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Melius Club

l'impietoso baratro culturale del telespettatore odierno


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Inviato

@maverick

La condizione lavorativa non andrebbe valutata esclusivamente con il metro della retribuzione, esso pure importante e che dubito sia simile all'impiegato dello stesso ufficio. Svolgere un lavoro che non sia vissuto come una condanna (come lo sono lavori con mansioni ripetitive), che consente margini di autonomia e un riconoscimento sociale è già un traguardo.

 

Inviato

I miei figli non hanno neppure la TV collegata all'antenna e mi risulta che non siano i soli.

Gaetanoalberto
Inviato
32 minuti fa, Savgal ha scritto:

@Gaetanoalberto

Quanto agli ingegneri a 1200 euro mensili, chiedi ai colleghi degli istituti tecnici e professionali quanto sia difficile trovare un docente nelle classi di concorso dalla A-36 alla A-43, il cui titolo di accesso è la laurea in ingegneria (il RAL di un docente delle superiori neo-assunto è di circa 29.000 euro, con le 18 ore contrattuali).

Mah, 1200 mi pare cifra bassa. Il mio nipotino con la triennale aerospaziale ha rifiutato assunzione da Leonardo ed è stato assunto da un’ottima azienda, la Fiorentini. Dopo un anno di determinato lo pagano quanto altri che sono lì da molti anni intorno ai 1650. Arriva ai 1800 con gli straordinari. Mia moglie, non laureata, viaggia sui 1550. Un amico ingegnere bravo per Trend é stabile sui 1850 più auto ma da 20 anni.

Bisogna anche vedere come lo stipendio cresce nel tempo etc etc.

Per quanto mi riguarda non si studia perché poi si guadagna di più, gli aspetti che determinano il reddito presente e futuro sono molteplici, si cerca di aiutare i figli ad assecondare talenti e attitudini, bisogna trasmettere loro fiducia e non solo ansia da successo e prestazione.

Peró la forbice tra i redditi tra prestazioni che richiedono competenze complesse e altre deve essere buona.

Tema molto difficile.

Per fortuna siamo in un sistema libero e possiamo scegliere.

 

Inviato
31 minuti fa, Savgal ha scritto:

La condizione lavorativa non andrebbe valutata esclusivamente con il metro della retribuzione, esso pure importante e che dubito sia simile all'impiegato dello stesso ufficio. Svolgere un lavoro che non sia vissuto come una condanna (come lo sono lavori con mansioni ripetitive), che consente margini di autonomia e un riconoscimento sociale è già un traguardo.

perfettamente d'accordo, è la prima metà del mio intervento, ed è il motivo per cui considero il mio bicchiere mezzo pieno.

Inviato

Mio nipote, informatica itis biella, assunto appena diplomato, dopo circa tre anni si è preso una p. Iva forfettaria, l'anno scorso al netto di imposte e contributi ha superato i 4000 mese, non so quanto potrà durare ma sto forfettario un po' distorce il mercato.

  • Melius 1
Inviato

@Gaetanoalberto

Nelle classi di concorso che ho riportato non è difficile avere contratti con anche 6 ore eccedenti la settimana, quindi il RAL sfiora i 40.000 euro annui.

Sto seguendo il percorso di mio figlio, a 27 anni il suo RAL era di 32.000 euro, ora ha 29 anni e sta valutando un'offerta di 41.000 euro di RAL, oltre a bonus minimo del 10%. A Milano non sono tanti, ma dubito che un operaio o un impiegato abbia RAL simili.

Gaetanoalberto
Inviato
1 minuto fa, Panurge ha scritto:

Mio nipote, informatica itis biella, assunto appena diplomato, dopo circa tre anni si è preso una p. Iva forfettaria, l'anno scorso al netto di imposte e contributi ha superato i 4000 mese, non so quanto potrà durare ma sto forfettario un po' distorce il mercato.

Beh, questo dà la misura di quelle troppe variabili. É quello che ai bei tempi fecero i terzisti, che venivano via da operai specializzati delle tedesche in accordo con l’azienda, con macchinari semiusati in comodato, commesse assicurate e per approfittare del differenziale di coati lavoro ed oneri fiscali, spesso in nero. La storia di una certa piccola impresa.

Il fisco dovrebbe essere neutrale, salvo intenda agevolare in modo trasparente crescita di certi settori. Se diventa un sistema per evitare il lavoro dipendente, scaricando i costi aziendali e ponendo la questione costi del sistema a carico di altri (vedasi lavoro dipendente) l, va mica bene.

Cosa prendeva da dipendente?

Inviato
Adesso, Gaetanoalberto ha scritto:

Il fisco dovrebbe essere neutrale

come fa ad esserlo quando sono i lavori che non sono neutrali in termini di rischio e reddito certo, anzi.

Gaetanoalberto
Inviato
8 minuti fa, Savgal ha scritto:

Milano non sono tanti

Solo per dirlo… a Londra mia nipote neolaureata é stata assunta a 70000 sterline più premi. Significa intorno ai 90 quando va maluccio.

Quando parlo dei redditi italiani mi guardano senza capire.

Inviato

Il che non permette di vivere a Londra da soli, gli stipendi durante il boom finanziario erano siderali in certi settori.

Gaetanoalberto
Inviato
6 minuti fa, Panurge ha scritto:

non permette di vivere a Londra da sol

Non so che dirti, da allora son passati una decina di anni, ha già comprato una prima casa in centro zona media borghesia, da sola, poi venduta per comprarne una a Kensington (medioalta borghesia) col marito. Barca sul Tamigi. Male non se la passa.

Gaetanoalberto
Inviato
12 minuti fa, audio2 ha scritto:

lavori che non sono neutrali in termini di rischio e reddito certo

Questa però è questione che deve essere compensata dal profitto, non dal fisco. Ovvero, è normale che se fai l’idraulico dipendente prendi RAL 30, e autonomo RAL 90. E questo lo paghiamo quando la fattura ( se c’è) è di 100 euro per 30 minuti di lavoro.

Inviato

e invece hanno messo il tetto al forfettario, ma siccome le entrate tributarie sono in aumento

forse hanno ragione loro.

Inviato

@Gaetanoalberto

Mio figlio lavora attualmente in una multinazionale USA con sedi in quasi tutti i principali paesi del mondo. Il collega di Londra, per la sua stessa mansione, percepisce una retribuzione di molto superiore.

Ospite
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