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L'interfaccia verso la rete elettrica: perché i fusibili (o le multiprese, le spine ecc.) potrebbero influire sull'ascolto audio


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Adesso, jakob1965 ha scritto:

Ad occhio non so se ha senso arrivare sino alle forze nucleari per affrontare la questione della conduzione elettrica nei metalli o meglio nella struttura cristallina metallica - forse bisogna leggere l'articolo per capire bene cosa si intende: faccio un passo indietro - no problem 

Certo che non ha senso, è quello che sto dicendo

Forse mi sono espresso male: dopo tutti questi anni mi premeva, e @drpaolo mi ha dato una conferma in pvt, fare chiarezza sui termini, che sono poi diventati di uso corrente, molto, molto a sproposito, rispetto al significato iniziale voluto dall'Autore, Nuti in questo caso.

Io penso che tra tutti i termini che poteva scegliere, ne ha scelto uno che, prima di lui, aveva già un altro significato.

Quello che è avvenuto dopo, non è certo "colpa" di Nuti (l'articolo, al di là del termine, è assolutamente notevole), è stata una mistificazione ad uso merketing, è entrato poi nel linguaggio comune audiofilo, da lì arrivare  a nominare fenomeni quantici in campo audio(filo), ci è voluto poco..

Ripeto: Nuti non ha mai usato il termine interazione debole come primariamente (in senso temporale) già la si intendeva nella fisica delle particelle subatomiche, la sua (quella di Nuti accezione, era: può esserci qualcosa, di intensità anche molto debole, che, se interviene sul percorso del segnale stereofonico, può risultare udibile.


Se vuoi ti giro il pdf...

@drpaolo @walge chiedo una cosa anche se magari è ot

vi siete mai occupati di stabilizzatori o rigeneratori della corrente di rete

in particolare si potrebbero realizzare anche a valvole ? grazie.

Ultima Legione @
Il 27/07/2024 at 17:23, drpaolo ha scritto:

PER CUI A QUELLI CHE VI DICONO...

...cosa volete che faccia un fusibile, una presa, un cavo dopo 100 Km di collegamento di rete elettrica” potete tranquillamente ridere in faccia, perchè le cose stanno come vi ho detto io, dal puro punto di vista elettrotecnico e quindi è possibile (non è certo, attenzione, è solo possibile!) che il fusibile, il cavo, la ciabatta facciano la differenza, anche dopo 100 Km di linea di rete.

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Egregio Dr. Paolo,

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pur apprezzando il condizionale delle sue premesse, condividendo l'empirismo pratico e concreto di molte sue valutazioni come, in linea di principio, anche i ragionamenti su "Maglie & Campi" e la circostanza che una resistenza possa (in una casistica ristrettissima) mitigare i comportamenti risonanti legati alle Reattanze parassite di un circuito posto sul primario di un trasformatore di alimentazione, non si comprende però perché il compito di un Resistore lo si debba affidare invece ad un Fusibile.

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Come Lei è certissimo delle sue convinzioni da suggerire addirittura .....il "ridere in faccia" a chi sostiene il contrario, io sono invece convintissimo della circostanza che in una qualunque aula accademica all'ascolto della ........."audacia" delle sue Teorie insieme ahìNoi anche alla irripetibilità delle possibili dimostrazioni pratiche, al sorriso cortese di tutti i suoi ascoltatori seguirebbe la curiosità del dove e del come Lei abbia conseguito il suo dottorato.

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Sperando sia apprezzato l'esercizio del contraddittorio, la saluto cordialmente.

 .

 

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