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Melius Club

Gli ammazza giganti non esistono in hifi, ma … esistono i giganti dai piedi d’argilla.


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Mighty Quinn

@iBan69

Carissimo ,

Proviamo a rimanere IN TOPIC al 100%

Ti ricordo il tuo bel titolo: Gli ammazza giganti non esistono in hifi, ma … esistono i giganti dai piedi d’argilla. 

@scroodge se non ricordo male tempo fa scriveva che ancora non ha letto chi sono i Grandi Pedoargillati 

Ma tu scrivi che ci sono 

Allora: cominci tu a fare la tua, personale sacrosanta e insindacabile lista? 

Poi magari chi vuole può aggiungere o togliere nomi 

È un gioco, dunque giochiamo

  • Haha 1
20 minuti fa, mozarteum ha scritto:

La risposta in frequenza e’ l’ultimo dei problemi.

E' il primo, se non c'è quella inutile andare avanti. E non lo dico io.......... Non sufficiente ovviamente ma primo punto da smarcare. Deve essere almeno decente. Se non lo fosse puoi cambiare tutto quello che ti pare. L'errore è guardare quella e vedere solo quella. La rif dice molto. Puoi aver sentito tutto quello che ti pare, se tecnicamente non sai quello che succede hai voglia di cercare giganti. Questo non preclude che a caso si possa raggiungere un buon risultato, nel caso la rif sarà almeno decente come decente sarà quello che si porta dietro in quella condizione.  

1 ora fa, iBan69 ha scritto:

guarda che non sei obbligato a leggere o scrivere su questo forum ... puoi anche darti all’ippica, intanto nessuno se ne accorgerebbe. 

Mamma mia che livello.

1 ora fa, appecundria ha scritto:

La via di mezzo è appunto la verosimiglianza.

 

Ma basta anche la plausibilità. 

Chiunque ha un contatto costante con la musica acustica si accorge benissimo che un impianto molto performante se la cava bene a restituire un timbro e un bilanciamento tonale credibili, addirittura verosimili, degli strumenti. 

Sulla dinamica, nei casi virtuosi, si può addirittura parlare di realismo. 

 

Ma quando si guarda l'aspetto spaziale, da dove provengono i suoni, dove sono collocati gli strumenti, ecc...insomma le tre dimensioni del suono, il confronto col live è semplicemente impietoso. 

Sempre. 

Ci sono impianti che fanno meglio di altri, soprattutto se inseriti in ambienti appropriati o fortunati, ma il massimo ottenibile è una vaga plausibilità. 

Questo non è un caso, i limiti su esposti sono già codificati nella ripresa stereofonica (di qualsiasi tipologia essa sia, ce ne sono tante) che per sua natura contiene approssimazioni spaziali anche grossolane rispetto al riferimento di una capa e due orecchie messe in uno spazio reale davanti a musici in carne e ossa. 

 

Ma il cervello si adatta, accetta che è un altra cosa e gode comunque. 

1 ora fa, iBan69 ha scritto:

guarda che non sei obbligato a leggere o scrivere su questo forum ... puoi anche darti all’ippica, intanto nessuno se ne accorgerebbe.

 

Apperò

Si vero. Pero’ per fortuna quando si ascolta dal vero le situazioni possono essere tante (dipende dalla qualita’ della sala, dalla posizione d’ascolto) e non sempre si coglie la tridimensionalita’ nella

misura da te detta.

In alcune sale formidabili acusticamente il valore sta anzi nella capacita’ di risonanza della sala e di “ fusione” del suono: non nel senso di confonderlo, ma di esaltarne la componente “concertante”.

Le sale che invece atomizzano i suoni e ne fanno cogliere la direzionalita’ anche da lontano sono sale “sorde”.

Dipende poi anche dal tipo di musica che si esegue. Come non ogni impianto va bene per ogni tipo di musica, cosi’ una sala

che esalta Stravinsky non e’ il

top per Bruckner o viceversa.

In questo bailamme si colloca l’avventura audiofila che percio’ non puo’ prescindere a mio avviso da esperienza del suono vero 

 

  • Melius 2
1 ora fa, prometheus ha scritto:

Questo concetto mi pare lapalissiano... ambiente e diffusori ok, ma questi non suonano da soli figuriamoci poi suonare anche bene. Intendendo per bene che un violino deve suonare come un violino, non come una sega elettrica o un richiamo di gatto in calore. 

Bravo, sembra che in Hi Fi, sistemato l' ambiente, e già bisogna intendersi, assorbente, diffondente, misto, dove, davanti ,dietro, i lati, le prime riflessioni e via dicendo, poi buoni diffusori, e voilà, tutto a posto, basta un bel Rotel , con rispetto parlando, da poco, e la magia è belle e pronta !!! 

Purtroppo, e lo dico con rammarico, visto il tempo, le prove, gli investimenti e la costanza, non funziona così, a meno di voler solo dinamica e forza, ma la raffinatezza e la qualità, stanno in piccoli dettagli e spesso da altre parti  . . . 

saluti , Dario 

3 ore fa, Gici HV ha scritto:

ad esempio a me la classica non piace proprio...

Dire cosi’ pero’ non ha molto senso.

La cd classica comprende musica che va dal medio evo a sciarrino e attraversa molti secoli e quindi molti stili anche profondamente diversi.

Se si ascolta un pezzo di Mozart e non  piace questo non piacere come

puo’ essere trasferito su tutta la produzione musicale plurisecolare?

Magari potrebbe esserci qualche autore che potrebbe piacere perche’ piu’ vicino alle corde di chi ascolta.

E’ una produzione sterminata qualcosa che piace prima o poi si incontra e da li si puo’ partire.

Fermo restando che poi uno ascolta quello che piace.

Ma trovo che solo nei forum audiofili si dica senza un po’ di imbarazzo cultutale a me la musica classica non piace.

Provate a sostituire

musica classica con letteratura classica o arte rinascimentale...

Meglio non dirlo😄

  • Melius 2
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

Puoi sentire tutti i dettagli che la registrazione contiene (avendo a riferimento la cuffia ad esempio) ma alla fine il risultato non e’ verosimile

Ecco, molto condivisibile, per me è proprio così, se la musica ti ingaggia, non è mai per forza bruta, dinamica travolgente, iperdettaglio iperdefinito, ma è l' insieme che porge in modo coerente e corretto, verosimile all' evento, che un buon impianto può e deve ricreare con un senso di valido realismo, anche  se sottolineo il verosimile, perchè non sarà mai possibile ricreare l' evento originale . . . 

saluti , Dario 

2 ore fa, iBan69 ha scritto:

guarda che non sei obbligato a leggere o scrivere su questo forum ... 

a che titolo affermi questo ?se puoi chiarire

la tua affermazione , letta così mi sa di notizia... 

@cactus_atomo 

@appecundria

@31canzoni

 

 

1 ora fa, grisulea ha scritto:
1 ora fa, mozarteum ha scritto:

La risposta in frequenza e’ l’ultimo dei problemi.

E' il primo, se non c'è quella inutile andare avanti. E non lo dico io.......... Non sufficiente ovviamente ma primo punto da smarcare.

Dai, però ti contraddici e non poco, ma quale sistema audio almeno decente non ha risposta in frequenza sufficiente, oggi  ??? Immagino tu stia scrivendo in modo paradossale, se no non ti seguo  . . . 

saluti , Dario 

48 minuti fa, mozarteum ha scritto:

Si vero. Pero’ per fortuna quando si ascolta dal vero le situazioni possono essere tante (dipende dalla qualita’ della sala, dalla posizione d’ascolto) e non sempre si coglie la tridimensionalita’ nella

misura da te detta.

In alcune sale formidabili acusticamente il valore sta anzi nella capacita’ di risonanza della sala e di “ fusione” del suono: non nel senso di confonderlo, ma di esaltarne la componente “concertante”.

Le sale che invece atomizzano i suoni e ne fanno cogliere la direzionalita’ anche da lontano sono sale “sorde”.

Dipende poi anche dal tipo di musica che si esegue

 

Certamente ma sono tutte situazioni reali di fatto  irriproducibili. 

Attieniti soltanto alla tua memoria acustica. 

Pensa, per dire, a una decima fila in platea della migliore sala che ricordi, perfetto rapporto distanza da orchestra/estensione orizzontale della compagine, tempi e frequenze di riverberazione ben bilanciate, perfetto rapporto tra individuazione spaziale (quando utile) degli strumenti e amalgama, struttura del messaggio musicale percepito. 

Ti è mai sembrato di ritrovare quella percezione acustica spaziale in un impianto di riproduzione? 

Io penso di no. 

Perché? Perché una coppia di cardiodi sovrapposti e angolati a 90 gradi, oppure spaziati di 17cm con stessa angolazione, oppure due omnidirezionali spaziati di qualche metro, oppure due dipoli (in gergo figura a 😎😎) sovrapposti, oppure... qualsiasi altra diavoleria di configurazione...contengono tutte a loro modo errori spaziali incorregibili quando capitano suoni rispetto a una capa, un naso, due orecchie ecc. 

So che sembra banale, ma la cosa ha implicazioni che solo conoscendo la materia si possono apprezzare nella loro enormita'. 

Ma non bisogna essere certo esperti di tecnica microfonica per rilevarle all'ascolto. 

 

A tutta sta roba aggiungiamoci le approssimazioni speculari che dal lato opposto della catena introduce una coppia di casse davanti a una coppia di orecchie, e come se non bastasse mettiamo pure lo stillicidio introdotto da un altro pachiderma in cristalleria: l'ambiente dove si ascolta il segnale musicale riprodotto, che però già in sé contiene (almeno in parte) l'ambienza del luogo in cui è stato ripreso. 

Insomma una stanzetta che suona insieme alla sala del Musikverein. 

Un bel bordello. 

 

P. S. Le due faccine idiote stanno per otto, sti correttori mi porteranno al manicomio. 

41 minuti fa, aldofranci ha scritto:
1 ora fa, appecundria ha scritto:

La via di mezzo è appunto la verosimiglianza.

Ma basta anche la plausibilità. 

Chiunque ha un contatto costante con la musica acustica si accorge benissimo che un impianto molto performante se la cava bene a restituire un timbro e un bilanciamento tonale credibili, addirittura verosimili, degli strumenti. 

Sulla dinamica, nei casi virtuosi, si può addirittura parlare di realismo. 

Ma quando si guarda l'aspetto spaziale, da dove provengono i suoni, dove sono collocati gli strumenti, ecc...insomma le tre dimensioni del suono, il confronto col live è semplicemente impietoso. 

Sempre. 

Ci sono impianti che fanno meglio di altri, soprattutto se inseriti in ambienti appropriati o fortunati, ma il massimo ottenibile è una vaga plausibilità. 

Faccio presente che la spazialità è molto figlia delle incisioni, e dei generi musicali, dove spesso il rock è piatto e di profondità, nisba, e anche nel Jazz, trovi grandi incisioni con timbrica e dettaglio ineccepibili, ma se siamo davanti ad un trio o un pianoforte solo, quanta profondità potrai mai avere ??? 

saluti , Dario 

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