analogico_09 Inviato Domenica alle 13:17 Condividi Inviato Domenica alle 13:17 In questa avanguardia Artkestrale c'è l'orchestra di Fletcher Handerson... Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1798072 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato Domenica alle 16:53 Autore Condividi Inviato Domenica alle 16:53 7 ore fa, one4seven ha scritto: parla di No Time for Time di Pal Thowsen, Jon Christensen, Terje Rypdal, Arild Andersen Meraviglioso, ho citato tante cose di Arild Andersen e Terje Rypdal e non capisco perché non l'ho mai postato. Comprai l'lp in un mercatino dell'università nel 80 e lo presi per curiosità perché diceva Zarepta Records che non conoscevo affatto. Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1798164 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
egalli Inviato Lunedì alle 16:57 Condividi Inviato Lunedì alle 16:57 @analogico_09 Questa musica mi ridona la stessa incredibile sensazione che provai al Centro Palatino troppi anni fa (1978?) in quel concerto che mi aprì il mondo dell'Arkestra. Un caleidoscopio meraviglioso fatto di fantasia, creatività, voglia di sperimentare e di superare barriere e confini. Sun Ra in vestito galattico, sacerdote della celebrazione si muoveva silente e felpato tra conduzione, tastiere, retropalco. Musica nera radicata in maniera totale nella tradizione afroamericana. C'era tutto, non mancava nulla da Fletcher Henderson a Marte. Ai miei occhi di adolescente di 13 anni sentii di non volere altro, grato a mio cugino per avermi portato e grato di esserci. Oggi che di anni ne ho 60 quelle sensazioni e quei brividi non arretrano di un millimetro. Potenza della grande musica. Grazie per il link.... 2 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1798789 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. analogico_09 Inviato Lunedì alle 22:50 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato Lunedì alle 22:50 @egalli Grazie della tua testimonianza. Ascoltare l'Arkestra di Sun Ra a 13 anni e provare sensazionin"battesimali" così stimolanti che persistono in età matura, dopo tanta musica passata, ascoltata e magari suonata, sotto i ponti, va considerato come un privilegio raro che ci accompagnerà a vita. Io iniziai ad ascoltare Sun Ra sempre nei '70, quando ero già adulto in 5 occasioni, l'ultima nell''86 o 87 al teatro tenda Mancini ed ogni volta si è rinnovato il grande stupore e la felice fascinazione che sempre ci venivano regalati da quella comunità musicale, più che una semplice orchestra, fornita di solisti di eccezionale valore capace di fare musica, recitazione, filosofia, "mistica", teatro, danza, "fantascienza", spettacolo totale e globale, cosmico, nella più libera, florida e poetica vena improvvisativa, attravresando l'intera storia del jazz, come da te ricordato. Da Fletcher Henderson (primo nume tutelare di Sun Ra, come Ellington lo fu di Mingus) con eterno e rinnovato senso dello swing fino alle più spinte propaggini del free jazz. Quanto potrei dare in cambio se per qualche felice sortilegio mi fosse concesso di tornare indietro nel tempo per assistere ad uno dei concerti più straordinari di Sun Ra che chiama a suonare, insiema ai suoi stabili, musicisti stellari del calibro di Archie Shepp, Don Cherry, Lester Bowie, Philly Jo Jones, Don Moye dell'AEOC.. una delle cose migliori del jazz d'avanguardia, il grande jazz della negritudine vitale, attuale più che mai e che non mi stancherò mai di ascoltare. Un live a Berlino 1983 Il duo Don Cherry e Philly J. Jones.., l'entrata di Sun Ra, il catalizzatore, e di Bowie, gli altri e via via riesplode il pieno orchestrale... Un jazz che entra in orbita, una musica del silenzio, dell'allusione, del non detto, dell'esplosione che tracima musicalità da ogni minimo suono. RIcorda le performance del "demiurgo" Miles... Un concerto capitale, "ultramusica" della quale le avanguardie della tradizione classica fecereo gran tesoro. Il jazz del futuro che segnava l'evoluzione dell'estetica musicale afroamerica (im)mortale e irripetibile C'è un delizioso momento in cui Don Cherry e Archie Shepp si lanciano in improvvisazioni RAP... Don Cherry in stato di grazia e forse primo protagonista in feeling in quella riunione di geni musicali. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1798951 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. analogico_09 Inviato Lunedì alle 22:54 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato Lunedì alle 22:54 Un paio di immagini diapositive che scattai durante un concerto romano del 1980, Palazzo dei Congressi, EUR Il grande Maresciallo ultra centenerio... 3 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1798953 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
egalli Inviato Martedì alle 10:36 Condividi Inviato Martedì alle 10:36 @analogico_09 Grazie...avere 13 anni secondo mi ha aiutato. Niente sovrastrutture inutili e false. Anche io naturalmente ero al concerto a Piazza Mancini metà anni 80, e anche quella fu un'esperienza indimenticabile. Siamo stati fortunati, tanto, abbiamo visto un pò tutti grandi maestri che questa musica l'hanno forgiata e nulla si è perso nella mia memoria. Bellissimo quel link con Cherry e Shepp. La musica afroamericana per me è un unicum dipanatosi nei secoli....Philly Joe Jones, con Clifford Jarvis, Don Cherry con Lester Bowie, non ci sono paletti, nessuna divisione, il fiume è uno ed uno solo. Grazie ancora 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799173 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. analogico_09 Inviato Martedì alle 15:09 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato Martedì alle 15:09 Altra esperiqnza indimendicabile fu prima, o dopo, al festival del jazz di Ravenna, e poi al Pescara Jazz nel Luglio '76, un concerto storico, rimasto negli annali del jazz e di Sun Ra. Un concerto interminabile allo stadio di calcio dove venne trasferita dal parco della Naidi la manifestazione pescarese a causa delle violente contestazioni che erano iniziate l'anno prima di gruppi di sbalestrati che aggreriono il luogo nel tentativo di entrare gratis al grido di "La musica è la nostra e nopi ce la prendimo"... e si pagava 3.000 lire!!! tre serate piene di musicisti stratosferici: Mingus, Sun Ra, Art Blakey, Sam Rivers, la nostra eccellenete Unità Musicale, Eraldo Volontè, Giorgio Azzolini, Eddie Daniel, etc.., un continuum di delizie musicali in piena, inarrestabile continuità "fluviale" che sfogava nel mare magnum del grande jazz afroamericano, tale anche quando si "colorava" di bianco... Gli attacchi dei "portoghesi" iniziarono l'anno prima durante l'esibizione di Don Cherry che fu costretto a smettere.., aveva iniziato alla grande, una musica tesa e mistica, un "free etnico" pieno di colori sonori, musicali, poetici, con lui c'era Frank Lowe, un sassofonista viscerale, Bengt Berger alle percussioni, Johnny Dynai, basso.... il concertto andò avanti per un po' tra gli scontri con la polizia che cercava di impedire l'assalto, le urla dei manifestanti e qualche esplosione fuori dai cancelli.., alla fine Don Cherry che ripeteva incessantemente come un mantra music music musi music... fi costretto a sloggiare... Registrai tutto, una musica eccezionale con sopra le grida, i clamori.., fu sparato un colpo di pistola in aria..., e questa cosa ha un fascino particolare: il messaggio di pace di Cherry sovrastato dalla violenza... una cosa straniante e a suo modo affascinante perchè non si trattò di fare un montaggio artistico.., ovvero un artefizio.., rappresentava bensì la realtà. Scusate queste divagazioni in tema, ma non si andava ai concerti solo per sentire musica e ognuno a casa sua, ma anche per vivere esperienze di vita che si fondevano con l'arte, la poesia, a volte l'intempreranza e la violenza. Questi ricordi sono impregnati di musica e le musiche impregnate di questi ricordi. Anche ai concerti, raduni rock succedeva questo.., il pubblico era parte attiva della manifestazione, perchè la musica era "attiva" - non si andava ad ascoltare il bel suono, la bella melodia, il virtuosismo tecnico - fungeva da stimolo per i musicisti, spesso si creavano dei problemi ma in tutte quelle baraonde si era vivi, perchè viva era la musica. Oggi fortunatamente nessuno più cerca di sfondare i teatri e altri luoghi dei concerti che hanno costi da mutuo..., si fa il sold-out, si va spesso non sempre anche per esserci. Su questo prima o poi da qualche parte vorrei trornare. Scisate l'ivasione di spazio, mi ritiro di buyon ordine nei miei appartamenti.... C'è un filmato nel tubo qualità scadente e tuttavia prezioso Alcune immagini che realizzavo mentre ero in trance durante l'ascolto. Scattavo da lontano, sulle gradinate dello stadio con un 135 mm 400 asa da tirare a 1000 in ase di sviluppo: limiti che sono un po' le virtù dell'analogico. I ballewrini sembrano dei diavoletti.., figure ancenstrali, un immaginario totalmente AFRO tribale. 5 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799336 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
Questo è un messaggio popolare. Gaetanoalberto Inviato Martedì alle 18:33 Questo è un messaggio popolare. Condividi Inviato Martedì alle 18:33 Visto che le due polacche mi hanno dato un attimo di tregua, oggi ho ascoltato per la prima volta questo "Stream" di Fergus McCreadie, uno scozzese che unisce il jazz contemporaneo alle melodie del folk scozzese. Dopo terre e boschi, qui l'elemento è l'acqua, con una bella mescolanza di atmosfere fluide e vigorose. Con lui David Bowden al contrabbasso e Stephen Henderson alla batteria Nelle le melodie e per fortuna non troppo scolastico. Piacevatelo. 2 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799435 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
biox Inviato Mercoledì alle 09:51 Condividi Inviato Mercoledì alle 09:51 Io ve lo dico... Alabaster de Plume "Dear Children Of Our Children, I Knew: Epilogue" 2026 ...a me non sembra particolarmente ispirato, sarà il caldo... Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799813 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
biox Inviato Mercoledì alle 10:28 Condividi Inviato Mercoledì alle 10:28 Visto che era piaciuta a @Gaetanoalberto e @dariob Aja Monet "The Color of Rain" 2026 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799831 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
biox Inviato Mercoledì alle 10:53 Condividi Inviato Mercoledì alle 10:53 Paon "Philosophie du Soi" 2026 Art Pop Nu Jazz, per la cantautrice francese Pernelle 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1799858 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
biox Inviato Mercoledì alle 16:19 Condividi Inviato Mercoledì alle 16:19 Joe Lovano "Paramount Quartet" 2026 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1800081 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato ieri alle 08:44 Autore Condividi Inviato ieri alle 08:44 16 ore fa, biox ha scritto: Paramount Quartet" 2026 Bellissimo! Ero sul punto di postarlo 😉 E Julian Lage mi piace assai.... Ciao D. 1 Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1800546 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
damiano Inviato 14 ore fa Autore Condividi Inviato 14 ore fa E visto che con il Paramount Quartet mi "spasso" a mettere qualcosa lontano nel tempo ma filologicamente molto vicino. Garbarek, Connors, Taylor, Weber, Christensen - Arrivee Ciao D. PS. Il canale YT di Mauricio Castro è una miniera Link al commento https://melius.club/topic/22324-ai-confini-del-jazz/page/113/#findComment-1801085 Condividi su altri siti Altre opzioni di condivisione...
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