Giu_seppe Inviato 15 Marzo 2025 Inviato 15 Marzo 2025 1 minuto fa, Roberto M ha scritto: Il lupo e’ la Russia, non gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti vogliono solamente non essere sempre loro a pagare la cena all’amico scroccone che viene sempre e non paga mai. Perdona mi sono confuso. Intendevo Europa Lupo e Trump Agnello, ho invertito gli animali.
max Inviato 15 Marzo 2025 Inviato 15 Marzo 2025 53 minuti fa, Roberto M ha scritto: Il lupo e’ la Russia, non gli Stati Uniti. Gli Stati Uniti vogliono solamente non essere sempre loro a pagare la cena all’amico scroccone che viene sempre e non paga mai. in effetti ...gli usa al momento sono più simili allo sciacallo che si ciba di piccole prede e degli avanzi dei predatori (non solo russi) ... nemesi non da poco per il paese che ha ''guidato'' l'occidente (seppure con alti e bassi) dopo il 1945 e su questa situazione ha costruito la sua attuale potenza economica (in decadenza), finanziaria e militare
permar Inviato 16 Marzo 2025 Inviato 16 Marzo 2025 9 ore fa, Roberto M ha scritto: Salvini veramente pessimo. Sta coi gli estremisti putiniani europea e con l’estrema sinistra di Melanchon e Fratojanni-Bonelli, oltre che con Conte, i populisti 5 stelle e mezzo PD, quello di Schlein, Strada e Tarquinio. Imbarazzante. Imbarazzante e' il tuo strabismo politico 2
Gaetanoalberto Inviato 16 Marzo 2025 Inviato 16 Marzo 2025 Il 23/02/2025 at 11:21, UpTo11 ha scritto: Quando il livello di idioti supera una certa soglia scatta lo sciacquone della storia. Ammazza, bellissim... fluuuuuussshhhhhh! (Perdinci, non ce l'ho fat...)
Roberto M Inviato 16 Marzo 2025 Inviato 16 Marzo 2025 2 ore fa, Gaetanoalberto ha scritto: Quando il livello di idioti supera una certa soglia scatta lo sciacquone della storia. E’ quello che sta succedendo ai sostenitori di Hamas nelle università americane. Arrestati e rispediti a casa.
Questo è un messaggio popolare. Gaetanoalberto Inviato 16 Marzo 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 16 Marzo 2025 1 minuto fa, Roberto M ha scritto: E’ quello che sta succedendo ai sostenitori di Hamas nelle università americane. Arrestati e rispediti a casa. Detto sinceramente, non confonderei Hamas e palestinesi, e nel caso mi chiederei chi ha spinto una massa di poveracci nelle braccia della disperazione che ti porta a quella bestialità, che non condivido negli esiti del 7 ottobre, ma che capisco nel risentimento profondo per una politica di oppressione. Ad ogni modo, siamo OT. Giorgia deve mantenere la linea dei due stati. 3
audio2 Inviato 16 Marzo 2025 Inviato 16 Marzo 2025 i due stati li ormai te li sogni ne basterebbe uno, se solo rispettasse la libertà di culto, di integrazione e di tante altre belle cose ma sempre sogni restano in iran c'è la più grande comunità ebraica residente in un paese mulsulmano, propongo uno scambio, volenti o nolenti anzi siccome i numeri non quagliano, via tutti gli ebrei dai paesi musulmani e dentro i palestinesi 1 1
briandinazareth Inviato 18 Marzo 2025 Inviato 18 Marzo 2025 tempo di scelte? mettersi a 90 ! meloni contro i dazi europei in reazioni all'attacco di trump. "Sono convinta che si debba continuare a lavorare con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno di intesa e scongiurare una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né Stati Uniti né Europa. Credo non sia saggio cadere nella tentazione delle rappresaglie, che diventano un circolo vizioso nel quale tutti perdono" 1
UpTo11 Inviato 18 Marzo 2025 Inviato 18 Marzo 2025 @briandinazareth Non dimenticare che yo soy cristiana, porge l'altra chiappa. 1
newton Inviato 18 Marzo 2025 Autore Inviato 18 Marzo 2025 @briandinazareth quando va alla casa bianca un altro bacino nel capo non glielo leva nessuno. In europa invece si avvia all'irrilevanza. In italia dazi, accise e tasse in aumento
wow Inviato 18 Marzo 2025 Inviato 18 Marzo 2025 Nell'esercizio di cerchiobottismo odierno, non ha scontentato Trump ed è riuscita a non nominare Zelensky in due ore di discorso.
wow Inviato 19 Marzo 2025 Inviato 19 Marzo 2025 Meloni funambola Fra Ue, Trump e Kyiv, la premier cerca di tenere insieme posizioni poco conciliabili tra loro Il Foglio Quotidiano 19 Mar 2025 TESTO REALIZZATO CON AI Giorgia Meloni cammina su un filo sospeso, cercando di bilanciare le aspettative europee, la fedeltà atlantica e la nuova realtà politica americana. Il suo discorso di ieri in Senato ha cercato di conciliare posizioni difficili: il sostegno all’ucraina, il legame con gli Stati Uniti di Trump, il ruolo dell’italia in Europa e la distanza dalla Russia. Un equilibrio complicato, dove ogni parola deve soddisfare più audience senza apparire troppo vicina a una parte o troppo distante da un’altra. Le sue dichiarazioni riflettono una cautela diplomatica, frutto della consapevolezza che ogni scelta geopolitica può avere risvolti complessi. Meloni ha ribadito la condanna dell’invasione russa e il sostegno all’ucraina, ma con un tono pragmatico, parlando di “spiraglio di pace” e lodando gli sforzi di Trump per un cessate il fuoco. Ha cercato di rassicurare il suo elettorato: l’italia non può permettersi iniziative autonome che mettano a rischio l’unità con i partner internazionali. Questo approccio prudente risponde alla necessità di non assumere una posizione troppo assertiva, ma al contempo, si sforza di dimostrare che l’italia resta un interlocutore solido nella scena internazionale. Nonostante il tentativo di avere un ruolo attivo, Meloni non ha i margini per essere protagonista. Il sostegno all’ucraina è fermo, ma il dilemma resta: come conciliare la fedeltà a Washington con l’autonomia dell’europa? Meloni ha respinto la proposta di inviare truppe in Ucraina e ha rilanciato l’idea di garanzie di sicurezza per Kyiv, ma la decisione finale spetta agli Stati Uniti e ai principali attori europei. Sul tema Trump, Meloni cerca di non farsi trovare impreparata, elogiando l’ex presidente per il suo impegno per la pace, ma evitando contrasto con la sua Amministrazione. Ha ribadito l’importanza di un’europa forte, ma complementare agli Stati Uniti. Tuttavia, l’affinità con Trump rischia di alienare l’unione europea, e le dichiarazioni di Meloni sono calibrate per evitare contrasto con le istituzioni europee. Questo equilibrio tra i legami con Trump e la necessità di non compromettere le relazioni con l’ue rende le sue dichiarazioni particolarmente delicate. Sul fronte europeo, Meloni ha parlato di una politica industriale più concreta e della lotta alla burocrazia di Bruxelles. Tuttavia, l’italia non ha ancora la capacità di influenzare realmente le dinamiche europee. Il suo appello per un’europa meno ideologica sulla transizione ecologica è condiviso, ma non basta per dettare la linea. L’immagine di un’italia pronta a farsi sentire in Europa è ancora lontana dalla realtà, nonostante la retorica forte. Il vero problema di Meloni è che, pur avendo idee chiare, è più spettatrice che protagonista nella politica internazionale. Il suo europeismo pragmatico non si traduce in azioni concrete, e la vicinanza a Trump la rende un’interlocutrice sospetta per l’ue. Questo svantaggio in termini di influenza internazionale limita la capacità di Meloni di raggiungere gli obiettivi dichiarati e di giocare un ruolo di primo piano. In sintesi, Meloni ha parlato con sicurezza, ma il suo discorso ha mostrato i limiti del suo margine di manovra. L’italia è pienamente inserita nel quadro atlantico, ma senza un ruolo di leadership, più funambolo che leader. La sua posizione internazionale rimane fragile, sospesa tra il voler essere un punto di riferimento per l’occidente e il mantenere spazio di manovra all’interno dell’ue.
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