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Corrado Augias e la nona di Beethoven


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13 minuti fa, analogico_09 ha scritto:

il limite era nel metodo d'insegnamento

 

Eh... Su questo ci sarebbe da discutere e non finiremo mai. Il mio compianto prof era considerato un insegnante eccezionale, eppure di "appassionati" da quella scuola ne siamo usciti in pochi. 

Concorrono tanti altri fattori...

 

 

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@analogico_09 con i brandeburghesi pieno, con le suite per violoncello solo neppure gli abbonati (ero un abbonato abusivo, una amic mi procuracva i biglietti gratis per tutti i oncerti, è così che ho vito quai l'integrale dei concerti per piano e rchestra di mozart con perhaia

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@one4seven Non importa con quale genere musicale si esca dalla scuola più appassionati, l'importante è che si abbia passione per la musica tutta, ove più ove meno, questo è normale. Ma non mi sembra normale appassionarsi con Berlioz - ad esempio - e non con Antonio Caldara. Potrebbe voler dire che:

1 - non sia ama la musica ma solo alcuni personali feticci

2 - l'insegnamento è sbagliato dal momento

 

Poi ovviamente ci sono i fattori di empatia personali per una musica e la non empatita per altra musica, ma bisognerebbe sempre partire da basi di insegnamento che illustrino il meraviglioso insieme, per restare alla fondamentale questione dell'insegnamento scolastico che in italia è sempre stato fatto con i piedi, con tutto il rispetto per i bravi insegnanti messi nelle condizioni di non avere la possibilità di fare dei più e meglio per mancanza di metodi adatti alle giovani coscienze scolastiche in divenire, che invece nei paesi anglosassoni, austrogermanici, francofiammingi, nordi in genere, sono in uso già da più di un secolo fa, se non ancora prima. In italia si è coltivato in ambito istituzional-accademico troppo il professiopnismo, l'eccellenza interpretativa e compositiva eccellente, guai ai dielttanti considerati con sufficienza o disperezzo. Per fortuna al chiuso dei vari ambito familiari nobili e prevalentemente borghesi si coltivava la musica fatta in casa.., non c'erano dischi si compravano gli spartiti e si suonavano al piano, al cello, al violino e con altra sorta di strumenti. Mentre in Germania Brahms componeva partiture meravigliose destinate al fare musica per diletto, idem Mendellsohn, parola nobile , dignitosissima da incentivare e non osteggiare. Si è presa quata china da troppo tempo, ora resta difficile cambiare rotta, in italglia.

Perchè gli emeriti dispensatori di cultura in televisione non affrontano anche le realtà musicali cosiddette "minori", le tante realtà dilettantistiche che spesso stentano a sopravvivere spontaneamente autogestite che restano nel sommerso. Probabilmente gran parte del pubblico "medio" anche giovane proverebbe interesse nel riconoscersi in tale modo e forma di piacere per il diletto musicale , cosa  diffusa ma molto frustrata nel momento in cui non si si coltivino quasi in esclusiva i  soliti repertori maenstream.

Non c'è nulla di più bello, di più facile, di più popolare di un Magnifica di Monteverdi che attinge anche all'immaginario musicale religioso popolare, musica nelle chiese, nei conventi e monasteri.., il canto delle monache intonato nell'ora Vespertina, la più bella e mistica del giorno... Se non si prova interesse per questo,.., credo che si sia più predisposti per l'ippica che per la musica. Mi assumo la responsabilità delle mie osservazioni... 

 

Qui mi piace Gardiner...

 

 

 

 

 

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54 minuti fa, cactus_atomo ha scritto:

@analogico_09 con i brandeburghesi pieno, con le suite per violoncello solo neppure gli abbonati (ero un abbonato abusivo, una amic mi procuracva i biglietti gratis per tutti i oncerti, è così che ho vito quai l'integrale dei concerti per piano e rchestra di mozart con perhaia

 

 

Questo ci può stare, è fisiologico che certi repertori, in quanto sconosciuti, non perchè non magnifici, la gente eviti, tempi la noia.

Non dimenticherà mai molti anni fa un concerto dei Mottetti di Bach - una summa delle magnificenze musicali più magnifiche del Kantor - eseguiti da celeberrimo coro di ragazzi, il Tolzer Knabenchor che attendevo come le "candelette", il quale aveva in attivo tra l'altro tante cantate della leggendaria integrale di Harnoncourt ed altre opere del Kantor.., Eravamo un pugno di persone, anche lì molti stranieri, e giuro provavo vergogna pensando al coro di ragazzi che avrebbe osservato dal palco una tale desolazione di poltrone vuote. Inutile dire che ne venne ugualmente fiuori un concerto dell'anima.

Mi resta inoltro un ricordo curioso e divertito  di quel concerto. Dopo l'intervallo si tornò in sala mi sedetti su una poltrona a caso tra le centinaia che erano rimaste vuote... manco a fare la fatica di cercare il mio posrto... ero solo all'inizio di una fila di posti vuoti.., davanti e dietro, qualche sparuto spettatore.., il resto era  "disonorevole" assenza... davvero un posto sarebbe valso l'altro.., eppure...  arriva un signore che brandendo un biglietto mi fa in accento tedesco: "centile signore, questo posto essere mio"... Mi alzai scusandomi e trattenendo a stento un sorriso che se ci fosse stato il mio amico Piero e lo avessere raccolto ci sarebbero stati credo fragorosi e incontrollate crisi di chiassose risate.., di quelle terribilmente contagiose, irrefrenabili... 😂🤣😆 Però..,  bisognerebbe mostrarsi disciplinati anche il situazioni tali...  il "povero" tedesco avendo già assistito allo scarsissimo afflusso di pubblico al concerto dello straordinario coro connazionale, ci si mette pure un italiano che cerca di fregargli il posto...  tra decine e decine di poltrone vuote ...

 

Ottimo Mozart con  Perhaia, io li saltai a mio disdoro, non ricordo i motivi.

 

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@analogico_09 quando cercai di avvcinare na mia amica al'opera lirica, evitai ccuratamente il repertorio belcantistic tipo luciadi lammermoor, troppo difficioe per chi non è abituato. inizia cn il barbiere di siviglia, la forza del destinl addirittura un trinfo di poppea (h rischato). poi cl tempo sono passato a proporle altre, ma la musica è un percosro, non ututto è subito per tutti

ps tntissimi anni fa mia nipote, abituata a sentre usica  casa, saputo che mi avanzava un biglietto per la boheme mi ha chiesto di venire anche e (diciam 9 anni). per tutta la durata della rappresentzion èstata attenta, si è gosuta la musia m arirrivati mezzanottecominciava a cadere al sonno e durante la scena finale mi ha sussurato all'orechio "zio, ma questa quabto ci mette a morire?" ovviamente conosceva loera per averla asoltata in cd a casa

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Credo che la mia pèrima opera, delle poche cho ho visto inj teatro, fu  La Cenerentola di Rossini, poi Falstaff che trovai impegnativo ma grande musica. Poi Don GIovanni, poi opere barocche, non ricordo quale con le scenografie di Pizzi.., e poco altro. Beh.., arrivare a mezzanotte la bambina di 9 anni fu eroica... troppo forte la "battuta!" :classic_laugh:

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Tornando in topic e scusandomi per la digressione vanitosa, peraltro suscitata dal post di cactus dove si narrava d’una  bambina della veneranda eta’ di nove anni (non sei) che s’addormiva all’opera, penso che le trasmissioni televisive di arte in genere debbano fare i conti con i numeri d’ascolto ipotizzabili. E’ evidente che ai cultori ed appassionati piacerebbe una trasmissione su Scarlatti o Monteverdi, ma che seguito avrebbe anche a conferirle un taglio gradevole e accattivante all’alberto angela. almeno una nona potra’ far venire la curiosita’ in chi non e’ esperto di avvicinare altre sinfonie di Lvb e da cosa nasce cosa.

Ma una cosa e’ certa: amare e “sentire” la musica e’ un dono degli Dei, hai voglia a parlarne e a spiegare. Questo e’ importante ma come complemento non come strada maestra di avvicinamento. Se uno non trasecola al preludio del terzo atto del Tristano di suo, non c’e’ speranza che lo possa fare dopo dotta soiegazione. Persone coltissime ne sono impermeabili e fra gli stessi musicisti -che sono generalmente assorbiti dai loro repertori- a volte si resta a bocca aperta per la limitatezza delle conoscenze e della capacita’ di godimento.

Questo dono va suscitato in tenerissima eta’ e va coltivato. Il mondo dei suoni, degli strumenti acustici e della loro organizzazione in composizioni deve catturare ed entrare in simbiosi d’ascolto per vie di consonanze sottotraccia se no e’ fiato sprecato

  • Melius 1
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Per me la musica è stata ed è tuttora fonte di grande volontà di scoprire,aprir la mente a nuove forme,formule e interpretazioni del concetto di musica,non saprei o non ricordo cosa m'abbia stimolato ad aprirmi in tal modo alla musica nel senso più ampio,non sono stato instradato,in casa mia da bambino (anni 70) era sovente presente il sottofondo di musica classica,opera ma anche musica pop e jazz,quindi avevo l'abitudine alla musica come compagna,poi dopo la pubertà ricordo che ogni musica a me nuova e quindi non necessariamente attuale per quel periodo,mi incuriosiva e muoveva in me il desiderio di approfondire,tutta questa trafila per arrivare alla conclusione di non poter o saper attribuire il merito a cosa o chi m'abbia così foggiato.....

  • Melius 2
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Leggendo questi ultimi interventi mi è venuto in mente quello che per me è stato il primo avvicinamento alla musica: “I grandi musicisti”, una serie della Fratelli Fabbri di vinili da 10 pollici iniziata nel 1965, venduti in edicola

Ancora conservo qualcosa ed è un bel ricordo di gioventù

 

IMG_2935.jpeg

  • Melius 1
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6 ore fa, mozarteum ha scritto:

Amore a prima vista.

 

Hai iniziato in età più precoce della mia a scoprire la musica, ma mi pare si siano vissuti percorsi analoghi, quel pathos bruciante per l'arte dei suoni che ci fa sentire un poco speciali, affetti da una passione "elettiva" legalitaria.

Io ho iniziato poco sui 13 anni a scoprire la classica e il jazz, mentre già amavo i beatles e i R. S. e fu scoprendo il jazz, e  certi repertoti della classica, che mi diressi anche verso le musiche "esotiche" di culture diverse dalla nostra, da sempre appassionato dell'autentico folclore del "paese mio" di quando da ragazzino restavo rapito dalle musiche contadine (ricordi di autenticità, nessuna oleografia...) da quelle chiesastiche popolari, dai canti delle begnine in chiesa, dalle bande delle marce allegre e quelle da funerale, le litanie mantriche del rosario, e da tutte le altre forme musicali popolari. E dalle musiche sigle televisive di impronta classica... e mi piaceva ascoltare mio nonno appassionato di musica e di Opera che ogni tanto mi cantava un'aria di qualche opera a alle feste mi portava manina nella manona a sentire la banda in piazza che suonava dentro la cassa armonica.... Ero troppo piccolo e acerbo per capire cosa fosse quel certo fascino che mi si cacciava dentro ascoltando musiche di cui non sapero.., ma che sentivo estasiato, e credo che il vero battessimo della mia passione musicale fu allora, in modo totalmente istintivo, infantile, remoto e  fatale! Fanno più di 70 anni che seguo la musica con rinnovato interesse e  curiosità e amore, oggi meno attivo sul fronte dei concerti live (invidio amicalmente le tue attività di ascoltatore tenace e globtrotter, ora non me lo potrei permettere) ogni genere di musica, dalla più "colta" alla più modesta, purchè sia buona, ottima sublime espressione musicale. Neppure mi ci metto a ricapitolare le tappe dei miei viaggi musicali a 360 gradi (ho seguito molto di meno il rock, ma conosco e apprezzo ed amo le fondamentali, ho ascoltato tutto l'ascoltabile di decine e decine di grandi del jazz afroamericano, di classdica idem, avendo iniziato alla fine dei '60.., iniziai con Zecchi, Previtali, Urbini, e poi Pretre, Solti e gli altri grandi, a santacecilia), cui ogni tanto mi piace parlare qui nel forum, tra jazz e classica:  il jazz dai work song fino alle più estreme avanguardie; la classica, dal gregoriano alle ultime creazioni "contemporanee" come definizione, di fatto oramai già  "vecchie" mentre nulla di nuovo si muove sull'orizzonte. Non che le conosca tutte, ci mancherebbe ma credo essermene fatto una certa sommaria idea. Inoltre ho fatto per lunghi anni musica per diletto in ambito "professionistico" con immenso piacere e molto "utilmente" per poter capire più approfonditamente la musica.

Abbiamo in comune, credo, la capacità di provare l'estasi musicale che non si impara.., che si ha per talento naturale e che si potrà semmai sviliuppare, educare, esaltare, una cosa che come il coraggio se uno non ce l'ha non se la può dare.

Non intendo entrare in "competizione" con te su queste faccende dove non c'è chi ce l'abbia più lungo, però se riconosco un fratello di affinità elettive che mi risveglia qualche ricordo con i suoi propri ricordi mi viene spontaneo "rivelarmi"... 😊

Condivido gran parte delle tue osservazioni, ma questo in particolare no. Ne ho già speigato la ragione. Non vedo perchè il sublime Vespro di Monteverdi o qualche magica sonata di Sacarlatti, Alessando, ma anche di Domenico, non dovrebbe catturare l'attenzione e il piacere del non esperto o del neofita facendogli venire la curiosità di approfondire detti autori ed altri protagonisti della musica barocca e antica cosa, le relative prassi esecutive d'epoca, che non impedirebbe di allargare gli orizzonti repertoriali della storia della musica dove non vi è chi sia meglio o meno meglio. Conoscere Monteverdi non è meno fondamentale e godurioso che conoscere Beethoven e per questo la più saggia pedagogia musicale, le forme di promozione e diffusione delle musiche di ogni tempo e paese dovrebbero essere improntate sull'idea di parità, di potere e dovere proporre questo e quello , Bach e Strawinsky, così si educa il popolo: restare sempre sui territori battuti è più comodo ma si rimane congelati in un solo angolino dell'immenso e meravigloso paesaggio della enorme storia della musica. Il quale rischia di restare nei libri e negli spartiti polverosi sempre più lontano  dal ricordo, dal cuore e dalla mente, dalla coscenza viva e diretta dell'essere umano universale.

 

4 ore fa, mozarteum ha scritto:

E’ evidente che ai cultori ed appassionati piacerebbe una trasmissione su Scarlatti o Monteverdi, ma che seguito avrebbe anche a conferirle un taglio gradevole e accattivante all’alberto angela. almeno una nona potra’ far venire la curiosita’ in chi non e’ esperto di avvicinare altre sinfonie di Lvb e da cosa nasce cosa.


 

 

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Il 16/09/2024 at 23:24, analogico_09 ha scritto:

nun se ne può più delle sinfonie di Beethoven, di come Beethoven fosse sordo e pure udisse tutto.

Dovevo ascoltare proprio la "nonna" insieme all'ottava diretta da Gatti con Orchestra Mozart venerdì 20 a Bologna, ma per un indisposizione del maestro verrà sostituito da Gardiner. 

Spero in un cambio comunque non deludente. 

Gardiner mi piace molto, non ho mai ascoltato neppure in disco un suo Beethoven. 

Chiedo a voi intenditori come potrebbe essere l'esecuzione. 

 

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Gardiner e' un ottimo interprete ma anche molto "camaleontico" ed egocentrico, conosce molto bene il " mestiere". Apprezzavo di più il "primo" Gardiner che non faceva "Broadway" del Vespro di Monteverdi ... Quindi io stesso non saprei dire come potrebbe essere la sua esecuzione beethoveniana.., in ogni caso, in assoluto l'

imprevisto vale per ogni direttore tornasse anche un Toscanini redivivo: il margine di rischio e' insito nella stessa natura "immateriale" e "liquida" della musica, basta poco per farla traboccare dal letto entro cui scorre libera e orgogliosa... Tempo fa ascoltai Gardiner con la Creazione di Haydn, orchestra Ceciliana moderna, ottima, idem il coro, e non mi dispiacque nonostante prediliga altri modi interpretativi. Gardiner sa come distribuire bene la coperta sulla filologia e sulla " tradizione"... senza lasciare i piedi di nessuna delle due fuori... 😃 diciamo che sa come accontentare chi... si accontenta.. Buon ascolto concertistico e facci sapere come sara' sembrato a te. 

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