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Ai confini del Jazz


damiano

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11 minuti fa, dariob ha scritto:

MHO la dimensione ideale per quella formazione è live !

Per quel tipo di musicisti il live è sempre l'ideale: quella formazione l'ho mancata, live, perché era all'aperto e si è scatenato l'inferno metereologico.

Detto ciò, credo la fusione freddina non sia con questi nomi: l'Elettric Band di Corea, certi di dischi di Cobham , tanto per fare qualche nome , lo sono molto di più fredde.

Per me ovviamente

 

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16 ore fa, damiano ha scritto:

Ne parlavo tempo fa con Peppe @analogico_09, che non lo ama particolarmente, e gli davo il mio punto di vista proponendogli la visione di Metheny che era riuscito (finalmente) a rompere le barriere come nessuno prima di lui. L'avrò visto live almeno una decina di volte ed una di quelle che ricordo meglio è stato nel luglio 91, con mia moglie seduta vicina che aspettava nostra figlia, dove il PMG era il concerto di apertura per Miles allo stadio olimpico. Miles non era in buona forma, sarebbe mancato di li a pochi mesi, ma il ricordo che ho è vivido e gioioso, come la musica dovrebbe sempre essere.

 

Ricordo Daminao, ne parlammo nel topic del Jazz, in questo post
https://melius.club/topic/1001-jazz/?do=findComment&comment=1148233  riporto le mie impressioni su quello che fu uno o degli ultimissimi concerti di Davis prima della morte, controvesro ma a tratti, momenti che durano per sempre, folgorante. 

In quella stessa pagina facemmo due chiacchiere su quel concerto e d'intorni, sulla lunghissima performance di Methny che suonò prima di Davis e che, mettici pure il caldo che faceva.., a te fregarono dalla macchina le bottiglie di acqua minerale... :classic_laugh: mi lasciò sfinito. Pure la formazione era "caciarona"... Sarà un mio limite ma il chitarrista avrà tutto formalmente ma non riesco a coglierne, a riconoscere il feeling jazzistico come lo intendo io, né lo spirito più "proprio", immediato del rock.., per cui quando voglio ascoltare jazz vado di Jim Hall, quando voglio ascoltare rock, c'è J. Hendrix... e, in entrambin i generi, una marea di eccellenti musicisti più o meno "autoctoni"...

Comuqnue quella fu una serata davvero esaltante, tutto incluso, specialmente per te e gentile futura mamma entrambi in attesa del lieto evento!  :classic_smile:

 

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@one4seven @senek65 @dariob

21 ore fa, one4seven ha scritto:

aggiungere anche che il "sound" dei 90, l'estetica sonora dei '90, (al quale nessun genere si sottrae) è proprio tendente al "freddino".

È molto vero. Era la.caratteristica sonora di molte produzioni in particolare delle produzioni che venivano etichettate come "jazz europeo", che era un calderone di tante cose. Con l'etichetta "jazz europeo" molti intendevano la musica afro-americana che cercava la fusione con la cultura classica europea ed il risultato era spesso deludente. Ricordo Arrigo Polillo, negli anni 80, che in una recensione sulla 'sua" rivista scrisse che il disco che aveva ascoltato poteva essere usato come colonna sonora di un film porno.

Ciao

D.

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Ed ecco la bandiera che rappresenta al meglio il "confine". Un artista del quale si parla e si straparla quando ci si avvicina all'argomento musica jazz e derivati. A me piace molto e confesso di possedere molto della sua discografia. Che musica suona? Non so rispondere, la partenza è il jazz e la fusione con la cultura musicale europea mi pare ben suonata

 

 

Ciao

D.

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Gaetanoalberto

@damiano Bellissimo. A me pare che il fraseggio tra il tenore di Jan ed il contrabbasso (Weber?), portino con sé un respiro jazz, se poi al confine non so, ed aprano una bella finestra sulla produzione "bianca" ed europea, che magari potrebbe essere definita "al confine" in quanto tale.

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Gaetanoalberto

@damiano Bellissimo. A me pare che il fraseggio tra il tenore di Jan ed il contrabbasso (Weber?), portino con sé un respiro jazz, se poi al confine non so, ed aprano una bella finestra sulla produzione "bianca" ed europea, che magari potrebbe essere definita "al confine" in quanto tale.

Come al solito poi mi manca la competenza di parte tecnica,  e vado più a sensazioni dell'animo.

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Il "Rondò Amoroso" è stato pubblicato nell'album "Dresden" un doppio live del 2007. Che è l'anno della transizione, al basso, tra il suo compagno di 1000 battaglie Eberhard Weber, fermato per motivi di salute, ed il giovane brasiliano Yuri Daniel.

Andai al concerto di lancio ed il Rondò mi lasciò senza fiato per la sorprendente bellezza. Concatenato a Twelve Moons è la chiusura perfetta di un cerchio, aperto tanto tempo prima.

Il suono di Garbarek è unico, un mio amico sassofonista dice che è ampio, e fa il gesto con le braccia ad indicare una cosa larga. Gli chiedo sempre cosa voglia dire e mi fa capire che la caratteristica peculiare è la capacità di esprimere al meglio tutti gli armonici dello strumento, mantenendo la naturalezza della voce senza farla sembrare grassa in modo innaturale.

Un concerto di Garbarek va sentito almeno una volta nella vita 🙂

Ciao

D.

 

 

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14 minuti fa, one4seven ha scritto:

Ecco... Il mio primo approccio lo ebbi con "Visible World". Me ne

Bello "Visible World". Io sono diventato fan dopo aver comprato (in Portogallo) "It's OK to Listen to the Grey Voice" con David Torn alle chitarre. Il voicing di Torn, a tratti aggressivo,  offre a Garbarek uno spazio decentrato dove spaziare e l'effetto rende il disco, a mio giudizio, un piccolo capolavoro. Consiglio un giretto sulle piattaforme, brani come "One Day in March I Go Down to the Sea and Listen"  oppure "Mission: To Be Where I Am" sono da pelle d'oca.

Ciao

D.

 

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