biox Inviato 17 Ottobre Inviato 17 Ottobre Anteprima, in uscita il 23 Ottobre : James Brandon Lewis "Calling Antonin" 2026 It is a 2026 album by saxophonist James Brandon Lewis and his Red Lily group (featuring Kirk Knuffke, Melanie Dyer, Tomeka Reid, Joshua Abrams, and Chad Taylor). The project serves as an homage to Czech composer Antonín Dvořák. Il disco non è una semplice cover orchestrale, ma comprende composizioni originali di Lewis che sono variazioni, riletture o pezzi direttamente ispirati alle opere americane di Dvořák (1892-1895). 1
damiano Inviato 18 Ottobre Autore Inviato 18 Ottobre Il 16/10/2026 at 19:29, biox ha scritto: brano dove mi pare evidente il Post-Bop. E direi anche di buon livello Grazie D. 1
homesick Inviato 18 Ottobre Inviato 18 Ottobre Gat osken - baratri d'azzurro e pozzi di fuoco. Duo barese , solo batteria e chitarra difficile per me anche solo dare una definizione della musica che compongono ci sono influenze post rock , sicuramente jazz ma tanto altro ancora una bella scoperta. 1
damiano Inviato 25 Ottobre Autore Inviato 25 Ottobre Sono un paio di giorni che sto passando in rassegna un po' di musica che mi ha sempre appassionato e che può apparire lontana dalla mia passione per il jazz e cose simili. Ieri era il turno di Radiohead e quando sono passato a Kid A, per me un capolavoro assoluto, mi ha molto preso il brano "The National Anthem", la terza traccia. È molto "al confine" così come lo intendo io, c'è una sezione di fiati che, nota che ho letto da qualche parte, è stata suonata da una band jazz, invitata a suonare "come una band di Lingua" con la supervisione di Yorke e Greenwood. In particolare spiccano il trombone basso di Mike Kearsey, il trombone di Liam Kirkman ed Andy Bush alla tromba. Ciao D. 1 1
damiano Inviato 25 Ottobre Autore Inviato 25 Ottobre 33 minuti fa, one4seven ha scritto: che non ti aspetti Never say never.....adesso sto andando di Portishead 🙂 il meraviglioso Roseland Live Ciao D. 1
one4seven Inviato 25 Ottobre Inviato 25 Ottobre 1 minuto fa, damiano ha scritto: Never say never.....adesso sto andando di Portishead 🙂 il meraviglioso Roseland Live Ciao D. Se entri nel mondo del trip-hop downtempo non ne esci più 1
Questo è un messaggio popolare. Armando Sanna Inviato 25 Ottobre Questo è un messaggio popolare. Inviato 25 Ottobre Il 13/10/2026 at 19:13, one4seven ha scritto: Sopra ci suonano Pharoah Sanders, Graham Haynes, Trilok Gurtu etc... Il sax tenore di Sanders fa venire i brividi... “With a Heartbeat” fa parte di uno di quegli splendidi album nati dalla collaborazione tra Bill Laswell e l'immenso Pharoah Sanders (da ricordare anche gli altri lavori, come Message from Home e Save Our Children…). Molto bello anche l'album Points of Orders, dove uno splendido Toshinori Kondo richiama le sonorità e le performance del Miles Davis elettrico, contaminate da drum and bass e rap. I brani The White Arc e Iron Cross, si fondono creando atmosfere sognanti e rilassanti che da sole valgono l'acquisto dell'album 3
one4seven Inviato 25 Ottobre Inviato 25 Ottobre Bill Laswell è uno degli anelli di congiunzione più significativi tra generi. Dovrebbe campeggiare costantemente in questo 3d. Dal punto di vista "bassocentrico", e già questo la dice lunga, riesce a fondere linguaggi diversi: funk, jazz, dub, ambient, hip-hop, elettronica, world music etc etc.. in un sound sempre all'avanguardia. Difficile anche "stare dietro" a tutti i suoi progetti... La sua pagina su bandcamp è assimilabile ad una una enciclopedia > https://billlaswell.bandcamp.com/
one4seven Inviato Lunedì alle 16:15 Inviato Lunedì alle 16:15 Nel frattempo (oramai i miei ascolti sono tutti "nel frattempo" ) James Brandon Lewis secondo me ha appena tirato fuori una gran bella perla... Calling Antonín Insieme ai Red Lily, omaggio ad Antonín Dvořák, fonde il jazz "contemporaneo" con la musica da camera e tradizione folk. Bello bello bello! Non me lo aspettavo... 1
Azoto One Inviato 11 ore fa Inviato 11 ore fa Il 25/10/2026 at 10:24, damiano ha scritto: Sono un paio di giorni che sto passando in rassegna un po' di musica che mi ha sempre appassionato e che può apparire lontana dalla mia passione per il jazz e cose simili. Ieri era il turno di Radiohead e quando sono passato a Kid A, per me un capolavoro assoluto, mi ha molto preso il brano "The National Anthem", la terza traccia. È molto "al confine" così come lo intendo io, c'è una sezione di fiati che, nota che ho letto da qualche parte, è stata suonata da una band jazz, invitata a suonare "come una band di Lingua" con la supervisione di Yorke e Greenwood. In particolare spiccano il trombone basso di Mike Kearsey, il trombone di Liam Kirkman ed Andy Bush alla tromba. Ciao D. io sono fissato con questo brano, non so cosa c'entra col jazz ma va bene così
damiano Inviato 1 ora fa Autore Inviato 1 ora fa 10 ore fa, Azoto One ha scritto: sono fissato con questo brano, non so cosa c'entra col jazz ma va bene In effetti, ma come dici tu "va bene così* Fa parte di quelle cose che "girano" dentro ognuno di noi e che seguono percorsi molto personali. Qualcuno le chiama "lato oscuro" 🙂 Tra l'altro mi sono accorto che nel mio post il T9 fece un disastro: Yorke e Greenwood invitarono i musicisti jazz a suonare come "una band di Mingus" non "band di lingua"...puah la tecnologia Ciao D.
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