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Ai confini del Jazz


damiano

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7 ore fa, one4seven ha scritto:

parla di No Time for Time di Pal Thowsen, Jon Christensen, Terje Rypdal, Arild Andersen

Meraviglioso, ho citato tante cose di Arild Andersen e Terje Rypdal e non capisco perché non l'ho mai postato. Comprai l'lp in un mercatino dell'università nel 80 e lo presi per curiosità perché diceva Zarepta Records che non conoscevo affatto.

Ciao

D.

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@analogico_09 Questa musica mi ridona la stessa incredibile sensazione che provai al Centro Palatino troppi anni fa (1978?) in quel concerto che mi aprì il mondo dell'Arkestra. Un caleidoscopio meraviglioso fatto di fantasia, creatività, voglia di sperimentare e di superare barriere e confini. Sun Ra in vestito galattico, sacerdote della celebrazione si muoveva silente e felpato tra conduzione, tastiere, retropalco. Musica nera radicata in maniera totale nella tradizione afroamericana. C'era tutto, non mancava nulla da Fletcher Henderson a Marte. Ai miei occhi di adolescente di 13 anni sentii di non volere altro, grato a mio cugino per avermi portato e grato di esserci. Oggi che di anni ne ho 60 quelle sensazioni e quei brividi non arretrano di un millimetro. Potenza della grande musica. Grazie per il link....

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@analogico_09 Grazie...avere 13 anni secondo mi ha aiutato. Niente sovrastrutture inutili e false. Anche io naturalmente ero al concerto a Piazza Mancini metà anni 80, e anche quella fu un'esperienza indimenticabile. Siamo stati fortunati, tanto, abbiamo visto un pò tutti grandi maestri che questa musica l'hanno forgiata e nulla si è perso nella mia memoria. Bellissimo quel link con Cherry e Shepp. La musica afroamericana per me è un unicum dipanatosi nei secoli....Philly Joe Jones, con Clifford Jarvis, Don Cherry con Lester Bowie, non ci sono paletti, nessuna divisione, il fiume è uno ed uno solo. Grazie ancora

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