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Debussy & Rameau : un disco davvero speciale ...


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3 ore fa, jakob1965 ha scritto:

Non credo (almeno io ma sono convinto anche molti altri) che si voglia riscrivere nulla: vedi tu hai un approccio profondo , circospetto e temporal-sequenziale nell'affrontare Bach a parere mio - un poco come un grande custode, un direttore di una human arts repository - Bach ha composto musica nel periodo barocco - a quei tempi gli strumenti erano questi ... bisogna eseguirlo così etc....  (a grandi linee ed un tanto al toc - mi scuso). Io la vedo diversamente , penso che inserire Bach e la sua musica meravigliosa in uno scaffale (anche grande anche in mogano con le formelle d'oro ..)  sia una limitazione, sia creazione di confini - se valutiamo quello che scrive Karl Popper, Bach componeva non per se stesso , non per una introspezione di se stesso - ma per elevarsi nell'estasi della contemplazione di Dio ( o del creato aggiungo io).  Mi sono letto le pagine di Popper - non divide nei confronti tra Bach, Beethoven e pure Bruckner (con mia sorpresa)  la loro arte e musica in barocca , romantica e così via - non classifica - non mette limiti. Credo amasse molto (e come non comprenderlo) anche un signore di nome Mozart.

Sarà un caso - sarà  marketing " spaziale " ma Bach, Beethoven e Mozart se non sbaglio sono inseriti nel Voyager Golden Record - chissà magari qualche alieno avrà gustato questo ben di Dio

 

E' invece del tutto evidente che tu fraintenda con leggerezza banalizzando inopinatamente ciò che scrivo. Non sono il custode di un pensiero "carceraio" o da gabbia dorata dell'interpretazione di Bach e del barocco, non mi sento affatto capace di poter custodire un bel nulla, al contrario vado invece riaffermando in base alla mia modesta capacità - forse limitata, forse non - di intendere le cose della musica su base soggettiva ed insieme storicamente, musicologicamente oggettiva, l'urgente necessità di liberare l'interpretazione di Bach e della musica antica e barocca dalle gabbie narcisistiche, autoreferenziali ed "egoistiche" oltrechè vetuste e compassate nelle quali vengono ricacciate dalle obsolete forme di interpretazione autoritarie post-romantiche con le quali si interpreta ogni cosa, ogni autore, ogni epoca musicale, in modo indiscriminatamente omologante.  Questo si che distrugge le inalienabil caratterialità formali, contenutistiche, stilistiche, sentimentali, psicologiche, poetiche, la grande "democraticità" della parftitura antica e barocca e delle prassi esecutive d'epoca fondate sull'improvvisazione, sulla grande libertà interpretativa mai anarchica, nel rispetto delle regole condivise come si diceva in qualche posa fa. Non ci sarebbe peggior modo di spezzare le ali alla libertaria fragranza musicale di Bach, del barocco, e popst barocco, fino al "classicismo" (prima parte, vah...) del gregoriano, dei medioevi e del rinascimento musicali...
Bach scriveva musica per la gloria di Dio e per la gloria dell'uomo, per coltivare lo spirito e per portare la pagnotta di pane in famiglia, componeva e suonava per il propio prestigio di musicista che doveva farsi strada tra tanti colleghi illustri, essendo uomo pratico che aveva anche i piedi per terra e creava musica per l'umano piacere suo e per il piacere degli altri che apprezzavano e amavano ascoltarlo e che intendevano "assumerlo"... Era figlio del suo tempo musicale, e compononeva secondo le "sensibilità" dei tempi che mettevano a sua disposizione gli strumenti e le prassi esecuitive vigenti all'epoca, in grado di esprime compiutamente e ai massimi gradi della genialità e della libertà intellettuale e morale, ieri come oggi, i suoi vasti e diffiderenziati pensieri musicali, la sua forma musicale, il suo sentimento musicale di uomo di mondo che compose anche musica profana (mettendo il "teatro", l'"opera", anche dentro le monumentali opere dommamente sacr:  Passioni, Cantate, Messe, etc) , cantate profane, faceva perfino café chantant  ... musica strumentale "a la mode de..."  uomo di spirito fatto e compiuto ma tutt'altro che  "bigotto"impregnato di incenso (era in uso presso i protestanti?) chiuso nelle sacrestie a comporre musica solo per la gloria del Signore in perpetua estasi che manco Santa Teresa d'Avila...

Abbandoniamo per favore queste retoriche di sforzata e imbarazzante agiografia.., romanticherie di risulta. Con tutto il rispetto per Popper che tiri in ballo, su cui non dico nulla non avendo letto né approfondito il suo esatto ed integrale pensiero che non condividerei affatto se fosse vero che la pensasse nel modo in cui tu potresti averlo interpretato...

Cosa c'entra la musica lanciata nello spazio con questa discussione, poi.., se è per questo, lo dico giusto per la cronaca,  fu lanciata in orbita anche la musica di Armstrong e mi pare dei Beatles...

 

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1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Vabbè, probabilmente non si capisce una mazza di quello che ho scritto. Volevo solo spiegare perché i pianisti suonano Bach: perché è una cura per la loro anima :) 

 

Ma per i pianisti la cura della loro anima avviene senza cercare di approfondire e conoscere l'autentica anima musicale di Bach assunta come una "medicina"? Chiedo perchè in genere i grandi pianisti approfondiscono gli autori e le opere della vastissima letteratura pianistica romantica, post-romantica e "moderna", contemporanea, portata in concerto, ciacun interprete con il proprio repertorio d'elezione.

 

 

Si capisce cosa intendi dire, Damiano, battuta a parte, il tuo è un post molto sensibile, intimo, un po' "prelogico" se possibile, quindi non serve aggiungere altro, è il tuo lato "sacrale", a parte la mia battuta inizale generica e un poco provocatoria. :classic_wink:

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6 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Ma per i pianisti la cura della loro anima avviene senza cercare di approfondire e conoscere l'autentica anima musicale di Bach assunta come una "medicina"?

Avvengono entrambe le cose, caro Peppe, anzi ciascuna è condizione dell’altra. 

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3 minuti fa, Grancolauro ha scritto:

Avvengono entrambe le cose, caro Peppe, anzi ciascuna è condizione dell’altra. 

 

Capisco, però da come viene "suonato" non traspare il carattere di Bach... ne riconosciamo le note scritte, non quelle non scritte non di meno importanti. 

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12 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

Capisco, però da come viene "suonato" non traspare il carattere di Bach... ne riconosciamo le note scritte, non quelle non scritte non di meno importanti. 

A me non sembra sia così. Sempre che lo si suoni bene ovviamente

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43 minuti fa, jakob1965 ha scritto:

leggo una certa aggressività per cui lascio la discussione al suo naturale svolgere ...

 Dove sarebbe l'aggressività? Nel fatto che rispondo in modo un po' animato ma civile dopo avermi frainteso su tutta la linea, attribuendomi cose mai pensate e mai scritte. Mi accusi di "inscatolare" Bach e che ciò che dico sia "una limitazione, sia creazione di confini" senza motivare le tue supposizioni, dove io avevo argomentao le mie,... mi dai del custode del direttore di non ho capito cosa che vorrebbe imporre la naturale, legittima, storica e attualissima pratica esecutiva barocca con Bach che fu un barocco nato, cresciuto e pasciuto - non lo dico io è l'oppugnabile verità storico/musicologica - mentre semplicemente chiedevo con queste esatte e pacifiche giuste o sbagliate ma legittime parole "perchè usare un linguaggio alieneo, buono per altri  immaginifici musicali non dei meno magici ma estranei alla prassi antica che è riuscita a superare il logorio del tempo?"

Non accetti forse che la si possa pensare diversamente da te? Non vedo altri motivi per abbandonare il gioco, libero di farlo, ovviamente, ma è una tua libera scelta.

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1 ora fa, Grancolauro ha scritto:
1 ora fa, analogico_09 ha scritto:

Capisco, però da come viene "suonato" non traspare il carattere di Bach... ne riconosciamo le note scritte, non quelle non scritte non di meno importanti. 

A me non sembra sia così. Sempre che lo si suoni bene ovviamente

 

 

La musica,  la musicalità, Damiano, sempre a mio personale umile avviso, è molto di più che suonare bene lo strumento. Specialmente con Bach bisognerebbe andare alla radice della composizione spesso tutt'altro che "delimitata".
Attraverso l'interpretazione post-romantica abituata a confrontarsi con una concezione partituriale più "autoritaria", quindi più esattamente notata, non voglio dire più limitata, tutt'altro, non può cogliere la metafisica del segno e dell'espressione della partitura più "democratica" del Kantor, del barocco tutto, la quale si basa  fortemente sulla libera improvvisazione che non può essere alienata (idem il basso continuo nelle composizioni orchestrali) e frustrata in quanto aspetto "sacrale", formale e spirituale dell'opera. Neppure attraverso le prassi esecutive più rigorose dei tempi del Kantor che mi permetto di definire più "specialistiche", si fa facile e scontato cogliere il non "scritto", le note "nere" ed altri segni "empirici", le "inegalites" da non confondere con i "semplici" rubato... 

 

 

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2 ore fa, analogico_09 ha scritto:

La musica,  la musicalità, Damiano, sempre a mio personale umile avviso, è molto di più che suonare bene lo strumento

Per “suonare bene” intendo non solo l’aspetto tecnico-esecutivo ma soprattutto la musicalità di cui parli. Suono due aspetti inscindibili per me. Accade sovente di ascoltare musicisti tecnicamente sopraffini che suonano male, purtroppo.

Ho poi diverse perplessità riguardo alla tua critica alla  “interpretazione post-romantica” della musica barocca. È un termine troppo generico che rischia di risultare fuorviante, come ho già cercato di dire nei post precedenti, data la varietà degli approcci interpretativi che si sono succeduti negli ultimi due secoli, specie con riguardo alla musica di Bach al pianoforte. Ciascuno di questi approcci ha una sua storia, delle sue peculiarità estetiche, un suo valore culturale che non va dimenticato. Ma su questo abbiamo opinioni molto diverse, ovviamente.

Scott Ross diceva che Bach si può suonare su qualsiasi strumento, ma preferibilmente dopo averlo a lungo studiato al clavicembalo. Anche Perahia nel video che ho postato dice qualcosa di simile. Mi sembra una opzione ragionevole e senz’altro utile, senza cadere in veti o dogmatismi. 

Per il resto, penso di aver chiaramente reso quello che penso sull’argomento quindi non aggiungo altro. Buon weekend

 

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1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Ho poi diverse perplessità riguardo alla tua critica alla  “interpretazione post-romantica” della musica barocca. È un termine troppo generico che rischia di risultare fuorviante, come ho già cercato di dire nei post precedenti, data la varietà degli approcci interpretativi che si sono succeduti negli ultimi due secoli, specie con riguardo alla musica di Bach al pianoforte. Ciascuno di questi approcci ha una sua storia, delle sue peculiarità estetiche, un suo valore culturale che non va dimenticato.

 

Questo è vero, uso un termine troppo generico per riassumere, non metto quindi in dubbio ciò che dici sulle diversificazioni interprative che sono certamente cultura, però, non so perchè.., mi sembrano tutte distanti dallo spirito e dal carattere delle prassi interpretative d'epoca le quali, come già sostenuto, tutt'altro condannate all'inutilità dal tempo che passa, sarebbero le più adatte a rappresentare la musica del tempo che, potrà sembrare un paradosso, riesce a rendere tale passato filologicamente riproposto più attuale delle varie forme interpretative dei nostri tempi.

1 ora fa, Grancolauro ha scritto:

Scott Ross diceva che Bach si può suonare su qualsiasi strumento, ma preferibilmente dopo averlo a lungo studiato al clavicembalo. Anche Perahia nel video che ho postato dice qualcosa di simile. Mi sembra una opzione ragionevole e senz’altro utile, senza cadere in veti o dogmatismi. 

 

 

Ricordo ciò che dice Scott Ross durante una delle sue lezioni che si trovano nel Tubo, come interpretarlo? Potrebbe verosimilmente voler dire che dopo aver a lungo e approfonditamente studiato al clavicembalo la musica barocca/antica, Bach o Couperin, etc, si entra in una dimensione musicale "altra" del non ritorno che potrebbe portarci a differenziare.., ovverao a suonare bach etc. con il cembalo e Debussy col pianoforte e così vissero tutti felici e contenti. E' quello che penso io. Non ho ascoltato Perahia, provvederò, il tempo è stretto... 

Siamo su posizioni abbastanza distanti, però nessuno cerca di impostare la cosa sul piano ideologico, o diella tifoseria , del partito preso; non è necessario essere sempre d'accordo su tutto, ciò che resta di positivo è il contributo delle idee che benchè diverse finiscono per rappresentare degli spunti di riflessione si spera utili e costruttivi su cui ciascuno si farà una propria opinione, peggio sarebbe il ristagno delle idee, il pensiero unico.

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9 ore fa, jakob1965 ha scritto:

se valutiamo quello che scrive Karl Popper, Bach componeva non per se stesso , non per una introspezione di se stesso - ma per elevarsi nell'estasi della contemplazione di Dio

 

Ascoltandolo attentamente e con profondità d'animo (e suonandolo, per chi può...), non può che essere così.

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9 ore fa, jakob1965 ha scritto:

non divide nei confronti tra Bach, Beethoven e pure Bruckner (con mia sorpresa)  la loro arte e musica in barocca , romantica e così via - non classifica - non mette limiti.

 

e come si fa a mettere limiti a ciò che vogliono esprimere questi geni?

Ogni tanto dobbiamo volgere lo sguardo all'opera e al teatro, dove le nuove scenografie e regie esprimono spesso ciò che voleva essere detto qualche secolo fa, ma con una attualizzazione che rende più "diretto e contemporaneo" il messaggio.

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8 ore fa, Grancolauro ha scritto:

ed è come se di fronte a te si aprissero infinite possibilità. Nulla è segnato, nulla è prestabilito.

 

proprio così ...

ed è anche il motivo per cui molti pianisti, soprattutto studenti, detestano Bach: perchè la pappa non è mai pronta (Chopin docet, in particolare...)

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