anche riprodurre ma sarà priva di anima. Mi chiedo cosa ce ne potremmo fare: abbiamo i dischi di Parker o di Art vTatum, tanti, anche registrati bene, che c'importa della fotocopia AI? Tanto più che ve ne sarebbero di musicisti in carne ed ossa in grado di fare delle "copie" quasi perfette dei suoni e delle "frasi" parkeriani, le quali non sarebbero in alcun modo "Parker" dove  il "tocco" sarebbe perlomeno umano.
La AI - "intelligenza artificiale" - non potrà esprimere neppure un "sentimento artificiale" perchè il sentimento non ce l'ha proprio. La massificazione imperante di questo sistema "sostitutivo" - il rischio c'è, la storia insegna: i ministeri dell'industria e del commercio di tutto il mondo si stanno già attrezzando avendo fiutato e già constatato il massivo guadagno - decreterebbe il fallimento e la fine della creatività umana, oppure forme svilite della stessa con l'eccezione di residue realtà creative di alta talentuosità umana molto di nicchia.

 

 

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21 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

La massificazione imperante di questo sistema "sostitutivo" - il rischio c'è, la storia insegna: i ministeri dell'industria e del commercio di tutto il mondo si stanno già attrezzando avendo fiutato e già constatato il massivo guadagno - decreterebbe il fallimento e la fine della creatività umana, oppure forme svilite della stessa con l'eccezione di residue realtà creative di alta talentuosità umana molto di nicchia.

è quello che succederà, l'artista uomo è e sarà sempre più all'ultimo posto.

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analogico_09
2 ore fa, piergiorgio ha scritto:

è quello che succederà, l'artista uomo è e sarà sempre più all'ultimo posto.

 

L'artista sarà per definizione sempre ed unicamente protagonista umano. Il  costruttore di forme e suoni musicali anche complessi e mirabolanti pur sempre meccanici appartiene alla catagtoria dei robot al servizio dell'umano che non andrebbero "romanticizzati" come mi pare si stia già tentanto di fare.

  • Melius 1
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Il 17/07/2024 at 09:33, gorillone ha scritto:

Certo, tra le produzioni degli ultimi anni … bisogna cercare con il lanternino per trovare novità rilevanti.

Ma non è colpa delle AI e freschi vari spacciati come tali.

Sono gli algoritmi di anali dell'uso che noi facciamo soprattutto delle piattaforme di streaming.

Quelle condizionano la maniera di fare musica e condizionano la maniera di fare cinema.

Ma la liberta di fare quello che vogliamo rimane intatta.

Ovvio un produttore moderno, di musica o di cinema, se vuole numeri e vendite allora non può prescindere dall'algoritmo.

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analogico_09
17 ore fa, magicaroma ha scritto:
Il 10/7/2024 at 16:53, campaz ha scritto:

oh ma che dipingo a fare, c’è già il Giotto che li ha fatto tanti disegni belli, si guarda quelli e poi a bere del buon vino con gli amici!”

Forse ci saremmo risparmiati questo 

 

 

Direi che sia molto meglio andare a bere in cantina con gli amici e dimenticare che a breve ci ritroveremo costretti  a ri-vedere la "O" di Giotto rifatta alla perfezione con la AI ... :classic_rolleyes:

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2 ore fa, djansia ha scritto:

Ma non è colpa delle AI e freschi vari spacciati come tali.

Sono gli algoritmi di anali dell'uso che noi facciamo soprattutto delle piattaforme di streaming.

Quelle condizionano la maniera di fare musica e condizionano la maniera di fare cinema.

Ma la liberta di fare quello che vogliamo rimane intatta.

Ovvio un produttore moderno, di musica o di cinema, se vuole numeri e vendite allora non può prescindere dall'algoritmo.

Non stavo parlando di quello che scrivi, ma sono d’accordo che la libertà rimane intatta, per ora.

Pero, algoritmo o no … c’è tanta roba schifosa, anche se in verità di roba orribile ce n’è sempre stata 

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